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0.732.321.2

Traduzione

Convenzione relativa all’assistenza in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica

Conclusa a Vienna il 26 settembre 1986

Approvata dall’Assemblea federale il 3 marzo 19881

Istrumenti di ratificazione depositati dalla Svizzera il 31 maggio 1988

Entrata in vigore per la Svizzera il 1° luglio 1988

(Stato 26 maggio 2020)

Gli Stati Parte alla presente Convenzione,

essendo a conoscenza che in un certo numero di Stati vengono svolte attività nucleari;

constatando che sono state adottate e vengono adottate misure di insieme per assicurare un alto livello di sicurezza nelle attività nucleari, al fine di prevenire gli incidenti nucleari e limitare il più possibile le conseguenze dovute ad incidenti di questo tipo che potrebbero verificarsi;

desiderosi di rafforzare maggiormente la cooperazione internazionale per uno sviluppo ed un uso sicuro dell’energia nucleare;

convinti della necessità di istituire una struttura internazionale per facilitare la fornitura rapida di assistenza in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica, al fine di attenuarne le conseguenze;

vista l’utilità delle intese bilaterali e multilaterali sulla mutua assistenza in questo settore;

prendendo atto delle attività dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica relative all’elaborazione di direttive sulle intese per la mutua assistenza di emergenza in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica,

hanno convenuto quanto segue:

Art. 1 Disposizioni generali

1. Gli Stati Parte coopereranno tra loro e con l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (qui di seguito denominata l’«Agenzia») in conformità alle disposizioni della presente Convenzione al fine di facilitare l’assistenza urgente in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica per limitarne il più possibile le conseguenze e proteggere la vita, i beni e l’ambiente dagli effetti delle scorie radioattive.

2. Per agevolare detta cooperazione, gli Stati Parte potranno concludere accordi bilaterali o multilaterali o, se del caso, una combinazione dei due, al fine di prevenire o di limitare il più possibile i danni materiali ed i danni che possono essere causati da un incidente nucleare o da una situazione di emergenza radiologica.

3. Gli Stati Parte chiedono all’Agenzia, agendo nell’ambito dei suo Statuto, di fare tutto il possibile, in conformità alle disposizioni della presente Convenzione, per promuovere, facilitare e sostenere la cooperazione tra gli Stati Parte prevista dalla presente Convenzione.

Art. 2 Fornitura di assistenza

1. Qualora uno Stato Parte necessiti di assistenza in caso di incidente nucleare o di una situazione di emergenza radiologica, sia che l’incidente o la situazione di emergenza abbia origine o meno sul suo territorio, sotto la sua giurisdizione o sotto il suo controllo, esso può richiedere la suddetta assistenza a ogni altro Stato Parte, direttamente o per il tramite dell’Agenzia, e all’Agenzia o, se del caso, ad altre organizzazioni internazionali intergovernative (qui di seguito denominate «Organizzazioni internazionali»).

2. Uno Stato Parte che richieda un’assistenza, deve indicare la portata ed il tipo di assistenza richiesta, e quando ciò sia possibile, comunicare alla Parte che fornisce l’assistenza le informazioni eventualmente necessarie a detta Parte per determinare in quale misura essa sia in grado di far fronte alla richiesta. Qualora non sia possibile per lo Stato Parte che richiede assistenza indicare la portata ed il tipo di assistenza richiesta, lo Stato Parte che richiede l’assistenza e la Parte che la fornisce stabiliscono, dopo essersi consultate, la portata ed il tipo di assistenza richiesta.

3. Ogni Stato Parte al quale venga rivolta una richiesta di assistenza di questo tipo stabilisce rapidamente e fa sapere allo Stato Parte che richiede l’assistenza, direttamente o per il tramite dell’Agenzia, se è in grado di fornire l’assistenza richiesta, nonché la portata e le condizioni dell’assistenza che potrebbe essere fornita.

4. Gli Stati Parte, nei limiti delle loro capacità, designano e notificano all’Agenzia gli esperti, l’equipaggiamento ed i materiali che potrebbero essere messi a disposizione per la fornitura di un’assistenza ad altri Stati Parte in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica, nonché le condizioni, in particolare quelle finanziarie, alle quali detta assistenza potrebbe essere fornita.

5. Ogni Stato Parte può richiedere un’assistenza per quanto riguarda il trattamento medico o la sistemazione provvisoria sul territorio di un altro Stato Parte di persone colpite da un incidente nucleare o da una situazione di emergenza radiologica.

6. L’Agenzia risponde, in conformità al suo Statuto ed alle disposizioni della presente Convenzione, alla richiesta di assistenza di uno Stato Parte che richiede assistenza o di uno Stato Membro in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica:

a)
mettendo a sua disposizione le adeguate risorse a tal fine stanziate;
b)
trasmettendo con sollecitudine la domanda ad altri Stati Membri ed a Organizzazioni internazionali le quali, in base alle informazioni in possesso dell’Agenzia, abbiano le risorse necessarie;
c)
coordinando a livello internazionale l’assistenza resasi in tal modo disponibile, qualora lo Stato che richiede l’assistenza ne faccia domanda.
Art. 3 Direzione e controllo dell’assistenza

A meno che non sia convenuto altrimenti:

a)
la direzione, il controllo, il coordinamento e la supervisione globale dell’assistenza spettano, sul proprio territorio, allo Stato che richiede l’assistenza. La Parte che fornisce l’assistenza dovrebbe, qualora l’assistenza necessiti di personale, designare, dopo aver consultato lo Stato che richiede l’assistenza, la persona cui dovrebbe essere affidato e che dovrebbe mantenere la supervisione operativa diretta del personale e del materiale da essa forniti. La persona designata dovrebbe espletare detta supervisione in collaborazione con le autorità competenti dello Stato che richiede l’assistenza;
b)
lo Stato che richiede l’assistenza fornisce, nei limiti delle sue possibilità, le attrezzature ed i servizi locali necessari ad una razionale ed efficace gestione dell’assistenza. Esso provvederà altresì a garantire la protezione del personale, dell’equipaggiamento e dei materiali introdotti sul suo territorio ai fini dell’assistenza, a cura della Parte che fornisce assistenza o per suo conto;
c)
la proprietà dell’equipaggiamento e dei materiali forniti dall’una o dall’altra Parte durante i periodi di assistenza non verrà modificata, e la loro restituzione è garantita;
d)
uno Stato Parte che fornisce assistenza per ottemperare ad una domanda formulata ai sensi del paragrafo 5 dell’articolo 2 coordina detta assistenza sul suo territorio.
Art. 4 Autorità competenti e punti di contatto

1. Ciascuno Stato Parte indicherà all’Agenzia e agli altri Stati Parte, direttamente o tramite l’Agenzia, le sue autorità competenti ed il punto di contatto abilitato a fare ed a ricevere domande e ad accettare offerte di assistenza. Detti punti di contatto ed una cellula centrale presso l’Agenzia saranno accessibili in permanenza.

2. Ogni Stato Parte comunicherà con sollecitudine all’Agenzia ogni eventuale modifica alle informazioni di cui al paragrafo 1.

3. L’Agenzia comunicherà regolarmente e con sollecitudine agli Stati Parte, agli Stati Membri ed alle Organizzazioni internazionali interessate, le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2.

Art. 5 Compiti dell’Agenzia

Gli Stati Parte, in conformità al paragrafo 3 dell’articolo 1 e senza pregiudicare altre disposizioni della presente Convenzione, incaricano l’Agenzia di:

a)
Raccogliere e divulgare agli Stati Parte ed agli Stati Membri le informazioni concernenti:
i)
gli esperti, l’equipaggiamento ed i materiali che potrebbero essere messi a disposizione in casi di incidenti nucleari o di situazioni di emergenza radiologica;
ii)
i metodi, le tecniche ed i risultati disponibili dei lavori di ricerca relativi agli interventi in caso dì incidenti nucleari o di situazioni di emergenza radiologica.
b)
Fornire su richiesta il proprio aiuto ad uno Stato Parte o ad uno Stato Membro, per una qualsiasi delle questioni qui di seguito elencate o per altre questioni pertinenti:
i)
l’elaborazione di piani di emergenza in caso di incidenti nucleari e di situazioni di emergenza radiologica, nonché di un’adeguata legislazione;
ii)
la messa a punto di adeguati programmi di formazione per il personale chiamato ad intervenire in casi di incidenti nucleari e di situazioni di emergenza radiologica;
iii)
trasmissione delle domande di assistenza e di informazioni pertinenti in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica;
iv)
messa a punto di programmi, procedure ed adeguate norme di controllo della radioattività;
v)
effettuazione di studi per determinare la possibilità di installare adeguati sistemi di controllo della radioattività.
c)
Mettere a disposizione di uno Stato Parte o di uno Stato Membro che richiede assistenza in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica risorse appropriate stanziate in vista di effettuare una valutazione iniziale dell’incidente o della situazione di emergenza.
d)
Proporre i suoi buoni uffici agli Stati Parte o agli Stati Membri in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica.
e)
Stabilire e mantenere il collegamento con le Organizzazioni internazionali interessate al fine di ottenere e scambiare le informazioni ed i dati pertinenti, e fornire un elenco di dette Organizzazioni agli Stati Parte, agli Stati Membri ed alle Organizzazioni summenzionate.
Art. 6 Riservatezza e dichiarazioni pubbliche

1. Lo Stato che richiede assistenza e la Parte che fornisce assistenza manterranno la riservatezza delle informazioni riservate alle quali entrambi possono avere accesso durante l’assistenza in caso di incidente nucleare o di situazione di emergenza radiologica. Dette informazioni saranno utilizzate esclusivamente ai fini dell’assistenza concordata.

2. La Parte che fornisce l’assistenza farà il possibile per consultarsi con lo Stato che richiede assistenza prima di rendere pubbliche le informazioni relative all’assistenza fornita in occasione di un incidente nucleare o di una situazione dì emergenza radiologica.

Art. 7 Rimborso spese

1. La Parte che fornisce assistenza può offrirla gratuitamente allo Stato che la richiede. Nell’esaminare se dovrà fornire assistenza su questa base, la Parte che fornisce assistenza dovrà tener conto:

a)
della natura dell’incidente nucleare o della situazione di emergenza radiologica;
b)
del luogo di origine dell’incidente nucleare o della situazione di emergenza radiologica;
c)
delle necessità dei Paesi in sviluppo;
d)
delle particolari esigenze dei Paesi sprovvisti di impianti nucleari;
e)
di altri fattori pertinenti.

2. Qualora l’assistenza venga fornita interamente o parzialmente dietro rimborso, lo Stato che richiede l’assistenza rimborsa alla Parte che fornisce l’assistenza le spese sostenute per i servizi resi da persone o Organizzazioni che operano per suo conto, nonché tutte le spese attinenti all’assistenza qualora queste spese non vengano direttamente pagate dallo Stato che richiede l’assistenza. A meno che non sia convenuto altrimenti, il rimborso sarà effettuato con sollecitudine dopo che la Parte che fornisce l’assistenza ne abbia fatto domanda allo Stato che richiede l’assistenza e, ove si tratti di spese diverse da quelle locali, il rimborso potrà essere trasferito liberamente.

3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, la Parte che fornisce l’assistenza può, in qualsiasi momento, rinunciare al rimborso o accettarne un dífferimento, totale o parziale. Nel considerare detta rinuncia o detto differimento, le Parti che forniscono l’assistenza dovranno tenere debitamente conto delle esigenze dei Paesi in sviluppo.

Art. 8 Privilegi, immunità e agevolazioni

1. Lo Stato che richiede l’assistenza concede al personale della Parte che fornisce l’assistenza ed al personale che opera per suo conto i privilegi, le immunità e le agevolazioni necessarie ad assicurare l’espletamento delle loro mansioni di assistenza.

2. Lo Stato che richiede l’assistenza concede i seguenti privilegi ed immunità al personale della Parte che fornisce l’assistenza o al personale che opera per suo conto, e che sia stato debitamente notificato allo Stato che richiede l’assistenza e da questi accettato:

a)
immunità da arresto, detenzione e azioni giudiziarie, ivi compresa la giurisdizione penale, civile e amministrativa dello Stato che richiede l’assistenza, per gli atti od omissioni nell’espletamento delle loro mansioni;
b)
esenzione da imposte, diritti o altre tasse, ad eccezione di quelle normalmente incluse nel prezzo delle merci o pagate per servizi resi, riguardo all’espletamento delle loro mansioni di assistenza.

3. Lo Stato che richiede l’assistenza:

a)
concede alla Parte che fornisce l’assistenza l’esenzione da imposte, diritti o altre tasse sul materiale ed i beni che, ai fini dell’assistenza, vengono introdotti sul territorio dello Stato che richiede l’assistenza dalla Parte che fornisce l’assistenza;
b)
concede l’immunità da sequestro, sequestro presso terzi o requisizione di detto materiale e di detti beni.

4. Lo Stato richiedente l’assistenza garantisce la rispedizione di detto materiale e di detti beni. A richiesta della Parte che fornisce l’assistenza, lo Stato che richiede l’assistenza adotta, in base ai propri mezzi, delle disposizioni per la necessaria decontaminazione, prima della sua rispedizione, del materiale riutilizzabile che è servito all’assistenza.

5. Lo Stato che richiede l’assistenza agevola l’entrata ed il soggiorno sul suo territorio nazionale, nonché l’uscita dal proprio territorio nazionale, al personale che sia stato oggetto della notifica di cui al paragrafo 2, nonché al materiale ed ai beni necessari per l’assistenza.

6. Nessuna disposizione del presente articolo obbliga lo Stato che richiede l’assistenza a concedere ai propri cittadini o ai propri residenti i privilegi e le immunità previste ai precedenti paragrafi.

7. Senza pregiudicare detti privilegi ed immunità, tutti i beneficiari di detti privilegi ed immunità ai sensi del presente articolo sono tenuti a rispettare le leggi ed i regolamenti dello Stato che richiede l’assistenza. Sono anche tenuti a non interferire negli affari interni dello Stato che richiede l’assistenza.

8. Nessuna disposizione del presente articolo pregiudica i diritti e gli obblighi relativi ai privilegi ed alle immunità concesse in virtù di altri accordi internazionali o norme di diritto internazionale consuetudinario.

9. Al momento di firmare, ratificare, accettare, approvare o aderire alla presente Convenzione, uno Stato può dichiarare che non si considera vincolato, interamente o in parte, dai paragrafi 2 e 3.

10. Uno Stato Parte che abbia reso una dichiarazione ai sensi del paragrafo 9 può ritirarla in qualsiasi momento mediante notifica inviata al depositario.

Art. 9 Transito del personale, del materiale e dei beni

Ciascuno Stato Parte, su domanda dello Stato che richiede l’assistenza o della Parte che fornisce l’assistenza, farà di tutto per facilitare il transito sul proprio territorio, a destinazione e provenienza dallo Stato che richiede l’assistenza, del personale che sia stato debitamente oggetto di una notifica, nonché del materiale e dei beni utilizzati per l’assistenza.

Art. 10 Azioni giudiziarie e riparazioni

1. Gli Stati Parte coopereranno strettamente per facilitare la composizione di azioni e procedimenti giudiziari intrapresi conformemente al presente articolo.

2. A meno che non sia stato convenuto altrimenti, per ogni decesso o ferimento di persone fisiche, danni a beni o perdita di beni o danni all’ambiente causati sul proprio territorio, o in altra zona posta sotto la sua giurisdizione od il suo controllo, in occasione della fornitura dell’assistenza richiesta, uno Stato Parte che richieda un’assistenza:

a)
Non avvierà nessuna azione giudiziaria contro la Parte che fornisce l’assistenza o contro persone fisiche o giuridiche che agiscano per suo conto.
b)
Si assumerà l’onere delle azioni e procedimenti giudiziari intrapresi da terzi contro la Parte che fornisce l’assistenza o contro persone fisiche o giuridiche che agiscano per suo conto.
c)
Esenterà la Parte che fornisce l’assistenza o le persone fisiche o giuridiche che agiscano per suo conto, per quanto riguarda le azioni o procedimenti giudiziari di cui al paragrafo b).
d)
Pagherà una somma riparatrice alla Parte che fornisce l’assistenza o alle persone fisiche e giuridiche che agiscono per conto di quest’ultima in caso:
i)
di decesso o ferimento del personale della Parte che fornisce l’assistenza, o di persone fisiche che agiscano per conto di quest’ultima;
ii)
di perdita di equipaggiamento o di materiali durevoli utilizzati per fornire l’assistenza, o di danni a quest’ultimi;
tranne che in caso di errore intenzionale di coloro che abbiano causato il decesso, il ferimento, la perdita o il danno.

3. Il presente articolo non pregiudica il versamento di risarcimenti o di indennizzi previsti dagli Accordi internazionali o dalle leggi nazionali di ciascuno Stato che potrebbero essere applicati.

4. Nessuna disposizione del presente articolo obbliga lo Stato che richiede l’assistenza ad applicare il paragrafo 2, tutto o in parte, nei confronti dei suoi cittadini o dei suoi residenti.

5. Al momento di firmare, ratificare, accettare, approvare o aderire alla presente Convenzione, uno Stato può dichiarare:

a)
che non si considera vincolato, in tutto o in parte, dal paragrafo 2;
b)
che non applicherà il paragrafo 2, in tutto o in parte, in caso di negligenza grave da parte di coloro che abbiano causato il decesso, il ferimento, la perdita o il danno.

6. Uno Stato Parte che abbia reso una dichiarazione in conformità del paragrafo 5 può ritirarla in qualsiasi momento mediante notifica inviata al depositario.

Art. 11 Cessazione dell’assistenza

Lo Stato che richiede l’assistenza o la Parte che fornisce l’assistenza può, in qualsiasi momento, dopo adeguate consultazioni e mediante notifica scritta, domandare la sospensione dell’assistenza ricevuta o fornita ai sensi della presente Convenzione. A seguito di detta domanda, le Parti interessate si consulteranno per adottare disposizioni in vista di un’adeguata cessazione dell’assistenza.

Art. 12 Relazioni con altri accordi internazionali

La presente Convenzione non pregiudica i diritti e gli obblighi reciproci degli Stati Parte, in virtù di accordi internazionali esistenti relativi alle questioni incluse nella presente Convenzione o in virtù di eventuali accordi internazionali stipulati in conformità alle finalità ed agli scopi della presente Convenzione.

Art. 13 Composizione delle controversie

1. In caso di controversia tra Stati Parte o tra uno Stato Parte e l’Agenzia, riguardo all’interpretazione o all’attuazione della presente Convenzione, le parti alla controversia si consulteranno in vista della sua composizione per le vie negoziali o mediante ogni altro mezzo pacifico di composizione delle controversie che sia accettabile per dette parti.

2. Nel caso in cui una controversia di questo tipo tra gli Stati Parte non possa essere composta entro un anno dalla domanda di consultazione prevista al paragrafo 1, essa verrà sottoposta, su richiesta di ciascuna parte alla controversia, ad arbitrato, o rinviata per decisione alla Corte internazionale di giustizia. Qualora, nei sei mesi successivi alla data della richiesta di arbitrato, le parti alla controversia non raggiungano un accordo in merito all’organizzazione dell’arbitrato, una parte potrà domandare al Presidente della Corte internazionale di giustizia o al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di designare uno o più arbitri. In caso di conflitto tra le richieste delle parti alla controversia, prevale la richiesta inviata al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

3. Al momento della firma, ratifica, accettazione, approvazione o adesione alla presente Convenzione, uno Stato potrà dichiarare che non si considera vincolato da uno o l’altra, o da entrambe le procedure di composizione delle controversie previste al paragrafo 2. Gli altri Stati Parte non sono vincolati da una procedura di composizione delle controversie di cui al paragrafo 2 nei confronti di uno Stato Parte per il quale detta dichiarazione sia in vigore.

4. Uno Stato Parte che abbia reso una dichiarazione in conformità alle disposizioni del paragrafo 3 può ritirarla in qualsiasi momento mediante notifica inviata al depositario.

Art. 14 Entrata in vigore

1. La presente Convenzione è aperta alla firma di tutti gli Stati e della Namibia, rappresentata dal Consiglio delle Nazioni Unite per la Namibia, presso la sede dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica a Vienna, e presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, rispettivamente a partire dal 26 settembre 1986 e dal 6 ottobre 1986, e fino alla sua entrata in vigore o per un periodo di 12 mesi, in caso di prolungamento.

2. Uno Stato e la Namibia, rappresentata dal Consiglio delle Nazioni Unite per la Namibia, possono esprimere il loro consenso ad essere vincolati dalla presente Convenzione, mediante firma o deposito di uno strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione dopo la firma subordinata a ratifica, accettazione o approvazione, o mediante deposito di uno strumento di adesione. Gli strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione saranno depositati presso il depositario.

3. La presente Convenzione entrerà in vigore trenta giorni dopo che tre Stati abbiano espresso il loro consenso ad essere vincolati.

4. Per ogni Stato che dia il suo consenso ad essere vincolato dalla presente Convenzione dopo la sua entrata in vigore, la presente Convenzione entrerà in vigore nei confronti di detto Stato, trenta giorni dopo la data alla quale il consenso sia stato manifestato.

5.
a) La presente Convenzione, in conformità alle disposizioni del presente articolo, è aperta all’adesione delle Organizzazioni internazionali e degli organismi di integrazione regionale costituiti da Stati sovrani che siano abilitati a negoziare, concludere ed applicare accordi internazionali concernenti le questioni incluse nella presente Convenzione.
b)
Per le questioni di loro competenza, dette Organizzazioni, agendo per proprio conto, esercitano i diritti ed adempiono agli obblighi che la presente Convenzione attribuisce agli Stati Parte.
c)
Nel depositare il proprio strumento di adesione, detta Organizzazione comunicherà al depositario una dichiarazione dalla quale risulti la portata della sua competenza per quanto riguarda le questioni incluse nella presente Convenzione.
d)
Detta Organizzazione non dispone di alcun voto in aggiunta a quelli dei suoi Stati Membri.
Art. 15 Applicazione provvisoria

Uno Stato può, al momento della firma o ad una data successiva anteriore all’entrata in vigore della presente Convenzione nei suoi confronti, dichiarare che applicherà la presente Convenzione a titolo provvisorio.

Art. 16 Emendamenti

1. Uno Stato Parte potrà proporre emendamenti alla presente Convenzione. L’emendamento proposto verrà rimesso al depositario, che lo comunicherà immediatamente a tutti gli altri Stati Parte.

2. Qualora la maggioranza degli Stati Parte richieda al depositario di convocare una Conferenza per esaminare gli emendamenti proposti, il depositario inviterà tutti gli Stati Parte ad assistere a detta Conferenza, che avrà inizio almeno 30 giorni dopo l’invio delle convocazioni. Ciascun emendamento approvato durante la Conferenza da una maggioranza dei due terzi di tutti gli Stati Parte sarà messo per iscritto in un Protocollo, che sarà aperto alla firma di tutti gli Stati Parte a Vienna e a New York.

3. Il Protocollo entrerà in vigore trenta giorni dopo che tre Stati abbiano espresso il loro consenso ad essere vincolati. Per ogni Stato che esprima il proprio consenso ad essere vincolato dal Protocollo successivamente alla sua entrata in vigore, il Protocollo entrerà in vigore nei confronti di detto Stato, trenta giorni dopo la data alla quale detto consenso sia stato espresso.

Art. 17 Denuncia

1. Uno Stato Parte potrà denunciare la presente Convenzione mediante notifica scritta inviata al depositario.

2. La denuncia avrà effetto un anno dopo la data in cui il depositario avrà ricevuto la notifica.

Art. 18 Depositario

1. Il Direttore generale dell’Agenzia è il depositario della presente Convenzione.

2. Il Direttore generale dell’Agenzia notificherà tempestivamente agli Stati Parte ed a tutti gli altri Stati:

a)
ogni firma della presente Convenzione o di ogni Protocollo di emendamento;
b)
ogni deposito di strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione e di adesione relativo alla presente Convenzione o ad ogni Protocollo di emendamento;
c)
ogni dichiarazione o ritiro di dichiarazione effettuati in conformità agli articoli 8, 10 e 13;
d)
ogni dichiarazione di applicazione provvisoria della presente Convenzione effettuata in conformità all’articolo 15;
e)
l’entrata in vigore della presente Convenzione e di ogni eventuale emendamento;
f)
ogni denuncia effettuata in conformità all’articolo 17.
Art. 19 Testi autentici e copie autenticate

L’originale della presente Convenzione, di cui fanno ugualmente fede le versioni araba, cinese, francese, inglese, russa e spagnola sarà depositato presso il Direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica che ne farà pervenire copie autenticate agli Stati Parte ed a tutti gli altri Stati.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente abilitati, hanno firmato la presente Convenzione, aperta alla firma in conformità alle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 14.

Adottata dalla Conferenza generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica riunita in sessione straordinaria a Vienna il 26 settembre 1986.

(Seguono le firme)


  Campo d’applicazione il 26 maggio 20202 

Stati partecipanti

Ratifica

Adesione (A)

Dichiarazione di successione (S)

Firmato senza riserva di ratifica (F)

Entrata in vigore

Albania

30 aprile

2003 A

31 maggio

2003

Algeria*

15 gennaio

2004

15 febbraio

2004

Arabia Saudita*

  3 novembre

1989 A

  4 dicembre

1989

Argentina*

17 gennaio

1990 A

17 febbraio

1990

Armenia

24 agosto

1993 A

24 settembre

1993

Australia*

22 settembre

1987

23 ottobre

1987

Austria*

21 novembre

1989

22 dicembre

1989

Bangladesh

  7 gennaio

1988 A

  7 febbraio

1988

Belarus*

26 gennaio

1987

26 febbraio

1987

Belgio

  4 gennaio

1999

  4 febbraio

1999

Benin

18 settembre

2019 A

18 ottobre

2019

Bolivia*

22 agosto

2003 A

21 settembre

2003

Bosnia e Erzegovina

30 giugno

1998 S

  1° marzo

1992

Botswana

11 novembre

2011 A

11 dicembre

2011

Brasile

  4 dicembre

1990

  4 gennaio

1991

Bulgaria

24 febbraio

1988

26 marzo

1988

Burkina Faso

  7 agosto

2014 A

  6 settembre

2014

Camerun

17 gennaio

2006

16 febbraio

2006

Canada*

12 agosto

2002

12 settembre

2002

Ceca, Repubblica

24 marzo

1993 S

  1° gennaio

1993

Cile

22 settembre

2004

23 ottobre

2004

Cina*

10 settembre

1987

11 ottobre

1987

Cipro

  4 gennaio

1989 A

  4 febbraio

1989

Colombia*

23 giugno

2005 A

23 luglio

2005

Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA/EURATOM)*

14 novembre

2006 A

14 dicembre

2006

Corea (Sud)*

  8 giugno

1990 A

  9 luglio

1990

Costa Rica

16 settembre

1991

17 ottobre

1991

Croazia

29 settembre

1992 S

  8 ottobre

1991

Cuba*

  8 gennaio

1991

  8 febbraio

1991

Danimarca*a

26 settembre

2008

26 ottobre

2008

Ecuador

16 settembre

2019 A

16 ottobre

2019

Egitto*

17 ottobre

1988

17 novembre

1988

El Salvador*

28 luglio

2005 A

27 agosto

2005

Emirati Arabi Uniti*

  2 ottobre

1987 A

  2 novembre

1987

Eritrea*

13 marzo

2020 A

12 aprile

2020

Estonia

  9 maggio

1994 A

  9 giugno

1994

Filippine

  5 maggio

1997 A

  5 giugno

1997

Finlandia*

27 novembre

1990

28 dicembre

1990

Francia*

  6 marzo

1989

  6 aprile

1989

Gabon

19 febbraio

2008 A

20 marzo

2008

Georgia

10 aprile

2018 A

10 aprile

2018

Germania*

14 settembre

1989

15 ottobre

1989

Ghana

  5 maggio

2016 A

  5 ottobre

2016

Giappone*

  9 giugno

1987

10 luglio

1987

Giordania

11 dicembre

1987

11 gennaio

1988

Grecia*

  6 giugno

1991

  7 luglio

1991

Guatemala

  8 agosto

1988

  8 settembre

1988

India*

28 gennaio

1988

28 febbraio

1988

Indonesia*

12 novembre

1993

13 dicembre

1993

Iran*

  9 ottobre

2000

  9 novembre

2000

Iraq*

21 luglio

1988

21 agosto

1988

Irlanda*

13 settembre

1991

14 ottobre

1991

Islanda

27 gennaio

2006

26 febbraio

2006

Israele*

25 maggio

1989

25 giugno

1989

Italia*

25 ottobre

1990

25 novembre

1990

Kazakistan

10 marzo

2010 A

  9 aprile

2010

Kuwait

13 maggio

2003 A

13 giugno

2003

Laos

10 maggio

2013 A

  9 giugno

2013

Lesotho

17 settembre

2013

17 ottobre

2013

Lettonia

28 dicembre

1992 A

28 gennaio

1993

Libano

17 aprile

1997

18 maggio

1997

Libia

27 giugno

1990 A

28 luglio

1990

Liechtenstein

19 aprile

1994

20 maggio

1994

Lituania

21 settembre

2000 A

22 ottobre

2000

Lussemburgo

26 settembre

2000 A

27 ottobre

2000

Macedonia del Nord

20 settembre

1996 S

17 novembre

1991

Madagascar

  3 marzo

2017 A

  2 aprile

2017

Malaysia*

  1° settembre

1987 F

  2 ottobre

1987

Mali

  1° ottobre

2007

31 ottobre

2007

Marocco

  7 ottobre

1993

  7 novembre

1993

Mauritania

19 settembre

2011 A

19 ottobre

2011

Maurizio*

17 agosto

1992 A

17 settembre

1992

Messico

10 maggio

1988

10 giugno

1988

Moldova

  7 maggio

1998 A

  7 giugno

1998

Monaco*

19 luglio

1989

19 agosto

1989

Mongolia

11 giugno

1987

12 luglio

1987

Montenegro

21 marzo

2007 S

  3 giugno

2006

Mozambico

30 ottobre

2009 A

29 novembre

2009

Nicaragua*

11 novembre

1993 A

12 dicembre

1993

Niger

  5 dicembre

2016

  4 gennaio

2017

Nigeria

10 agosto

1990

10 settembre

1990

Norvegia*

26 settembre

1986 F

26 febbraio

1987

Nuova Zelanda*

11 marzo

1987 A

11 aprile

1987

Oman*

  9 luglio

2009 A

  8 agosto

2009

Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO)*

19 ottobre

1990 A

19 novembre

1990

Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM)*

17 aprile

1990 A

18 maggio

1990

Organizzazione mondiale della sanità (OMS)*

10 agosto

1988 A

10 settembre

1988

Paesi Bassi*

23 settembre

1991

24 ottobre

1991

  Aruba

23 settembre

1991

24 ottobre

1991

  Curaçao

10 ottobre

2010

10 ottobre

2010

  Parte caraibica (Bonaire, Sant’Eustachio e Saba)

10 ottobre

2010

10 ottobre

2010

  Sint Maarten

10 ottobre

2010

10 ottobre

2010

Pakistan*

11 settembre

1989 A

12 ottobre

1989

Panama

  1° aprile

1999

  2 maggio

1999

Paraguay

  6 febbraio

2013

  8 marzo

2013

Perù*

17 luglio

1995 A

17 agosto

1995

Polonia

24 marzo

1988

24 aprile

1988

Portogallo

23 ottobre

2003

23 novembre

2003

Qatar

  4 novembre

2005 A

  4 dicembre

2005

Regno Unito*

  9 febbraio

1990

12 marzo

1990

Romania*

12 giugno

1990 A

13 luglio

1990

Russia*

23 dicembree

1986

26 febbraio

1987

Saint Vincent e Grenadine

18 settembre

2001 A

19 ottobre

2001

Senegal

24 dicembre

2008

23 gennaio

2009

Serbia

  5 febbraio

2002 S

27 aprile

1992

Singapore

15 dicembre

1997 A

15 gennaio

1998

Siria*

17 settembre

2018

17 ottobre

2018

Slovacchia*

10 febbraio

1993 S

  1° gennaio

1993

Slovenia

  7 luglio

1992 S

28 giugno

1991

Spagna*

13 settembre

1989

14 ottobre

1989

Sri Lanka*

11 gennaio

1991 A

11 febbraio

1991

Stati Uniti*

19 settembre

1988

20 ottobre

1988

Sudafrica*

10 agosto

1987

10 settembre

1987

Svezia*

24 giugno

1992

25 luglio

1992

Svizzera

31 maggio

1988

  1° luglio

1988

Tagikistan

23 settembre

2011 A

23 ottobre

2011

Tanzania

27 gennaio

2005 A

26 febbraio

2005

Thailandia*

21 marzo

1989

21 aprile

1989

Tunisia

24 febbraio

1989

27 marzo

1989

Turchia*

  3 gennaio

1991

  3 febbraio

1991

Ucraina*

26 gennaio

1987

26 febbraio

1987

Ungheria

10 marzo

1987

10 aprile

1987

Uruguay

21 dicembre

1989 A

21 gennaio

1990

Vietnam*

29 settembre

1987 A

30 ottobre

1987

*
Riserve e dichiarazioni.
Le riserve e dichiarazioni non sono pubblicate nella RU. I testi in inglese possono essere consultati sul sito Internet dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA): www.iaea.org/ > Français > Ressources > Traités > Traités adoptés sous les auspices de l’AIEA, oppure ottenuti presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.

a La Conv. non si applica alle Isole Faeroer e alla Groenlandia.


 RU 1988 1371; FF 1987 III 81


1 RU 1988 1370
2 RU 1988 1371, 1989 400, 1990 1625,1991 2220, 2005 2231, 2007 3597, 2010 1631, 2013 2311, 2016 507, 2018 3011 e 2020 2177. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).


Index

0.732.321.2

Texte original

Convention sur l’assistance en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique

Conclue à Vienne le 26 septembre 1986

Approuvée par l’Assemblée fédérale le 3 mars 19881

Instrument de ratification déposé par la Suisse le 31 mai 1988

Entrée en vigueur pour la Suisse le 1er juillet 1988

(Etat le 26 mai 2020)

Les États Parties à la présente Convention,

sachant que des activités nucléaires sont menées dans un certain nombre d’États,

notant que des mesures d’ensemble ont été et sont prises pour assurer un haut niveau de sûreté dans les activités nucléaires, en vue de prévenir les accidents nucléaires et de limiter le plus possible les conséquences de tout accident de cette nature qui pourrait se produire,

désireux de renforcer encore la coopération internationale dans le développement et l’utilisation sûrs de l’énergie nucléaire,

convaincus de la nécessité d’instituer un cadre international qui facilitera la fourniture rapide d’une assistance en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique, afin d’en atténuer les conséquences,

notant l’utilité des arrangements bilatéraux et multilatéraux sur l’assistance mutuelle dans ce domaine,

prenant note des activités de l’Agence internationale de l’énergie atomique concernant l’élaboration de directives sur les arrangements relatifs à l’assistance mutuelle d’urgence en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique,

sont convenus de ce qui suit:

Art. 1 Dispositions générales

1. Les États Parties coopèrent entre eux et avec l’Agence internationale de l’énergie atomique (ci—après dénommée l’«Agence») conformément aux dispositions de la présente Convention pour faciliter une assistance rapide dans le cas d’un accident nucléaire ou d’une situation d’urgence radiologique afin d’en limiter le plus possible les conséquences et de protéger la vie, les biens et l’environnement des effets des rejets radioactifs.

2. Pour faciliter cette coopération, les États Parties peuvent conclure des arrangements bilatéraux ou multilatéraux ou, le cas échant, une combinaison des deux, en vue de prévenir ou de limiter le plus possible les préjudices corporels et les dommages qui peuvent être causés par un accident nucléaire ou une situation d’urgence radiologique.

3. Les États Parties demandent à l’Agence, agissant dans le cadre de son Statut, de faire de son mieux, conformément aux dispositions de la présente Convention, pour promouvoir, faciliter et appuyer la coopération entre les États Parties prévue dans la présente Convention.

Art. 2 Fourniture d’assistance

1. Si un État Partie a besoin d’une assistance dans le cas d’un accident nucléaire ou d’une situation d’urgence radiologique, que l’origine de cet accident ou de cette situation d’urgence se trouve ou non sur son territoire, sous sa juridiction ou sous son contrôle, il peut demander cette assistance à tout autre État Partie, directement ou par l’entremise de l’Agence, et à l’Agence ou, le cas échéant, à d’autres organisations internationales intergouvernementales (ci—après dénommées «organisations internationales»).

2. Un État Partie qui requiert une assistance indique la portée et le type de l’assistance requise et, lorsque cela est possible, communique à la partie qui fournit l’assistance les informations qui peuvent être nécessaires à cette partie pour déterminer dans quelle mesure elle est à même de répondre à la demande. Au cas où il n’est pas possible à l’État Partie qui requiert l’assistance d’indiquer la portée et le type de l’assistance requise, l’État Partie qui requiert l’assistance et la partie qui la fournit fixent, après s’être consultés, la portée et le type de l’assistance requise.

3. Chaque État Partie auquel une demande d’assistance de ce genre est adressée détermine rapidement et fait savoir à l’État Partie qui requiert l’assistance, directement ou par l’entremise de l’Agence, s’il est en mesure de fournir l’assistance requise, ainsi que la portée et les conditions de l’assistance qui pourrait être fournie.

4. Les États Parties, dans les limites de leurs capacités, déterminent et notifient à l’Agence les experts, le matériel et les matériaux qui pourraient être mis à disposition pour la fourniture d’une assistance à d’autres États Parties en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique, ainsi que les conditions, notamment financières, auxquelles cette assistance pourrait être fournie.

5. Tout État Partie peut demander une assistance portant sur le traitement médical ou l’installation provisoire sur le territoire d’un autre État Partie de personnes affectées par un accident nucléaire ou une situation d’urgence radiologique.

6. L’Agence répond, conformément à son Statut et aux dispositions de la présente Convention, à la demande d’assistance d’un État Partie qui requiert une assistance ou d’un État Membre dans le cas d’un accident nucléaire ou d’une situation d’urgence radiologique:

a)
en mettant à sa disposition les ressources appropriées allouées à cette fin;
b)
en transmettant rapidement la demande à d’autres États et organisations internationales qui, d’après les informations dont dispose l’Agence, peuvent posséder les ressources nécessaires;
c)
si l’État qui requiert l’assistance le lui demande, en coordonnant au niveau international l’assistance qui peut ainsi être disponible.
Art. 3 Direction et contrôle de l’assistance

Sauf s’il en est convenu autrement:

a)
la direction, le contrôle, la coordination et la supervision d’ensemble de l’assistance incombent, sur son territoire, à l’État qui requiert l’assistance. La partie qui fournit l’assistance devrait, lorsque l’assistance nécessite du personnel, désigner en consultation avec l’État qui requiert l’assistance la personne à laquelle devrait être confiée et qui devrait conserver la supervision opérationnelle directe du personnel et du matériel qu’elle a fournis. La personne désignée devrait exercer cette supervision en coopération avec les autorités appropriées de l’État qui requiert l’assistance;
b)
l’État qui requiert l’assistance fournit, dans la limite de ses possibilités, les installations et les services locaux nécessaires à l’administration rationnelle et efficace de l’assistance. Il assure aussi la protection du personnel, du matériel et des matériaux introduits sur son territoire, aux fins de l’assistance, par la partie qui fournit l’assistance ou pour son compte;
c)
la propriété du matériel et des matériaux fournis par l’une ou l’autre partie durant les périodes d’assistance n’est pas modifiée, et leur restitution est garantie;
d)
un État Partie qui fournit une assistance en réponse à une demande faite en vertu du par. 5 de l’art. 2 coordonne cette assistance sur son territoire.
Art. 4 Autorités compétentes et points de contact

1. Chaque État Partie indique à l’Agence et aux autres États Parties, directement ou par l’entremise de l’Agence, ses autorités compétentes et le point de contact habilité à faire et recevoir des demandes et à accepter des offres d’assistance. Ces points de contact et une cellule centrale à l’Agence sont accessibles en permanence.

2. Chaque État Partie communique rapidement à l’Agence toutes modifications qui seraient apportées aux informations visées au par. 1.

3. L’Agence communique régulièrement et promptement aux États Parties, aux États Membres et aux organisations internationales pertinentes les informations visées aux par. 1 et 2.

Art. 5 Fonctions de l’Agence

Les États Parties, conformément au par. 3 de l’art. 1 et sans préjudice d’autres dispositions de la présente Convention, demandent à l’Agence de:

a)
recueillir et diffuser aux États Parties et aux États Membres des informations concernant:
i)
les experts, le matériel et les matériaux qui pourraient être mis à disposition dans les cas d’accidents nucléaires ou de situations d’urgence radiologique,
ii)
les méthodes, les techniques et les résultats disponibles de travaux de recherche relatifs aux interventions lors d’accidents nucléaires ou de situations d’urgence radiologique;
b)
prêter son concours à un État Partie ou à un État Membre, sur demande, pour l’une quelconque des questions ci—après ou d’autres questions appropriées:
i)
élaboration de plans d’urgence pour les cas d’accidents nucléaires et de situations d’urgence radiologique ainsi que de la législation appropriée,
ii)
mise au point de programmes de formation appropriés pour le personnel appelé à intervenir dans les cas d’accidents nucléaires et de situations d’urgence radiologique,
iii)
transmission des demandes cl assistance et d’informations pertinentes en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique,
iv)
mise au point de programmes, de procédures et de normes appropriés de surveillance de la radioactivité,
v)
exécution d’études pour déterminer la possibilité de mettre en place des systèmes appropriés de surveillance de la radioactivité;
c)
mettre à la disposition d’un État Partie ou d’un État Membre qui requiert une assistance en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique des ressources appropriées allouées en vue d’effectuer une évaluation initiale de l’accident ou de la situation d’urgence;
d)
proposer ses bons offices aux États Parties et aux États Membres en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique;
e)
établir et maintenir la liaison avec les organisations internationales pertinentes en vue d 1 obtenir et d’échanger les informations et les données pertinentes, et fournir une liste de ces organisations aux États Parties, aux États Membres et aux organisations précitées.
Art. 6 Confidentialité et déclarations publiques

1. L’État qui requiert l’assistance et la partie qui fournit l’assistance préservent la confidentialité des informations confidentielles auxquelles l’un ou l’autre ont accès à l’occasion de l’assistance en cas d’accident nucléaire ou de situation d’urgence radiologique. Ces informations sont utilisées exclusivement aux fins de l’assistance convenue.

2. La partie qui fournit l’assistance fait de son mieux pour se concerter avec l’État qui requiert l’assistance avant de rendre publiques des informations sur l’assistance fournie à l’occasion d’un accident nucléaire ou d’une situation d’urgence radiologique.

Art. 7 Remboursement des frais

1. Une partie qui fournit une assistance peut offrir celle—ci gratuitement à l’État qui requiert l’assistance. Lorsqu’elle examine si elle doit offrir l’assistance sur une telle base, la partie qui fournit l’assistance tient compte:

a)
de la nature de l’accident nucléaire ou de la situation d’urgence radiologique;
b)
du lieu d’origine de l’accident nucléaire ou de la situation d’urgence radiologique;
c)
des besoins des pays en développement;
d)
des besoins particuliers des pays n’ayant pas d’installations nucléaires;
e)
d’autres facteurs pertinents.

2. Lorsque l’assistance est fournie entièrement ou partiellement à titre remboursable, l’État qui requiert l’assistance rembourse à la partie qui fournit l’assistance les frais encourus pour les services rendus par des personnes ou organisations agissant pour son compte, et tous les frais ayant trait à l’assistance dans la mesure où ces frais ne sont pas payés directement par l’État qui requiert l’assistance. Sauf s’il en est convenu autrement, le remboursement est effectué rapidement après que la partie qui fournit l’assistance en a fait la demande à l’État qui requiert l’assistance et, en ce qui concerne les frais autres que les frais locaux, peut être transféré librement.

3. Nonobstant les dispositions du par. 2, la partie qui fournit l’assistance peut, à tout moment, renoncer au remboursement ou en accepter l’ajournement, en tout ou en partie. Lorsqu’elles envisagent cette renonciation ou cet ajournement, les parties qui fournissent l’assistance tiennent dûment compte des besoins des pays en développement.

Art. 8 Privilèges, immunités et facilités

1. L’État qui requiert l’assistance accorde au personnel de la partie qui fournit l’assistance et au personnel agissant pour son compte les privilèges, immunités et facilités nécessaires pour assurer l’exercice de leurs fonctions d’assistance.

2. L’État qui requiert l’assistance accorde les privilèges et immunités ci—après au personnel de la partie qui fournit l’assistance ou au personnel agissant pour son compte qui a été dûment notifié à l’État qui requiert l’assistance et accepté par lui:

a)
l’immunité d’arrestation, de détention et de juridiction, y compris la juridiction pénale, civile et administrative de l’État qui requiert l’assistance, pour les actes ou omissions dans l’exercice de ses fonctions;
b)
l’exemption d’impôts, de droits ou d’autres taxes, à l’exception de ceux qui sont normalement compris dans le prix des marchandises ou acquittés pour des services rendus, en ce qui concerne l’accomplissement de ses fonctions d’assistance.

3. L’État qui requiert l’assistance:

a)
accorde à la partie qui fournit l’assistance l’exemption d’impôts, de droits ou d’autres taxes sur le matériel et les biens qui, aux fins de l’assistance, sont introduits sur le territoire de l’État qui requiert l’assistance par la partie qui fournit l’assistance;
b)
accorde l’immunité de saisie, de saisie—arrêt ou de réquisition de ce matériel et de ces biens.

4. L’État qui requiert l’assistance garantit la réexpédition de ce matériel et de ces biens. À la demande de la partie qui fournit l’assistance, l’État qui requiert l’assistance prend, dans la mesure de ses moyens, des dispositions en vue de la décontamination nécessaire du matériel réutilisable ayant servi à l’assistance, avant sa réexpédition.

5. L’État qui requiert l’assistance facilite l’entrée et le séjour sur son territoire national, ainsi que la sortie de son territoire national, au personnel qui a fait l’objet de la notification visée au par. 2, ainsi qu’au matériel et aux biens nécessaires pour l’assistance.

6. Aucune disposition du présent article n’oblige l’État qui requiert l’assistance à accorder à ses ressortissants ou à ses résidents les privilèges et immunités prévus dans les paragraphes précédents.

7. Sans préjudice des privilèges et immunités, tous les bénéficiaires de ces privilèges et immunités aux termes du présent article sont tenus de respecter les lois et règlements de l’État qui requiert l’assistance. Ils sont aussi tenus de ne pas s’immiscer dans les affaires intérieures de l’État qui requiert l’assistance.

8. Aucune disposition du présent article ne porte atteinte aux droits et obligations relatifs aux privilèges et immunités accordés en vertu d’autres accords internationaux ou des règles du droit international coutumier.

9. Lorsqu’il signe la présente Convention, la ratifie, l’accepte, l’approuve ou y adhère, un État peut déclarer qu’il ne se considère pas comme lié, en tout ou en partie, par les par. 2 et 3.

10. Un État Partie qui a fait une déclaration conformément au par. 9 peut la retirer à tout moment par une notification adressée au dépositaire.

Art. 9 Transit du personnel, du matériel et des biens

Chaque État Partie, à la demande de l’État qui requiert l’assistance ou de la partie qui fournit l’assistance, s’efforce de faciliter le transit sur son territoire, à destination et en provenance de l’État qui requiert l’assistance, du personnel ayant dûment fait l’objet d’une notification, ainsi que du matériel et des biens utilisés pour l’assistance.

Art. 10 Actions judiciaires et réparations

1. Les États Parties coopèrent étroitement pour faciliter le règlement des poursuites et actions judiciaires engagées en vertu du présent article.

2. Sauf s’il en est convenu autrement, pour tout décès ou blessure de personnes physiques, dommage à des biens ou perte de biens ou dommage à l’environnement causé sur son territoire ou dans une autre zone placée sous sa juridiction ou sous son contrôle à l’occasion de la fourniture de l’assistance requise, un État Partie qui requiert une assistance:

a)
n’engage aucune poursuite judiciaire contre la partie qui fournit l’assistance ou contre des personnes physiques ou morales agissant pour son compte;
b)
assume la charge des poursuites et actions judiciaires engagées par des tiers contre la partie qui fournit l’assistance ou contre des personnes physiques ou morales agissant pour son compte,
c)
décharge la partie qui fournit l’assistance ou les personnes physiques ou morales agissant pour son compte en ce qui concerne les poursuites et actions judiciaires mentionnées à l’al. b);
d)
verse une réparation à la partie qui fournit l’assistance ou aux personnes physiques ou morales agissant pour son compte en cas:
i)
de décès ou blessure de membres du personnel de la partie qui fournit l’assistance, ou de personnes physiques agissant pour son compte,
ii)
de perte de matériel ou de matériaux durables utilisés pour fournir l’assistance, ou de dommage à ceux—ci;
sauf en cas de faute intentionnelle de ceux qui ont causé le décès, la blessure, la perte ou le dommage.

3. Le présent article n’empêche pas le versement de réparations ou d’indemnités prévues par les accords internationaux ou les lois nationales de tout État qui seraient applicables.

4. Aucune disposition du présent article n’oblige l’État qui requiert l’assistance à appliquer le par. 2, en tout ou en partie, à ses ressortissants ou à ses résidents.

5. Lorsqu’il signe la présente Convention, la ratifie, l’accepte, l’approuve ou y adhère, un État peut déclarer:

a)
qu’il ne se considère pas comme lié, en tout ou en partie, par le par. 2;
b)
qu’il n’appliquera pas le par. 2, en tout ou en partie, en cas de négligence grave de ceux qui ont causé le décès, la blessure, la perte ou le dommage.

6. Un État Partie qui a fait une déclaration conformément au par. 5 peut la retirer à tout moment par une notification adressée au dépositaire.

Art. 11 Cessation de l’assistance

L’État qui requiert l’assistance ou la partie qui fournit l’assistance peut, à tout moment, après avoir procédé aux consultations appropriées et par notification écrite, demander qu’il soit mis fin à l’assistance reçue ou fournie en vertu de la présente Convention. Cette demande une fois faite, les parties concernées se consultent pour prendre des dispositions en vue d’une cessation appropriée de l’assistance.

Art. 12 Rapports avec d’autres accords internationaux

La présente Convention n’affecte pas les droits et obligations réciproques des États Parties en vertu d’accords internationaux existants relatifs aux questions couvertes par la présente Convention, ou en vertu d’accords internationaux futurs conclus conformément à l’objet et au but de la présente Convention.

Art. 13 Règlement des différends

1. En cas de différend entre des États Parties ou entre un État Partie et l’Agence concernant l’interprétation ou l’application de la présente Convention, les parties au différend se consultent en vue de le régler par voie de négociation ou par tout autre moyen pacifique de règlement des différends qui est acceptable auxdites parties.

2. Si un différend de cette nature entre des États Parties ne peut être réglé dans un délai d’un an suivant la demande de consultation prévue au par. 1, il est, à la demande de toute partie à ce différend, soumis à arbitrage ou renvoyé à la Cour internationale de Justice pour décision. Si, dans les six mois qui suivent la date de la demande d’arbitrage, les parties au différend ne parviennent pas à se mettre d’accord sur l’organisation de l’arbitrage, une partie peut demander au Président de la Cour internationale de Justice ou au Secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies de désigner un ou plusieurs arbitres. En cas de conflit entre les demandes des parties au différend, la demande adressée au Secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies prévaut.

3. Lorsqu’il signe la présente Convention, la ratifie, l’accepte, l’approuve ou y adhère, un État peut déclarer qu’il ne se considère pas comme lié par l’une ou l’autre ou les deux procédures de règlement des différends prévues au par. 2. Les autres États Parties ne sont pas liés par une procédure de règlement des différends prévue au par. 2 à l’égard d’un État Partie pour lequel une telle déclaration est en vigueur.

4. Un État Partie qui a fait une déclaration conformément aux dispositions du par. 3 peut la retirer à tout moment par une notification adressée au dépositaire.

Art. 14 Entrée en vigueur

1. La présente Convention est ouverte à la signature de tous les États et de la Namibie, représentée par le Conseil des Nations Unies pour la Namibie, au Siège de l’Agence internationale de l’énergie atomique, à Vienne, et au Siège de l’Organisation des Nations Unies, à New York, à partir du 26 septembre 1986 et du 6 octobre 1986, respectivement, et jusqu’à son entrée en vigueur ou pendant une période de douze mois, si celle—ci est plus longue.

2. Un État et la Namibie, représentée par le Conseil des Nations Unies pour la Namibie, peuvent exprimer leur consentement à être liés par la présente Convention, par signature ou par dépôt d’un instrument de ratification, d’acceptation ou d’approbation après signature subordonnée à ratification, acceptation ou approbation, ou par dépôt d’un instrument d’adhésion. Les instruments de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion sont déposés auprès du dépositaire.

3. La présente Convention entre en vigueur trente jours après que trois États ont exprimé leur consentement à être liés.

4. Pour chaque État exprimant son consentement à être lié par la présente Convention après son entrée en vigueur, la présente Convention entre en vigueur pour cet État trente jours après la date à laquelle le consentement a été exprimé.

5.
a) la présente Convention est ouverte, conformément aux dispositions du présent article, à l’adhésion des organisations internationales et des organisations d’intégration régionale constituées par des États souverains, qui sont habilitées à négocier, conclure et appliquer des accords internationaux relatifs aux questions couvertes par la présente Convention;
b)
pour les questions qui relèvent de leur compétence, ces organisations, agissant pour leur propre compte, exercent les droits et remplissent les obligations que la présente Convention attribue aux États Parties;
c)
lorsqu’elle dépose son instrument d’adhésion, une telle organisation communique au dépositaire une déclaration indiquant l’étendue de sa compétence pour ce qui est des questions couvertes par la présente Convention;
d)
une telle organisation ne dispose d’aucune voix s’ajoutant à celles de ses États Membres.
Art. 15 Application provisoire

Un État peut, lors de la signature ou à une date ultérieure précédant l’entrée en vigueur de la présente Convention pour lui, déclarer qu’il appliquera la présente Convention à titre provisoire.

Art. 16 Amendements

1. Un État Partie peut proposer des amendements à la présente Convention. L’amendement proposé est soumis au dépositaire, qui le communique immédiatement à tous les autres États Parties.

2. Si la majorité des États Parties demande au dépositaire de réunir une conférence pour étudier les amendements proposés, le dépositaire invite tous les États Parties à assister à cette conférence, qui s’ouvrira trente jours au moins après l’envoi des invitations. Tout amendement adopté à la conférence par une majorité des deux tiers de tous les États Parties est consigné dans un protocole, qui est ouvert à Vienne et à New York à la signature de tous les États Parties.

3. Le protocole entre en vigueur trente jours après que trois États ont exprimé leur consentement à être liés. Pour chaque État exprimant son consentement à être lié par le protocole après son entrée en vigueur, le protocole entre en vigueur pour cet État trente jours après la date à laquelle le consentement a été exprimé.

Art. 17 Dénonciation

1. Un État Partie peut dénoncer la présente Convention par une notification écrite adressée au dépositaire.

2. La dénonciation prend effet un an après la date à laquelle le dépositaire reçoit la notification.

Art. 18 Dépositaire

1. Le Directeur général de l’Agence est le dépositaire de la présente Convention.

2. Le Directeur général de l’Agence notifie rapidement aux États Parties et à tous les autres États:

a)
chaque signature de la présente Convention ou de tout protocole d’amendement;
b)
chaque dépôt d’instrument de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion relatif à la présente Convention ou à tout protocole d’amendement;
c)
toute déclaration ou tout retrait de déclaration faits conformément aux art. 8, 10 et 13;
d)
toute déclaration d’application provisoire de la présente Convention faite conformément à l’art. 15;
e)
l’entrée en vigueur de la présente Convention et de tout amendement qui lui est apporté;
f)
toute dénonciation faite conformément à l’art. 17.
Art. 19 Textes authentiques et copies certifiées

L’original de la présente Convention, dont les versions anglaise, arabe, chinoise, espagnole, française et russe font également foi, sera déposé auprès du Directeur général de l’Agence internationale de l’énergie atomique qui en fera parvenir des copies certifiées aux États Parties et à tous les autres États.

En foi de quoi, les soussignés, dûment habilités, ont signé la présente Convention, ouverte à la signature conformément aux dispositions du par. 1 de l’art. 14.

Adoptée par la Conférence générale de l’Agence internationale de l’énergie atomique réunie en session extraordinaire à Vienne le vingt—six septembre mil neuf cent quatre—vingt—six.

(Suivent les signatures)


  Champ d’application le 26 mai 20202 

États parties

Ratification

Adhésion (A)

Déclaration de succession (S)

Signature sans réserve de ratification (Si)

Entrée en vigueur

Afrique du Sud*

10 août

1987

10 septembre

1987

Albanie

30 avril

2003 A

31 mai

2003

Algérie*

15 janvier

2004

15 février

2004

Allemagne*

14 septembre

1989

15 octobre

1989

Arabie Saoudite*

  3 novembre

1989 A

  4 décembre

1989

Argentine*

17 janvier

1990 A

17 février

1990

Arménie

24 août

1993 A

24 septembre

1993

Australie*

22 septembre

1987

23 octobre

1987

Autriche*

21 novembre

1989

22 décembre

1989

Bangladesh

  7 janvier

1988 A

  7 février

1988

Bélarus*

26 janvier

1987

26 février

1987

Belgique

  4 janvier

1999

  4 février

1999

Bénin

18 septembre

2019 A

18 octobre

2019

Bolivie*

22 août

2003 A

21 septembre

2003

Bosnie et Herzégovine

30 juin

1998 S

1er mars

1992

Botswana

11 novembre

2011 A

11 décembre

2011

Brésil

  4 décembre

1990

  4 janvier

1991

Bulgarie

24 février

1988

26 mars

1988

Burkina Faso

  7 août

2014 A

  6 septembre

2014

Cameroun

17 janvier

2006

16 février

2006

Canada*

12 août

2002

12 septembre

2002

Chili

22 septembre

2004

23 octobre

2004

Chine*

10 septembre

1987

11 octobre

1987

Chypre

  4 janvier

1989 A

  4 février

1989

Colombie*

23 juin

2005 A

23 juillet

2005

Communauté européenne de l’énergie atomique (CEEA/EURATOM)*

14 novembre

2006 A

14 décembre

2006

Corée (Sud)*

  8 juin

1990 A

  9 juillet

1990

Costa Rica

16 septembre

1991

17 octobre

1991

Croatie

29 septembre

1992 S

  8 octobre

1991

Cuba*

  8 janvier

1991

  8 février

1991

Danemark* a

26 septembre

2008

26 octobre

2008

Égypte*

17 octobre

1988

17 novembre

1988

El Salvador*

28 juillet

2005 A

27 août

2005

Émirats arabes unis*

  2 octobre

1987 A

  2 novembre

1987

Équateur

16 septembre

2019 A

16 octobre

2019

Érythrée*

13 mars

2020 A

12 avril

2020

Espagne*

13 septembre

1989

14 octobre

1989

Estonie

  9 mai

1994 A

  9 juin

1994

États-Unis*

19 septembre

1988

20 octobre

1988

Finlande*

27 novembre

1990

28 décembre

1990

France*

  6 mars

1989

  6 avril

1989

Gabon

19 février

2008 A

20 mars

2008

Géorgie

10 avril

2018 A

10 avril

2018

Ghana

  5 mai

2016 A

  5 octobre

2016

Grèce*

  6 juin

1991

  7 juillet

1991

Guatemala

  8 août

1988

  8 septembre

1988

Hongrie

10 mars

1987

10 avril

1987

Inde*

28 janvier

1988

28 février

1988

Indonésie*

12 novembre

1993

13 décembre

1993

Iran*

  9 octobre

2000

  9 novembre

2000

Iraq*

21 juillet

1988

21 août

1988

Irlande*

13 septembre

1991

14 octobre

1991

Islande

27 janvier

2006

26 février

2006

Israël*

25 mai

1989

25 juin

1989

Italie*

25 octobre

1990

25 novembre

1990

Japon*

  9 juin

1987

10 juillet

1987

Jordanie

11 décembre

1987

11 janvier

1988

Kazakhstan

10 mars

2010 A

  9 avril

2010

Koweït

13 mai

2003 A

13 juin

2003

Laos

10 mai

2013 A

  9 juin

2013

Lesotho

17 septembre

2013

17 octobre

2013

Lettonie

28 décembre

1992 A

28 janvier

1993

Liban

17 avril

1997

18 mai

1997

Libye

27 juin

1990 A

28 juillet

1990

Liechtenstein

19 avril

1994

20 mai

1994

Lituanie

21 septembre

2000 A

22 octobre

2000

Luxembourg

26 septembre

2000 A

27 octobre

2000

Macédoine du Nord

20 septembre

1996 S

17 novembre

1991

Madagascar

  3 mars

2017 A

  2 avril

2017

Malaisie*

1er septembre

1987 Si

  2 octobre

1987

Mali

1er octobre

2007

31 octobre

2007

Maroc

  7 octobre

1993

  7 novembre

1993

Maurice*

17 août

1992 A

17 septembre

1992

Mauritanie

19 septembre

2011 A

19 octobre

2011

Mexique

10 mai

1988

10 juin

1988

Moldova

  7 mai

1998 A

  7 juin

1998

Monaco*

19 juillet

1989

19 août

1989

Mongolie

11 juin

1987

12 juillet

1987

Monténégro

21 mars

2007 S

  3 juin

2006

Mozambique

30 octobre

2009 A

29 novembre

2009

Nicaragua*

11 novembre

1993 A

12 décembre

1993

Niger

  5 décembre

2016

  4 janvier

2017

Nigéria

10 août

1990

10 septembre

1990

Norvège*

26 septembre

1986 Si

26 février

1987

Nouvelle-Zélande*

11 mars

1987 A

11 avril

1987

Oman*

9 juillet

2009 A

  8 août

2009

Organisation des Nations Unies pour l’alimentation et l’agriculture (FAO)*

19 octobre

1990 A

19 novembre

1990

Organisation météorologique mondiale (OMM)*

17 avril

1990 A

18 mai

1990

Organisation mondiale de la santé (OMS)*

10 août

1988 A

10 septembre

1988

Pakistan*

11 septembre

1989 A

12 octobre

1989

Panama

1er avril

1999

  2 mai

1999

Paraguay

  6 février

2013

  8 mars

2013

Pays-Bas

23 septembre

1991

24 octobre

1991

Aruba

23 septembre

1991

24 octobre

1991

Curaçao

10 octobre

2010

10 octobre

2010

Partie caraïbe (Bonaire, Sint Eustatius et Saba)

10 octobre

2010

10 octobre

2010

Sint Maarten

10 octobre

2010

10 octobre

2010

Pérou*

17 juillet

1995 A

17 août

1995

Philippines

  5 mai

1997 A

  5 juin

1997

Pologne

24 mars

1988

24 avril

1988

Portugal

23 octobre

2003

23 novembre

2003

Qatar

  4 novembre

2005 A

  4 décembre

2005

République tchèque

24 mars

1993 S

1er janvier

1993

Roumanie*

12 juin

1990 A

13 juillet

1990

Royaume-Uni*

  9 février

1990

12 mars

1990

Russie*

23 décembre

1986

26 février

1987

Saint-Vincent-et-les Grenadines

18 septembre

2001 A

19 octobre

2001

Sénégal

24 décembre

2008

23 janvier

2009

Serbie

  5 février

2002 S

27 avril

1992

Singapour

15 décembre

1997 A

15 janvier

1998

Slovaquie*

10 février

1993 S

1er janvier

1993

Slovénie

  7 juillet

1992 S

28 juin

1991

Sri Lanka*

11 janvier

1991 A

11 février

1991

Suède*

24 juin

1992

25 juillet

1992

Suisse

31 mai

1988

1er juillet

1988

Syrie*

17 septembre

2018

17 octobre

2018

Tadjikistan

23 septembre

2011 A

23 octobre

2011

Tanzanie

27 janvier

2005 A

26 février

2005

Thaïlande*

21 mars

1989

21 avril

1989

Tunisie

24 février

1989

27 mars

1989

Turquie*

  3 janvier

1991

  3 février

1991

Ukraine*

26 janvier

1987

26 février

1987

Uruguay

21 décembre

1989 A

21 janvier

1990

Vietnam*

29 septembre

1987 A

30 octobre

1987

*
Réserves et déclarations.
Les réserves et déclarations ne sont pas publiées au RO. Les textes en anglais peuvent être consultés à l’adresse du site Internet de l’Agence internationale de l’énergie atomique (AIEA): www.iaea.org/ > Resources > Treaties, ou obtenus auprès de la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne.

a La Convention ne s’applique pas aux îles Féroé et au Groenland


RO 1988 1371


1 RO 1988 1370
2 RO 1988 1371, 1989 400, 1990 1625, 1991 2220, 2005 2231, 2007 3597, 2010 1631, 2013 2311, 2016 507, 2018 3011, 2020 2177. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).


Il presente documento non è una pubblicazione ufficiale. Fa unicamente fede la pubblicazione della Cancelleria federale. Ordinanza sulle pubblicazioni ufficiali, OPubl.
Ceci n'est pas une publication officielle. Seule la publication opérée par la Chancellerie fédérale fait foi. Ordonnance sur les publications officielles, OPubl.
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