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0.741.612

Mitteilung der Bundeskanzlei vom 6. Juni 1951 betreffend die Abkommen über die Aufhebung der Einschränkungen in der Freiheit des Strassenverkehrs1

Der Bundesrat

hat am 29. September 1950 beschlossen, für 19512 den Abkommen betreffend die Aufhebung der Einschränkungen in der Freiheit des Strassenverkehrs beizutreten. Diese Abkommen, die im Schosse des Komitees für Binnentransporte der Europäischen Wirtschaftskommission der Vereinten Nationen (UNO) ausgearbeitet wurden, gelten unter folgenden Voraussetzungen:

a)
für die Strassentransporte aus Staaten, welche die in den erwähnten Abkommen vorgesehenen Erleichterungen gewähren, sollen in den Staaten, die davon Nutzen ziehen, gleichwertige Erleichterungen eingeräumt werden;
b)
die Transportunternehmer haben den geltenden Gesetzen und Reglementen technischer und verwaltungsrechtlicher Art nachzuleben.

Mit dem Beitritt zu den Abkommen verpflichten sich die Regierungen, in denen eine Bewilligungspflicht für den Strassenverkehr besteht, diese Bewilligung jedem Transportunternehmer eines andern Vertragsstaates auf einfaches Gesuch hin zu erteilen.

Die Abkommen sind auf unbestimmte Dauer abgeschlossen; jede Regierung hat jedoch das Recht, sie vor dem 1. Oktober jedes Jahres mit Wirkung auf den 1. Januar des folgenden Jahres zu kündigen.

Mit dem ersten Abkommen wird die Transitfreiheit für den Güterverkehr auf der Strasse geschaffen. Unter den Begriff Transit fallen nur jene Gütertransporte, die durch das gleiche Unternehmen vom Versandort bis zum Bestimmungsort ohne Umlad an den Grenzen des zu durchfahrenden Landes besorgt werden. Ausnahmen können gewährt werden für den Umschlag von Seetransportgütern in Meerhäfen oder für andere Fälle, die in zweiseitigen Abkommen zu regeln sind.

Diesem Abkommen sind folgende Staaten beigetreten: Belgien, Dänemark, Frankreich, Italien, Luxemburg, Norwegen, Niederlande, Österreich, Portugal, Schweden, Schweiz, Tschechoslowakei, Türkei, Ungarn sowie die Vereinigten Staaten von Amerika, Frankreich und Vereinigtes Königreich von Grossbritannien in bezug auf ihre Besetzungszonen in Deutschland.

Mit dem zweiten Abkommen wird die Freiheit des nicht im Transit erfolgendenGüterverkehrs auf der Strasse geschaffen. Dem Abkommen sind folgende Staaten beigetreten: Dänemark, Luxemburg, Niederlande, Norwegen, Österreich, Portugal, Schweden, Schweiz, die Türkei und Ungarn sowie die Vereinigten Staaten von Amerika, Frankreich und Vereinigtes Königreich von Grossbritannien in bezug auf ihre Besetzungszonen in Deutschland.

Belgien, Frankreich, Italien und die Tschechoslowakei sind diesem Abkommen nicht beigetreten. Sie haben sich indessen verpflichtet, das Verfahren über die Erteilung von Bewilligungen auf dem Gebiete des internationalen Strassenverkehrs in freizügigster Weise zu handhaben.

Mit dem dritten Abkommen wird die Freiheit des internationalen touristischen Strassenverkehrs geschaffen. Grundsatz ist dabei, dass die gleichen Personen mit dem gleichen Fahrzeug befördert werden, sei es

a)
in Form einer Rundreise, wobei Ausgangs— und Endpunkt der Reise im gleichen Lande liegen, sei es
b)
in Form einer Reise, die von einem See— oder Lufthafen ihres Landes ausgeht und in einem See— oder Lufthafen eines andern Vertragsstaates ihr Ende nehmen soll. In diesem Fall wird vorausgesetzt, dass das Motorfahrzeug leer an den Ausgangsort zurückfahre, wenn nicht eine besondere Bewilligung erteilt wird.

Diesem Abkommen sind folgende Staaten beigetreten: Belgien, Dänemark, Frankreich (im Fall a), Italien, Luxemburg, Norwegen, Niederlande, Österreich, Schweden, Schweiz, Tschechoslowakei (im Fall a), Türkei, Ungarn, Vereinigtes Königreich von Grossbritannien sowie die Vereinigten Staaten von Amerika, Frankreich und Vereinigtes Königreich von Grossbritannien in bezug auf ihre Besetzungszonen in Deutschland.

Hinsichtlich der internationalen Beförderungen von Reisenden auf der Strasse und im besondern der internationalen touristischen Transporte, die nicht durch das dritte Abkommen geregelt sind, haben sich die folgenden Staaten verpflichtet, das Bewilligungsverfahren, dem diese Transporte unterworfen sind, möglichst liberal zu handhaben: Dänemark (die dänische Regierung hat sich immerhin ihre Stellungnahme mit Bezug auf den internationalen Verkehr von Reisenden mit Gesellschaftswagen über den Grossen Belt vorbehalten), Belgien, Frankreich, Italien, Luxemburg, Niederlande, Österreich, Vereinigtes Königreich, Schweden, Schweiz, Tschechoslowakei, Türkei und Ungarn sowie die Vereinigten Staaten von Amerika, Frankreich und Vereinigtes Königreich von Grossbritannien in bezug auf ihre Besetzungszonen in Deutschland.


AS 1951 525


1 Diese Berichtigung annulliert die Veröffentlichung vom 15. Febr. 1951 (AS 1951 103).2 Zuletzt bis auf weiteres verlängert am 8. Sept. 1954 (AS 1954 1040).


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0.741.612

Comunicazione della Cancelleria federale del 6 giugno 1951 relativa agli accordi concernenti la soppressione delle restrizioni alla libertà della circolazione stradale1

Il 29 settembre 1950 il Consiglio federale ha deciso di aderire per l’anno 19512 agli accordi concernenti la soppressione delle restrizioni alla libertà della circolazione stradale, stipulati sotto gli auspici del Comitato dei trasporti interni della Commissione economica per l’Europa delle nazioni Unite.

Questi accordi sono sottoposti alle seguenti condizioni:

a.
i servizi stradali dei paesi che concedono le facilitazioni previste da detti accordi godranno di corrispondenti facilitazioni nei paesi beneficiari;
b.
i vettori si atterranno alle leggi e ai regolamenti di carattere tecnico o amministrativo attualmente in vigore.

L’adesione agli accordi obbliga i Governi aderenti, allorché esiste nel loro paese un regime d’autorizzazione sulla circolazione stradale, a concedere automaticamente, su semplice richiesta, questa autorizzazione ad ogni vettore originario degli altri paesi che hanno aderito agli accordi.

Gli accordi sono stipulati per un periodo indeterminato, fermo restando che ogni Governo ha il diritto di disdirli avanti il I’ ottobre di ogni anno. La disdetta avrà effetto a contare dall’inizio dell’anno seguente.

Il primo accordo istituisce la libertà di transito per il trasporto di merci su strada.

Sono considerati trasporti in transito solo quelli che la medesima impresa eseguisce dal luogo di spedizione a quello di destinazione delle merci, senza trasbordo alle frontiere del paese attraversato. Deroghe possono essere consentite per trasbordi nei porti marittimi di merci trasportate per mare, oppure in altri casi previsti da accordi bilaterali.

Hanno aderito a questo accordo i seguenti paesi: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Svizzera, Cecoslovacchia e Turchia, come pure gli Stati Uniti d’America, la Francia e il Regno Unito per quanto concerne le rispettive zone di occupazione in Germania.

Il secondo accordo istituisce la libertà dei trasporti stradali di merci non in transito.

Hanno aderito a questo accordo i seguenti paesi: Austria, Danimarca, Ungheria, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Svizzera e Turchia, come pure gli Stati Uniti d’America, la Francia e il Regno Unito per quanto concerne le rispettive zone di occupazione in Germania.

Il Belgio, la Francia, l’Italia e la Cecoslovacchia non hanno aderito al secondo accordo, ma si sono impegnati ad applicare nel modo più liberale possibile le procedure d’autorizzazione alle quali i trasporti internazionali su strada sono sottoposti.

Il terzo accordo istituisce la libertà del traffico turistico internazionale su strada.

È inteso che le stesse persone sono trasportate con lo stesso veicolo sia I’ su un percorso circolare, che ha inizio e termina nello stesso paese, sia 2° in partenza da un porto marittimo o da un aeroporto del loro paese rispettivo a destinazione di altro porto o aeroporto di uno di questi paesi; il veicolo dovrà ritornare vuoto al punto di partenza, a meno che sia stata accordata un’autorizzazione contraria.

Hanno aderito a questo accordo i seguenti paesi: Austria, Belgio, Danimarca, Francia (per il 1° caso), Ungheria, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Svizzera, Cecoslovacchia (per il 1° caso) e Turchia, come pure gli Stati Uniti d’America, la Francia e il Regno Unito per quanto concerne le rispettive zone di occupazione in Germania.

Gli Stati seguenti si sono impegnati ad applicare nel modo più liberale possibile le procedure d’autorizzazione riguardanti i trasporti turistici internazionali su strada e, in particolare, i servizi turistici internazionali che non sono fissati nel terzo accordo: Austria, Belgio, Danimarca (il Governo danese ha tuttavia fatto delle riserve per quanto concerne i trasporti internazionali di turisti attraverso il Grande Belt), Francia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Svizzera, Cecoslovacchia e Turchia, come pure gli Stati Uniti d’America, la Francia e il Regno Unito per quanto concerne le rispettive zone di occupazione in Germania.

Berna, 6 giugno 1951.

La Cancelleria federale.


RU 1951 529


1 La presente rettificazione annulla l’avviso della Cancelleria federale del 15 feb. 1951, pubblicato nel N. 7 della Raccolta delle leggi federali del 1951 (RU 1951 101 102).2 Ultima proroga l’8 set. 1954, fino a nuovo avviso (RU 1954 960).


Dies ist keine amtliche Veröffentlichung. Massgebend ist allein die Veröffentlichung durch die Bundeskanzlei. Publikationsverordnung, PublV.
Il presente documento non è una pubblicazione ufficiale. Fa unicamente fede la pubblicazione della Cancelleria federale. Ordinanza sulle pubblicazioni ufficiali, OPubl.
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