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0.946.291.721

Traduzione1

Trattato di commercio tra la Svizzera e l’Unione economica belgo-lussemburghese

Conchiuso il 26 agosto 1929

Approvato dall’Assemblea federale il 4 ottobre 19292

Strumenti di ratifica scambiati il 25 giugno 1930

Entrato in vigore il 15 luglio 1930

(Stato 15 luglio 1930)

Il Consiglio federale svizzero e Sua Maestà il Re dei Belgi,

quest’ultimo tanto in suo nome quanto a nome di S. A. R. la Granduchessa del Lussemburgo, in virtù di accordi esistenti; desiderosi di favorire lo sviluppo degli scambi commerciali tra la Svizzera e l’Unione economica belgo—lussemburghese, hanno risolto di conchiudere un Trattato e hanno designato a loro plenipotenziari:

(Seguono i nomi dei plenipotenziari)

i quali, dopo essersi comunicati i loro pieni poteri e trovatili in buona e debita forma,

hanno stipulato quanto segue:

Art. 11

Le alte Parti contraenti convengono di accordarsi reciprocamente il trattamento incondizionato e illimitato della nazione più favorita per tutto ciò che concerne i dazi doganali e tutte le tasse accessorio, il modo di riscuotere i dazi e le tasse, come pure per le norme, formalità ed oneri a cui potessero essere sottoposte le operazioni di sdoganamento.

Per conseguenza, i prodotti naturali o fabbricati, originari di ciascuna delle alte Parti contraenti non saranno in nessun caso assoggettati, nei riguardi di cui sopra, a dazi, tasse od oneri diversi o più elevati né a regole e formalità diverse o più onerose che quelli a cui sono o saranno assoggettati i prodotti della medesima natura originari d’un terzo paese qualunque.

Parimente, i prodotti naturali o fabbricati esportati dal territorio di ciascuna delle alte Parti contraenti a destinazione del territorio dell’altra Parte non saranno in nessun caso assoggettati a dazi, tasse od oneri diversi o più elevati né a regole e formalità più onerose di quelli a cui sono o saranno assoggettati i medesimi prodotti destinati al territorio d’un altro paese qualunque.

Tutti i vantaggi, favori, privilegi e immunità che nella materia suddetta sono stati o saranno accordati in avvenire dall’una delle due Parti contraenti ai prodotti naturali o fabbricati originari d’un altro paese qualunque o destinati al territorio d’un altro paese qualunque saranno applicati, immediatamente e senza compensazione, ai prodotti della medesima natura originari dell’altra parte contraente o destinati al territorio di questa parte.

Sono tuttavia eccettuati dagl’impegni formulati nel presente articolo i favori attualmente accordati o che potessero essere accordati più tardi ad altri Stati limitrofi per facilitare il traffico di confine, come pure quelli risultanti (la un’unione doganale già conchiusa o elio potesse essere conchiusa in avvenire dall’una delle alte Parti contraenti.

Resta inteso, inoltre, che la clausola della nazione più favorita non potrà essere invocata dalle alte Parti contraenti per ottenere diritti o privilegi nuovi che fossero accordati in avvenire dall’una di esso in convenzioni collettivo alle quali l’altra non partecipa, so le dette convenzioni sono conchiuso sotto gli auspici della Società delle Nazioni o registrate da essa e aperte all’adesione degli Stati. Tuttavia, il beneficio dei diritti e privilegi previsti potrà essere rivendicato dall’alta Parte contraente interessata, se questi diritti o privilegi sono stipulati parimente in convenzioni che non siano le convenzioni collettive rispondenti alle condizioni suesposte o, ancora, se la Parte che ne domanda il godimento è disposta ad accordare la reciprocità di trattamento.


1 Vedi anche il Processo verbale di firma pubblicato qui di seguito.

Art. 2 e 31

1 Abrogati dalla Seconda Aggiunta 31 dicembre 1947 al Trattato di commercio 26 agosto 1929 tra la Svizzera e l’Unione economica belgo—lussemburghese (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 3, del 6 gennaio 1948).

Art. 4

Le alte Parti contraenti s’impegnano a non intralciare il commercio con divieti o restrizioni qualsiansi delle importazioni o delle esportazioni. Saranno ammesso le eccezioni seguenti purché siano applicabili a tutti i paesi o ai paesi dove esistono le medesime condizioni:

a)
divieti o restrizioni relativi alla sicurezza pubblica;
b)
divieti o restrizioni emanati per ragioni morali o umanitarie;
c)
divieti o restrizioni relativi al traffico delle armi, delle munizioni e dei materiali di guerra o, in circostanze eccezionali, di tutti gli altri approvvigionamenti di guerra;
d)
divieti o restrizioni emanati allo scopo di proteggere la salute pubblica o di assicurare la protezione degli animali o delle piante contro le malattie, gl’insetti e i parassiti nocivi;
e)
divieti o restrizioni all’esportazione intesi a proteggere il patrimonio nazionale, artistico, storico e archeologico;
f)
divieti o restrizioni che si propongano di estendere ai prodotti esteri il regime stabilito all’interno del paese, per quanto concerne la produzione, il commercio, il trasporto e il consumo dei prodotti nazionali congeneri;
g)
divieti o restrizioni applicati a prodotti, la produzione o il commercio dei quali nell’interno del paese sono o saranno oggetto di monopoli di Stato o esercitati sotto il controllo dello Stato.

Il presente Trattato non menomerà il diritto delle alte Parti contraenti di prendere misure proibitivo o restrittive dell’importazione o dell’esportazione per tutelare, in circostanze straordinarie e anormali, gli interessi vitali del paese.

Le misure di questo genere che l’una della alte Parti contraenti stimasse opportuno di prendere, dovranno essere applicate in modo tale che non ne risulti alcuna disparità di trattamento arbitraria a detrimento dell’altra parte. La loro durata dovrà essere limitata al tempo in cui sussistono i motivi o le circostanze che ne sono stati cagione.

Art. 5

In materia di transito, le alte Parti contraenti applicheranno nelle loro relazioni le disposizioni della Convenzione e dello Statuto sulla libertà del transito, firmati a Barcellona il 20 aprile 19211.


Art. 6

Le tasse interne che sono riscosse per conto di chicchessia sul territorio dell’una delle alte Parti contraenti e che gravano la fabbricazione, la preparazione, la circolazione o il consumo d’una merce non potranno, sotto nessun pretesto, colpire i prodotti originari dell’altra parte con una aliquota più elevata o in modo più oneroso che non facciano per i prodotti congeneri indigeni o, in loro mancanza, per quelli della nazione più favorita.

I prodotti che sono oggetto di un monopolio di Stato, e le sostanze atte alla fabbricazione dì prodotti monopolizzati, come pure le merci per la cui fabbricazione sono stati impiegati prodotti monopolizzati, potranno, a garanzia del monopolio, essere colpiti, alla importazione, di una tassa suppletiva anche se i prodotti o le sostanze congeneri indigene non vi sono soggetti.

Questa tassa sarà restituita se, nei termini prescritti, è provato che le materie colpite da essa sono state adoperate in un modo che escluda la fabbricazione di merci monopolizzate.

Nessuna delle alte Parti contraenti potrà, col pretesto di un’imposizione di carattere interno, colpire di tasse nuove od aumentato l’importazione di articoli che non sono prodotti sul suo territorio e che figurano nell’uno o nell’altro degli allegati A e B1.


1 Questi allegati dono stati sostituiti. Vedi la nota 13.

Art. 7

Per l’importazione delle merci, non si esigerà, in generale, la presentazione di certificati d’origine. So, tuttavia, l’una delle alte Parti contraenti colpisce le merci di un terzo Stato con dazi più elevati di quelli applicabili alle merci dell’altra Parte, o se essa assoggetta le merci d’un terzo paese a divieti o a restrizioni d’importazione a cui non soggiacciono le merci dell’altra Parte, essa può, esigendolo le circostanze, subordinare alla presentazione di certificati d’origine l’applicazione dei dazi più ridotti alle merci dell’altra Parte o la loro ammissione all’entrata.

I certificati d’origine saranno rilasciati o vistati sia dalle autorità doganali, sia da qualsiasi altro organismo o persona abilitato a ciò. Il visto consolare non sarà richiesto per i certificati d’origine rilasciati o vistati dalle autorità doganali.1

In tutti i casi in cui l’una delle alte Parti contraenti segnalerà all’altra che sono sorti dei dubbi circa l’esattezza d’un certificato d’origine o che vi sono state delle pratiche frodolente nel rilascio o nell’uso di un certificato, la Parte a cui sarà stata indirizzata la lagnanza ordinerà immediatamente un’inchiesta speciale sui fatti incriminati, ne parteciperà i risultati alla Parte che si lagna e, se è il caso, prenderà tutti i provvedimenti che potrà per prevenire la continuazione di queste pratiche illecite o frodolente.


1 Vedi però il Processo verbale di firma pubblicato qui di seguito.

Art. 8

I negozianti, i fabbricanti e altri industriali dell’una delle alte Parti contraenti, come pure i loro commessi viaggiatori, avranno il diritto, presentando una tessera di legittimazione rilasciata dalle autorità del loro paese e osservando le formalità prescritte, di acquistare merci nel territorio dell’altra Parte, da negozianti o in locali di vendita pubblica o da persono che producano queste merci. Essi potranno pure cercare delle ordinazioni dai negozianti o da altre persone nella cui azienda industriale sono adoperate le merci della specie offerta. Potranno portare con sé campioni o modelli, ma non merci e non saranno soggetti, per l’attività descritta nel presente capoverso, né a un’imposta né a una tassa speciale. Gli industriali (viaggiatori di commercio) provvisti d’una tessera di legittimazione hanno tuttavia il diritto di portare con sé delle merci nella misura in cui vi sono autorizzati gli industriali (viaggiatori di commercio) del paese.

I lavori d’oro, di platino o d’argento, che sono importati da viaggiatori di commercio e sono stati sdoganati con carta di passo, come campioni di commercio, possono, a domanda, essere esonerati dall’adempimento delle formalità di garanzia (marchiatura o verificazione) previste per questi lavori, a condizione che sia fornita una cauzione sufficiente. Questa cauzione è acquisita al fisco per le merci non riesportate nel termine fissato dalla carta di passo, nel caso in cui non potesse essere provato che le formalità di garanzia (marchiatura e verificazione) non sono state compiute posticipatamente.

Le tessere di legittimazione dovranno essere conformi al modello stabilito nella Convenzione internazionale per la semplificazione delle formalità doganali, firmata a Ginevra il 3 novembre 19231. Non si richiede alcun visto consolare od altro.

Le disposizioni che precedono non sono applicabili alle industrie ambulanti, al commercio girovago né alla ricerca di ordinazioni dalle persone che non esercitano né industria né commercio; le alte Parti contraenti si riservano, a questo riguardo, l’intera libertà della loro legislazione.


Art. 9

Le società commerciali, industriali o finanziarie, comprese le società di trasporto e d’assicurazione validamente costituite in conformità delle leggi dell’una delle alte Parti contraenti e che abbiano la loro sede sul suo territorio saranno giuridicamente riconosciute nell’altro paese, purché non perseguano uno scopo illecito o contrario ai buoni costumi, la loro capacità o il loro diritto di stare in giudizio saranno determinati dalle leggi del loro paese d’origine.

Le società costituite in conformità alla legislazione dell’una delle alte Parti contraenti potranno, sempreché adempiano le formalità previste a questo scopo dalle leggi e dai regolamenti in vigore, estendere le loro operazioni sul territorio dell’altra Parte, acquistarvi ed esercitarvi dei diritti e svolgervi la loro attività economica.

Le dette società godranno, per tutti i rispetti, del trattamento accordato alle società costituite sul territorio del paese più favorito; esse non saranno costrette, particolarmente, ad alcuna contribuzione o gravezza fiscale, di qualsiasi nome o sorta, diversa, più elevata o più onerosa di quelle imposte alle società della nazione più favorita. Esse saranno dispensate dal partecipare a qualsiasi prestito forzoso.

Art. 10

Per quanto concerne la navigazione interna, come pure tutte le gravezze e tasse relative ad essa, nessuna delle alto Parti contraenti tratterà, sulle sue vie d’acqua interne, naturali o artificiali, o ne’ suoi porti aperti al traffico, le navi della navigazione interna dell’altra Parte che compiono trasporti tanto fra porti delle due reti interne nazionali quanto fra due porti d’una stessa rete interna nazionale, i loro carichi ed equipaggi in modo meno favorevole che le navi della navigazione interna i carichi e gli equipaggi de suoi propri sudditi ed imprese o che quelli della nazione più favorita.

Se dei sudditi dell’una delle alte Parti contraenti che non hanno nel territorio dell’altra Parte la sede dei loro affari o una filiale, succursale o agenzia, si dedicano alla navigazione tra località situate in Stati diversi ed estendono la loro industria di trasporto al territorio dell’altro Stato contraente o toccano i porti e gli scali di questo Stato, essi non potranno essere soggetti ad alcuna imposta o tassa per la loro attività professionale nel territorio dell’altra parte.

Sono considerati come navi della navigazione interna delle alto Parti contraenti i battelli destinati a navigare principalmente sui fiumi, canali e laghi e che appartengono a cittadini o ad imprese delle alto Parti contraenti o sono noleggiati da esse.

Art. 111

A condizione di riesportazione o di riemportazione e con riserva delle misure di controllo e di garanzia emanate allo scopo di assicurare l’osservanza delle disposizioni legali in vigore, è stipulata reciprocamente la franchigia da qualsiasi dazio d’entrata e di uscita:

l.
per gli oggetti da riparare,
2.
per i sacchi, le casse, le botti (di legno, di ferro o d’altra materia) le damigiane, i panieri ed altri recipienti consimili, come pure per tutti gli altri imballaggi usati nel commercio, segnati e che abbiano servito, importati vuoti per essere riesportati pieni o reimportati vuoti dopo essere stati esportati pieni;
3.
per i copertoni o altre coperture per vagoni, carretti e panieri che abbiano già servito, quando siano importati per l’esportazione della merce;
4.
per gli utensili, attrezzi e congegni meccanici che un’impresa industriale di una delle alte Parti contraenti importi nel territorio dell’altra parte per farvi eseguire dal suo personale dei lavori di montatura, di prova o di riparazione o lavori analoghi, potendosi applicare la franchigia non soltanto per il materiale introdotto dal personale stesso, ma anche per quello spedito separatamente;
5.
per le macchine, gli apparecchi e le loro parti spediti in prova da un paese all’altro;
6.
per le forme di legno o d’altre materie per uso delle fonderie (modelli per fonderie);
7.
per i campioni e modelli, nell’ambito della Convenzione internazionale per la semplificazione delle formalità doganali, firmata a Ginevra il 3 novembre 19232;
8.
per gli oggetti destinati alle esposizioni, alle fiere commerciali e ai consorzi che hanno carattere pubblico, riconosciuto tale dall’amministrazione delle dogane;
9.
per i carri da sgombero di qualsiasi sorta e per i cassoni da sgombero, essendo indifferente che passino il confine per strada o per ferrovia. Tuttavia questi veicoli e cassoni non potranno essere usati per sgomberi nell’interno del paese.

La riesportazione o la reimportazione dovranno avvenire entro un termine ragionevole che, di regola, non sarà superiore a un anno. Per gli articoli previsti al N. 9, questo termine non oltrepasserà tre mesi.


1 Vedi anche il Processo verbale di firma pubblicato qui di seguito.
2 RS 0.631.121.1

Art. 121

Se delle merci spedite dal territorio dell’una delle alte Parti contraenti nel territorio dell’altra Parte sono ritornato allo speditore originario perché respinte dal destinatario o per altre ragioni, si rinunzierà, alla riesportazione, a riscuotere un dazio di esportazione e si restituirà un dazio di importazione già pagato, oppure si rinunzierà a esigere un dazio d’importazione dovuto, purché le merci siano sempre rimaste, fino al momento della riesportazione, sotto il controllo della dogana, della strada ferrata o della posta e che la riesportazione sia avvenuta senza che sia stato portato alcun cambiamento alle merci stesse.


1 Vedi anche il Processo verbale di firma pubblicato qui di seguito.

Art. 13

So il dichiarante non possiede gli elementi necessari per fare la sua dichiarazione doganale, l’amministrazione delle dogane gli permetterà di verificare egli stesso l’invio, preventivamente e a sue spese, in un locale ch’essa designerà.

Sulle quietanze rilasciato dalle amministrazioni doganali saranno indicati, oltre all’importo totale e alla natura di ogni tassa riscossa, i numeri della tariffa doganale applicati e l’aliquota per unità del dazio riscosso, come pure la designazione delle merci sdoganate e i numeri e segni degl’imballaggi.

Art. 14

Il presente Trattato estenderà parimente i suoi effetti al Principato del Liechtenstein fin tanto che quest’ultimo sarà legato alla Svizzera da un trattato d’unione doganale.

Art. 15

Le alte Parti contraenti si garantiscono reciprocamente il trattamento della nazione più favorita per quanto concerne le materie che sono oggetto degli art. 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12 e 13 del presente Trattato.

Art. 161

Le contestazioni che nascessero circa l’interpretazione e l’esecuzione del presente Trattato, compresi gli allegati e le disposizioni addizionali, saranno, a domanda dell’una delle alte Parti contraenti, sottoposte alla decisione di un Tribunale arbitrale. Questa stipulazione è applicabile anche alla questione pregiudiziale se la contestazione si riferisca alla interpretazione del Trattato. La sentenza del Tribunale arbitrale avrà forza obbligatoria.


1 Vedi anche il Processo verbale di firma pubblicato qui di seguito.

Art. 17

Il presente Trattato sostituisce quello del 3 luglio 1889.

Esso è conchiuso per un anno. Sarà ratificato ed entrerà in vigore 20 giorni dopo lo scambio delle ratificazioni che avverrà a Bruxelles.

Se non sia stato disdetto tre mesi prima della scadenza, esso sarà tacitamente prorogato e in tal caso ciascuna parte avrà il diritto di disdirlo in qualsiasi tempo, facendone cessare gli effetti sei mesi dopo.

In fede di che, i rispettivi plenipotenziari hanno firmato il presente Trattato, e vi hanno apposto i loro sigilli.

Fatto, in due esemplari, a Berna il 26 agosto 1929.

(Seguono le firme)


  Liste A e B1 


1 Abrogato dalla Seconda Aggiunta 31 dicembre 1947 al Trattato di commercio 26 agosto 1929 tra la Svizzera o l’Unione economica belgo—lussemburghese (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 3, del 6 gennaio 1948), la cui durata di validità è stata prorogata fino al 1° gennaio 1949 dalla Terza Aggiunta 30 giugno 1948 (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 160, del 12 luglio 1948). Dal 1° marzo 1949 queste Liste sono state sostituite dagli Elenchi A e B allegati alla Convenzione tariffale 12 febbraio 1949 conchiusa tra l’Unione economica belgo—lussemburghese o il Regno dei Paesi Bassi, da una parte, o la Svizzera dall’altra [RU 1949 I 381. RS 0.632.291.721.]


  Processo verbale di firma

Al momento di firmare il Trattato in data d’oggi, l’Unione economica belgo—lussemburghese e il Governo svizzero no hanno determinato lo disposizioni come segue:

  Disposizioni generali

Ad Art. 1

Se l’una delle alte Parti contraenti assoggettasse le merci d’un terzo paese a un regime differenziale, essa potrebbe prendere tutte le garanzie necessarie perché questo regime non possa essere eluso e specialmente subordinare la concessione dei dazi più ridotti alle merci dell’altra Parte contraente non solo alla condizione dell’origine, ma anche alla condizione della provenienza.

Le alte Parti contraenti dichiarano che l’applicazione del trattamento della nazione più favorita previsto nell’art. 1 dei presente Trattato non tocca:

a)
l’attribuzione dei contingenti all’importazione nel Granducato del Lussemburgo, stipulati nell’art. 9 dell’Accordo commerciale del 23 febbraio 1928 tra l’Unione economica belgo—lussemburghese e la Francia;
b)
i privilegi accordati o che potessero essere accordati dalla Svizzera per le merci delle zone franche presso Ginevra.

Ad Art. 23

Ad Art. 2 e 34

Ad Art. 7

Avuto riguardo alla legislazione svizzera concernente il rilascio dei certificati d’origine da parte delle camere di commercio5, le autorità dell’Unione economica belgo—lussemburghese ammetteranno i certificati d’origine rilasciati o vistati da questi organismi, senza esigere il visto consolare.

Ad Art. 11

Per l’identificazione delle merci, sarà prestato fede reciprocamente ai segni di riconoscimento ufficiali apposti all’uscita dal territorio dell’una delle Parti sulle merci che sono oggetto d’una carta di passo. Gli uffici doganali delle alte Parti contraenti avranno tuttavia il diritto, se lo giudichino necessario, di apporre ancora i loro segni particolari. La riesportazione o la reimportazione potrà, nei casi enumerati ai N. da 2 a 9, farsi anche da un ufficio doganale diverso da quello dal quale sono state importate o esportate le merci.

Resta inteso che gli oggetti trasportati dal territorio dell’una delle alte Parti contraenti nel territorio dell’altra Parte per esservi riparati e per essere reintrodotti, dopo la riparazione, nel primo territorio, saranno esenti da qualsiasi tassa doganale, purché siano osservate le formalità prescritte in simili casi, la natura essenziale degli oggetti rimanga la medesima e l’identità degli oggetti esportati e reimportati sia fuori di dubbio. Il peso dei nuovi pezzi o del nuovo materiale proveniente dalla riparazione e, dato il caso, l’aumento di valore che risulta da quest’ultima saranno, agli effetti della tassazione, determintati con tutta la tolleranza possibile.

Ad Art. 12

I corredi nuziali confezionati (biancheria personale, da toeletta, da letto, da tavola e da cucina) che delle donne abitanti nel territorio dell’una delle alte Parti contraenti importano per causa del loro matrimonio con una persona abitante nel territorio dell’altra Parte, saranno ammessi in franchigia doganale, purché questi oggetti siano conformi alla posizione sociale della persona che le importa e siano destinati a un uso prolungato nell’azienda domestica. L’importazione dove farsi entro un termine di tre mesi dalla celebrazione del matrimonio.

Ad Art. 16

Il Tribunale arbitrale si compone di tre membri. Esso viene costituito nel modo seguente: Ciascuna delle alte Parti contraenti nomina liberamente un arbitro assessore nel mese successivo alla domanda di arbitrato. Se l’una delle Parti omette di nominare in tempo utile l’arbitro che spetta a lei designare, l’altra Parte può chiedere al presidente della Corte Permanente di Giustizia Internazionale6 all’Aja che designi quest’arbitro. Il presidente del Tribunale arbitrale è scelto dalle due Parti di comune accordo durante il mese che segue la domanda d’arbitrato; esso dev’essere perito di questioni economiche, essere suddito di un terzo Stato, non avere il domicilio sul territorio dell’una o dell’altra delle alte Parti contraenti e non essere al servizio né dell’una né dell’altra. Se la designazione del presidente del Tribunale arbitrale da scegliersi di comune accordo dalle due Parti non interviene nel termine d’un mese, questa designazione sarà fatta, a richiesta d’una sola delle Parti, dal presidente della Corte Permanente di Giustizia Internazionale7 o, se quest’ultimo è suddito dell’uno degli Stati contraenti, dal vicepresidente o, qualora quest’ultimo si trovi nel medesimo caso, dal membro più anziano della Corte.

Il presidente dei Tribunale arbitrale fissa il luogo dove sederà il tribunale.

Le sentenze del Tribunale arbitrale sono pure prese a maggioranza di voti. La procedura può essere scritta se nessuna delle alte Parti contraenti vi si oppone. Del resto la procedura è fissata dallo stesso Tribunale arbitrale.

Ciascuna parte si assume gli onorari dell’arbitro nominato da essa e metà degli onorari spettanti al presidente del Tribunale arbitrale. Ciascuna Parte si addossa metà delle spese di procedura.

Per la citazione e l’audizione di testi e di periti, le autorità di ciascuna delle alte Parti contraenti presteranno, a richiesta del Tribunale arbitrale diretta al Governo del paese nel quale si deve procedere alla citazione e all’audizione, la medesima assistenza che prestano quando ne sono richieste dai tribunali civili del paese.

  Importazione nel territorio doganale belgo—lussemburghese

Ad ex 10 della tariffa belga

Il Governo del re prenderà, in base alla legislazione belga, delle misure convenienti per impedire:

a)
che sotto la denominazione di Emmental, Gruyère, e Sbrinz svizzeri; Emmental, Gruyère o Sbrinz genuini; formaggi svizzeri genuini; formaggi svizzeri in scatole, siano venduti formaggi non fabbricati in Svizzera;
b)
che le denominazioni generiche Emmental, Gruyère o Sbrinz siano accompagnate abusivamente da indicazioni destinate a far credere che i formaggi ai quali sono applicate siano stati fabbricati in Svizzera;
c)
che sui formaggi o sulle fatture, lettere di vettura, documenti commerciali, imballaggi relativi a formaggi, non si mettano marche, nomi, indicazioni, cartellini, stemmi, immagini o segni atti a trarre in inganno sull’origine del prodotto.

Ad ex 612 a della tariffa belga8

Ad N. 1209 0 5 della tariffa belga9

  Importazione nel territorio doganale svizzero

Ad N. 364 della tariffa svizzera10

(Seguono le firme)


 CS 14 372


1 Dal testo originale francese.
2 Art. 1 del DF del 4 ott. 1929 (RU 46 334).
3 Abrogato dalla Seconda Aggiunta 31 dicembre 1947 al Trattato di commercio 26 agosto 1929 tra la Svizzera e l’Unione belgo—lussemburghese (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 3, del 6 gennaio 1948).
4 Abrogato dalla Seconda Aggiunta 31 dicembre 1947 al Trattato di commercio 26 agosto 1929 tra la Svizzera e l’Unione belgo—lussemburghese (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 3, del 6 gennaio 1948).
5 Vedi l’O del 4 luglio 1984 sui certificati di d’origine (RS 946.31).
6 La Corte Permanente di Giustizia Internazionale è stata sciolta con Risoluzione 18 aprile 1946 dell’Assemblea della Società delle Nazioni (FF 1946 II. 1227 edizione tedesca e pag. 1186 edizione francese) o sostituita dalla Corte Internazionale di Giustizia (RS 0.193.50).
7 La Corte Permanente di Giustizia Internazionale è stata sciolta con Risoluzione 18 aprile 1946 dell’Assemblea della Società delle Nazioni (FF 1946 II. 1227 edizione tedesca e pag. 1186 edizione francese) o sostituita dalla Corte Internazionale di Giustizia (RS 0.193.50).
8 Abrogato dalla Seconda Aggiunta 31 dicembre 1947 al Trattato di commercio 26 agosto 1929 tra la Svizzera e l’Unione belgo—lussemburghese (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 3, del 6 gennaio 1948).
9 Abrogato dalla Seconda Aggiunta 31 dicembre 1947 al Trattato di commercio 26 agosto 1929 tra la Svizzera o l’Unione belgo—lussemburghese (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 3, del 6 gennaio 1948).
10 Divenuto caduco in virtù della Seconda Aggiunta 31 dicembre 1947 (Foglio ufficiale svizzero di commercio N. 3, del 6 gennaio 1948) e della Convenzione tariffale del 12 febbraio 1949 (RU 1949 I 381. RS 0.632.291.721).


Index

0.946.291.721

Übersetzung1

Handelsvertrag zwischen der Schweiz und der Belgisch-Luxemburgischen Wirtschaftsunion

Abgeschlossen am 26. August 1929

Von der Bundesversammlung genehmigt am 4. Oktober 19292

Ratifikationsurkunden ausgetauscht am 25. Juni 1930

In Kraft getreten am 15. Juli 1930

(Stand am 15. Juli 1930)

Der Schweizerische Bundesrat und Seine Majestät der König der Belgier,

der letztere sowohl in seinem eigenen Namen als auch, gestützt auf bestehende Verträge, im Namen Ihrer Kgl. Hoheit der Grossherzogin von Luxemburg,

von dem Wunsche geleitet, die Entwicklung des Handelsverkehrs zwischen der Schweiz und der Belgisch-Luxemburgischen Wirtschaftsunion zu fördern, haben beschlossen, einen Vertrag abzuschliessen, und haben zu Bevollmächtigten ernannt:

(Es folgen die Namen der Bevollmächtigten)

die nach gegenseitiger Mitteilung ihrer in guter und gehöriger Form befundenen Vollmachten

folgende Artikel vereinbart haben:

Art. 11

Die hohen vertragschliessenden Teile vereinbaren, sich gegenseitig bedingungslos und uneingeschränkt die Behandlung der meistbegünstigten Nation zu gewähren in allem, was die Zoll— und jegliche Nebenabgaben und die Art der Erhebung der Abgaben betrifft, wie auch bezüglich der Bedingungen, Förmlichkeiten und Lasten, denen die Zollabfertigung allfällig unterliegt.

Demnach sollen die Boden— und Gewerbeerzeugnisse eines jeden der hohen vertragschliessenden Teile in den genannten Beziehungen keinesfalls andern oder höhern Abgaben, Gebühren oder Lasten oder andern oder lästigeren Bedingungen und Förmlichkeiten unterworfen werden, als die Erzeugnisse gleicher Art irgendeines dritten Landes unterworfen sind oder sein werden.

Ebenso sollen die Boden— und Gewerbeerzeugnisse, die aus dem Gebiete eines jeden der hohen vertragschliessenden Teile in das Gebiet des andern Teiles ausgeführt werden, in den gleichen Beziehungen keinesfalls andern oder höhern Abgaben, Gebühren oder Lasten oder lästigeren Bedingungen und Förmlichkeiten unterworfen werden, als die gleichen, für das Gebiet irgendeines andern Landes bestimmten Erzeugnisse unterworfen sind oder sein werden.

Alle Vorteile, Vergünstigungen, Vorrechte und Abgabefreiheiten, die von einem der beiden vertragschliessenden Teile in den vorgenannten Beziehungen den aus irgendeinem andern Lande stammenden oder für irgendein anderes Land bestimmten Boden— und Gewerbeerzeugnissen gewährt worden sind oder noch gewährt werden, sollen sofort und ohne Gegenleistung auf die Erzeugnisse gleicher Art angewendet werden, die aus dem Gebiete des andern vertragschliessenden Teiles stammen oder für dessen Gebiet bestimmt sind.

Von den in diesem Artikel umschriebenen Verpflichtungen sind jedoch ausgenommen die Vergünstigungen, die andern, angrenzenden Staaten gegenwärtig oder künftig zur Erleichterung des Grenzverkehrs gewährt werden, sowie diejenigen, die sich aus einer gegenwärtig oder künftig von einem der hohen vertragschliessenden Teile abgeschlossenen Zollunion ergeben.

Es besteht im übrigen Einverständnis darüber, dass sich die hohen vertragschliessenden Teile nicht auf die Meistbegünstigungsklausel werden berufen können, um neue Rechte und Vorrechte zu erlangen, die durch einen von ihnen künftig in Kollektivverträgen gewährt werden, an denen der andere sich nicht beteiligt, sofern diese Verträge unter den Auspizien des Völkerbundes abgeschlossen oder durch diesen eingetragen sind und allen Staaten zum Beitritt offen stehen. Solche Rechte und Vorrechte dürfen jedoch beansprucht werden, wenn sie auch in andern Verträgen als den Kollektivverträgen der vorerwähnten Art festgesetzt sind oder wenn der Teil, der sie beansprucht, bereit ist, Gegenrecht zu gewähren.


1 Siehe hierzu auch das Unterzeichnungsprotokoll hiernach.

Art. 2–31

1 Aufgehoben durch das Zweite Zusatzabkommen vom 31. Dezember 1947 zum Handelsvertrag vom 26. August 1929 zwischen der Schweiz und der Belgisch-Luxemburgischen Wirtschaftsunion (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 3 vom 6. Januar 1948).

Art. 4

Die hoben vertragschliessenden Teile verpflichten sich, den Handel nicht durch irgendwelche Verbote oder Beschränkungen der Einfuhr oder Ausfuhr zu hindern. Die folgenden Ausnahmen sind zulässig unter der Bedingung, dass sie auf alle Länder, oder auf die Länder, bei denen die gleichen Voraussetzungen zutreffen, angewendet werden:

a)
Verbote oder Beschränkungen mit Rücksicht auf die öffentliche Sicherheit;
b)
Verbote oder Beschränkungen aus Gründen der Sittlichkeit oder der Menschlichkeit;
c)
Verbote oder Beschränkungen mit Beziehung auf Waffen, Munition und Kriegsgerät oder – unter ausserordentlichen Umständen – auf jeden andern Kriegsbedarf;
d)
Verbote oder Beschränkungen zum Schutze der öffentlichen Gesundheit oder zum Schutze von Tieren oder Pflanzen gegen Krankheiten, Insekten und Schädlinge;
e)
Ausfuhrverbote oder —beschränkungen zum Schutze des künstlerischen, historischen oder archäologischen Nationalbesitzes;
f)
Verbote oder Beschränkungen, dazu bestimmt, auf fremde Erzeugnisse die Rechtsordnung auszudehnen, die im Inlande für Erzeugung, Handel, Beförderung und Verbrauch gleichartiger einheimischer Erzeugnisse gilt;
g)
Verbote oder Beschränkungen für Erzeugnisse, die gegenwärtig oder künftig im Inlande in bezug auf Erzeugung oder Handel Gegenstand von Staatsmonopolen oder von solchen Monopolen sind, die unter Aufsicht des Staates ausgeübt werden.

Dieser Vertrag berührt nicht das Recht der hohen vertragschliessenden Teile, Massnahmen zum Verbot oder zur Beschränkung der Ein— oder Ausfuhr zu treffen, um unter aussergewöhnlichen und anormalen Umständen die lebenswichtigen Interessen des Landes zu schützen.

Wenn Massnahmen dieser Art getroffen werden, so muss es so geschehen, dass sich daraus keine willkürliche unterschiedliche Behandlung zum Nachteil des andern vertragschliessenden Teiles ergibt. Ihre Dauer muss auf das Fortbestehen der Gründe oder Verhältnisse beschränkt sein, die sie veranlasst haben.

Art. 5

Hinsichtlich der Durchfuhr werden die hohen vertragschliessenden Teile in ihren Beziehungen die Bestimmung des Übereinkommens und des Statuts von Barcelona über die Freiheit des Durchgangsverkehrs vom 20. April 19211 anwenden.


1 SR 0.740.4

Art. 6

Die innern Abgaben, die im Gebiete des einen der hohen vertragschliessenden Teile, für wessen Rechnung auch immer, auf der Erzeugung, der Zubereitung, dem Umlauf oder dem Verbrauch einer Ware erhoben werden, dürfen die Erzeugnisse des andern Teiles unter keinem Vorwand mit einem höhern Ansatz oder in lästigerer Weise treffen als die gleichartigen inländischen Erzeugnisse oder diejenigen des meistbegünstigten Landes.

Die Erzeugnisse, die den Gegenstand von Staatsmonopolen bilden, sowie die zur Herstellung von monopolisierten Erzeugnissen verwendbaren Stoffe, wie auch die Waren, zu deren Herstellung monopolisierte Erzeugnisse verwendet worden sind, können zur Sicherung des Monopols bei der Einfuhr einer Zuschlagsabgabe auch in dem Falle unterworfen werden, wo die gleichartigen Erzeugnisse oder Stoffe des Inlandes einer solchen nicht unterliegen.

Diese Abgabe soll zurückerstattet werden, wenn innerhalb der vorgeschriebenen Fristen nachgewiesen wird, dass die besteuerten Stoffe eine die Herstellung eines Monopolartikels ausschliessende Verwendung gefunden haben.

Keiner der hohen vertragschliessenden Teile wird die Einfuhr von Gegenständen, die auf seinem Gebiete nicht erzeugt werden und die in den Anlagen A oder B1 aufgeführt sind, unter dem Vorwand der innern Besteuerung mit neuen oder erhöhten Abgaben belegen.


1 Diese Anlagen sind ersetzt worden. Siehe FN 13 hiernach.

Art. 7

Bei der Einfuhr der Waren wird im allgemeinen die Vorlage von Ursprungszeugnissen nicht gefordert. Wenn jedoch einer der hohen vertragschliessenden Teile die Waren eines dritten Landes mit höheren Abgaben belegt als die Waren des andern Teiles oder wenn er die Waren eines dritten Landes Einfuhrverboten oder —beschränkungen unterwirft, denen die Waren des andern Teiles nicht unterliegen, so kann er, wenn erforderlich, die Anwendung der ermässigten Abgaben auf die Waren des andern Teiles oder deren Zulassung zur Einfuhr von der Beibringung von Ursprungszeugnissen abhängig machen.

Die Ursprungszeugnisse sollen entweder von den Zollbehörden oder von jeder andern dazu ermächtigten Stelle oder Person ausgestellt oder beglaubigt werden. Die konsularische Beglaubigung soll für die von den Zollbehörden ausgestellten oder beglaubigten Ursprungszeugnisse nicht verlangt werden.1

In allen Fällen, wo der eine der hohen vertragschliessenden Teile dem andern mitteilt, dass Zweifel entstanden sind über die Richtigkeit eines Ursprungszeugnisses oder dass bei der Ausstellung oder bei der Verwendung eines Zeugnisses betrügerische Handlungen erfolgt sind, wird der Teil, an den die Beschwerde gerichtet ist, sofort eine Untersuchung über den angeführten Tatbestand veranlassen, deren Ergebnisse dem beschwerdeführenden Teil mitteilen und nötigenfalls alle in seiner Macht stehenden Massnahmen zur Verhinderung weiterer ungehöriger oder betrügerischer Handlungen dieser Art ergreifen.


1 Siehe jedoch auch das Unterzeichnungsprotokoll hiernach.

Art. 8

Kaufleute, Fabrikanten und andere Gewerbetreibende des einen der hohen vertragschliessenden Teile sowie ihre Reisenden sollen gegen Vorweisung einer von den Behörden ihres Landes ausgestellten Ausweiskarte befugt sein, unter Beobachtung der vorgeschriebenen Förmlichkeiten in dem Gebiete des andern Teiles bei Kaufleuten oder in offenen Verkaufsstellen oder bei Personen, welche die Waren erzeugen, Warenankäufe zu machen. Sie können ferner bei Kaufleuten oder bei andern Personen, in deren Gewerbebetrieb Waren der angebotenen Art Verwendung finden, Bestellungen aufnehmen, sind berechtigt, Warenproben und Muster, jedoch keine Waren mitzuführen, und werden wegen der in diesem Absatz bezeichneten Tätigkeit keinerlei Steuern und Abgaben unterworfen. Den mit der Ausweiskarte versehenen Gewerbetreibenden (Handelsreisenden) soll jedoch das Mitführen von Waren insoweit erlaubt sein, als dies den einheimischen Gewerbetreibenden (Handelsreisenden) gestattet ist.

Waren aus Gold, Platin oder Silber, die von Handelsreisenden eingeführt und als Handelsmuster mit Freipass abgefertigt werden, können auf Verlangen von der Erfüllung der für diese Waren vorgesehenen Garantieförmlichkeiten (Stempelung oder Kontrolle) befreit werden, sofern eine genügende Sicherheit geleistet wird. Diese Sicherheit verfällt, wenn die Waren nicht innerhalb der im Freipass bestimmten Frist wieder ausgeführt werden und nicht der Nachweis geleistet werden kann, dass die Garantieförmlichkeiten (Stempelung und Kontrolle) nachträglich erfüllt worden sind.

Die Ausweiskarten müssen dem Muster entsprechen, das in der am 3. November 19231 in Genf unterzeichneten internationalen Übereinkunft für die Vereinfachung der Zollformalitäten aufgestellt ist. Eine konsularische oder andere Beglaubigung wird nicht verlangt.

Die vorstehenden Bestimmungen finden keine Anwendung auf den Gewerbebetrieb im Umherziehen, den Hausierhandel und das Aufsuchen von Bestellungen bei Personen, die weder ein Gewerbe ausüben noch Handel treiben; die hohen vertragschliessenden Teile behalten sich in dieser Hinsicht die volle Freiheit ihrer Gesetzgebung vor.


Art. 9

Die Handels—, Industrie— und Finanzgesellschaften, einschliesslich der Transport— und Versicherungsgesellschaften, die nach den Gesetzen des einen der hohen vertragschliessenden Teile rechtsgültig errichtet sind und auf dessen Gebiet ihren Sitz haben, werden im andern Lande rechtlich anerkannt, sofern sie keinen unerlaubten oder unsittlichen Zweck verfolgen; ihre Fähigkeit und ihr Recht, vor Gericht aufzutreten, richten sich nach den Gesetzen ihres Heimatlandes.

Die unter der Gesetzgebung eines der hohen vertragschliessenden Teile errichteten Gesellschaften können, vorbehältlich der Erfüllung der nach den geltenden Landesgesetzen und Verordnungen vorgeschriebenen Formalitäten, ihre Geschäfte auf das Gebiet des andern Teiles ausdehnen, dort Rechte erwerben, diese dort ausüben und dort ihre wirtschaftliche Tätigkeit entfalten.

Die genannten Gesellschaften geniessen in jeder Hinsicht die Behandlung, die den im Gebiete des meistbegünstigten Landes errichteten Gesellschaften gewährt wird; sie unterliegen namentlich keinen andern, höhern oder lästigern steuerlichen Auflagen oder Abgaben irgendwelcher Bezeichnung und Art als die Gesellschaften der meistbegünstigten Nation. Sie sind der Beteiligung an Zwangsanleihen enthoben.

Art. 10

Hinsichtlich der Binnenschiffahrt und aller damit verbundenen Abgaben und Gebühren wird keiner der beiden hohen vertragschliessenden Teile auf seinen natürlichen oder künstlichen Binnenschiffahrtswegen oder in seinen dem Verkehr geöffneten Häfen die Binnenschiffe des andern Teiles, welche Transporte sowohl zwischen Häfen der beiden inländischen Binnenschiffahrtsnetze als auch zwischen zwei Häfen des gleichen inländischen Binnenschiffahrtsnetzes ausführen, deren Ladungen und Besatzungen weniger günstig behandeln als die Binnenschiffe, Ladungen und Besatzungen seiner eigenen Staatsangehörigen und Unternehmungen oder diejenigen der meistbegünstigten Nation.

Betreiben Angehörige des einen der hohen vertragschliessenden Teile, ohne im Gebiet des andern Teiles den Geschäftssitz oder eine Filiale, Zweigniederlassung oder Agentur zu haben, die Schiffahrt zwischen den Plätzen verschiedener Staatsgebiete und erstrecken sie den Schiffahrtsbetrieb auf das Gebiet des andern Vertragsstaates oder laufen sie die Häfen und Landungsplätze dieses Staates an, so dürfen sie für ihren Gewerbebetrieb im Gebiete des andern Teiles keiner Steuer oder Abgabe unterworfen werden.

Als Binnenschiffe der hohen vertragschliessenden Teile gelten die Fahrzeuge, die hauptsächlich zur Schiffahrt auf den Flüssen, Kanälen und Seen bestimmt sind und Staatsangehörigen oder Unternehmungen der hohen vertragschliessenden Teile gehören oder von ihnen gechartert sind.

Art. 111

Unter der Bedingung der Wiederausfuhr oder der Wiedereinfuhr und unter Vorbehalt der zur Durchführung der bestehenden gesetzlichen Vorschriften erlassenen Kontroll— und Sicherungsmassnahmen wird gegenseitig die zollfreie Ein— und Ausfuhr vereinbart:

1.
für Gegenstände zur Reparatur;
2.
für gezeichnete und schon gebrauchte Säcke, Kisten, Fässer (aus Holz, Eisen oder andern Stoffen), Korbflaschen, Körbe und andere ähnliche Behältnisse sowie alle andern handelsüblichen Umschliessungen, die leer eingebracht werden, um gefüllt wieder zur Ausfuhr zu gelangen oder die leer wieder eingeführt werden, nachdem sie gefüllt ausgeführt wurden;
3.
für schon gebrauchte Blachen und andere schon gebrauchte Decken für Wagen und Körbe, die zwecks Warenausfuhr eingeführt werden;
4.
für Werkzeuge, Instrumente und mechanische Geräte, die eine Unternehmung eines der hohen vertragschliessenden Teile in das Gebiet des andern Teiles einführt, um dort durch ihr Personal Montierungs, Probe—, Reparatur— oder ähnliche Arbeiten ausführen zu lassen, gleichviel ob die Gegenstände durch das Personal selbst oder gesondert zur Einfuhr gelangen;
5.
für die zur Ausprobung aus dem einen in das andere Land gesandten Maschinen, Apparate und deren Teile;
6.
für Formen aus Holz oder andern Stoffen zum Gebrauch in Giessereien (Giessereimodelle);
7.
für Warenproben und Muster im Rahmen der am 3. November 19232 in Genf unterzeichneten internationalen Übereinkunft für die Vereinfachung der Zollformalitäten;
8.
für Gegenstände, die zur Beschickung von Ausstellungen, Handelsmessen und Wettbewerben mit von der Zollverwaltung anerkanntem öffentlichem Charakter bestimmt sind;
9.
für Möbelwagen jeder Art und für Möbelkasten, ob sie nun die Grenze auf der Strasse oder auf der Eisenbahn überschreiten. Jedoch dürfen diese Wagen und Kasten nicht für Umzüge im Innern des Landes verwendet werden.

Die Wiederausfuhr oder die Wiedereinfuhr hat innerhalb einer angemessenen Frist zu erfolgen, die in der Regel ein Jahr nicht übersteigen soll. Für die in Ziff. 9 vorgesehenen Gegenstände soll diese Frist drei Monate nicht übersteigen.


1 Siehe hierzu auch das Unterzeichnungsprotokoll hiernach.
2 SR 0.631.121.1

Art. 121

Wenn Waren, die aus dem Gebiete des einen der hohen vertragsschliessenden Teile in das Gebiet des andern Teiles befördert wurden, wegen Nichtannahme durch den Adressaten oder aus andern Gründen an den ursprünglichen Absender zurückgesandt werden, so wird bei der Wiederausfuhr auf die Erhebung eines Ausfuhrzolles verzichtet und ein bezahlter oder geschuldeter Einfuhrzoll zurückerstattet bzw. nicht eingefordert, sofern die Waren bis zur Wiederausfuhr in zoll—, bahn— oder postamtlichem Gewahrsam geblieben sind und die Wiederausfuhr in unverändertem Zustande erfolgt.


1 Siehe hierzu auch das Unterzeichnungsprotokoll hiernach.

Art. 13

Wenn der Deklarant nicht die nötigen Unterlagen zur Ausstellung der Zolldeklaration besitzt, soll ihm die Zollverwaltung gestatten, vorgängig die Sendung auf seine Kosten in einem von ihr bezeichneten Lokal selber zu prüfen.

In den von den Zollverwaltungen ausgestellten Quittungen sollen ausser dem Gesamtbetrag und der Art jeder erhobenen Gebühr auch die angewendeten Nummern des Zolltarifs und der Einheitsansatz sowie die Bezeichnung der verzollten Waren und die Nummern und Zeichen der Verpackung angegeben werden.

Art. 14

Dieser Vertrag erstreckt sich auch auf das Fürstentum Liechtenstein, solange dieses mit der Schweiz durch einen Zollanschlussvertrag verbunden ist.

Art. 15

Die hohen vertragschliessenden Teile sichern sich gegenseitig hinsichtlich der in den nachgenannten Artikeln dieses Vertrages enthaltenen Bestimmungen die Meistbegünstigung zu: 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12 und 13.

Art. 161

Streitigkeiten, die sich über die Auslegung und Anwendung dieses Vertrages, mit Einschluss der Anlagen und Zusatzbestimmungen, ergeben, werden auf Verlangen eines der hohen vertragschliessenden Teile einem Schiedsgericht unterbreitet. Dies gilt auch für die Entscheidung der Vorfrage, ob sich die Streitigkeit auf die Auslegung des Vertrages bezieht. Die Entscheidung des Schiedsgerichtes soll verbindliche Kraft haben.


1 Siehe hierzu auch das Unterzeichnungsprotokoll hiernach.

Art. 17

Dieser Vertrag tritt an die Stelle desjenigen vom 3. Juli 1889.

Er ist für die Dauer eines Jahres abgeschlossen. Er unterliegt der Ratifikation und tritt 20 Tage nach Austausch der Ratifikationsurkunden, der in Brüssel erfolgen soll, in Kraft.

Falls er nicht drei Monate vor seinem Ablauf gekündigt wird, gilt er als stillschweigend verlängert, und jedem Teil steht alsdann das Recht zu, ihn jederzeit auf sechs Monate zu kündigen.

Zu Urkund dessen haben die Bevollmächtigten diesen Vertrag unterzeichnet und mit ihren Siegeln versehen.

So geschehen zu Bern, in zwei Ausfertigungen, am 26. August 1929.

(Es folgen die Unterschriften)


  Listen A und B1 


1 Aufgehoben durch das Zweite Zusatzabkommen vom 31. Dezember 1947 zum Handelsvertrag vom 26. August 1929 zwischen der Schweiz und der Belgisch—Luxemburgischen Wirtschaftsunion (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 3 vom 6. Januar 1948), dessen Geltungsdauer durch das Dritte Zusatzabkommen vom 30. Juni 1948 bis zum 1. Januar 1949 verlängert wurde (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 160 vom 12. Juli 1948). Seit dem. 1. März 1949 sind diese Listen ersetzt durch die Listen A und B im Anhang zur Tarifübereinkunft vom 12. Februar 1949 zwischen der Belgisch—Luxemburgischen Wirtschaftsunion und dem Königreich der Niederlande einerseits und der Schweiz anderseits [AS 1949 381. SR 0.632.291.721].


  Unterzeichnungsprotokoll

Bei der Unterzeichnung des Vertrages vom heutigen Tage haben die Schweizerische Regierung und die Belgisch—Luxemburgische Wirtschaftsunion deren Bestimmungen wie folgt näher umschrieben:

  Allgemeine Bestimmungen

Zu Art. 1

Sollte einer der hohen vertragschliessenden Teile die Waren eines dritten Landes einer differenziellen Behandlung unterwerfen, so könnte er alle nötigen Sicherungsmassnahmen zur Verhinderung von Umgehungen ergreifen und dabei namentlich die Gewährung der niedrigsten Zölle für die Waren des andern vertragschliessenden Teiles nicht nur vom Ursprung, sondern auch von der Herkunft abhängig machen.

Die hohen vertragschliessenden Teile erklären, dass die in Art. 1 dieses Vertrages vorgesehene Meistbegünstigung nicht umfasst:

a)
die Zuteilung der in Art. 9 des Handelsvertrages vom 23. Februar 1928 zwischen der Belgisch-Luxemburgischen Wirtschaftsunion und Frankreich festgesetzten Kontingente für die Einfuhr in das Grossherzogtum Luxemburg;
b)
die Vorrechte, die von der Schweiz für die Waren der Freizonen bei Genf gewährt worden sind oder noch gewährt werden.

Zu Art. 23

Zu den Art. 2 und 34

Zu Art. 7

In Anbetracht der schweizerischen Gesetzgebung über die Verabfolgung von Ursprungszeugnissen durch die Handelskammern5, werden die Behörden der Belgisch—Luxemburgischen Wirtschaftsunion die von diesen Stellen ausgestellten oder beglaubigten Ursprungszeugnisse zulassen, ohne deren konsularische Beglaubigung zu verlangen.

Zu Art. 11

Zur Feststellung der Nämlichkeit der Waren werden gegenseitig die amtlichen Erkennungszeichen anerkannt, die beim Ausgang aus dem Gebiete des einen der vertragschliessenden Teile auf Waren angebracht wurden, die Gegenstand eines Freipasses sind. Immerhin haben die Zollämter der hohen vertragschliessenden Teile das Recht, noch ihre besondern Erkennungszeichen anzubringen, wenn sie es als nötig erachten. Die Wiederausfuhr oder Wiedereinfuhr kann bei den in den Ziff. 2 bis 9 genannten Fällen auch über ein anderes Zollamt als das der Einfuhr oder Ausfuhr erfolgen.

Es besteht Einverständnis darüber, dass die Gegenstände, die aus dem Gebiete des einen der hohen vertragschliessenden Teile in das Gebiet des andern Teiles zur Reparatur gebracht werden und nach erfolgter Reparatur wieder in das erste Gebiet zurückkommen, von jedem Zoll befreit sein sollen, sofern die vorgeschriebenen Förmlichkeiten beobachtet werden, die wesentliche Natur der Gegenstände die gleiche ist und die Nämlichkeit der ausgeführten und wiedereingeführten Gegenstände ausser Zweifel steht. Das von der Reparatur herrührende Gewicht der neuen Stücke oder des neuen Materials und gegebenenfalls die daraus sich ergebende Wertvermehrung sollen für die Verzollung in möglichst toleranter Weise bestimmt werden.

Zu Art. 12

Konfektionierte Leib—, Toiletten—, Bett—, Tisch— und Küchenwäsche als Aussteuergut, das von weiblichen, im Gebiete des einen der hohen vertragschliessenden Teile wohnenden Personen wegen ihrer Verheiratung mit einer im Gebiete des andern vertragschliessenden Teiles wohnenden Person eingeführt wird, soll zollfrei zugelassen werden, sofern diese Gegenstände der sozialen Stellung der Person, welche sie einführt, entsprechen und zum dauernden Gebrauch im Haushalt bestimmt sind. Die Einfuhr hat innert drei Monaten nach der Verheiratung zu erfolgen.

Zu Art. 16

Das Schiedsgericht besteht aus drei Mitgliedern. Es wird folgendermassen gebildet: Jeder der hohen vertragschliessenden Teile ernennt unabhängig einen Schiedsrichter—Beisitzer innerhalb des Monats, der dem Schiedsbegehren folgt. Wenn die eine der Parteien unterlässt, rechtzeitig zur Ernennung des Schiedsrichters, den sie bezeichnen muss, zu schreiten, so kann die andere Partei den Präsidenten des Ständigen Internationalen Gerichtshofes im Haag6 ersuchen, diesen Schiedsrichter zu bezeichnen.

Der Präsident des Schiedsgerichts wird durch die beiden Parteien im gemeinsamen Einverständnis im Laufe des Monats, der dem Schiedsbegehren folgt, gewählt; er muss Erfahrung in Wirtschaftsfragen besitzen, Angehöriger eines dritten Staates sein, darf nicht auf dem Gebiete des einen oder des andern der hohen vertragschliessenden Teile seinen Wohnsitz haben und nicht im Dienste des einen oder andern stehen. Wenn die Bezeichnung des durch die beiden Parteien im gemeinsamen Einverständnis zu wählenden Präsidenten nicht innerhalb eines Monats erfolgt, so soll diese Bezeichnung auf Gesuch einer einzigen der Parteien durch den Präsidenten des Ständigen Internationalen Gerichtshofes im Haag7 vorgenommen werden oder, wenn dieser Angehöriger des einen der vertragschliessenden Teile ist, durch den Vizepräsidenten oder, wenn dieser sich im gleichen Falle befindet, durch das älteste Mitglied des Gerichtshofes.

Der Präsident des Schiedsgerichts bestimmt den Ort, wo das Gericht seinen Sitz haben soll.

Die Entscheide des Schiedsgerichts werden mit Stimmenmehrheit getroffen. Das Verfahren kann schriftlich sein, wenn von keinem der hohen vertragschliessenden Teile Einspruch dagegen erhoben wird. Im übrigen wird das Verfahren durch das Schiedsgericht selbst bestimmt.

Jeder Teil trägt die Entschädigung für den von ihm ernannten Schiedsrichter und die Hälfte der Entschädigung für den Präsidenten des Schiedsgerichts. Jeder Teil trägt die Hälfte der Kosten des Verfahrens.

Für die Vorladung und Abhörung von Zeugen und Sachverständigen werden die Behörden eines jeden der hohen vertragschliessenden Teile auf das Begehren des Schiedsgerichts an die Regierung des Landes, in dem die Vorladung und Abhörung vorzunehmen sind, ihren Beistand in gleicher Weise leisten wie bei Inanspruchnahme durch die Zivilgerichte des Landes.

  Einfuhr in das belgisch—luxemburgische Zollgebiet

Zu ex 10 des belgischen Tarifs

Die Regierung des Königs wird auf Grund der belgischen Gesetzgebung die geeigneten Massnahmen ergreifen, um zu verhindern:

a)
dass unter der Bezeichnung schweizerischer Emmentaler, Greyerzer oder Sbrinz; echter Emmentaler, Greyerzer oder Sbrinz; echter Schweizerkäse; Schweizerkäse in Schachteln, andere als in der Schweiz hergestellte Käse verkauft werden;
b)
dass die Gattungsbezeichnungen Emmentaler, Greyerzer oder Sbrinz missbräuchlich von Angaben begleitet sind, die den Glauben erwecken wollen, dass der Käse, auf den sie sich beziehen, in der Schweiz hergestellt worden ist;
c)
dass auf dem Käse oder auf den Fakturen, Frachtbriefen, Handelspapieren, Verpackungsmaterial für Käse von Marken, Namen, Angaben, Etiketten, Wappen, Bildern oder Zeichen Gebrauch gemacht wird, die geeignet sind, über die Herkunft des Produktes zu täuschen.

Zu ex 612 ex a des belgischen Tarifs8

Zu 1209 G 5 des belgischen Tarifs9

  Einfuhr in das schweizerische Zollgebiet

Zu 364 des schweizerischen Tarifs10

(Es folgen die Unterschriften)


 BS 14 377; BBl 1929 II 755


1 Übersetzung des französischen Originaltextes.
2 Art. 1 des BB vom 4. Okt. 1929 (AS 46 323).
3 Aufgehoben durch das Zweite Zusatzabkommen vom 31. Dezember 1947 zum Handelsvertrag vom 26. August 1929 zwischen der Schweiz und der Belgisch—Luxemburgischen Wirtschaftsunion (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 3 vom 6. Januar 1948).
4 Aufgehoben durch das Zweite Zusatzabkommen vom 31. Dezember 1947 zum Handelsvertrag vom 26. August 1929 zwischen der Schweiz und der Belgisch—Luxemburgischen Wirtschaftsunion (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 3 vom 6. Januar 1948).
5 Siehe die V vom 4. Juli 1984 über die Ursprungsbeglaubigung (SR 946.31).
6 Der Ständige Internationale Gerichtshof wurde aufgelöst durch den Beschluss der Völkerbundsversammlung vom 18. April 1946 (BBl 1946 II 1227) und ersetzt durch den Internationalen Gerichtshof (SR 0.193.50).
7 Siehe FN 17 hiervor.
8 Aufgehoben durch das Zweite Zusatzabkommen vom 31. Dezember 1947 zum Handelsvertrag vom 26. August 1929 zwischen der Schweiz und der Belgisch—Luxemburgischen Wirtschaftsunion (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 3 vom 6. Januar 1948).
9 Aufgehoben durch das Zweite Zusatzabkommen vom 31. Dezember 1947 zum Handelsvertrag vom 26. August 1929 zwischen der Schweiz und der Belgisch—Luxemburgischen Wirtschaftsunion (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 3 vom 6. Januar 1948).
10 Dahingefallen infolge des Zweiten Zusatzabkommens vom 31. Dezember 1947 (Schweiz. Handelsamtsblatt Nr. 3 vom 6. Januar 1948) und der Tarifübereinkunft vom 12. Februar 1949 (AS 1949 I 381. SR 0.632.291.721).


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