Index

0.343.1

Traduzione

Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento dei condannati

Concluso a Strasburgo il 18 dicembre 1997

Approvato dall’Assemblea federale il 19 dicembre 20031

Ratificato con strumenti depositati dalla Svizzera il 18 giugno 2004

Entrato in vigore per la Svizzera il 1° ottobre 2004

(Stato 5 maggio 2020)

Preambolo

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa e gli altri Stati, firmatari del presente Protocollo,

nell’intento di facilitare l’applicazione della Convenzione sul trasferimento dei condannati, aperta alla firma il 21 marzo 19831 a Strasburgo (di seguito: «la Convenzione») e, in particolare, di perseguire gli obiettivi, in essa enunciati, di servire gli interessi di una buona amministrazione della giustizia e di favorire il reinserimento sociale dei condannati;

consapevoli del fatto che molti Stati non possono estradare i propri cittadini;

considerato che è altresì opportuno completare la Convenzione su alcuni punti,

hanno convenuto quanto segue:


1 RS 0.343

Art. 1 Disposizioni generali

1. I termini e le espressioni utilizzati nel presente Protocollo devono essere interpretati ai sensi della Convenzione.

2. Le disposizioni della Convenzione sono applicabili nella misura in cui sono compatibili con le disposizioni del presente Protocollo.

Art. 21Persone evase dallo Stato di condanna

1. Quando un cittadino di una Parte, che è stato oggetto di una condanna definitiva pronunciata nel territorio di un’altra Parte, tenta di sottrarsi all’esecuzione o alla continuazione dell’esecuzione della condanna nello Stato di condanna, rifugiandosi nel territorio della prima Parte prima di aver scontato la pena, lo Stato di condanna può chiedere alla prima Parte di incaricarsi dell’esecuzione di detta condanna.

2. Su richiesta dello Stato di condanna, lo Stato d’esecuzione può, prima di ricevere la documentazione a sostegno della richiesta, o in attesa della decisione relativa a tale richiesta, procedere all’arresto del condannato, o adottare qualsiasi altra misura idonea a garantire che esso rimanga nel suo territorio in attesa di una decisione relativa alla richiesta. Le domande in tal senso sono accompagnate dalle informazioni di cui al paragrafo 3 dell’articolo 4 della Convenzione. L’arresto a tale titolo del condannato non può comportare un aggravamento della situazione penale dello stesso.

3. Per il trasferimento dell’esecuzione non è necessario il consenso del condannato.


1 Vedi tuttavia l’art. 1 del Prot. del 22 nov. 2017 (RS 0.343.11).

Art. 31Condannati oggetto di un provvedimento di espulsione o di riaccompagnamento alla frontiera

1. Su richiesta dello Stato di condanna, lo Stato d’esecuzione può, fatta salva l’applicazione delle disposizioni del presente articolo, dare il proprio consenso al trasferimento di un condannato senza il consenso di quest’ultimo quando la condanna pronunciata nei suoi confronti, o una decisione amministrativa presa in seguito a tale condanna, comportano una misura di espulsione o di riaccompagnamento alla frontiera o qualsiasi altra misura in applicazione della quale il condannato, dopo la sua scarcerazione, non potrà più soggiornare nel territorio dello Stato di condanna.

2. Lo Stato d’esecuzione dà il proprio consenso ai sensi del paragrafo 1 solo dopo aver considerato il parere del condannato.

3. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, lo Stato di condanna fornisce allo Stato d’esecuzione:

a)
una dichiarazione contenente il parere del condannato riguardo al suo eventuale trasferimento, e
b)
una copia del provvedimento di espulsione o di riaccompagnamento alla frontiera o di qualsiasi altra misura in applicazione della quale il condannato, dopo la sua scarcerazione, non potrà più soggiornare nel territorio dello Stato di condanna.

4. Ogni persona trasferita in applicazione del presente articolo non sarà perseguita, giudicata, detenuta ai fini dell’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza, o sottoposta ad altra restrizione della libertà personale, per un qualsiasi fatto, anteriore al trasferimento, diverso da quello che ha motivato la condanna esecutiva, ad eccezione dei seguenti casi:

a)
quando lo Stato di condanna lo autorizza: a tale scopo viene presentata una domanda, corredata della relativa documentazione e di un verbale giudiziario contenente le dichiarazioni del condannato; tale autorizzazione viene data quando lo stesso reato per cui viene richiesta prevede l’estradizione conformemente alla legislazione dello Stato di condanna, o quando l’estradizione sarebbe esclusa solo in ragione dell’entità della pena;
b)
quando, avendo avuto la possibilità di farlo, il condannato non ha lasciato, nei quarantacinque giorni successivi alla sua scarcerazione definitiva, il territorio dello Stato d’esecuzione, o se vi è ritornato dopo averlo lasciato.

5. Nonostante le disposizioni del paragrafo 4 del presente articolo, lo Stato d’esecuzione può adottare le misure necessarie, conformemente alla propria legislazione, ivi compreso il ricorso ad un procedimento in contumacia, ai fini di una interruzione della prescrizione.

6. Ogni Stato contraente può, per mezzo di una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, indicare che non procederà all’esecuzione di condanne alle condizioni di cui al presente articolo.


1 Vedi tuttavia l’art. 2 del Prot. del 22 nov. 2017 (RS 0.343.11).

Art. 4 Firma ed entrata in vigore

1. Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa e degli altri Stati firmatari della Convenzione. Esso è sottoposto a ratifica, accettazione o approvazione. Uno Stato firmatario non può ratificare, accettare o approvare il presente Protocollo senza avere precedentemente o contemporaneamente ratificato, accettato o approvato la Convenzione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

2. Il presente Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di deposito del terzo strumento di ratifica, accettazione o approvazione.

3. Per ogni Stato firmatario che depositerà successivamente lo strumento di ratifica, accettazione o approvazione, il Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data del deposito.

Art. 5 Adesione

1. Ogni Stato non membro che ha aderito alla Convenzione può aderire al presente Protocollo dopo la sua entrata in vigore.

2. Per ogni Stato aderente, il Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di deposito dello strumento di adesione.

Art. 6 Applicazione territoriale

1. Ogni Stato può, al momento della firma o al momento del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o adesione, indicare il o i territori ai quali si applica il presente Protocollo.

2. Ogni Stato contraente può, in qualsiasi altro momento successivo, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, estendere l’applicazione del presente Protocollo a qualsiasi altro territorio indicato nella dichiarazione. Per tale territorio, il Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della dichiarazione da parte del Segretario Generale.

3. Ogni dichiarazione fatta in applicazione dei due paragrafi precedenti può essere ritirata, per quanto riguarda qualsiasi territorio indicato in tale dichiarazione, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale. Il ritiro ha efficacia dal primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale.

Art. 7 Applicazione temporale

Il presente Protocollo è applicabile all’esecuzione delle condanne pronunciate anteriormente o successivamente alla sua entrata in vigore.

Art. 8 Denuncia

1. Ogni Stato contraente può in qualsiasi momento denunciare il presente Protocollo, mediante notifica da indirizzare al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

2. La denuncia ha effetto dal primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale.

3. Il presente Protocollo, tuttavia, continua ad essere applicato per l’esecuzione di condanne relative a persone che sono state trasferite conformemente alle disposizioni della Convenzione o del presente Protocollo prima che la denuncia abbia effetto.

4. La denuncia della Convenzione comporta di diritto la denuncia del presente Protocollo.

Art. 9 Notifiche

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notifica agli Stati membri del Consiglio d’Europa, ad ogni Stato firmatario, a ogni Parte, nonché a ogni altro Stato che sia stato invitato ad aderire alla Convenzione:

a)
tutte le firme;
b)
il deposito di tutti gli strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione;
c)
tutte le date di entrata in vigore del presente Protocollo conformemente agli articoli 4 e 5 dello stesso;
d)
ogni altro atto, dichiarazione, notifica o comunicazione relativi al presente Protocollo.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tale scopo, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Strasburgo il 18 dicembre 1997, in francese e in inglese, i due testi facenti ugualmente fede, in un unico esemplare depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ne trasmetterà una copia autentica a ciascuno Stato membro del Consiglio d’Europa, agli altri Stati firmatari della Convenzione e ad ogni Stato invitato ad aderire alla Convenzione.

(Seguono le firme)


  Campo d’applicazione il 5 maggio 20202 

Stati partecipanti

Ratifica

Adesione (A)

Dichiarazione di successione (S)

Entrata in vigore

Austria

  7 dicembre

2000

  1° aprile

2001

Belgio*

26 maggio

2005

1° settembre

2005

Bulgaria

30 marzo

2004

  1° luglio

2004

Ceca, Repubblica

  2 ottobre

2002

  1° febbraio

2003

Cipro

  1° giugno

2001

  1° ottobre

2001

Croazia

10 ottobre

2008

  1° febbraio

2009

Danimarca*

10 settembre

2001

  1° gennaio

2002

Estonia

27 ottobre

1999

  1° giugno

2000

Finlandia

  3 aprile

2001

  1° agosto

2001

Francia

10 gennaio

2006

1° maggio

2006

Georgia

13 aprile

2000

  1° agosto

2000

Germania

17 aprile

2007

  1° agosto

2007

Grecia

13 settembre

2005

1° gennaio

2006

Irlanda*

13 dicembre

2006

1° aprile

2007

Islanda

25 maggio

2000

  1° settembre

2000

Lettonia

  2 giugno

2005

1° ottobre

2005

Liechtenstein

13 maggio

2003

  1° settembre

2003

Lituania

31 gennaio

2001

  1° maggio

2001

Lussemburgo

15 luglio

2003

  1° novembre

2003

Macedonia del Nord

28 luglio

1999

  1° giugno

2000

Malta

26 novembre

2003

  1° marzo

2004

Moldova*

12 maggio

2004

  1° settembre

2004

Montenegro

  6 giugno

2006 S

  6 giugno

2006

Norvegia

25 settembre

2000

  1° gennaio

2001

Paesi Bassi*

18 giugno

2002

  1° ottobre

2002

Polonia

  1° febbraio

2000

  1° giugno

2000

Regno Unito*

17 luglio

2009

  1° novembre

2009

Romania*

  7 dicembre

2001

  1° aprile

2002

Russia*

28 agosto

2007

  1° dicembre

2007

San Marino

25 giugno

2004

  1° ottobre

2004

Santa Sede

15 gennaio

2019 A

  1° maggio

2019

Serbia

30 settembre

2002 A

  1° gennaio

2003

Slovenia

26 settembre

2013

  1° gennaio

2014

Spagna*

19 luglio

2017

  1° novembre

2017

Svezia

24 novembre

2000

  1° marzo

2001

Svizzera

18 giugno

2004

  1° ottobre

2004

Turchia*

  2 maggio

2016

  1° settembre

2016

Ucraina*

  1° luglio

2003

  1° novembre

2003

Ungheria

  4 maggio

2001

  1° settembre

2001

*
Riserve e dichiarazioni.

Le riserve e le dichiarazioni non sono pubblicate nella RU. I testi, francese ed inglese, possono essere consultati sul sito Internet del Consiglio d’Europa: www.coe.int > Explorer > Bureau des Traités > Liste complète, oppure ottenuti presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.


 RU 2004 4307; FF 2002 3864


1 Art. 1 cpv. 1 del DF del 19 dic. 2003 (RU 2004 4161).
2RU 2004 4307, 2007 1375, 2010 3457, 2016 2853, 2020 1567. Una versione del campo di applicazione aggiornata è pubblicata sul Sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).


Index

0.343.1

Texte original

Protocole additionnel à la Convention sur le transfèrement des personnes condamnées

Conclu à Strasbourg le 18 décembre 1997

Approuvé par l’Assemblée fédérale le 19 décembre 20031

Instrument de ratification déposé par la Suisse le 18 juin 2004

Entré en vigueur pour la Suisse le 1er octobre 2004

(Etat le 5 mai 2020)

Préambule

Les Etats membres du Conseil de l’Europe, et les autres Etats signataires du présent Protocole,

désireux de faciliter l’application de la Convention sur le transfèrement des personnes condamnées1, qui a été ouverte à la signature à Strasbourg le 21 mars 1983 (ci-après dénommée «la Convention») et, en particulier, de poursuivre ses objectifs énoncés de servir les intérêts d’une bonne administration de la justice et de favoriser la réinsertion sociale des personnes condamnées;

conscients du fait que de nombreux Etats ne peuvent pas extrader leurs propres ressortissants;

considérant qu’il est par ailleurs souhaitable de compléter la Convention à certains égards,

sont convenus de ce qui suit:


1 RS 0.343

Art. 1 Dispositions générales

1. Les termes et expressions employés dans le présent Protocole doivent être interprétés au sens de la Convention.

2. Les dispositions de la Convention sont applicables dans la mesure où elles sont compatibles avec les dispositions du présent Protocole.

Art. 21Personnes évadées de l’Etat de condamnation

1. Lorsqu’un ressortissant d’une Partie, qui a fait l’objet d’une condamnation définitive prononcée sur le territoire d’une autre Partie, vise à se soustraire à l’exécution ou à la poursuite de l’exécution de la condamnation dans l’Etat de condamnation, en se réfugiant sur le territoire de la première Partie avant d’avoir accompli la condamnation, l’Etat de condamnation peut adresser à la première Partie une requête tendant à ce que celle-ci se charge de l’exécution de la condamnation.

2. A la demande de la Partie requérante, la Partie requise peut, avant la réception des pièces à l’appui de la requête ou dans l’attente de la décision relative à cette requête, procéder à l’arrestation de la personne condamnée ou prendre toute autre mesure propre à garantir qu’elle demeure sur son territoire dans l’attente d’une décision concernant la requête. Toute demande dans ce sens est accompagnée des informations mentionnées dans le par. 3 de l’art. 4 de la Convention. L’arrestation à ce titre de la personne condamnée ne peut pas conduire à une aggravation de sa situation pénale.

3. Le transfert de l’exécution ne nécessite pas le consentement de la personne condamnée.


1 Voir toutefois l’art. 1 du Prot. du 22 nov. 2017 (RS 0.343.11).

Art. 31Personnes condamnées frappées d’une mesure d’expulsion ou de reconduite à la frontière

1. Sur demande de l’Etat de condamnation, l’Etat d’exécution peut, sous réserve de l’application des dispositions de cet article, donner son accord au transfèrement d’une personne condamnée sans le consentement de cette dernière lorsque la condamnation prononcée à l’encontre de celle-ci, ou une décision administrative prise à la suite de cette condamnation, comportent une mesure d’expulsion ou de reconduite à la frontière ou toute autre mesure en vertu de laquelle cette personne, une fois mise en liberté, ne sera plus admise à séjourner sur le territoire de l’Etat de condamnation.

2. L’Etat d’exécution ne donne son accord aux fins du par. 1 qu’après avoir pris en considération l’avis de la personne condamnée.

3. Aux fins de l’application de cet article, l’Etat de condamnation fournit à l’Etat d’exécution:

a)
une déclaration contenant l’avis de la personne condamnée en ce qui concerne son transfèrement envisagé, et
b)
une copie de la mesure d’expulsion ou de reconduite à la frontière ou de toute autre mesure en vertu de laquelle la personne condamnée, une fois mise en liberté, ne sera plus admise à séjourner sur le territoire de l’Etat de condamnation.

4. Toute personne qui a été transférée en application de cet article n’est ni poursuivie, ni jugée, ni détenue en vue de l’exécution d’une peine ou d’une mesure de sûreté, ni soumise à toute autre restriction de sa liberté individuelle, pour un fait quelconque antérieur au transfèrement, autre que celui ayant motivé la condamnation exécutoire, sauf dans les cas suivants:

a)
lorsque l’Etat de condamnation l’autorise: une demande est présentée à cet effet, accompagnée des pièces pertinentes et d’un procès-verbal judiciaire consignant les déclarations de la personne condamnée; cette autorisation est donnée lorsque l’infraction pour laquelle elle est demandée entraînerait elle-même l’extradition aux termes de la législation de l’Etat de condamnation, ou lorsque l’extradition serait exclue uniquement à raison du montant de la peine;
b)
lorsque, ayant eu la possibilité de le faire, la personne condamnée n’a pas quitté, dans les 45 jours qui suivent son élargissement définitif, le territoire de l’Etat d’exécution, ou si elle y est retournée après l’avoir quitté.

5. Nonobstant les dispositions du par. 4 du présent article, l’Etat d’exécution peut prendre les mesures nécessaires conformément à sa législation, y compris le recours à une procédure par défaut, en vue d’une interruption de la prescription.

6. Tout Etat contractant peut, par une déclaration adressée au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe, indiquer qu’il ne prendra pas en charge l’exécution de condamnations sous les conditions énoncées dans le présent article.


1 Voir toutefois l’art. 2 du Prot. du 22 nov. 2017 (RS 0.343.11).

Art. 4 Signature et entrée en vigueur

1. Le présent Protocole est ouvert à la signature des Etats membres du Conseil de l’Europe et des autres Etats signataires de la Convention. Il sera soumis à ratification, acceptation ou approbation. Un signataire ne peut ratifier, accepter ou approuver le présent Protocole sans avoir antérieurement ou simultanément ratifié, accepté ou approuvé la Convention. Les instruments de ratification, d’acceptation ou d’approbation seront déposés près le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe.

2. Le présent Protocole entrera en vigueur le premier jour du mois qui suit l’expiration d’une période de trois mois après la date du dépôt du troisième instrument de ratification, d’acceptation ou d’approbation.

3. Pour tout Etat signataire qui déposera ultérieurement son instrument de ratification, d’acceptation ou d’approbation, le Protocole entrera en vigueur le premier jour du mois qui suit l’expiration d’une période de trois mois après la date du dépôt.

Art. 5 Adhésion

1. Tout Etat non membre qui a adhéré à la Convention pourra adhérer au présent Protocole après son entrée en vigueur.

2. Pour tout Etat adhérant, le Protocole entrera en vigueur le premier jour du mois qui suit l’expiration d’une période de trois mois après la date du dépôt de l’instrument d’adhésion.

Art. 6 Application territoriale

1. Tout Etat peut, au moment de la signature ou au moment du dépôt de son instrument de ratification, d’acceptation ou d’adhésion, désigner le ou les territoires auxquels s’appliquera le présent Protocole.

2. Tout Etat contractant peut, à tout autre moment par la suite, par une déclaration adressée au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe, étendre l’application du présent Protocole à tout autre territoire désigné dans la déclaration. Le Protocole entrera en vigueur à l’égard de ce territoire le premier jour du mois qui suit l’expiration d’une période de trois mois après la date de réception de la déclaration par le Secrétaire Général.

3. Toute déclaration faite en vertu des deux paragraphes précédents pourra être retirée, en ce qui concerne tout territoire désigné dans cette déclaration, par notification adressée au Secrétaire Général. Le retrait prendra effet le premier jour du mois qui suit l’expiration d’une période de trois mois après la date de réception de la notification par le Secrétaire Général.

Art. 7 Application dans le temps

Le présent Protocole sera applicable à l’exécution des condamnations prononcées soit avant soit après son entrée en vigueur.

Art. 8 Dénonciation

1. Tout Etat contractant peut à tout moment dénoncer le présent Protocole en adressant une notification au Secrétaire Général du Conseil de l’Europe.

2. La dénonciation prendra effet le premier jour du mois qui suit l’expiration d’une période de trois mois après la date de réception de la notification par le Secrétaire Général.

3. Toutefois, le présent Protocole continuera à s’appliquer à l’exécution des condamnations de personnes transférées conformément aux dispositions de la Convention ou du présent Protocole avant que la dénonciation ne prenne effet.

4. La dénonciation de la Convention entraîne de plein droit celle du présent Protocole.

Art. 9 Notifications

Le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe notifiera aux Etats membres du Conseil de l’Europe, à tout Signataire, à toute Partie et à tout autre Etat qui a été invité à adhérer à la Convention:

a)
toute signature;
b)
le dépôt de tout instrument de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion;
c)
toute date d’entrée en vigueur du présent Protocole conformément à ses art. 4 et 5;
d)
tout autre acte, déclaration, notification ou communication ayant trait au présent Protocole.

En foi de quoi, les soussignés, dûment autorisés à cet effet, ont signé le présent Protocole.

Fait à Strasbourg, le 18 décembre 1997, en français et en anglais, les deux textes faisant également foi, en un seul exemplaire qui sera déposé dans les archives du Conseil de l’Europe. Le Secrétaire Général du Conseil de l’Europe en communiquera copie certifiée conforme à chacun des Etats membres du Conseil de l’Europe, aux autres Etats signataires de la Convention et à tout Etat invité à adhérer à la Convention.

(Suivent les signatures)


  Champ d’application le 5 mai 20202 

États parties

Ratification

Adhésion (A)

Déclaration de Succession (S)

Entrée en vigueur

Allemagne

17 avril

2007

1er août

2007

Autriche

  7 décembre

2000

1er avril

2001

Belgique*

26 mai

2005

1er septembre

2005

Bulgarie

30 mars

2004

1er juillet

2004

Chypre

1er juin

2001

1er octobre

2001

Croatie

10 octobre

2008

1er février

2009

Danemark*

10 septembre

2001

1er janvier

2002

Espagne*

19 juillet

2017

1er novembre

2017

Estonie

27 octobre

1999

1er juin

2000

Finlande

  3 avril

2001

1er août

2001

France

10 janvier

2006

1er mai

2006

Géorgie

13 avril

2000

1er août

2000

Grèce

13 septembre

2005

1er janvier

2006

Hongrie

  4 mai

2001

1er septembre

2001

Irlande*

13 décembre

2006

1er avril

2007

Islande

25 mai

2000

1er septembre

2000

Lettonie

  2 juin

2005

1er octobre

2005

Liechtenstein

13 mai

2003

1er septembre

2003

Lituanie

31 janvier

2001

1er mai

2001

Luxembourg

15 juillet

2003

1er novembre

2003

Macédoine du Nord

28 juillet

1999

1er juin

2000

Malte

26 novembre

2003

1er mars

2004

Moldova*

12 mai

2004

1er septembre

2004

Monténégro

  6 juin

2006 S

6 juin

2006

Norvège

25 septembre

2000

1er janvier

2001

Pays-Bas*

18 juin

2002

1er octobre

2002

Pologne

1er février

2000

1er juin

2000

République tchèque

  2 octobre

2002

1er février

2003

Roumanie*

  7 décembre

2001

1er avril

2002

Royaume-Uni*

17 juillet

2009

1er novembre

2009

Russie*

28 août

2007

1er décembre

2007

Saint-Marin

25 juin

2004

1er octobre

2004

Saint-Siège

15 janvier

2019 A

1er mai

2019

Serbie

30 septembre

2002 A

1er janvier

2003

Slovénie

26 septembre

2013

1er janvier

2014

Suède

24 novembre

2000

1er mars

2001

Suisse

18 juin

2004

1er octobre

2004

Turquie*

  2 mai

2016

1er septembre

2016

Ukraine*

1er juillet

2003

1er novembre

2003

*
Réserves et déclarations.

Les réserves et déclarations ne sont pas publiées au RO. Les textes en français et en anglais peuvent être consultés à l’adresse du site Internet du Conseil de l’Europe: www.coe.int > Explorer > Bureau des Traités > Liste complète, ou obtenus auprès de la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne.


 RO 2004 4307; FF 2002 4036


1 Art. 1 al. 1 de l’AF du 19 déc. 2003 (RO 2004 4161).
2RO 2004 4312, 2007 1375, 2010 3457, 2016 2853, 2020 1567. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).


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