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0.747.323.1

Traduzione1

Convenzione internazionale per l’unificazione di alcune regole del sequestro conservativo delle navi di mare

Conchiusa a Bruxelles il 10 maggio 1952
Approvata dall’Assemblea federale il 17 marzo 19542
Strumento d’adesione depositato dalla Svizzera il 28 maggio 1954
Entrata in vigore per la Svizzera il 24 febbraio 1956

(Stato 26 ottobre 2012)

Le Alte Parti contraenti,

riconosciuta l’utilità di stabilire di comune accordo alcune regole uniformi concernenti il sequestro conservativo delle navi di mare, hanno deciso di conchiudere una convenzione a tale scopo e hanno convenuto quanto segue:

Art. 1

Nella presente convenzione, le espressioni qui elencate sono usate con le comprensioni seguenti:

1. «Credito marittimo» significa: allegazione di un diritto o di un credito fondati su una di queste cause:

a.
danni provocati da una nave per urto o altrimenti;
b.
perdite di vite umane o lesioni corporali provocate da una nave o provenienti dall’esercizio di una nave;
c.
assistenza e salvataggio;
d.
contratti relativi all’uso o alla locazione di una nave per noleggio o altrimenti;
e.
contratti relativi al trasporto di merci per nave in virtù di un noleggio, di una polizza di carico o d’altro;
f.
perdite o avarie delle merci e dei bagagli trasportati per nave;
g.
avaria comune;
h.
prestito navale;
i.
rimorchio;
j.
pilotaggio;
k.
forniture di prodotti o di materiali, in qualsiasi luogo fatte a una nave per il suo esercizio o la sua manutenzione;
l.
costruzione, riparazioni, attrezzatura di nave o spese di cantiere;
m.
salari del capitano, degli ufficiali, dell’equipaggio;
n.
esborsi del capitano, dei caricatori, dei noleggiatori o degli agenti per la nave o per conto del suo proprietario;
o.
proprietà contestata di una nave;
p.
comproprietà contestata di una nave, oppure possesso, esercizio o partecipazione agli utili d’esercizio, di una nave in comproprietà;
q.
ogni ipoteca navale e ogni pegno morto;

2. «sequestro» significa: l’immobilizzazione – autorizzata dalla giurisdizione competente – di una nave per garanzia di un credito marittimo, esclusa però la detenzione di una nave per l’esecuzione di un titolo;

3. «persona» significa sia le persone fisiche e giuridiche, sia le società di persone o di capitali, sia gli Stati, le amministrazioni e gli enti pubblici;

4. «attore» significa la persona che allega a suo profitto l’esistenza di un credito marittimo.

Art. 2

La nave battente bandiera di uno degli Stati contraenti, non può essere sequestrata nella giurisdizione di uno Stato contraente, se non in virtù di un credito marittimo, ma le disposizioni della presente convenzione non comportano estensione o restrizione alcuna dei diritti e poteri di sequestrare una nave o di detenerla o di impedirle comunque di salpare, che, nell’ambito della loro giurisdizione, competono agli Stati o alle autorità pubbliche o portuali in virtù delle loro leggi e regolamenti interni.

Art. 3

1. Fermo restando il disposto del quarto capoverso qui appresso e dell’articolo 10, ogni attore può sequestrare, anche se pronte a salpare, sia la nave cui il credito si riferisce sia ogni altra nave appartenente a colui che era, al momento dell’insorgere del credito marittimo, proprietario della nave cui il credito si riferisce; ma nessuna nave, tranne quella cui il credito si riferisce, può essere sequestrata per i crediti previsti alle lettere o, p, q dell’articolo 1.

2. Delle navi sono reputate appartenere allo stesso proprietario quando tutte le parti di proprietà appartengono alla stessa o alle stesse persone.

3. Una nave può essere sequestrata e una cauzione o una garanzia pretesa, per lo stesso credito e dallo stesso attore, nella giurisdizione di uno o di più Stati contraenti, un’unica volta soltanto e, se in una di dette giurisdizioni una cauzione o una garanzia è prestata per ottenere la revoca del sequestro o per evitarlo, ogni ulteriore sequestro della stessa nave o di qualsiasi altra nave dello stesso proprietario, da parte dell’attore per lo stesso credito marittimo, sarà revocato e la nave sarà liberata dal tribunale o da qualsiasi altra competente autorità giudiziaria dello Stato in questione, salvo che l’attore provi esaurientemente al tribunale o all’altra competente autorità giudiziaria, che la garanzia o la cauzione erano state definitivamente liberate prima che l’ulteriore sequestro intervenisse oppure provi che c’è un’altra valida ragione per mantenere il sequestro.

4. Quando il noleggiatore risponde solo, di un credito marittimo relativo ad una nave noleggiata con rimessa della gestione nautica, l’attore può sequestrare quella nave o altra appartenente al noleggiatore, osservando le disposizioni della presente convenzione; ma in virtù di quel eredito non può sequestrare alcun’altra nave appartenente al proprietario.

Il capoverso precedente è pure applicabile nei casi in cui una persona diversa dal proprietario è tenuta a un credito marittimo.

Art. 4

Una nave può essere sequestrata soltanto con l’autorizzazione di un tribunale o di un’altra autorità giudiziaria competente dello Stato contraente nel quale il sequestro è effettuato.

Art. 5

Il tribunale o altra competente autorità giudiziario, nella cui giurisdizione la nave è stata sequestrata, se una cauzione o una garanzia sufficiente è prestata, revoca il sequestro, tranne quando si fonda sui crediti marittimi elencati nell’articolo 1, lettere o e p; in questo caso il giudice può o permettere al possessore, che presta garanzie sufficienti, d’esercire la nave o regolare la gestione della nave durante il sequestro.

Se le parti non si accordano sull’entità della cauzione o della garanzia, il tribunale o la competente autorità giudiziaria ne determinerà la natura e l’importo.

La domanda di revoca del sequestro, fondata su una tale garanzia, non significa ammissione di responsabilità né rinuncia al beneficio della limitazione legale di responsabilità del proprietario di nave.

Art. 6

Ogni contestazione circa la responsabilità dell’attore, per danni derivati dal sequestro della nave o per spese di cauzione o di garanzia prestate per liberare la nave o impedirne il sequestro, è regolata dalla legge dello Stato contraente nella cui giuris-dizione il sequestro è stato effettuato o chiesto.

La procedura del sequestro, l’ottenimento dell’autorizzazione, di cui all’articolo 4, e ogni altra questione procedurale originata dal sequestro, sono regolati dalla legge dello Stato contraente nella cui giurisdizione il sequestro è stato effettuato o chiesto.

Art. 7

1. I tribunali dello Stato nel quale il sequestro è effettuato sono competenti per statuire sul merito della questione:

sia se tali tribunali derivano la loro competenza dalla legge interna dello Stato nel quale il sequestro è effettuato;
sia nei casi seguenti singolarmente determinati:
a.
se l’attore ha la sua residenza abituale o la sua sede principale nello Stato nel quale il sequestro è effettuato;
b.
se il credito marittimo stesso sorge nello Stato contraente dal quale dipende il luogo di sequestro;
c.
se il credito marittimo sorge nel corso di un viaggio durante il quale il sequestro è effettuato;
d.
se il credito marittimo deriva da un urto o da circostanze, di cui all’articolo 13 della convenzione internazionale per l’unificazione di alcune regole in materia di urto fra navi, conchiusa a Bruxelles il 23 settembre 19101;
e.
se il credito marittimo deriva da assistenza o da salvataggio;
f.
se il credito marittimo è garantito da ipoteca navale o di pegno morto sulla nave sequestrata.

2. Se il tribunale, nella cui giurisdizione la nave è sequestrata, non è competente per statuire sul merito, la cauzione o la garanzia necessaria, secondo l’articolo 5, per la revoca del sequestro, dovrà pure garantire l’esecuzione di tutte quelle condanne che il tribunale competente nel merito potrà ulteriormente pronunciare; il tribunale o ogni altra autorità giudiziaria del luogo di sequestro assegna un termine entro il quale l’attore deve intentare l’azione davanti al tribunale competente.

3. Se le parti hanno convenuto clausole attributive della competenza ad altra giuris-dizione o clausole di arbitrato, il tribunale può assegnare al sequestrante un termine per proporre l’azione.

4. Nei casi previsti dai due capoversi precedenti, se l’azione non è intentata nel termine impartito, il convenuto può domandare la revoca del sequestro o la liberazione della cauzione prestata.

5. Il presente articolo non è applicabile ai casi contemplati dalle disposizioni della convenzione riveduta del 17 ottobre 18682 concernente la navigazione sul Reno.


Art. 8

1. Le disposizioni della presente convenzione sono applicabili in ogni Stato contraente ad ogni nave che batte bandiera di uno degli Stati contraenti.

2. La nave che batte bandiera di uno Stato non contraente può essere sequestrata in uno degli Stati contraenti per uno dei crediti elencati nell’articolo 1 o per qualsiasi altro credito che, secondo la legge di quello Stato, fonda il sequestro.

3. Tuttavia ogni Stato contraente può ricusare in tutto o in parte i vantaggi della presente convenzione ad ogni Stato non contraente e a ogni persona che non aveva, il giorno del sequestro, la sua residenza abituale o la sua principale sede in uno Stato contraente.

4. Le disposizioni della presente convenzione non modificano né influenzano la legge interna degli Stati contraenti, per quanto concerne il sequestro di una nave, nella giurisdizione dello Stato di cui essa batte bandiera, da parte di una persona che ha la sua residenza abituale o la sua sede principale in quello Stato.

5. Ogni terzo, diverso dall’attore originario, che per surrogazione, cessione o altro allega un credito marittimo è reputato, quanto all’applicazione della presente convenzione, avere la stessa residenza abituale o la stessa sede principale del creditore originario.

Art. 9

Le disposizioni della presente convenzione non creano diritti ad azioni, che, indipendentemente dalle norme della presente convenzione, non esisterebbero secondo la legge che il tribunale adito deve applicare.

La presente convenzione non consente agli attori alcuna misura cautelare diversa da quella che detta legge e, ove sia applicabile, la convenzione internazionale sui privilegi e le ipoteche navali1, accordano.


Art. 10

Le Alte Parti contraenti possono, all’atto della firma, del deposito degli istrumenti di ratificazione o della loro adesione alla convenzione, riservarsi:

a.
il diritto di non applicare le disposizioni della presente convenzione al sequestro di una nave fondato sui crediti marittimi, di cui alla lettera o e q dell’articolo 1, e di applicarvi invece la loro legge interna;
b.
il diritto di non applicare il disposto del primo capoverso dell’articolo 3 al sequestro sul loro territorio fondato sui crediti marittimi di cui al capoverso q dell’articolo l.
Art. 11

Le Alte Parti contraenti s’impegnano a sottoporre ad arbitrato tutte le controversie fra Stati cagionate dall’interpretazione o dall’applicazione della presente convenzione, senza pregiudizio degli obblighi delle Alte Parti contraenti che hanno convenuto di sottoporre le loro controversie alla Corte Internazionale di Giustizia.

Art. 12

La presente convenzione è aperta alla firma degli Stati rappresentati alla nona Conferenza diplomatica di diritto marittimo. Il processo verbale di firma sarà steso per cura del Ministero degli affari esteri del Belgio.

Art. 13

La presente convenzione sarà ratificata e gli strumenti di ratificazione saranno depositati presso il Ministero degli affari esteri del Belgio, che ne notificherà il deposito a tutti gli Stati firmatari e aderenti.

Art. 14

a. La presente convenzione entrerà in vigore, per i due primi Stati che l’avranno ratificata, sei mesi dopo la data del deposito dell’istrumento della seconda ratificazione.

b. La presente convenzione entrerà in vigore sei mesi dopo il deposito del loro istrumento di ratificazione, per gli Stati firmatari che l’avranno ratificata dopo il deposito dell’istrumento della seconda ratificazione.

Art. 15

Ogni Stato non rappresentato alla nona Conferenza diplomatica di diritto marittimo può aderire alla presente convenzione.

Le adesioni saranno notificate al Ministero degli affari esteri del Belgio che comunicherà, in via diplomatica, le notificazioni ricevute, a tutti gli Stati firmatari e aderenti.

La convenzione entrerà in vigore, per lo Stato che ad essa avrà aderito, sei mesi dopo la data del ricevimento della notificazione, ma non prima della data dell’entrata in vigore prevista nell’articolo 14, lettera a.

Art. 16

Ciascuna Alta Parte contraente, trascorsi tre anni dalla data in cui per essa sarà entrata in vigore la presente convenzione, potrà chiedere la riunione di una conferenza incaricata di statuire su tutte le proposte di revisione della convenzione.

Ciascuna Alta Parte contraente che desidera far uso di questa facoltà ne darà avviso al Governo belga il quale si incaricherà di convocare entro sei mesi la conferenza.

Art. 17

Ciascuna Alta Parte contraente, in ogni tempo dopo la data in cui per essa sarà entrata in vigore la presente convenzione, avrà il diritto di disdirla. La disdetta avrà tuttavia effetto soltanto un anno dopo che la relativa notificazione sarà pervenuta al Governo belga, il quale la comunicherà in via diplomatica, alle altre Parti contraenti.

Art. 18 Campo d’applicazione il 26 ottobre 2012

a. Ciascuna Alta Parte contraente, all’atto della ratificazione dell’adesione o successivamente in qualsiasi tempo, può notificare per iscritto al Governo belga che la presente convenzione è applicabile ai territori o a qualcuno dei territori di cui essa, Alta Parte contraente, assicura le relazioni internazionali. La convenzione sarà applicabile a detti territori sei mesi dopo la data in cui la notificazione sarà pervenuta al Ministero degli affari esteri del Belgio, ma non prima della data dell’entrata in vigore della presente convenzione per detta Alta Parte contraente.

b. Ciascuna Alta Parte contraente che avrà firmato una dichiarazione conformemente alla lettera a di questo articolo potrà in ogni tempo notificare al Ministero degli affari esteri del Belgio che la convenzione cessa d’essere applicata al territorio di cui si tratta. Questa disdetta avrà effetto dopo il termine di un anno previsto nell’articolo 17.

c. Il Ministero degli affari esteri del Belgio comunicherà in via diplomatica, a tutti gli Stati firmatari e aderenti, le notificazioni ricevute a norma del presente articolo.

Fatto a Bruxelles, in un solo esemplare, il 10 maggio 1952, nelle lingue francese e inglese, i cui testi fanno parimente fede.

(Seguono le firme)


  Campo d’applicazione il 26 ottobre 20123 

Stati partecipanti

Ratifica Adesione (A) Dichiarazione di successione (S)

Entrata in vigore

Algeria

18 agosto

1964 A

18 febbraio

1965

Belgio

10 aprile

1961

10 ottobre

1961

Cambogia*

12 novembre

1956 A

12 maggio

1957

Camerun

23 aprile

1958 A

23 ottobre

1958

Cina

  Hong Kong*

10 giugno

1997

1° luglio

1997

  Macao*

10 giugno

1997

1° luglio

1997

Congo (Kinshasa)

17 luglio

1967 A

17 gennaio

1968

Costa Rica*

13 luglio

1955 A

24 febbraio

1956

Croazia

30 luglio

1992 S

  8 ottobre

1991

Cuba*

21 novembre

1983 A

21 maggio

1984

Côte d’Ivoire

17 marzo

1989 S

  7 agosto

1960

Danimarca*

  2 maggio

1989

  2 novembre

1989

Egitto*

24 agosto

1955

24 febbraio

1956

Figi*

22 agosto

1972 S

10 ottobre

1970

Finlandia

21 dicembre

1995

21 giugno

1996

Francia

25 maggio

1957

25 novembre

1957

  Territori francesi d’oltremare

23 aprile

1958 A

23 ottobre

1958

Germania*

  6 ottobre

1972

  6 aprile

1973

Grecia

27 febbraio

1967

27 agosto

1967

Guinea

12 dicembre

1994 A

12 giugno

1995

Haiti

  4 novembre

1954 A

24 febbraio

1956

Irlanda*

17 ottobre

1989 A

17 aprile

1990

Italia*

  9 novembre

1979

  9 maggio

1980

Lettonia

17 maggio

1993 A

17 novembre

1993

Lituania

29 aprile

2002 A

29 ottobre

2002

Lussemburgo

18 febbraio

1991 A

18 agosto

1991

Madagascar

13 luglio

1965 S

26 giugno

1960

Marocco

11 luglio

1990 A

11 gennaio

1991

Namibia

14 marzo

2002 A

14 settembre

2002

Nigeria*

  7 novembre

1963 A

  7 maggio

1964

Norvegia*

1° novembre

1994

1° maggio

1995

Paesi Bassi*

20 gennaio

1983

20 luglio

1983

  Aruba

20 gennaio

1983

20 luglio

1983

  Curaçao

20 gennaio

1983

20 luglio

1983

  Parte caraibica (Bonaire, Sant’Eustachio e Saba)2

20 gennaio

1983

20 luglio

1983

  Sint Maarten

20 gennaio

1983

20 luglio

1983

Paraguay

22 novembre

1967 A

22 maggio

1968

Polonia

16 luglio

1976 A

16 gennaio

1977

Portogallo*

  4 maggio

1957

  4 novembre

1957

Regno Unito*

18 marzo

1959

18 settembre

1959

  Anguilla*

12 maggio

1965 A

12 novembre

1965

  Bermuda*

30 maggio

1963 A

30 novembre

1963

  Gibilterra*

29 marzo

1963 A

29 settembre

1963

  Guernesey*

  8 dicembre

1966 A

  8 giugno

1967

  Isola di Man*

14 aprile

1993

14 ottobre

1993

  Isole Caimane*

12 maggio

1965 A

12 novembre

1965

  Isole Falkland e dipendenze (Georgia del Sud e Isole Sandwich del Sud)*

17 ottobre

1969 A

17 aprile

1970

  Isole Turche e Caicos*

21 settembre

1965 A

21 marzo

1966

  Isole Vergini britanniche*

29 maggio

1963 A

29 novembre

1963

  Montserrat*

12 maggio

1965 A

12 novembre

1965

  Sant’Elena*

12 maggio

1965 A

12 novembre

1965

Romania

28 novembre

1995 A

28 maggio

1996

Russia*

29 aprile

1999 A

29 ottobre

1999

Saint Lucia

21 marzo

1990 S

22 febbraio

1979

Saint Vincent e Grenadine*

29 ottobre

2001 S

28 ottobre

1979

Salomone, Isole*

17 settembre

1981 S

  7 luglio

1978

Santa Sede

10 agosto

1956

10 febbraio

1957

Serbia*

25 luglio

1967

25 gennaio

1968

Siria

  3 febbraio

1972 A

  3 agosto

1972

Slovenia

13 ottobre

1993 S

25 giugno

1991

Svezia

30 aprile

1993 A

30 ottobre

1993

Svizzera

28 maggio

1954 A

24 febbraio

1956

Togo

23 aprile

1958 A

23 ottobre

1958

Tonga*

13 giugno

1978 A

13 dicembre

1978

Ucraina*

16 novembre

2011 A

16 maggio

2012

*

Riserve e dichiarazioni.

Le riserve e dichiarazioni non sono pubblicate nella RU. Il testo, in francese e inglese, può essere consultato sul sito Internet del Governo belga: http://diplomatie.belgium.be/fr/traites/ oppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.


RO 1956 787 AS 1956 723; FF 1953 III 781 BBl 1953 III 749


1 Il testo originale francese è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.
2 N. 8 del DF del 17 mar. 1954 (RU 1954 663).
3 RU 1973 569, 1982 1943, 1983 1322, 1984 571, 1989 536, 1990 1731, 2005 2337 e 2013 281. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).


Index

0.747.323.1

Texte original

Convention internationale pour l’unification de certaines règles sur la saisie conservatoire des navires de mer

Conclue à Bruxelles, le 10 mai 1952
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 17 mars 1954
L’instrument d’adhésion déposé par la Suisse le 28 mai 1954
Entrée en vigueur pour la Suisse le 24 février 1956

(Etat le 26 octobre 2012)

Les Hautes Parties Contractantes,

Ayant reconnu l’utilité de fixer de commun accord certaines règles uniformes sur la saisie conservatoire de navires de mer, ont décidé de conclure une convention à cet effet et ont convenu de ce qui suit:

Art. 1

Dans la présente Convention, les expressions suivantes sont employées, avec les significations indiquées ci-dessous:

1. «Créance Maritime» signifie allégation d’un droit ou d’une créance ayant l’une des causes suivantes:

a.
Dommages causés par un navire soit par abordage, soit autrement;
b.
Pertes de vies humaines ou dommages corporels causés par un navire ou provenant de l’exploitation d’un navire;
c.
Assistance et sauvetage;
d.
Contrats relatifs à l’utilisation ou la location d’un navire par charte-partie ou autrement;
e.
Contrats relatifs au transport des marchandises par un navire en vertu d’une charte-partie, d’un connaissement or autrement;
f.
Pertes ou dommages aux marchandises et bagages transportés par un navire;
g.
Avarie commune;
h.
Prêt à la grosse;
i.
Remorquage;
j.
Pilotage;
k.
Fournitures, quel qu’en soit le lieu, de produits ou de matériel faites à un navire en vue de son exploitation ou de son entretien;
l.
Construction, réparations, équipement d’un navire ou frais de cale;
m.
Salaires des Capitaine, Officiers ou hommes d’équipage;
n.
Débours du Capitaine et ceux effectués par les chargeurs, les affréteurs ou les Agents pour le compte du navire ou de son propriétaire;
o.
La propriété contestée d’un navire;
p.
La copropriété contestée d’un navire ou sa possession, ou son exploitation, ou les droits aux produits d’exploitation d’un navire en copropriété;
q.
Toute hypothèque maritime et tout mort-gage.

2. «Saisie» signifie l’immobilisation d’un navire avec l’autorisation de l’autorité judiciaire compétente pour garantie d’une créance maritime, mais ne comprend pas la saisie d’un navire pour l’exécution d’un titre.

3. «Personne» comprend toute personne physique ou morale, société de personnes or de capitaux ainsi que les Etats, les Administrations et Etablissements publics.

4. «Demandeur» signifie une personne, invoquant à son profit, l’existence d’une créance maritime.

Art. 2

Un navire battant pavillon d’un des Etats contractants ne pourra être saisie dans le ressort d’un Etat Contractant qu’en vertu d’une créance maritime, mais rien dans les dispositions de la présente Convention ne pourra être considéré comme une extension ou une restriction des droits et pouvoirs que les Etats, Autorités publiques ou Autorités portuaires tiennent de leur loi interne ou de leurs règlements, de saisir, détenir ou autrement empêcher un navire de prendre la mer dans leur ressort.

Art. 3

1. Sans préjudice des dispositions du par. 4 et de l’art. 10, tout Demandeur peut saisir soit le navire auquel la créance se rapporte, soit tout autre navire appartenant à celui qui était, au moment où est née la créance maritime, propriétaire du navire auquel cette créance se rapporte alors même que le navire saisie est prêt à faire voile, mais aucun navire ne pourra être saisi pour une créance prévue aux alinéas o, p ou q de l’article premier à l’exception du navire même que concerne la réclamation.

2. Des navires seront réputés avoir le même propriétaire lorsque toutes les parts de propriété appartiendront à une même ou aux mêmes personnes.

3. Un navire ne peut être saisi et caution ou garantie ne sera donnée, plus d’une fois dans la juridiction d’un ou plusieurs des Etats Contractants, pour la même créance et par le même Demandeur; et si un navire est saisi dans une des dites juridictions et une caution ou une garantie a été donnée, soit pour obtenir la mainlevée de la saisie, soit pour éviter celle-ci, toute saisie ultérieure de ce navire, ou de n’importe quel autre navire, appartenant au même propriétaire, par le Demandeur et pour la même créance maritime, sera levée et le navire sera libéré par le Tribunal ou toute autre juridiction compétente du dit Etat, à moins que le Demandeur ne prouve, à la satisfaction du Tribunal ou de toute autre Autorité Judiciaire compétente, que la garantie ou la caution a été définitivement libérée avant que la saisie subséquente n’ait été pratiquée ou qu’il n’y ait une autre raison valable pour la maintenir.

4. Dans le cas d’un affrètement d’un navire avec remise de la gestion nautique, lorsque l’affréteur répond, seul, d’une créance maritime relative à ce navire, le Demandeur peut saisir ce navire ou tel autre appartenant à l’affréteur, en observant les dispositions de la présente Convention, mais nul autre navire appartenant au propriétaire ne peut être saisi en vertu de cette créance maritime.

L’alinéa qui précède s’applique également à tous les cas où une personne autre que le propriétaire est tenue d’une créance maritime.

Art. 4

Un navire ne peut être saisi qu’avec l’autorisation d’un Tribunal ou de toute autre Autorité Judiciaire compétente de l’Etat Contractant dans lequel la saisie est pratiquée.

Art. 5

Le Tribunal ou toute autre Autorité Judiciaire compétente dans le ressort duquel le navire a été saisi, accordera la mainlevée de la saisie lorsqu’une caution ou une garantie suffisantes auront été fournies, sauf dans le cas où la saisie est pratiquée en raison des créances maritimes énumérées à l’article premier ci-dessus, sous les lettres o et p; en ce cas, le juge peut permettre l’exploitation du navire par le Possesseur, lorsque celui-ci aura fourni des garanties suffisantes, ou régler la gestion du navire pendant la durée de la saisie.

Faute d’accord entre les Parties sur l’importance de la caution ou de la garantie, le Tribunal ou l’Autorité Judiciaire compétente en fixera la nature et le montant.

La demande de mainlevée de la saisie moyennant une telle garantie, ne pourra être interprétée ni comme une reconnaissance de responsabilité, ni comme une renonciation au bénéfice de la limitation légale de la responsabilité du propriétaire du navire.

Art. 6

Toutes contestations relatives à la responsabilité du Demandeur, pour dommages causés à la suite de la saisie du navire ou pour frais de caution ou de garantie fournies en vue de le libérer ou d’en empêcher la saisie seront réglées par la loi de l’Etat Contractant dans le ressort duquel la saisie a été pratiquée ou demandée.

Les règles de procédure relatives à la saisie d’un navire, à l’obtention de l’autorisation visée à l’art. 4 et à tous autres incidents de procédure qu’une saisie peut soulever sont régies par la loi de l’Etat Contractant dans lequel la saisie a été pratiquée ou demandée.

Art. 7

1. Les Tribunaux de l’Etat dans lequel la saisie a été opérée seront compétents pour statuer sur le fond du procès:

soit si ces Tribunaux sont compétents en vertu de la loi interne de l’Etat dans lequel la saisie est pratiquée;
soit dans les cas suivants, nommément définis:
a.
Si le Demandeur a sa résidence habituelle ou son principal établissement dans l’Etat où la saisie a été pratiquée;
b.
Si la créance maritime est elle-même née dans l’Etat Contractant dont dépend le lieu de la saisie;
c.
Si la créance maritime est née au cours d’un voyage pendant lequel la saisie a été faite;
d.
Si la créance provient d’un abordage ou de circonstances visées par l’art. 13 de la Convention Internationale pour l’unification de certaines règles en matière d’abordage, signée à Bruxelles, le 23 septembre 19101;
e.
Si la créance est née d’une assistance ou d’un sauvetage;
f.
Si la créance est garantie par une hypothèque maritime ou un mort-gage sur le navire saisi.

2. Si le Tribunal, dans le ressort duquel le navire a été saisi n’a pas compétence pour statuer sur le fond, la caution ou la garantie à fournir conformément à l’art. 5 pour obtenir la mainlevée de la saisie, devra garantir l’exécution de toutes les condamnations qui seraient ultérieurement prononcées par le Tribunal compétent de statuer sur le fond, et le Tribunal ou toute autre Autorité Judiciaire du lieu de la saisie, fixera le délai dans lequel le Demandeur devra introduire une action devant le Tribunal compétent.

3. Si les conventions des parties contiennent soit une clause attributive de compétence à une autre juridiction, soit une clause arbitrale, le Tribunal pourra fixer un délai dans lequel le saisissant devra engager son action au fond.

4. Dans les cas prévus aux deux alinéas précédents, si l’action n’est pas introduite dans le délai imparti, le Défendeur pourra demander la mainlevée de la saisie ou la libération de la caution fournie.

5. Cet article ne s’appliquera pas aux cas visés par les dispositions de la convention révisée sur la navigation du Rhin du 17 octobre 18682.


Art. 8

1. Les dispositions de la présente Convention sont applicables dans tout Etat Contractant à tout navire battant pavillon d’un Etat Contractant.

2. Un navire battant pavillon d’un Etat non Contractant peut être saisi dans l’un des Etats Contractants, en vertu d’une des créances énumérées à l’art. 1, ou de toute autre créance permettant la saisie d’après la loi de cet Etat.

3. Toutefois, chaque Etat Contractant peut refuser tout ou partie des avantages de la présente Convention à tout Etat non Contractant et à toute personne qui n’a pas, au jour de la saisie, sa résidence habituelle ou son principal établissement dans un Etat Contractant.

4. Aucune disposition de la présente Convention ne modifiera ou n’affectera la loi interne des Etats Contractants en ce qui concerne la saisie d’un navire dans le ressort de l’Etat dont il bat pavillon par une personne ayant sa résidence habituelle ou son principal établissement dans cet Etat.

5. Tout tiers, autre que le Demandeur originaire qui excipe d’une créance maritime par l’effet d’une subrogation, d’une cession ou autrement, sera réputé, pour l’application de la présente Convention, avoir la même résidence habituelle ou le même établissement principal que le créancier originaire.

Art. 9

Rien dans cette Convention ne doit être considéré comme créant un droit à une action qui, en dehors des stipulations de cette Convention, n’existerait pas d’après la loi à appliquer par le Tribunal saisi du litige.

La présente Convention ne confère aux Demandeurs aucun droit de suite, autre que celui accordé par cette dernière loi ou par la Convention Internationale pour l’unification de certaines règles relatives aux privilèges et hypothèques maritimes1 si celle-ci est applicable.


Art. 10

Les Hautes Parties Contractantes peuvent au moment de la signature du dépôt des ratifications ou lors de leur adhésion à la Convention, se réserver

a.
Le droit de ne pas appliquer les dispositions de la présente Convention à la saisie d’un navire pratiquée en raison d’une des créances maritimes visées aux o et p de l’article premier et d’appliquer à cette saisie leur loi nationale;
b.
Le droit de ne pas appliquer les dispositions du premier paragraphe de l’art. 3 à la saisie pratiquée sur leur territoire en raison des créances prévues à l’al. q de l’art. 1.
Art. 11

Les Hautes Parties Contractantes s’engagent à soumettre à arbitrage tous différends entre Etats pouvant résulter de l’interprétation ou l’application de la présente Convention, sans préjudice toutefois des obligations des Hautes Parties Contractantes qui ont convenu de soumettre leurs différends à la Cour Internationale de Justice.

Art. 12

La présente Convention est ouverte à la signature des Etats représentés à la neuvième Conférence diplomatique de Droit Maritime. Le procès-verbal de signature sera dressé par les soins du Ministère des Affaires étrangères de Belgique.

Art. 13

La présente Convention sera ratifiée et les instruments de ratification seront déposés auprès du Ministère des Affaires étrangères de Belgique qui en notifiera le dépôt à tous les Etats signataires et adhérents.

Art. 14

a. La présente Convention entrera en vigueur entre les deux premiers Etats qui l’auront ratifiée, six mois après la date du dépôt du deuxième instrument de ratification.

b. Pour chaque Etat signataire ratifiant la Convention après le deuxième dépôt, celle-ci entrera en vigueur six mois après la date du dépôt de son instrument de ratification.

Art. 15

Tout Etat non représenté à la neuvième Conférence diplomatique de Droit Maritime pourra adhérer à la présente Convention.

Les adhésions seront notifiées au Ministère des Affaires étrangères de Belgique qui en avisera par la voie diplomatique tous les Etats signataires et adhérents.

La Convention entrera en vigueur pour l’Etat adhérent six mois après la date de réception de cette notification, mais pas avant la date de son entrée en vigueur telle qu’elle est fixée à l’art. 14a.

Art. 16

Toute Haute Partie Contractante pourra à l’expiration du délai de trois ans qui suivra l’entrée en vigueur à son égard de la présente Convention, demander la réunion d’une Conférence chargée de statuer sur toutes les propositions tendant à la révision de la Convention.

Toute Haute Partie Contractante qui désirerait faire usage de cette faculté en avisera le Gouvernement belge qui se chargera de convoquer la conférence dans les six mois.

Art. 17

Chacune des Hautes Parties Contractantes aura le droit de dénoncer la présente Convention à tout moment après son entrée en vigueur à son égard. Toutefois, cette dénonciation ne prendra effet qu’un an après la date de réception de la notification de dénonciation au Gouvernement belge qui en avisera les autres Parties Contractantes par la voie diplomatique.

Art. 18 Champ d’application le 26 octobre 2012

a. Toute Haute Partie Contractante peut, au moment de la ratification, de l’adhésion, or à tout moment ultérieur, notifier par écrit au Gouvernement belge que la présente Convention s’applique aux territoires ou à certains des territoires dont elle assure les relations internationales. La Convention sera applicable aux dits territoires six mois après la date de réception de cette notification par le Ministère des Affaires étrangères de Belgique, mais pas avant la date d’entrée en vigueur de la présente Convention à l’égard de cette Haute Partie Contractante.

b. Toute Haute Partie Contractante qui a souscrit une déclaration au titre du par. a de cet article pourra à tout moment aviser le Ministère des Affaires étrangères de Belgique que la Convention cesse de s’appliquer au Territoire en question. Cette dénonciation prendra effet dans le délai d’un an prévu à l’art. 17.

c. Le Ministère des Affaires étrangères de Belgique avisera par la voie diplomatique tous les Etats signataires et adhérents de toute notification reçue par lui au titre du présent article.

Fait à Bruxelles, le 10 mai 1952, en langues française et anglaise, les deux textes faisant également foi.

(Suivent les signatures)


  Champ d’application le 26 octobre 20121 

Etats parties

Ratification Adhésion (A) Déclaration de succession (S)

Entrée en vigueur

Algérie

18 août

1964 A

18 février

1965

Allemagne*

  6 octobre

1972

  6 avril

1973

Belgique

10 avril

1961

10 octobre

1961

Cambodge*

12 novembre

1956 A

12 mai

1957

Cameroun

23 avril

1958 A

23 octobre

1958

Chine

  Hong Konga *

10 juin

1997

1er juillet

1997

  Macaob*

18 octobre

1999

20 décembre

1999

Congo (Kinshasa)

17 juillet

1967 A

17 janvier

1968

Costa Rica*

13 juillet

1955 A

24 février

1956

Côte d’Ivoire

17 mars

1989 S

  7 août

1960

Croatie

30 juillet

1992 S

  8 octobre

1991

Cuba*

21 novembre

1983 A

21 mai

1984

Danemark*

  2 mai

1989

  2 novembre

1989

Egypte*

24 août

1955

24 février

1956

Fidji*

22 août

1972 S

10 octobre

1970

Finlande

21 décembre

1995

21 juin

1996

France

25 mai

1957

25 novembre

1957

  Territoires français d’Outre-mer

23 avril

1958 A

23 octobre

1958

Grèce

27 février

1967

27 août

1967

Guinée

12 décembre

1994 A

12 juin

1995

Haïti

  4 novembre

1954 A

24 février

1956

Irlande*

17 octobre

1989 A

17 avril

1990

Italie*

  9 novembre

1979

  9 mai

1980

Lettonie

17 mai

1993 A

17 novembre

1993

Lituanie

29 avril

2002 A

29 octobre

2002

Luxembourg

18 février

1991 A

18 août

1991

Madagascar

13 juillet

1965 S

26 juin

1960

Maroc

11 juillet

1990 A

11 janvier

1991

Namibie

14 mars

2002 A

14 septembre

2002

Nigéria*

  7 novembre

1963 A

  7 mai

1964

Norvège*

1er novembre

1994

1er mai

1995

Paraguay

22 novembre

1967 A

22 mai

1968

Pays-Bas*

20 janvier

1983

20 juillet

1983

  Aruba

20 janvier

1983

20 juillet

1983

  Curaçao

20 janvier

1983

20 juillet

1983

  Partie caraïbe (Bonaire, Sint Eustatius et Saba)

20 janvier

1983

20 juillet

1983

  Sint Maarten

20 janvier

1983

20 juillet

1983

Pologne

16 juillet

1976 A

16 janvier

1977

Portugal*

  4 mai

1957

  4 novembre

1957

Roumanie

28 novembre

1995 A

28 mai

1996

Royaume-Uni*

18 mars

1959

18 septembre

1959

  Anguilla*

12 mai

1965 A

12 novembre

1965

  Bermudes*

30 mai

1963 A

30 novembre

1963

  Gibraltar*

29 mars

1963 A

29 septembre

1963

  Guernesey*

  8 décembre

1966 A

  8 juin

1967

  Iles Cayman*

12 mai

1965 A

12 novembre

1965

  Iles Falkland et dépendances Géorgie du Sud et îles Sandwich du Sud)*

17 octobre

1969 A

17 avril

1970

  Iles de Man*

14 avril

1993

14 octobre

1993

  Iles Turques et Caïques*

21 septembre

1965 A

21 mars

1966

  Iles Vierges britanniques*

29 mai

1963 A

29 novembre

1963

  Montserrat*

12 mai

1965 A

12 novembre

1965

  Sainte-Hélène*

12 mai

1965 A

12 novembre

1965

Russie*

29 avril

1999 A

29 octobre

1999

Sainte-Lucie

21 mars

1990 S

22 février

1979

Saint-Siège

10 août

1956

10 février

1957

Saint-Vincent-et-les Grenadines*

29 octobre

2001 S

28 octobre

1979

Salomon, Iles*

17 septembre

1981 S

  7 juillet

1978

Serbie*

25 juillet

1967

25 janvier

1968

Slovénie

13 octobre

1993 S

25 juin

1991

Suède

30 avril

1993 A

30 octobre

1993

Suisse

28 mai

1954 A

24 février

1956

Syrie

  3 février

1972 A

  3 août

1972

Togo

23 avril

1958 A

23 octobre

1958

Tonga*

13 juin

1978 A

13 décembre

1978

Ukraine*

16 novembre

2011 A

16 mai

2012

*

Réserves et déclarations.

Les réserves et déclarations ne sont pas publiées au RO. Les textes en français et en anglais peuvent être consultés à l’adresse du site Internet du Gouvernement belge: http://diplomatie.belgium.be/fr/traites/ou obtenus à la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne

a

Du 29 sept. 1963 au 30 juin 1997, la convention était applicable à Hong Kong sur la base d’une déclaration d’extension territoriale du Royaume-Uni. A partir du 1er juillet 1997, Hong Kong est devenue une Région administrative spéciale (RAS) de la République populaire de Chine. En vertu de la déclaration chinoise du 6 juin 1997, la convention est également applicable à la RAS Hong Kong à partir du 1er juillet 1997.

b

Du 23 sept. 1999 au 19 déc. 1999, la convention était applicable à Macao sur la base d’une déclaration d’extension territoriale du Portugal. A partir du 20 déc. 1999, Macao est devenue une Région administrative spéciale (RAS) de la République populaire de Chine. En vertu de la déclaration chinoise du 15 oct. 1999, la convention est également applicable à la RAS Macao à partir du 20 déc. 1999.


Ch. 8 de l’AF du 17 mars 1954 (RO 1954 767)


1 RO 1973 569, 1982 1943, 1983 1322, 1984 571, 1989 536, 1990 1731, 2005 2337, 2013 281. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).


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