Index

0.822.713.6

Traduzione

Convenzione n. 26 concernente l’introduzione di metodi per la fissazione dei salari minimi

Adottata a Ginevra il 16 giugno 19281

Approvata dall’Assemblea federale il 27 marzo 19402

Ratificazione depositata dalla Svizzera il 7 maggio 19473

Entrata in vigore per la Svizzera il 7 maggio 1948

Emendata dalle Convenzioni n. 804 e 1165

(Stato 31 maggio 2019)

La Conferenza generale dell’Organizzazione internazionale del Lavoro,

convocata a Ginevra dal consiglio d’amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro, e quivi riunitasi il 30 maggio 1928 nella sua undicesima sessione;

dopo aver deciso di adottare varie proposte relativo ai metodi per la fissazione dei salari minimi, questione che costituiva la prima trattanda dell’ordine del giorno della sessione; e

dopo aver deciso che queste proposte sarebbero state concretate in una Convenzione internazionale,

adotta, in questo sedicesimo giorno del mese di giugno millenovecentoventotto, la Convenzione qui appresso che sarà denominata Convenzione sui metodi per la fissazione dei salari minimi, 1928, da sottoporre alla ratificazione dei membridell’Organizzazione internazionale del Lavoro, conformemente alle disposizioni della Costituzione dell’Organizzazione internazionale del Lavoro6:

Art. 1

1. Ciascun membro dell’Organizzazione internazionale del Lavoro che ratifica la presente Convenzione si impegna ad introdurre o a conservare metodi che permettano di fissare le aliquote minime di salari per i lavoratori occupati nelle industrie o in rami di industrie (in modo particolare nelle industrie a domicilio), ove non esista un regime efficace per la fissazione dei salari mediante contratto collettivo o in altro modo, e laddove i salari siano eccessivamente bassi1.

2. La denominazione «industrie», nel senso della presente Convenzione, comprende le industrie di trasformazione e il commercio.


1 Vedi l’art. 4 della LF del 20 mar. 1981 sul lavoro a domicilio (RS 822.31) e gli art. 2 a 10 della sua O del 20 dic. 1982 (RS 822.311).

Art. 2

Ciascun membro che ratifica la presento Convenzione ha la facoltà di decidere, dopo aver sentito le organizzazioni padronali ed operaie, laddove esistano per l’industria o ramo dell’industria di cui si tratta, a quale industria o rami d’industria, ed in modo speciale, a quali industrie a domicilio o rami di questo industrie, saranno applicabili i metodi per la fissazione dei salari minimi previsti nell’art. 11.


1 Vedi gli. art. 1 e 2 della LF del 20 mar. 1981 sul lavoro a domicilio (RS 822.31) e l’art. 5 della sua O del 20 dic. 1982 (RS 822.311).

Art. 3

l. Ciascun membro che ratifica la presente Convenzione ha la facoltà di scegliere i metodi per la fissazione dei salari minimi, come pure le modalità, per la loro applicazione.

2. Tuttavia:

1.
prima di applicare i metodi ad un’industria o ad un ramo di una determinata industria, dovranno essere sentiti i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati, compresi i rappresentanti delle loro organizzazioni rispettive laddove esistano, come pure tutte le altre persone particolarmente qualificate in virtù della loro professione o delle loro funzioni, alle quali l’autorità competente reputa, opportuno rivolgersi;
2.
i datori di lavoro ed i lavoratori interessati dovranno cooperare alla applicazione dei metodi, nella forma e nella misura che potranno essere stabilite dalla legislazione nazionale, ma in ogni caso, in proporzione ed in modo uguale;
3.
le aliquote minime dei salari in tal modo fissato avranno carattere obbligatorio per i datori di lavoro ed i lavoratori interessati e non potranno venir ridotte da essi né mediante accordo individuale né, salvo autorizzazione generale o speciale dell’autorità competente, mediante contratto collettivo.
Art. 4

1. Ciascun membro che ratifica la presente Convenzione deve prendere i provvedimenti necessari, mediante un sistema di controllo e di sanzioni, affinché, da una parte, i datori di lavoro ed i lavoratori interessati abbiano conoscenza delle aliquote minime dei salari in vigore e, dall’altra, i salari effettivamente corrisposti non siano inferiori alle aliquote minime applicabili1.

2. Ciascun lavoratore a cui sono applicabili le aliquote minime e che ha percepito salari inferiori a tali i aliquote, deve avere il diritto, per via giudiziaria od altra via legale, di ricuperare l’importo della rimanente somma dovutagli, entro un termine che potrà essere stabilito dalla legislazione nazionale.


1 Vedi l’art. 3 della LF del 20 mar. 1981 sul lavoro a domicilio e l’art. 2 della sua O del 20 dic. 1982 (RS 822.311).

Art. 5

Ciascun membro che ratifica la presente Convenzione deve presentare ogni anno all’Ufficio internazionale del Lavoro un rapporto generale con l’elenco delle industrie o dei rami di industrie in cui sono applicati i metodi per la fissazione dei salari minimi, e che esponga le modalità d’applicazione di tali metodi ed i loro risultati. Il rapporto comprenderà le indicazioni succinte sul numero approssimativo dei lavoratori sottoposti a questa regolamentazione, le aliquote dei salari minimi fissate e, dato il caso, gli altri più importanti provvedimenti concernenti i salari minimi.

Art. 6

Le ratificazioni ufficiali della presente Convenzione, alle condizioni stabilite dalla Costituzione dell’Organizzazione internazionale del Lavoro, saranno comunicate al Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro il quale procederà alla loro registrazione.

Art. 7

1. La presente Convenzione vincolerà soltanto i membri dell’Organizzazione internazionale del Lavoro la cui ratificazione sarà stata registrata presso l’Ufficio internazionale del Lavoro.

2. Essa entrerà in vigore dopo dodici mesi dalla registrazione da parte del Direttore generale della ratificazione di almeno due membri.

3. In seguito, la presente Convenzione entrerà in vigore per ciascun membro dodici mesi dopo la data in cui la sua ratificazione sarà stata registrata.

Art. 8

Non appena le ratificazioni di due membri dell’Organizzazione internazionale del Lavoro saranno state registrate presso l’Ufficio internazionale del Lavoro, il Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro lo notificherà a tutti i membri dell’Organizzazione internazionale del Lavoro. Egli notificherà loro egualmente la registrazione delle ratificazioni che gli saranno ulteriormente comunicate da tutti gli altri membri dell’Organizzazione.

Art 9

l. Qualsiasi membro che ha ratificato la presento Convenzione ha la facoltà di disdirla allo spirare di un periodo di dieci anni dalla data dell’entrata in vigore iniziale della Convenzione, mediante un atto comunicato al Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro e da questi registrato. La disdetta avrà effetto un anno dopo la sua registrazione presso l’Ufficio internazionale del Lavoro.

2. Qualsiasi membro che ha ratificato la presente Convenzione e che, entro il termine di un anno dopo spirato il periodo di dieci anni menzionato nel capoverso precedente, non farà uso della facoltà di disdetta prevista dal presente articolo, potrà disdire la presente Convenzione allo spirare di ciascun periodo di cinque anni, alle condizioni previste nel presente articolo.

Art. 101

Il Consiglio d’amministrazione dell’Ufficio internazionale del lavoro presenta alla Conferenza generale, ogni qualvolta lo reputi necessario, un rapporto sull’applicazione della presente convenzione ed esamina se occorre porre all’ordine del giorno della conferenza la questione della sua revisione totale o parziale.


1 Nuovo testo giusta l’art 1 della Conv. n. 116 del 26 giu. 1961, approvato dall’AF il 2 ott. 1962 (RU 1962 1413).

Art. 11

Il testo francese ed inglese della presente Convenzione fanno parimente stato.

(Seguono le firme)


  Campo d’applicazione il 31 maggio 20197 

Stati partecipanti

Ratifica

Dichiarazione di successione (S)

Entrata in vigore

Albania

  2 agosto

2001

  2 agosto

2002

Angola

  4 giugno

1976 S

  4 giugno

1976

Argentina

14 marzo

1950

14 marzo

1951

Armenia

27 gennaio

2006

27 gennaio

2007

Australia

  9 marzo

1931

  9 marzo

1932

Austria

15 marzo

1974

15 marzo

1975

Bahamas

25 maggio

1976 S

25 maggio

1976

Barbados

  8 maggio

1967 S

  8 maggio

1967

Belarus

15 settembre

1993

15 settembre

1994

Belgio

11 agosto

1937

11 agosto

1938

Belize

15 dicembre

1983 S

15 dicembre

1983

Benin

12 dicembre

1960 S

12 dicembre

1960

Bolivia

19 luglio

1954

19 luglio

1955

Brasile

25 aprile

1957

25 aprile

1958

Bulgaria

  4 giugno

1935

  4 giugno

1936

Burkina Faso

21 novembre

1960 S

21 novembre

1960

Burundi

11 marzo

1963 S

11 marzo

1963

Camerun

  7 giugno

1960 S

  7 giugno

1960

Canada

25 aprile

1935

25 aprile

1936

Ciad

10 novembre

1960 S

10 novembre

1960

Cile

31 maggio

1933

31 maggio

1934

Cina

  5 maggio

1930

  5 maggio

1931

  Macao a

13 luglio

1999

20 dicembre

1999

Colombia

20 giugno

1933

20 giugno

1934

Comore

23 ottobre

1978 S

23 ottobre

1978

Congo (Brazzaville)

10 novembre

1960 S

10 novembre

1960

Congo (Kinshasa)

20 settembre

1960 S

20 settembre

1960

Corea (Sud)

27 dicembre

2001

27 dicembre

2002

Costa Rica

16 marzo

1972

16 marzo

1973

Côte d’Ivoire

21 novembre

1960 S

21 novembre

1960

Cuba

24 febbraio

1936

24 febbraio

1937

Dominica

28 febbraio

1983 S

28 febbraio

1983

Ecuador

  6 luglio

1954

  6 luglio

1955

Egitto

10 maggio

1960

10 maggio

1961

Eswatini

26 aprile

1978 S

26 aprile

1978

Figi

19 aprile

1974 S

19 aprile

1974

Francia

18 settembre

1930

18 settembre

1931

  Nuova Caledonia

19 marzo

1954

19 marzo

1954

  Polinesia francese

19 marzo

1954

19 marzo

1954

  St. Pierre e Miquelon

19 marzo

1954

19 marzo

1954

Gabon

14 ottobre

1960 S

14 ottobre

1960

Germania

30 maggio

1929

14 giugno

1930

Ghana

  2 luglio

1959

  2 luglio

1960

Giamaica

  8 luglio

1963

  8 luglio

1964

Giappone

29 aprile

1971

29 aprile

1972

Gibuti

  3 agosto

1978 S

  3 agosto

1978

Grenada

  9 luglio

1979 S

  9 luglio

1979

Guatemala

  4 maggio

1961

  4 maggio

1962

Guinea

21 gennaio

1959 S

22 gennaio

1959

Guinea-Bissau

21 febbraio

1977

21 febbraio

1977

Guyana

  8 giugno

1966 S

  8 giugno

1966

India

10 gennaio

1955

10 gennaio

1956

Iraq

26 novembre

1962

26 novembre

1963

Irlanda

  3 giugno

1930

  3 giugno

1931

Italia

  9 settembre

1930

  9 settembre

1931

Kazakistan

  5 marzo

2015

  5 marzo

2015

Kenya

13 gennaio

1964 S

13 gennaio

1964

Lesotho

31 ottobre

1966 S

31 ottobre

1966

Libano

26 luglio

1962

26 luglio

1963

Libia

27 maggio

1971

27 maggio

1972

Lussemburgo

  3 marzo

1958

  3 marzo

1959

Madagascar

  1° novembre

1960 S

  1° novembre

1960

Malawi

22 marzo

1965 S

22 marzo

1965

Mali

22 settembre

1960 S

22 settembre

1960

Malta

  4 gennaio

1965 S

  4 gennaio

1965

Marocco

14 marzo

1958

14 marzo

1959

Mauritania

20 giugno

1961 S

20 giugno

1961

Maurizio

  2 dicembre

1969 S

  2 dicembre

1969

Messico

12 maggio

1934

12 maggio

1935

Myanmar

21 maggio

1954

21 maggio

1955

Nicaragua

12 aprile

1934

12 aprile

1935

Niger

27 febbraio

1961 S

27 febbraio

1961

Nigeria

16 giugno

1961

16 giugno

1962

Norvegia

  7 luglio

1933

  7 luglio

1934

Nuova Zelanda

29 marzo

1938

29 marzo

1939

Paesi Bassi

10 novembre

1936

10 novembre

1937

Panama

19 giugno

1970

19 giugno

1971

Papua Nuova Guinea

  1° maggio

1976 S

  1° maggio

1976

Paraguay

24 giugno

1964

24 giugno

1965

Perù

  4 aprile

1962

  4 aprile

1963

Portogallo

10 novembre

1959

10 novembre

1960

Rep. Centrafricana

27 ottobre

1960 S

27 ottobre

1960

Repubblica Ceca

  1° gennaio

1993 S

  1° gennaio

1993

Repubblica Dominicana

  5 dicembre

1956

  5 dicembre

1957

Ruanda

18 settembre

1962 S

18 settembre

1962

Saint Lucia

14 maggio

1980 S

14 maggio

1980

Saint Vincent e Grenadine

21 ottobre

1998 S

31 maggio

1995

Salomone, Isole

  6 agosto

1985 S

  6 agosto

1985

Seicelle

  6 febbraio

1978 S

  6 febbraio

1978

Senegal

  4 novembre

1960 S

  4 novembre

1960

Sierra Leone

15 giugno

1961

15 giugno

1962

Siria

30 ottobre

1961 S

30 ottobre

1961

Slovacchia

  1° gennaio

1993 S

  1° gennaio

1993

Spagna

  8 aprile

1930

  8 aprile

1931

Sri Lanka

  9 giugno

1971

  9 giugno

1972

Sudafrica

28 dicembre

1932

28 dicembre

1933

Sudan

18 giugno

1957

18 giugno

1958

Svizzera

  7 maggio

1947

  7 maggio

1948

Tanzania

22 giugno

1964 S

22 giugno

1964

Togo

  7 giugno

1960 S

  7 giugno

1960

Tunisia

15 maggio

1957

15 maggio

1958

Turchia

29 gennaio

1975

29 gennaio

1976

Uganda

  4 giugno

1963 S

  4 giugno

1963

Ungheria

30 luglio

1932

30 luglio

1933

Uruguay

  6 giugno

1933

  6 giugno

1934

Venezuela

20 novembre

1944

20 novembre

1945

Vietnam

14 giugno

1955

14 giugno

1956

Zambia

  2 dicembre

1964 S

  2 dicembre

1964

Zimbabwe

16 settembre

1993

16 settembre

1994

a Dal 4 ott. 1999 al 19 dic. 1999, la Conv. era applicabile a Macao in base a una dichiarazione d’estensione territoriale del Portogallo. Dal 20 dic. 1999, Macao è diventata una Regione amministrata speciale (RAS) della Repubblica Popolare Cinese. In virtù della dichiarazione cinese del 13 lug. 1999, la Conv. è applicabile anche alla RAS Macao dal 20 dic. 1999.


 RU 63 432 e CS 14 23; FF 1928 II 1146, 1938 II 197 ediz. ted. e 1928 II 1227, 1938 II 201 ediz. franc.


1 La Conv. è stata adottata nell’undicesima sessione della Conferenza generale dell’Organizzazione del Lavoro e firmata dal Presidente di questa sessione e dal Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro. I singoli Stati sono divenuti parte di questa Conv. solo con il deposito del rispettivo strumento di ratificazione (art. 7). In seguito allo scioglimento della Socièta delle Nazioni e all’emendamente della Costituzione dell’Organizzazione internazionale del Lavoro, sono divenute neccessarie alcune modificazioni alla presente Conv. allo scopo di garantire l’esercizio delle funzioni di cancelleria affidate in precedenza al Segretario generale della Società delle Nazioni. Nel presente testo si è tenuto conto il queste mod., introdotte alla Conv. 9 ott. 1946 (RS 0.822.719.0).
2 RU 63 431
3 Conformemente al DF d’approvazione, il CF ha depositato lo strumento di ratificazione solo dopo l’entrata in vigore della LF 12 dic. 1940 sul lavoro a domicilio (CS 8 223).
4 RS 0.822.719.0
5 RS 0.822.721.6, art. 1
6 RS 0.820.1
7 RU 1973 1133 1648, 1975 2490, 1982 513, 1985 1772, 1987 1416, 2002 475, 2006 853, 2010 3261 e 2019 1797. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).


Index

0.822.713.6

Texte original

Convention no 26 concernant l’institution de méthodes de fixation des salaires minima

Adoptée à Genève le 16 juin 19281
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 27 mars 19402
Ratification déposée par la Suisse le 7 mai 19473
Entrée en vigueur pour la Suisse le 7 mai 1948
Amendée par les conventions nos 804 et 1165

(Etat le 31 mai 2019)

La Conférence générale de l’Organisation internationale du Travail,

Convoquée à Genève par le Conseil d’administration du Bureau international du Travail, et s’y étant réunie le 30 mai 1928, en sa onzième session,

Après avoir décidé d’adopter diverses propositions relatives aux méthodes de fixation des salaires minima, question constituant le premier point de l’ordre du jour de la session, et

Après avoir décidé que ces propositions prendraient la forme d’une convention internationale,

Adopte, ce seizième jour de juin mil neuf cent vingt-huit, la convention ci-après, qui sera dénommée Convention sur les méthodes de fixation des salaires minima, 1928, à ratifier par les membres de l’Organisation internationale du Travail conformément aux dispositions de la Constitution de l’Organisation internationale du Travail6:

Art. 1

1. Tout membre de l’Organisation internationale du Travail qui ratifie la présente convention s’engage à instituer ou à conserver des méthodes permettant de fixer des taux minima de salaires pour les travailleurs employés dans des industries ou parties d’industries (et en particulier dans les industries à domicile) où il n’existe pas de régime efficace pour la fixation des salaires par voie de contrat collectif ou autrement et où les salaires sont exceptionnellement bas1.

2. Le mot «industries», aux fins de la présente convention, comprend les industries de transformation et le commerce.


1 Voir l’art. 4 de la LF du 20 mars 1981 sur le travail à domicile (RS 822.31) et les art. 2 à 10 de l’O du 20 déc. 1982 concernant le travail à domicile (RS 822.311).

Art. 2

Chaque membre qui ratifie la présente convention a la liberté de décider, après consultation des organisations patronales et ouvrières, s’il en existe pour l’industrie ou partie d’industrie en question, à quelles industries ou parties d’industries, et en particulier à quelles industries à domicile ou parties de ces industries, seront appliquées les méthodes de fixation des salaires minima prévues à l’art. 11.


1 Voir les art. 1 et 2 de la LF du 20 mars 1981 sur le travail à domicile (RS 822.31) et l’art. 5 de l’O du 20 déc. 1982 concernant le travail à domicile (RS 822.311).

Art. 3

1. Chaque membre qui ratifie la présente convention a la liberté de déterminer les méthodes de fixation des salaires minima ainsi que les modalités de leur application.

2. Toutefois,

1.
Avant d’appliquer les méthodes à une industrie ou partie d’industrie déterminée, les représentants des employeurs et travailleurs intéressés, y compris les représentants de leurs organisations respectives, si de telles organisations existent, devront être consultés, ainsi que toutes autres personnes, spécialement qualifiées à cet égard par leur profession ou leurs fonctions, auxquelles l’autorité compétente jugerait opportun de s’adresser;
2.
Les employeurs et travailleurs intéressés devront participer à l’application des méthodes, sous la forme et dans la mesure qui pourront être déterminées par la législation nationale, mais, dans tous les cas, en nombre égal et sur un pied d’égalité;
3.
Les taux minima de salaires qui auront été fixés seront obligatoires pour les employeurs et travailleurs intéressés; ils ne pourront être abaissés par eux ni par accord individuel, ni, sauf autorisation générale ou particulière de l’autorité compétente, par contrat collectif.
Art. 4

1. Tout membre qui ratifie la présente convention doit prendre les mesures nécessaires, au moyen d’un système de contrôle et de sanctions, pour que, d’une part, les employeurs et travailleurs intéressés aient connaissance des taux minima des salaires en vigueur et que, d’autre part, les salaires effectivement versés ne soient pas inférieurs aux taux minima applicables1.

2. Tout travailleur auquel les taux minima sont applicables et qui a reçu des salaires inférieurs à ces taux doit avoir le droit, par voie judiciaire ou autre voie légale, de recouvrer le montant de la somme qui lui reste due, dans le délai qui pourra être fixé par la législation nationale.


1 Voir l’art. 3 de la LF du 20 mars 1981 sur le travail à domicile (RS 822.31) et l’art. 2 de l’O du 20 déc. 1982 concernant le travail à domicile (RS 822.311).

Art. 5

Tout membre qui ratifie la présente convention doit communiquer chaque année au Bureau international du Travail un exposé général donnant la liste des industries ou parties d’industries dans lesquelles ont été appliquées des méthodes de fixation des salaires minima et faisant connaître les modalités d’application de ces méthodes ainsi que leurs résultats. Cet exposé comprendra des indications sommaires sur les nombres approximatifs de travailleurs soumis à cette réglementation, les taux de salaires minima fixés et, le cas échéant, les autres mesures les plus importantes relatives aux salaires minima.

Art. 6

Les ratifications officielles de la présente convention, dans les conditions établies par la Constitution de l’Organisation internationale du Travail, seront communiquées au Directeur général du Bureau international du Travail et par lui enregistrées.

Art. 7

1. La présente convention ne liera que les membres de l’Organisation internationale du Travail dont la ratification aura été enregistrée au Bureau international du Travail.

2. Elle entrera en vigueur douze mois après que les ratifications de deux membres auront été enregistrées par le Directeur général.

3. Par la suite, cette convention entrera en vigueur pour chaque membre douze mois après la date où sa ratification aura été enregistrée.

Art. 8

Aussitôt que les ratifications de deux membres de l’Organisation internationale du Travail auront été enregistrées au Bureau international du Travail, le Directeur général du Bureau international du Travail notifiera ce fait à tous les membres de l’Organisation internationale du Travail. Il leur notifiera également l’enregistrement des ratifications qui lui seront ultérieurement communiquées par tous autres membres de l’Organisation.

Art. 9

1. Tout membre ayant ratifié la présente convention peut la dénoncer à l’expiration d’une période de dix années après la date de la mise en vigueur initiale de la convention, par un acte communiqué au Directeur général du Bureau international du Travail, et par lui enregistré. La dénonciation ne prendra effet qu’une année après avoir été enregistrée au Bureau international du Travail.

2. Tout membre ayant ratifié la présente convention qui, dans le délai d’une année après l’expiration de la période de dix années mentionnée au paragraphe précédent, ne fera pas usage de la faculté de dénonciation prévue par le présent article, sera lié pour une nouvelle période de cinq années et, par la suite, pourra dénoncer la présente convention à l’expiration de chaque période de cinq années dans les conditions prévues au présent article.

Art. 101

Chaque fois qu’il le jugera nécessaire, le Conseil d’administration du Bureau international du Travail présentera à la conférence générale un rapport sur l’application de la présente convention et examinera s’il y a lieu d’inscrire à l’ordre du jour de la Conférence la question de sa revision totale ou partielle.


1 Nouvelle teneur selon l’art. 1 de la conv. no 116 du 26 juin 1961, approuvée par l’Ass. féd. le 2 oct. 1962 et en vigueur pour la Suisse le 5 nov. 1962 (RO 1962 1404).

Art. 11

Les textes français et anglais de la présente convention feront foi l’un et l’autre.

(Suivent les signatures)


  Champ d’application le 31 mai 20197 

Etats parties

Ratification Déclaration de succession (S)

Entrée en vigueur

Afrique du Sud

28 décembre

1932

28 décembre

1933

Albanie

  2 août

2001

  2 août

2002

Allemagne

30 mai

1929

14 juin

1930

Angola

  4 juin

1976 S

  4 juin

1976

Argentine

14 mars

1950

14 mars

1951

Arménie

27 janvier

2006

27 janvier

2007

Australie

  9 mars

1931

  9 mars

1932

Autriche

15 mars

1974

15 mars

1975

Bahamas

25 mai

1976 S

25 mai

1976

Barbade

  8 mai

1967 S

  8 mai

1967

Bélarus

15 septembre

1993

15 septembre

1994

Belgique

11 août

1937

11 août

1938

Belize

15 décembre

1983 S

15 décembre

1983

Bénin

12 décembre

1960 S

12 décembre

1960

Bolivie

19 juillet

1954

19 juillet

1955

Brésil

25 avril

1957

25 avril

1958

Bulgarie

  4 juin

1935

  4 juin

1936

Burkina Faso

21 novembre

1960 S

21 novembre

1960

Burundi

11 mars

1963 S

11 mars

1963

Cameroun

  7 juin

1960 S

  7 juin

1960

Canada

25 avril

1935

25 avril

1936

Chili

31 mai

1933

31 mai

1934

Chine

  5 mai

1930

  5 mai

1931

Macaoa

13 juillet

1999

20 décembre

1999

Colombie

20 juin

1933

20 juin

1934

Comores

23 octobre

1978 S

23 octobre

1978

Congo (Brazzaville)

10 novembre

1960 S

10 novembre

1960

Congo (Kinshasa)

20 septembre

1960 S

20 septembre

1960

Corée (Sud)

27 décembre

2001

27 décembre

2002

Costa Rica

16 mars

1972

16 mars

1973

Côte d’Ivoire

21 novembre

1960 S

21 novembre

1960

Cuba

24 février

1936

24 février

1937

Djibouti

  3 août

1978 S

  3 août

1978

Dominique

28 février

1983 S

28 février

1983

Egypte

10 mai

1960

10 mai

1961

Equateur

  6 juillet

1954

  6 juillet

1955

Espagne

  8 avril

1930

  8 avril

1931

Eswatini

26 avril

1978 S

26 avril

1978

Fidji

19 avril

1974 S

19 avril

1974

France

18 septembre

1930

18 septembre

1931

Nouvelle-Calédonie

19 mars

1954

19 mars

1954

Polynésie française

19 mars

1954

19 mars

1954

Saint-Pierre-et-Miquelon

19 mars

1954

19 mars

1954

Gabon

14 octobre

1960 S

14 octobre

1960

Ghana

  2 juillet

1959

  2 juillet

1960

Grenade

  9 juillet

1979 S

  9 juillet

1979

Guatemala

  4 mai

1961

  4 mai

1962

Guinée

21 janvier

1959 S

22 janvier

1959

Guinée-Bissau

21 février

1977

21 février

1977

Guyane

  8 juin

1966 S

  8 juin

1966

Hongrie

30 juillet

1932

30 juillet

1933

Iles Salomon

  6 août

1985 S

  6 août

1985

Inde

10 janvier

1955

10 janvier

1956

Iraq

26 novembre

1962

26 novembre

1963

Irlande

  3 juin

1930

  3 juin

1931

Italie

  9 septembre

1930

  9 septembre

1931

Jamaïque

  8 juillet

1963

  8 juillet

1964

Japon

29 avril

1971

29 avril

1972

Kazakhstan

  5 mars

2015

  5 mars

2015

Kenya

13 janvier

1964 S

13 janvier

1964

Lesotho

31 octobre

1966 S

31 octobre

1966

Liban

26 juillet

1962

26 juillet

1963

Libye

27 mai

1971

27 mai

1972

Luxembourg

  3 mars

1958

  3 mars

1959

Madagascar

1er novembre

1960 S

1er novembre

1960

Malawi

22 mars

1965 S

22 mars

1965

Mali

22 septembre

1960 S

22 septembre

1960

Malte

  4 janvier

1965 S

  4 janvier

1965

Maroc

14 mars

1958

14 mars

1959

Maurice

  2 décembre

1969 S

  2 décembre

1969

Mauritanie

20 juin

1961 S

20 juin

1961

Mexique

12 mai

1934

12 mai

1935

Myanmar

21 mai

1954

21 mai

1955

Nicaragua

12 avril

1934

12 avril

1935

Niger

27 février

1961 S

27 février

1961

Nigéria

16 juin

1961

16 juin

1962

Norvège

  7 juillet

1933

  7 juillet

1934

Nouvelle-Zélande

29 mars

1938

29 mars

1939

Ouganda

  4 juin

1963 S

  4 juin

1963

Panama

19 juin

1970

19 juin

1971

Papouasie-Nouvelle-Guinée

1er mai

1976 S

1er mai

1976

Paraguay

24 juin

1964

24 juin

1965

Pays-Bas

10 novembre

1936

10 novembre

1937

Pérou

  4 avril

1962

  4 avril

1963

Portugal

10 novembre

1959

10 novembre

1960

République centrafricaine

27 octobre

1960 S

27 octobre

1960

République dominicaine

  5 décembre

1956

  5 décembre

1957

République tchèque

1er janvier

1993 S

1er janvier

1993

Rwanda

18 septembre

1962 S

18 septembre

1962

Saint-Vincent-et-les Grenadines

21 octobre

1998 S

31 mai

1995

Sainte-Lucie

14 mai

1980 S

14 mai

1980

Sénégal

  4 novembre

1960 S

  4 novembre

1960

Seychelles

  6 février

1978 S

  6 février

1978

Sierra Leone

15 juin

1961

15 juin

1962

Slovaquie

1er janvier

1993 S

1er janvier

1993

Soudan

18 juin

1957

18 juin

1958

Sri Lanka

  9 juin

1971

  9 juin

1972

Suisse

  7 mai

1947

  7 mai

1948

Syrie

30 octobre

1961 S

30 octobre

1961

Tanzanie

22 juin

1964 S

22 juin

1964

Tchad

10 novembre

1960 S

10 novembre

1960

Togo

  7 juin

1960 S

  7 juin

1960

Tunisie

15 mai

1957

15 mai

1958

Turquie

29 janvier

1975

29 janvier

1976

Uruguay

  6 juin

1933

  6 juin

1934

Venezuela

20 novembre

1944

20 novembre

1945

Vietnam

14 juin

1955

14 juin

1956

Zambie

  2 décembre

1964 S

  2 décembre

1964

Zimbabwe

16 septembre

1993

16 septembre

1994

a

Du 4 oct. 1999 au 19 déc. 1999, la convention était applicable à Macao sur la base de la déclaration d’extension territoriale du Portugal. A partir du 20 déc. 1999, Macao est devenue une Région administrative spéciale (RAS) de la République populaire de Chine. En vertu de la déclaration chinoise du 13 juillet 1999, la convention est également applicable à la RAS Macao à partir du 20 déc. 1999.


 RO 63 430 et RS 14 22; FF 1928 II 1227, 1938 II 201


1 La convention fut adoptée dans la onzième session de la Conférence internationale du Travail et signée par le président de cette session et le Directeur général du Bureau international du Travail. Chaque Etat ne devenait partie à cette convention qu’après avoir déposé son instrument de ratification (art. 7). Par suite de la dissolution de la Société des Nations et de l’amendement de la Constitution de l’Organisation internationale du Travail, certaines modifications de la présente convention sont devenues nécessaires en vue d’assurer l’exercice des fonctions de chancellerie qui étaient confiées précédemment au secrétaire général de la Société des Nations. On a tenu compte dans le présent texte de ces modifications apportées par la convention du 9 oct. 1946 (RS 0.822.719.0).
2 RO 63 429
3 Conformément à l’AF d’approbation, le Conseil fédéral a déposé l’instrument de ratification seulement après l’entrée en vigueur de la LF du 12 déc. 1940 sur le travail à domicile (RS 8 231).
4 RS 0.822.719.0
5 RS 0.822.721.6 art.1
6 RS 0.820.1
7 RO 1973 1133 1648, 1975 2490, 1982 513, 1985 1772, 1987 1416, 2002 475, 2006 853, 2010 3261, 2019 1797. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (http://www.dfae.admin.ch/traites).


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