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0.923.51

Testo originale

Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per la pesca nelle acque italo-svizzere

Conclusa il 19 marzo 1986

Entrata in vigore con scambio di note il 1o aprile 1989

(Stato 1° aprile 1989)

Il Consiglio federale svizzero e il Governo italiano,

al fine di assicurare la gestione ottimale del patrimonio ittico delle acque italo-svizzere, onde:

favorire lo sviluppo delle categorie che direttamente e indirettamente operano nel settore della pesca professionale;
consentire un equilibrato sviluppo delle attività di pesca sportiva intesa come espressione del tempo libero;
contribuire alla difesa e al miglioramento dell’ambiente acquatico,

stipulano la seguente Convenzione:

  Titolo I: Disposizioni generali

Art. 1 Campo d’applicazione

Costituiscono oggetto della presente Convenzione le acque dei laghi Maggiore (Verbano) e di Lugano (Ceresio), nonché quelle del fiume Tresa, anche se soggette a diritto esclusivo e ad uso civico di pesca.

Art. 2 Commissione

1 Le finalità della presente Convenzione, nonché l’applicazione delle normative inerenti alle attività di pesca nelle acque italo—svizzere sono perseguite dalla Commissione italo—svizzera per la pesca.

2 La Commissione si compone per ciascuno Stato di un Commissario e due Vice Commissari. Essa si avvale di una Sottocommissione composta da esperti di ciascuno Stato in materia di pesca e di idrobiologia.

3 I Governi dei due Stati nominano il proprio Commissario per la pesca ed i Vice Commissari.

4 Ai commissari per la pesca sono conferiti i seguenti compiti:

a.
svolgere, nell’ambito del campo di applicazione della Convenzione, attività consultiva nelle questioni importanti per la pesca e proporre alle autorità competenti dei due Stati l’emanazione di opportuni provvedimenti;
b.
scambiarsi informazioni, in particolare sulle disposizioni emesse dai singoli Stati;
c.
curare che la Convenzione per la pesca e le prescrizioni emanate in virtù di essa vengano applicate in modo uniforme e sottoporre alle autorità competenti dei due Stati appropriate raccomandazioni;
d.
nominare gli esperti chiamati a far parte delle rispettive Sottocommissioni.

5 Alla Commissione per la pesca sono conferiti i seguenti compiti:

a.
preparare e presentare le proposte di eventuali modifiche alla presente Convenzione;
b.
dirimere controversie relative all’interpretazione ed all’applicazione della presente Convenzione;
c.
elaborare un regolamento interno;
d.
approntare il bilancio di previsione e il conto consuntivo annuale per le spese comuni.

  Titolo II: Esercizio della pesca

Art. 3 Licenza di pesca

Nelle acque oggetto della presente Convenzione è consentita la pesca a coloro che sono in possesso di regolare licenza rilasciata nello Stato sul cui territorio essa viene esercitata.

Art. 4 Attrezzi di pesca consentiti

1 Le autorità competenti dei due Stati, di comune accordo, pubblicheranno un elenco descrittivo degli attrezzi di pesca consentiti nelle acque soggette alla presente Convenzione.

2 Nelle acque che interessano la presente Convenzione e lungo le rive, sono vietati il trasporto e la detenzione degli attrezzi e dei mezzi di pesca non permessi, salvo provare che non siano destinati all’esercizio della pesca.


  Titolo III: Modalità di pesca vietate

Art. 5 Sistemi

1 È vietato adoperare per la pesca nelle acque oggetto della presente Convenzione ogni apparecchio fisso o mobile, il quale impedisca il passaggio dei pesci per più di una metà della larghezza del corso d’acqua, misurata ad angolo retto dalla riva.

2 La distanza fra due di questi apparecchi, fissi o mobili, impiegati simultaneamente sulla medesima riva, o sulle due rive opposte, non potrà essere inferiore al doppio dello sviluppo del più grande di essi.

3 È vietato collocare impianti fissi connessi con l’attività di pesca diversi dalle reti nella fascia litorale compresa tra la riva ed il limite superiore della corona, indicato da un netto ed evidente aumento della pendenza del fondo.

4 È vietato l’uso a scopo di pesca di sostanze tossiche, narcotiche ed esplosive nonché della corrente elettrica. È pure vietato ricorrere all’uso di apparecchi di sondaggio a onde.

5 Nelle acque che interessano la presente Convenzione e lungo le loro rive sono vietati il trasporto e la detenzione di dette sostanze ed apparecchiature, salvo provare che non siano destinate a scopo di pesca.

6 È vietato catturare i pesci con le mani.

7 È vietato pasturare con la larva di mosca carnaria.

8 Sono vietate le operazioni di deviazione e prosciugamento a scopo di pesca.

Art. 6 Zone

1 La pesca è vietata nei due laghi all’imbocco ed allo sbocco dei corsi di acqua comuni e non comuni sopra un raggio eguale alla metà della larghezza dei medesimi misurata a livello medio del lago, maggiorata da 50 a 100 metri secondo l’importanza del corso d’acqua.

2 È vietato tendere o collocare nelle acque reti ed ogni altro congegno di pesca ad una distanza inferiore ai 30 metri dalle scale di monta per i pesci, dalle griglie delle macchine idrauliche, dagli imbocchi e sbocchi dei canali, soglie, chiuse e cascate, nonché dagli archi del ponte di Melide e dallo stretto di Lavena sia a monte che a valle dello stesso.

3 Qualora si ritenesse utile istituire altre zone di protezione, queste verranno fissate dalle autorità competenti dei due Stati, su proposta dei Commissari.

4 Tutte le zone di divieto o di protezione dovranno essere segnalate con gavitelli od in altra maniera idonea.


  Titolo IV: Limitazioni protettive all’esercizio della pesca

Art. 7 Lunghezze minime dei pesci

1 Le lunghezze minime, misurate dall’apice del muso all’estremità della pinna caudale, che i pesci debbono avere raggiunto perché la pesca e la vendita da parte del pescatore siano consentite, sono le seguenti:

Trota del lago

30 cm

Trota del fiume

22 cm

Salmerini (Salvelinus Alpinus, Salvelinus Fontinalis)

25 cm

Coregone Lavarello

30 cm

Coregone Bondella

25 cm

Temolo

30 cm

Luccio: nel Lago Maggiore

40 cm

nel Lago di Lugano

45 cm

Pesce persico: nel Lago Maggiore

16 cm

nel Lago di Lugano

18 cm

Persico Trota

20 cm

Luccioperca

40 cm

Carpa

30 cm

Tinca

25 cm

Anguilla

40 cm

Agone

20 cm

2 Per comprovate ragioni tecniche i Commissari possono curare l’emanazione di provvedimenti, necessari secondo le procedure dei rispettivi Stati, atti ad aumentare dette lunghezze minime, nonché a stabilirne delle nuove per la cattura di altre specie ittiche non contemplate nel presente articolo.

Art. 8 Periodi di divieto

1 I Commissari fissano, di comune accordo e compatibilmente con le norme vigenti nel proprio Stato per le acque di propria competenza, l’inizio e la fine dei periodi protettivi che comprendono di volta in volta il tempo della riproduzione. Essi hanno facoltà di prolungare anche per singoli ambienti e zone i periodi protettivi e di prescriverne per altre specie di pesci.

2 I periodi minimi di divieto sono:

Trota nel lago 12 settimane

Salmerini 10 settimane

Temolo 10 settimane

Coregone Lavarello 8 settimane

Coregone Bondella 10 settimane

Luccio 4 settimane

Pesce persico 8 settimane

Persico trota 8 settimane

Luccioperca 8 settimane

Carpa 4 settimane

Agone 4 settimane

Tinca 4 settimane

Art. 9 Reimmissione in acqua di esemplari protetti

I pesci catturati durante il rispettivo periodo di divieto prescritto all’articolo 8, nonché quelli che non abbiano raggiunto la misura prescritta all’articolo 7, debbono essere rimessi immediatamente in acqua con ogni possibile cura.

Art. 10 Divieto della pesca dei gamberi

Nelle acque oggetto della presente Convenzione la pesca dei gamberi è vietata.


  Titolo V: Deroghe

Art. 11 Provvedimenti restrittivi

Ciascuno dei due Commissari può curare, nell’ambito del territorio di competenza e compatibilmente con le procedure previste dalla normativa vigente nel proprio Stato, l’emanazione di provvedimenti più restrittivi rispetto a quanto previsto nella presente Convenzione, dandone immediatamente notizia al Commissario dell’altro Stato.

Art. 12 Provvedimenti estensivi

Per comprovate ragioni tecniche o scientifiche, le disposizioni di cui ai titoli II, III e IV della presente Convenzione possono, di comune accordo fra i due Commissari, essere modificate in senso estensivo solo per periodi di tempo limitati purché i provvedimenti relativi non siano in contrasto con le finalità della presente Convenzione.

Art. 13 Autorizzazione alla pesca scientifica

L’autorità competente di ciascuno Stato può rilasciare, a scopo di ricerca scientifica, autorizzazioni per la cattura di pesci anche in deroga a quanto previsto dalla presente Convenzione, a persone nominalmente indicate.


  Titolo VI: Norme a protezione dell’ambiente

Art. 14 Interventi vietati o da sottoporre ad autorizzazione

1 È vietato smuovere il substrato di fondo ed estirpare le idrofite con qualsiasi attrezzo, fatti salvi l’uso degli attrezzi di pesca consentiti all’articolo 4 e gli interventi unicamente intesi a mantenere la navigabilità.

2 Le operazioni di pulizia e di sistemazione dei litorali che prevedano estirpazione di piante acquatiche e palustri e movimenti di terra, oltre alle autorizzazioni prescritte dalle vigenti norme di legge, devono essere sottoposte al parere obbligatorio e vincolante del Commissario.

3 Sono vietate tutte le operazioni che comportino l’eliminazione dell’associazione vegetale comunemente denominata «canneto».

4 Le operazioni di deviazione e prosciugamento necessarie per scopi non previsti dalla presente Convenzione, devono essere comunicate in tempo utile all’autorità competente ed ai titolari di diritto esclusivo o di uso civico di pesca.

5 I manufatti che interrompano o modifichino la continuità del corso d’acqua oggetto della Convenzione dovranno prevedere strutture atte a mantenere il passaggio dei pesci. I relativi progetti devono essere sottoposti al parere vincolante ed obbligatorio del Commissario.

Art. 15 Obblighi ittiogenici e di ripristino ambientale

1 Le autorizzazioni previste dall’articolo 14 potranno essere integrate da prescrizioni di obblighi ittiogenici.

2 Nel caso di accertate infrazioni dei disposti dell’articolo 14 il Commissario, secondo le procedure del proprio Stato, potrà richiedere, a titolo di risarcimento, obblighi ittiogenici commisurati ai danni provocati nonché il ripristino della situazione originaria ove ciò sia possibile.

Art. 16 Semina di materiale ittico

1 Tutte le operazioni di semina di materiale ittico nelle acque oggetto della presente Convenzione effettuate da enti pubblici, da associazioni o da privati dovranno essere sottoposte alla preventiva approvazione del Commissario.

2 Sono sempre vietate le immissioni non preventivamente autorizzate di specie ittiche che non siano già presenti nelle acque italo—svizzere.


  Titolo VII: Attività promozionale

Art. 17 Scambio annuale di informazioni sulle attività

1 La Commissione, al fine di meglio perseguire la tutela e l’incremento del patrimonio ittico delle acque italo—svizzere, fornisce opportuni orientamenti in ordine alle pratiche ittiogeniche, al controllo delle specie ittiche sovrabbondanti, alle operazioni di miglioramento ambientale, alla pressione di pesca, alle forme morbose dei pesci.

2 A tal fine i Commissari si scambieranno annualmente le necessarie informazioni secondo le modalità previste dal regolamento interno.

Art. 18 Ricerca scientifica

I due Stati promuovono la ricerca scientifica sugli ambienti acquatici oggetto della presente Convenzione.

Art. 19 Stabilimenti di piscicoltura

Ciascuno dei due Stati si impegna, ognuno per le acque di propria competenza, a sostenere le spese occorrenti per l’incremento del patrimonio ittico mediante pratiche ittiogeniche.


  Titolo VIII: Vigilanza e sanzioni

Art. 20 Vigilanza

1 L’attività di vigilanza volta alla tutela del patrimonio ittico ed al controllo dell’attività di pesca, nonché alla corretta applicazione della presente Convenzione, è affidata agli agenti di vigilanza aventi titolo ad operare in dette materie sul proprio territorio.

2 Gli agenti di vigilanza possono esercitare le loro funzioni soltanto sulla parte di acque e sul territorio dello Stato da cui dipendono. Tuttavia, in caso di flagranza di reato, essi possono esercitare le loro funzioni anche sulle acque dell’altro Stato e, in caso di necessità, raggiungere il più vicino posto di vigilanza; in tal caso non possono prendere alcuna misura coercitiva.

3 Gli agenti, nell’esercizio delle loro funzioni sulle acque dell’altro Stato, devono essere muniti di documento comprovante la loro qualifica. Essi possono indossare l’uniforme e portare le armi di servizio. Non possono far uso delle loro armi di servizio tranne che in caso di legittima difesa.

4 Gli agenti possono domandare alle autorità competenti dell’altro Stato di ricercare le persone, di sequestrare oggetti incriminati nonché il pescato catturato illecitamente.

Art. 21 Atti a danno degli agenti

1 Qualora, conformemente alle disposizioni del comma 2 dell’articolo 20 della presente Convenzione, gli agenti esercitino le loro funzioni sulle acque dell’altro Stato, essi beneficiano di protezione ed assistenza da parte degli agenti di questo Stato.

2 Agli atti commessi contro gli agenti di uno Stato nell’esercizio delle loro funzioni nel territorio dell’altro Stato, si applicano le norme previste dall’Ordinamento di quest’ultimo.

Art. 22 Procedimenti in caso di infrazione

1 Ciascuno dei due Stati, secondo le proprie norme, persegue chiunque, trovandosi sul proprio territorio, abbia violato, nel territorio dell’altro Stato, le norme previste dalla presente Convenzione o dalle sue disposizioni di esecuzione.

2 Al perseguimento dell’infrazione si procede su richiesta dello Stato ove è stata commessa, a seguito della trasmissione, per via ufficiale, del relativo processo verbale alle autorità competenti dell’altro Stato.

3 Tuttavia non si procederà a perseguire l’infrazione qualora il contravventore sia stato già giudicato con sentenza non più soggetta ad impugnazione ovvero se l’infrazione sia stata oggetto di provvedimento amministrativo definitivo, ovvero se sussista una causa di estinzione del reato o della pena, salvo che il condannato si sia sottratto all’esecuzione della pena inflittagli o al pagamento della sanzione pecuniaria determinata nel provvedimento amministrativo definitivo.

4 Le spese del procedimento non danno luogo ad alcun rimborso. L’importo delle somme riscosse in esecuzione delle sanzioni inflitte resta acquisito allo Stato che ha perseguito l’infrazione. La parte lesa ha diritto al rimborso delle spese ed al risarcimento dei danni con gli interessi di legge.


  Titolo IX: Relazioni tra autorità

Art. 23 Rapporti tra autorità

1 Per la corretta applicazione della presente Convenzione e per assicurare la funzionalità degli organismi previsti dalla stessa, i Commissari si consultano e prendono di comune accordo le relative decisioni.

2 I Commissari possono corrispondere direttamente tra di loro.

Art. 24 Spese di funzionamento

1 Ciascuno Stato assume le spese della propria Delegazione nella Commissione e dei propri esperti designati nella Sottocommissione.

2 Le spese inerenti ai lavori di ricerca previsti dall’articolo 18 saranno ripartite secondo criteri concordemente fissati dai due Governi su proposta della Commissione.

3 Ogni altra eventuale spesa che non possa essere ripartita in base al precedente comma, lo sarà secondo modalità da stabilirsi di volta in volta dalla Commissione.


  Titolo X: Disposizioni transitorie e finali

Art. 25 Disposizioni esecutive

Ciascuno dei due Stati prenderà i provvedimenti necessari per mettere in esecuzione nel proprio territorio le disposizioni della presente Convenzione, emanando al più tardi entro un anno dallo scambio delle ratifiche della stessa le relative disposizioni.

Art. 26 Abrogazione di disposizioni anteriori

Con l’entrata in vigore della presente Convenzione sono abrogate tutte le disposizioni relative alla pesca nelle acque italo—svizzere, in particolare:

La Convenzione aggiuntiva dell’8 luglio 18981 alla Convenzione dell’8 novembre 1882 tra la Svizzera e l’Italia per disposizioni uniformi sulla pesca nelle acque comuni ai due Stati;
La Convenzione del 13 giugno 19062 tra la Svizzera e l’Italia per disposizioni uniformi sulla pesca nelle acque comuni ai due Stati;
La dichiarazione complementare del 15 gennaio 19073 a detta Convenzione;
L’atto aggiuntivo dell’8 febbraio 19114 alla Convenzione del 13 giugno 1906;
Lo Scambio di Note del 13 ottobre e 19 dicembre 19475, del 1o e 16 marzo 19486, del 13 e 27 novembre 19507 tra la Svizzera e l’Italia sull’applicazione delle disposizioni uniformi sulla pesca nelle acque comuni ai due Stati.

1 [CS 14 269]
2 [CS 14 261]
3 [RU 23 39]
4 [RU 27 230]
5 [RU 63 1417]
6 [RU 1949 299]
7 [RU 1951 388]

Art. 27 Modifica della Convenzione

1 I Governi dei due Stati possono, di comune accordo, modificare la presente Convenzione.

2 Le modifiche hanno luogo con Scambio di Note, conformemente alla procedura prevista dall’articolo 28, primo capoverso.

Art. 28 Entrata in vigore e denuncia

1 Ciascuno dei due Stati notificherà all’altro l’adempimento delle procedure richieste per l’entrata in vigore della presente Convenzione, che avrà effetto il primo giorno del secondo mese seguente la data di ricezione dell’ultima di queste Note.

2 Alla scadenza di un termine di tre anni dopo la sua entrata in vigore, la Convenzione potrà essere denunciata in ogni momento da ciascun Governo contraente mediante un preavviso di sei mesi.

Fatto a Roma il 19 marzo 1986 in due originali, in lingua italiana.

Per il Consiglio federale svizzero:

Gaspard Bodmer

Per il Governo italiano:

Mario Fioret


RU 1989 539


Index

0.923.51

Übersetzung1

Abkommen zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Italienischen Republik über die Fischerei in den schweizerisch—italienischen Gewässern

Abgeschlossen am 19. März 1986

In Kraft getreten durch Notenaustausch am 1. April 1989

(Stand am 1. April 1989)

Der Schweizerische Bundesrat und die Italienische Regierung,

mit dem Ziel, eine möglichst gute Bewirtschaftung des Fischbestandes in den schweizerisch—italienischen Gewässern sicherzustellen, um

die Berufsgruppen, die direkt oder indirekt in der Berufsfischerei tätig sind, in ihrer Entwicklung zu unterstützen;
zu ermöglichen, dass sich die Sportfischerei als Freizeitbeschäftigung ausgewogen entwickelt;
zum Schutz und zur Verbesserung der Gewässer beizutragen,

schliessen das folgende Abkommen:

  1. Abschnitt Allgemeine Bestimmungen

Art. 1 Geltungsbereich

Gegenstand dieses Abkommens sind die Gewässer des Langensees (Verbano) und des Luganersees (Ceresio) sowie des Flusses Tresa, auch wenn dieser einem besonderen Privatfischereirecht unterstellt ist.

Art. 2 Kommission

1 Für die Verwirklichung der Ziele dieses Abkommens sowie die Anwendung der Bestimmungen über die Tätigkeiten im Bereich des Fischfanges in den schweizerisch—italienischen Gewässern sorgt die schweizerisch—italienische Fischereikommission.

2 Die Kommission besteht aus einem Kommissär und zwei Vizekommissären aus jedem Staat. Sie zieht eine Unterkommission bei, die sich aus Fachleuten der Fischerei und Hydrobiologie der beiden Staaten zusammensetzt.

3 Die Regierungen beider Staaten ernennen ihren Fischereikommissär und die Vizekommissäre.

4 Die Fischereikommissäre haben folgende Aufgaben:

a.
sie üben im Geltungsbereich des Abkommens in den für die Fischerei bedeutsamen Fragen eine beratende Tätigkeit aus und schlagen den zuständigen Behörden der beiden Staaten den Erlass von geeigneten Massnahmen vor;
b.
sie tauschen gegenseitig Informationen aus, insbesondere über die von den einzelnen Staaten erlassenen Bestimmungen;
c.
sie sorgen dafür, dass das Abkommen über die Fischerei und die sich darauf stützenden Vorschriften einheitlich angewendet werden, und sie unterbreiten den zuständigen Behörden der beiden Staaten geeignete Empfehlungen;
d.
sie ernennen die Fachleute, die in die entsprechenden Unterkommissionen berufen werden.

5 Die Fischereikommission hat folgende Aufgaben:

a.
sie erarbeitet und unterbreitet Vorschläge für allfällige Änderungen dieses Abkommens;
b.
sie entscheidet bei Streitigkeiten über die Auslegung und die Anwendung dieses Abkommens;
c.
sie gibt sich ein Geschäftsreglement;
d.
sie bereitet den Kostenvoranschlag für die gemeinsamen Auslagen vor und erstellt die Schlussabrechnung.

  2. Abschnitt Ausübung der Fischerei

Art. 3 Fischereipatent

In den diesem Abkommen unterstehenden Gewässern darf fischen, wer eine ordnungsgemässe Bewilligung des Staates besitzt, auf dessen Gebiet er die Fischerei ausübt.

Art. 4 Zulässige Fanggeräte

1 Die zuständigen Behörden der beiden Staaten veröffentlichen im gegenseitigen Einvernehmen ein Verzeichnis mit der Beschreibung der Fanggeräte, welche für die diesem Abkommen unterstellten Gewässer erlaubt sind.

2 In den Gewässern im Sinne dieses Abkommens und an ihren Ufern ist es untersagt, unerlaubte Fanggeräte und Fangmittel mitzuführen oder auf sich zu tragen, ausser es werde nachgewiesen, dass sie nicht für den Fischfang bestimmt sind.


  3. Abschnitt Verbotene Fangmethoden

Art. 5 Verbotene Methoden

1 Es ist untersagt, für den Fischfang in den Gewässern im Sinne dieses Abkommens feste oder bewegliche Vorrichtungen zu verwenden, die den Durchzug der Fische auf mehr als der halben Breite des Wasserlaufes, im rechten Winkel vom Ufer aus gemessen, verhindern.

2 Die Entfernung zwischen zwei dieser festen oder beweglichen Vorrichtungen, welche gleichzeitig am gleichen oder an den beiden gegenüberliegenden Ufern verwendet werden, darf nicht geringer sein als die doppelte Länge der grösseren der beiden Vorrichtungen.

3 Es ist untersagt, andere feste, mit dem Fischfang im Zusammenhang stehende Vorrichtungen als Netze im Uferstreifen zwischen Ufer und oberer Haldengrenze anzubringen. Die obere Haldengrenze zeichnet sich durch eine deutliche und klar ersichtliche Zunahme der Neigung des Grundes aus.

4 Es ist untersagt, für den Fischfang giftige, betäubende und explodierende Stoffe sowie elektrischen Strom und Ortungsgeräte zu verwenden.

5 Auf den Gewässern im Sinne dieses Abkommens und an ihren Ufern ist es untersagt, solche Stoffe und Geräte mitzuführen oder auf sich zu tragen, ausser es werde nachgewiesen, dass sie nicht für den Fischfang bestimmt sind.

6 Es ist untersagt, mit der Hand zu fischen.

7 Es ist untersagt, mit Fleischmaden anzufüttern.

8 Es ist untersagt, Wasserableitungs— und Trockenlegungsarbeiten zum Zwecke des Fischfangs vorzunehmen.

Art. 6 Fischereiverbotszone

1 In den beiden Seen ist der Fischfang bei der Mündung und beim Abfluss der gemeinsamen und nicht gemeinsamen Fliessgewässer in einem Umkreis verboten, dessen Radius die Hälfte der bei mittlerem Wasserstand des Sees gemessenen Breite des Fliessgewässers beträgt; dieser Radius kann je nach Grösse des Fliessgewässers um 50–100 m erhöht werden.

2 Es ist untersagt, Netze und andere Vorrichtungen auszulegen oder anzubringen, welche weniger als 30 m entfernt sind von Fischpässen, Rechen hydraulischer Maschinen, Kanaleinmündungen oder —abflüssen, Schwellen, Schleusen und Überfällen sowie von den Bögen der Brücke von Melide und von der See-Enge ober— und unterhalb von Lavena.

3 Wird die Ausscheidung weiterer Schutzzonen als notwendig erachtet, so werden diese von den zuständigen Behörden der beiden Staaten auf Antrag der Kommissäre festgelegt.

4 Alle Schon— oder Schutzgebiete sind mit Bojen oder auf andere geeignete Weise zu bezeichnen.


  4. Abschnitt Schonbestimmungen

Art. 7 Fangmindestmasse

1 Die Fische dürfen nur gefangen werden oder von Fischern verkauft werden, wenn sie, von der Kopfspitze bis zum Ende der Schwanzflosse gemessen, folgende Mindestmasse aufweisen:

Seeforelle

30 cm

Bachforelle

22 cm

Saiblinge (Salvelinus alpinus, Salvelinus fontinalis)

25 cm

Felchen/Lavarello

30 cm

Felchen/Bondella

25 cm

Aesche

30 cm

Hecht: im Langensee

40 cm

im Luganersee

45 cm

Barsch: im Langensee

16 cm

im Luganersee

18 cm

Forellenbarsch

20 cm

Zander

40 cm

Karpfen

30 cm

Schleie e

25 cm

Aal

40 cm

Alse

20 cm

2 Bei nachweisbaren technischen Gründen können die Kommissäre dafür sorgen, dass nach dem Verfahren der betreffenden Staaten die notwendigen Massnahmen ergriffen werden, um die Fangmindestmasse zu erhöhen, und für den Fang von anderen Fischarten, welche in diesem Artikel nicht aufgeführt sind, solche festgelegt werden.

Art. 8 Schonzeiten

1 Die Kommissäre legen, in gegenseitigem Einverständnis und in Übereinstimmung mit den für die Gewässer ihres Zuständigkeitsbereiches geltenden Erlassen ihres Staates, Beginn und Ende der Schonzeiten fest, die jeweils die Fortpflanzungsperiode einschliessen. Sie können die Schonzeiten auch für einzelne Gebiete und Zonen verlängern und für weitere Fischarten vorschreiben.

2 Die Schonzeiten betragen mindestens:

Seeforelle 12 Wochen

Saiblinge 10 Wochen

Aesche 10 Wochen

Felchen/Lavarello 8 Wochen

Felchen/Bondella 10 Wochen

Hecht 4 Wochen

Barsch 8 Wochen

Forellenbarsch 8 Wochen

Zander 8 Wochen

Karpfen 4 Wochen

Alse 4 Wochen

Schleie 4 Wochen

Art. 9 Zurückversetzung geschonter Fische ins Wasser

Fische, die während ihrer in Artikel 8 festgelegten Schonzeit gefangen werden, oder das in Artikel 7 vorgeschriebene Fangmindestmass nicht erreichen, sind sofort und mit aller Sorgfalt ins Gewässer zurückzuversetzen.

Art. 10 Verbot des Krebsfanges

In den Gewässern im Sinne dieses Abkommens ist der Fang von Krebsen untersagt.


  5. Abschnitt Abweichungen

Art. 11 Einschränkende Massnahmen

Jeder Kommissär kann in seinem Zuständigkeitsgebiet und in Übereinstimmung mit den in seinem eigenen Staat geltenden Verfahren einschränkendere Massnahmen treffen, als es im vorliegenden Abkommen vorgesehen ist; er hat den Kommissär des anderen Staates unverzüglich davon in Kenntnis zu setzen.

Art. 12 Erleichterung von Vorschriften

Wenn nachweisbare technische oder wissenschaftliche Gründe vorliegen, können die Bestimmungen der Abschnitte 2, 3 und 4 dieses Abkommens in gegenseitigem Einvernehmen der beiden Kommissäre für beschränkte Zeit in erleichterndem Sinne abgeändert werden, jedoch unter der Voraussetzung, dass die vorgesehenen Massnahmen den Zielsetzungen des vorliegenden Abkommens nicht widersprechen.

Art. 13 Bewilligung des Fischfangs für wissenschaftliche Zwecke

Zum Zwecke wissenschaftlicher Forschung kann die zuständige Behörde jedes Staates an namentlich genannte Personen Bewilligungen zum Fischfang erteilen, welche von den Bestimmungen dieses Abkommens abweichen.


  6. Abschnitt Schutz der Lebensräume

Art. 14 Verbotene oder bewilligungspflichtige Eingriffe

1 Es ist untersagt, den Gewässergrund aufzuwühlen und mit irgendwelchen Geräten die Wasserpflanzen auszureissen; ausgenommen sind die in Artikel 4 zugelassenen Fanggeräte und die Vorkehrungen, welche ausschliesslich der Erhaltung der Schiffahrt dienen.

2 Arbeiten zur Reinigung und Ausbesserung der Ufer, welche die Beseitigung von Wasser— und Sumpfpflanzen sowie Erdbewegungen vorsehen, unterstehen, zusätzlich zu den durch geltende Gesetzesbestimmungen vorgeschriebenen Bewilligungen, der obligatorischen und verbindlichen Stellungnahme des Kommissärs.

3 Alle Arbeiten, welche die Beseitigung von Pflanzengemeinschaften betreffen, die üblicherweise als «Schilfgürtel» bezeichnet werden, sind verboten.

4 Arbeiten zur Ableitung und Trockenlegung, welche für Zwecke bestimmt sind, die in diesem Abkommen nicht vorgesehen sind, müssen der zuständigen Behörde und den Inhabern von besonderen Privatfischereirechten innert nützlicher Frist mitgeteilt werden.

5 Einbauten, welche den natürlichen Abfluss der in diesem Abkommen erwähnten Gewässer unterbrechen oder verändern, müssen mit Einrichtungen versehen sein, welche den Fischzug gewährleisten. Die entsprechenden Pläne müssen dem Kommissär zur verbindlichen und obligatorischen Stellungnahme unterbreitet werden.

Art. 15 Fischereiliche Auflagen und Wiederherstellung der Lebensräume

1 Die in Artikel 14 vorgesehenen Bewilligungen können mit Auflagen zum Schutz des Fischbestandes ergänzt werden.

2 Werden Übertretungen der in Artikel 14 enthaltenen Bestimmungen festgestellt, kann der Kommissär im Sinne einer Wiedergutmachung und unter Wahrung der in seinem Staat geltenden Verfahren fischereiliche Auflagen festlegen, die dem verursachten Schaden angemessen sind, sowie die Wiederherstellung des ursprünglichen Zustandes verlangen, sofern dies möglich ist.

Art. 16 Fischbesatz

1 Alle Massnahmen für den Fischbesatz in den diesem Abkommen unterstellten Gewässern, die von öffentlichen Körperschaften, Vereinen oder Privaten vorgenommen werden, unterstehen der vorgängigen Bewilligung durch den Kommissär.

2 Das Einsetzen von standortfremden Fischarten, die nicht vorgängig zugelassen wurden, ist ausnahmslos untersagt.


  7. Abschnitt Förderungsmassnahmen

Art. 17 Jährlicher Austausch von Tätigkeitsberichten

1 Zur besseren Wahrung und Förderung des Fischbestandes der schweizerisch-italienischen Gewässer liefert die Kommission zweckdienliche Auskünfte über die Förderung des Fischbestandes, die Kontrolle der übermässig sich entwickelnden Fischarten, die Massnahmen zur Verbesserung der Umweltbedingungen, die Intensität der Fischerei und die Krankheitserscheinungen bei den Fischen.

2 Zu diesem Zwecke tauschen die Kommissäre jedes Jahr die nötigen Informationen gemäss den im Geschäftsreglement vorgesehenen Modalitäten aus.

Art. 18 Wissenschaftliche Untersuchungen

Die beiden Staaten fördern die wissenschaftliche Untersuchung des aquatischen Lebensraumes, soweit er Gegenstand dieses Abkommens ist.

Art. 19 Fischzuchtanstalten

Beide Staaten verpflichten sich, jeder für die Gewässer seines Hoheitsgebietes, die Kosten für Massnahmen zur Förderung des Fischbestandes zu tragen.


  8. Abschnitt Aufsicht und Strafbestimmungen

Art. 20 Aufsicht

1 Die Aufsicht über den Schutz des Fischbestandes und über den Fischfang sowie die korrekte Anwendung dieses Abkommens ist dem Aufsichtspersonal übertragen, welches diese Aufgaben im eigenen Hoheitsgebiet zu erfüllen hat.

2 Das Aufsichtspersonal kann seine Aufgabe nur in den Gewässerabschnitten und auf dem Hoheitsgebiet seines Staates ausüben. Es ist jedoch ermächtigt, im Falle einer offenkundigen Widerhandlung, seine Funktion auch auf Gewässerabschnitten des anderen Staates auszuüben und sich nötigenfalls zum nächstgelegenen Wachtposten zu begeben; dabei darf es keine Zwangsmassnahmen anwenden.

3 Bei der Ausübung seiner Amtsbefugnis auf Gewässerabschnitten des anderen Staates muss sich das Aufsichtspersonal als solches ausweisen können. Das Tragen von Uniform und Dienstwaffe ist dabei zulässig. Der Gebrauch der Dienstwaffe ist aber nur im Falle von Notwehr gestattet.

4 Das Aufsichtspersonal kann die zuständige Behörde des anderen Staates ersuchen, beschuldigte Personen ausfindig zu machen sowie verbotene Gegenstände und unrechtmässig gefangene Fische zu beschlagnahmen.

Art. 21 Widerhandlungen gegen das Aufsichtspersonal

1 Sofern das Aufsichtspersonal seine Tätigkeit gemäss Artikel 20 Absatz 2 dieses Abkommens in Gewässern des anderen Staates ausübt, kommt ihm der Schutz und der Beistand des Aufsichtspersonals des anderen Staates zu.

2 Für Widerhandlungen, die gegen das Aufsichtspersonal eines Staates während der Ausübung seiner Funktion auf dem Hoheitsgebiet des anderen Staates verübt werden, sind die in letzterem geltenden Rechtsnormen anwendbar.

Art. 22 Vorgehen bei Widerhandlungen

1 Jeder der beiden Staaten verfolgt nach seinen eigenen Rechtsnormen die sich auf seinem Hoheitsgebiet befindenden Personen, welche die in diesem Abkommen und ihren Ausführungsbestimmungen festgelegten Normen auf dem Hoheitsgebiet des anderen Staates verletzt haben.

2 Die Strafverfolgung erfolgt auf Antrag des Staates, auf dessen Hoheitsgebiet die Widerhandlung begangen wurde, nachdem das Protokoll über die Widerhandlung auf dem offiziellen Weg an die zuständige Behörde des anderen Staates übermittelt wurde.

3 Von der Strafverfolgung wird jedoch abgesehen, wenn der Täter bereits rechtskräftig verurteilt worden ist, wenn die Widerhandlung zu einer rechtskräftigen Verwaltungsmassnahme geführt hat oder wenn ein Grund für den Wegfall der Strafbarkeit oder der Strafe besteht, ausgenommen wenn der Täter sich dem Vollzug der ihm auferlegten Strafe entzogen hat oder die in der rechtskräftigen Verwaltungsmassnahme festgelegte Geldleistung nicht erbracht hat.

4 Die Verfahrenskosten werden nicht vergütet. Die Bussenbeträge fallen in die Kasse desjenigen Staates, der die Strafverfolgung durchgeführt hat. Die geschädigte Partei hat Anrecht auf Rückerstattung der Auslagen und auf Ersatz des Schadens sowie auf die entsprechenden Zinsen.


  9. Abschnitt Beziehung zwischen den Behörden

Art. 23 Beziehung zwischen den Behörden

1 Um die ordnungsgemässe Anwendung dieses Abkommens und das zweckmässige Wirken der darin vorgesehenen Organe zu gewährleisten, beraten sich die Kommissäre untereinander und treffen die entsprechenden Entscheide in gegenseitigem Einvernehmen.

2 Die Kommissäre können direkt miteinander verkehren.

Art. 24 Kosten

1 Jeder Staat trägt die Kosten der eigenen Delegation in der Kommission und der eigenen in die Unterkommission berufenen Fachleute.

2 Die Kosten für die Forschungsarbeiten gemäss Artikel 18 werden nach den Kriterien aufgeteilt, welche die beiden Regierungen gemeinsam auf Vorschlag der Kommission aufstellen.

3 Für allfällige weitere Kosten, die nicht nach Absatz 2 aufgeteilt werden können, bestimmt die Kommission jeweils die Art der Aufteilung von Fall zu Fall.


  10. Abschnitt Übergangs— und Schlussbestimmungen

Art. 25 Vollzugsbestimmungen

Jeder der beiden Staaten trifft die Massnahmen, die erforderlich sind, um die Bestimmungen dieses Abkommens auf seinem Gebiet zu vollziehen. Er erlässt spätestens ein Jahr nach dem Austausch der Ratifikationen die entsprechenden Vollzugsbestimmungen.

Art. 26 Aufhebung bisherigen Rechts

Mit dem Inkrafttreten dieses Abkommens werden alle Bestimmungen über die Fischerei in den schweizerisch-italienischen Gewässern aufgehoben, insbesondere:

die Zusatzübereinkunft vom 8. Juli 18981 zur Übereinkunft zwischen der Schweiz und Italien vom 8. November 1882 betreffend gleichartige Bestimmungen über die Fischerei in den beiden Staaten gemeinsam angehörenden Gewässern;
die Übereinkunft vom 13. Juni 19062 zwischen der Schweiz und Italien betreffend gleichartige Bestimmungen über die Fischerei in den beiden Staaten angehörenden Gewässern,
die Zusatzerklärung vom 15. Januar 19073 zu dieser Übereinkunft;
der Zusatz vom 8. Februar 19114 zur Übereinkunft vom 13. Juni 1906;
der Notenaustausch vom 13. Oktober und 19. Dezember 19475, vom 1. und 16. März 19486 und vom 13. und 27. November 19507 zwischen der Schweiz und Italien über die Anwendung einheitlicher Bestimmungen über die Fischerei in den gemeinsamen Gewässern.

1 [BS 14 273]
2 [BS 14 263]
3 [AS 23 49]
4 [AS 27 172]
5 [AS 63 1414]
6 [AS 1949 291]
7 [AS 1951 390]

Art. 27 Abkommensänderungen

1 Die Regierungen der beiden Staaten können dieses Abkommen in gegenseitigem Einvernehmen ändern.

2 Die Änderungen erfolgen mit Notenaustausch entsprechend dem in Artikel 28 Absatz 1 vorgesehenen Verfahren.

Art. 28 Inkrafttreten und Kündigung

1 Jeder der beiden Staaten teilt dem anderen die Erfüllung der Voraussetzungen für das Inkrafttreten dieses Abkommens mit. Das Abkommen tritt am ersten Tag des zweiten Kalendermonats in Kraft, der auf den Eingang der letzten dieser Noten folgt.

2 Nach Ablauf einer Frist von drei Jahren nach Inkrafttreten kann das Abkommen jederzeit von beiden vertragschliessenden Regierungen mit einer Kündigungsfrist von sechs Monaten gekündigt werden.

Geschehen in Rom, am 19. März 1986, ausgefertigt in zwei Originalen in italienischer Sprache.

Für den Schweizerischen Bundesrat:

Gaspard Bodmer

Für die italienische Regierung:

Mario Fioret


AS 1989 539


1 Übersetzung des italienisches Originaltextes.


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