Index

0.747.331.51

Traduzione1

Convenzione internazionale per l’unificazione di alcune regole concernenti le immunità delle navi di Stato

Conchiusa a Bruxelles il 10 aprile 1926
Protocollo addizionale conchiuso a Bruxelles il 24 maggio 1934
Approvati dall’Assemblea federale il 17 marzo 19542
Strumento d’adesione depositato dalla Svizzera il 28 maggio 1954
Entrata in vigore per la Svizzera il 28 novembre 1954

(Stato 8 ottobre 2007)

Il Presidente del Reich Germanico; Sua Maestà il Re dei Belgi; il Presidente della Repubblica del Brasile; Sua Maestà il Re di Danimarca e d’Islanda; Sua Maestà il Re di Spagna; il Presidente della Repubblica di Estonia; il Presidente della Repubblica francese; Sua Maestà il Re del Regno Unito della Gran Bretagna, d’Irlanda e dei Territori britannici al di là dei mari, Imperatore delle Indie; Sua Altezza Serenissima il Regente d’Ungheria; Sua Maestà il Re d’Italia; Sua Maestà l’Imperatore del Giappone; il Presidente della Repubblica di Lettonia; il Presidente della Repubblica del Messico; Sua Maestà il Re di Norvegia; Sua Maestà la Regina dei Paesi Bassi; il Presidente della Repubblica di Polonia; il Presidente della Repubblica Portoghese; Sua Maestà il Re di Romania; Sua Maestà il Re dei Serbi, Croati e Sloveni e Sua Maestà il Re di Svezia.

Riconosciuta l’utilità di stabilire di comune accordo alcune regole uniformi concernenti le immunità delle navi di Stato, hanno risolto di conchiudere a questo scopo una Convenzione e hanno designato loro plenipotenziari:

(Seguono i nomi dei plenipotenziari)

che debitamente autorizzati, hanno convenuto quanto segue:

Art. 1

Le navi di mare appartenenti agli Stati o usate da essi, il carico appartenente agli Stati, il carico o i passeggeri da esse trasportati, come anche gli Stati cui esse appartengono o che di esse fanno uso o sono proprietari del carico, sono soggetti, per quanto concerne i reclami relativi al loro uso o al trasporto del carico, alle norme sulla responsabilità e agli obblighi applicabili alle navi, al carico e all’armamento privati.

Art. 2

A tali responsabilità e obblighi sono applicabili le norme concernenti la competenza dei tribunali, le azioni giudiziarie e la procedura, in vigore per le navi mercantili private come pure al carico privato e al proprietario di esso.

Art. 3

§ 1. Le disposizioni degli articoli 1 e 2 non sono applicabili alle navi da guerra, ai panfili di Stato, alle navi di vigilanza, navi ospedale, ausiliarie, da approvvigionamento e ad altre navi di uno Stato o usate da esso e adibite a un servizio non commerciale dello Stato allorché il credito è sorto; detto naviglio non sarà sequestrato, arrestato o detenuto a cagione di un provvedimento giudiziario qualsiasi o di una procedura giudiziaria «in rem».

Gli interessati hanno tuttavia il diritto di adire i tribunali competenti dello Stato proprietario della nave o che di essa fa uso, il quale non potrà eccepire la sua immunità, per intentare le azioni:

1.
per urto fra navi o altro infortunio di navigazione;
2.
per assistenza, salvataggio o avarie comuni;
3.
per riparazione, forniture o altri contratti concernenti la nave.

§ 2. Le medesime norme sono applicabili al carico appartenente a uno Stato e trasportato a bordo delle navi predetti.

§ 3. Il carico appartenente a uno Stato, trasportato a bordo di navi mercantili per uno scopo statale non commerciale, non sarà sequestrato, arrestato o detenuto a cagione di un provvedimento giudiziario qualsiasi o di una procedura giudiziaria «in rem».

Potranno tuttavia essere intentate, presso il tribunale competente in virtù dell’articolo 2, le azioni per urto fra navi e infortunio di navigazione, per assistenza, salvataggio e avarie comuni, come pure le azioni derivanti da contratti concernenti un carico siffatto.

Art. 4

Gli Stati potranno prevalersi di tutti i mezzi di difesa, prescrizione e limitazione concessi alle navi private e ai loro proprietari.

Qualora fosse necessario, sarà conchiusa una Convenzione speciale per adattare o modificare le disposizioni concernenti i mezzi di difesa, prescrizione o limitazione affinché possano essere applicate alle navi da guerra o alle navi dello Stato indicate nell’articolo 3. Provvedimenti necessari potranno nel frattempo essere presi mediante leggi nazionali, uniformandosi allo spirito e ai principi della presente Convenzione.

Art. 5

Se, nel caso previsto nell’articolo 3, il tribunale adito avesse dubbi circa la natura statale e non commerciale della nave o del carico, l’attestazione munita della firma del rappresentante diplomatico dello Stato contraente cui appartiene la nave o il carico, presentata per il tramite dello Stato davanti le cui corti o tribunali è pendente la causa, fa prova che alla nave o al carico sono applicabili le disposizioni dell’articolo 3, una soltanto per ottenere la levata del sequestro, dell’arresto o della detenzione ordinate dal giudice.

Art. 6

Le disposizioni della presente Convenzione sono applicabili in ognuno degli Stati contraenti, non però a favore di Stati non contraenti e di loro cittadini se non a condizione di reciprocità.

Nulla pregiudica che uno Stato contraente possa disciplinare con leggi proprie i diritti concessi a suoi cittadini davanti ai suoi tribunali.

Art. 7

Ciascun Stato si riserva il diritto di sospendere in tempo di guerra, mediante dichiarazione notificata agli altri Stati contraenti, l’applicazione della presente Convenzione nel senso che le navi che ad esso appartengono o da esso sono usate, come pure il carico che a esso appartiene, non potranno essere sequestrati, arrestati o detenuti da una corte di giustizia straniera. Il creditore avrà il diritto di promuovere la sua azione davanti al tribunale competente in virtù degli articoli 2 e 3.

Art. 8

Nella presente Convenzione nulla pregiudica i diritti degli Stati contraenti di prendere i provvedimenti che possano essere imposti dai diritti e doveri della neutralità.

Art. 9

Trascorsi al più tardi due anni a contare dal giorno della firma della Convenzione, il Governo belga si metterà in relazione con i Governi delle Alte Parti contraenti che si saranno dichiarati pronti a ratificarla, allo scopo di far decidere se sia il caso di metterla in vigore. Le ratificazioni saranno depositate a Bruxelles alla data stabilita di comune accordo dai detti Governi. Il primo deposito di ratificazioni sarà constatato mediante un processo verbale firmato dai rappresentanti degli Stati che vi parteciperanno e dal Ministro degli affari esteri del Belgio.

I successivi depositi di ratificazione saranno fatti mediante una notificazione scritta indirizzata al Governo belga e accompagnata dall’istrumento di ratificazione.

Il Governo belga trasmetterà immediatamente a tutti gli Stati che hanno firmato la presente Convenzione o che a essa avranno aderito una copia certificata conforme del processo verbale relativo al primo deposito di ratificazione, delle ratificazioni indicate nel capoverso che precede, come pure degli strumenti di ratificazione che li accompagnano. Nel caso previsto nel precedente capoverso, detto Governo notificherà contemporaneamente la data nella quale ha ricevuto la notificazione.

Art. 10

Gli Stati non firmatari potranno aderire alla presente Convenzione siano o non siano stati rappresentati alla Conferenza internazionale di Bruxelles.

Lo Stato che desidera aderirvi notifica per iscritto la sua intenzione al Governo belga trasmettendogli l’atto di adesione che sarà depositato negli archivi di detto Governo.

Il Governo belga trasmetterà immediatamente a tutti gli Stati firmatari o aderenti una copia certificata conforme della notificazione e dell’atto di adesione con l’indicazione della data alla quale ha ricevuto la notificazione.

Art. 11

Le Alte Parti contraenti possono dichiarare all’atto della firma, del deposito delle ratificazioni o della loro adesione che l’accettazione da essi data alla presente convenzione non sarà applicabile a qualcuno o ad alcuno dei domini autonomi, colonie, possedimenti, protettorati o territori d’oltre mare che si trovano sotto la loro autorità o sovranità. Esse possono pertanto aderire in seguito separatamente in norme dell’uno o dell’altro di tali domini autonomi, colonie, possedimenti, protettorati o territori d’oltre mare che sono stati esclusi dalla loro dichiarazione primitiva. Conformandosi a queste disposizioni, esse possono altresì denunciare separatamente la presente Convenzione per uno o più domini autonomi, colonie, possedimenti, protettorati o territori d’oltre mare che si trovano sotto la loro sovranità o autorità.

Art. 12

La presente Convenzione avrà effetto, per gli Stati che avranno partecipato al primo deposito di ratificazioni, un anno dopo la data del processo verbale di deposito. Per gli Stati che l’avranno ratificata successivamente o che vi aderiranno, come pure nei casi in cui l’entrata in vigore avrà luogo successivamente e secondo l’articolo 11, essa produrrà effetto sei mesi dopo che saranno state ricevute dal Governo belga le notificazioni previste nell’articolo 9, secondo capoverso e nell’articolo 10, secondo capoverso.

Art. 13

Nel caso in cui uno degli Stati contraenti volesse disdire la presente Convenzione, la disdetta dovrà essere notificata per iscritto al Governo belga, il quale immediatamente comunicherà una copia certificata conforme della notificazione a tutti gli altri Stati facendo loro conoscere la data alle quale l’ha ricevuta.

La disdetta avrà effetto, soltanto verso lo Stato che l’abbia notificata, un anno dopo che la notificazione sarà pervenuta al Governo belga.

Art. 14 Protocollo addizionale

Ogni Stato contraente avrà la facoltà di promuovere la convenzione di una nuova conferenza allo scopo di studiare i miglioramenti che potranno essere introdotti nella presente convenzione.

Lo Stato che vorrà valersi di questa facoltà dovrà notificare un anno prima la sua intenzione agli altri Stati per il tramite del Governo belga il quale avrà cura di convocare la conferenza.

Fatto a Bruxelles, in un solo esemplare, il 10 aprile 1926.

(Seguono le firme)


  Protocollo addizionale

I Governi firmatari della Convenzione internazionale per l’unificazione di alcune regole concernenti le immunità delle navi di Stato, riconosciuta la necessità di precisare alcune disposizioni di essa, hanno nominato i plenipotenziari sottoscritti, i quali, comunicatosi i loro pieni poteri trovati in buona e debita forma, hanno convenuto quanto segue:

I

Allo scopo di dissipare dubbi che sono sorti per sapere se le parole «usate da esso», contenute nell’articolo 3 della Convenzione, siano applicabili o possano essere considerate applicabili, e in quale misura, alle navi noleggiate da uno Stato per un determinato tempo o per un viaggio prestabilito, è stata fatta la dichiarazione seguente:

«Le navi noleggiate dagli Stati per un tempo determinato o per un servizio prestabilito, come pure il carico trasportato da esse, non possono in alcun modo essere sequestrati, fermati o trattenuti qualora siano noleggiate per un servizio esclusivamente statale e non commerciale; questa immunità tuttavia non pregiudica alcun altro diritto o rimedio legale che spettasse agli interessati. Anche in questo caso, un’attestazione rilasciata nel modo previsto nell’articolo 5 della Convenzione dal rappresentante diplomatico dello Stato di cui si tratta, deve poter far prova della natura del servizio cui è adibita la nave.»

II

Per quanto concerne l’eccezione prevista nell’articolo 3, primo capoverso, resta inteso che la proprietà della nave acquisita allo Stato o l’uso della nave fatto dallo Stato al momento dei provvedimenti di sequestro, arrestata o detenuta sono equiparati alla proprietà esistente o all’uso fatto al momento in cui è sorto il credito.

Questo articolo potrà pertanto essere addotto dagli Stati a vantaggio delle navi che a essi appartengono o di cui fanno uso al momento dei provvedimenti di sequestro, arrestata o detenuta, qualora siano adibite a un servizio esclusivamente statale e non commerciale.

III

Resta inteso che le disposizioni dell’articolo 5 della Convenzione non escludono che i Governi interessati possano essi stessi comparire, conformandosi alla procedura prevista dalle leggi nazionali, davanti alla giurisdizione investita della controversia e produrre l’attestazione indicata in detto articolo.

IV

Dato che la Convenzione non concerne menomamente i diritti e gli obblighi dei belligeranti e dei neutri, l’articolo 7 non pregiudica in alcun modo la giurisdizione dei tribunali per le prede marittime debitamente costituiti.

V

Resta inteso che le disposizioni dell’articolo 2 della Convenzione non limitano né intralciano in alcun modo l’applicazione delle norme nazionali di procedura relative alle controversie nelle quali lo Stato è parte.

VI Campo di applicazione l'8 ottobre 2007 Riserve

Ove accada che, a giudizio del Governo interessato, non possano essere prodotti documenti o prove senza pregiudicare interessi nazionali, detto Governo potrà astenersene allegando la salvaguardia degli interessi nazionali.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati dai loro Governi, hanno firmato il presente protocollo addizionale che sarà considerato parte integrante della Convenzione del 10 aprile 1926 alla quale si riferisce.

Fatto a Bruxelles il 24 maggio 1934, in un solo esemplare, che sarà depositato nell’archivio del Governo belga.

(Seguono le firme)


  Campo di applicazione l'8 ottobre 20073 

Stati partecipanti

Ratifica Adesione (A) Dichiarazione di successione (S)

Entrata in vigore

Argentina

19 aprile

1961 A

19 ottobre

1961

Belgio

  8 gennaio

1936

  8 gennaio

1937

Brasile

  8 gennaio

1936

  8 gennaio

1937

Cile

  8 gennaio

1936

  8 gennaio

1937

Cipro

19 luglio

1988 A

19 gennaio

1989

Congo (Kinshasa)

17 luglio

1967 A

17 gennaio

1968

Danimarca

16 novembre

1950

16 maggio

1951

Egitto

17 febbraio

1960 A

17 agosto

1960

Estonia

  8 gennaio

1936

  8 gennaio

1937

Francia

27 luglio

1955

27 gennaio

1956

Germaniaa

27 giugno

1936

  8 gennaio

1937

Grecia

19 maggio

1951 A

19 novembre

1951

Italia

27 gennaio

1937

27 luglio

1937

Libia

27 gennaio

1937

27 luglio

1937

Lussemburgo

18 febbraio

1991 A

18 agosto

1991

Madagascar

13 luglio

1965 S

26 giugno

1960

Norvegia

25 aprile

1939

25 ottobre

1939

Paesi Bassi

  8 luglio

1936

  8 gennaio

1937

Antille olandesi

  8 luglio

1936

  8 gennaio

1937

Aruba

  3 gennaio

1986

1° gennaio

1986

1986

1° gennaio

1986

Polonia

16 luglio

1976

16 gennaio

1977

Portogallo

27 giugno

1938

27 dicembre

1938

Regno Unito*

  3 luglio

1979

  3 gennaio

1980

Guernesey*

19 novembre

1987

19 maggio

1988

Isola di Man*

19 novembre

1987

19 maggio

1988

Jersey*

19 novembre

1987

19 maggio

1988

Siria

  8 ottobre

1962 S

17 agosto

1960

Somalia

27 gennaio

1937

27 luglio

1937

Suriname

  8 luglio

1936

8 gennaio

1937

Svezia

  1° luglio

1938

  1° gennaio

1939

Svizzera

28 maggio

1954 A

28 novembre

1954

Turchia

  4 luglio

1955 A

  4 gennaio

1956

Ungheria

  8 gennaio

1936

  8 gennaio

1937

Uruguay

15 settembre

1970 A

15 marzo

1971

*

Riserve e dichiarazioni,vedi qui appresso.

a

Detta Conv. è stata rimessa in vigore a contare dal 1° nov. 1953 tra la Repubblica federale di Germania da una parte, e le Potenze Alleate dall’altra, ad eccezione dell’Ungheria, della Polonia e della Romania.

  Riserve

Regno Unito

La Gran Bretagna si riserva il diritto di applicare l’articolo 1 della convenzione a ogni azione concernente una nave e di competenza dei suoi tribunali in materia marittima, oppure dei suoi tribunali su tutto il territorio da essa rappresentato nella convenzione.

La Gran Bretagna si riserva il diritto, giusta l’articolo 2 della convenzione, di applicare, nelle procedure concernenti un’altra Alta Parte contraente, o una nave di un’altra Alta Parte contraente, le regole di procedura enunciate al capitolo II della Convenzione europea sull’immunità degli Stati del 16 maggio 1972.4

Al fine di applicare le disposizioni di qualsiasi accordo internazionale concluso con uno Stato non contraente, la Gran Bretagna si riserva il diritto di prendere disposizioni speciali:

a)
per quanto riguarda il fermo o il sequestro di una nave o d’un carico appartenente al suddetto Stato, e
b)
per impedire che la suddetta nave o il suddetto carico sia sequestrato o oggetto d’esecuzione.

RU 1954 691


1 Il testo originale francese è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.
2 N. 5 del DF del 17 marzo 1954 (RU 1954 663).
3 Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (http://www.eda.admin.ch/eda/it/home/topics/intla/intrea/dbstv.html).
4 RS 0.273.1


Index

0.747.331.51

Übersetzung1

Internationales Übereinkommen zur einheitlichen Feststellung einzelner Regeln über die Immunität der staatlichen Seeschiffe

Übereinkommen abgeschlossen in Brüssel am 10. April 1926
Zusatzprotokoll abgeschlossen in Brüssel am 24. Mai 1934
Von der Bundesversammlung genehmigt am 17. März 19542
Schweizerische Ratifikationsurkunde hinterlegt am 28. Mai 1954
In Kraft getreten für die Schweiz am 28. November 1954

(Stand am 8. Oktober 2007)

Der Deutsche Reichspräsident, Seine Majestät der König der Belgier, der Präsident der Republik Brasilien, Seine Majestät der König von Dänemark und Island, Seine Majestät der König von Spanien, der Chef des Estnischen Staates, der Präsident der Französischen Republik, Seine Majestät der König des Vereinigten Königreichs von Grossbritannien und Irland und der britischen überseeischen Besitzungen, Kaiser von Indien, Seine Durchlaucht der Reichsverweser des Königreichs Ungarn, Seine Majestät der König von Italien, Seine Majestät der Kaiser von Japan, der Präsident der Republik Lettland, der Präsident der Republik Mexiko, Seine Majestät der König von Norwegen, Ihre Majestät die Königin der Niederlande, der Präsident der Republik Polen, der Präsident der Portugiesischen Republik, Seine Majestät der König von Rumänien, Seine Majestät der König der Serben, Kroaten und Slowenen und Seine Majestät der König von Schweden.

In Anerkennung der Nützlichkeit, in gemeinsamem Übereinkommen gewisse einheitliche Regeln über die Immunitäten der Staatsschiffe festzulegen, haben beschlossen, ein Abkommen zu diesem Zwecke zu schliessen und haben zu ihren Bevollmächtigten ernannt:

(Es folgen die Namen der Bevollmächtigten)

die, hierzu mit gehöriger Vollmacht versehen, über folgendes übereingekommen sind:

Art. 1

Die einem Staate gehörigen oder von ihm verwendeten Seeschiffe, die einem Staate gehörigen Ladungen sowie die auf Staatsschiffen beförderten Ladungen und Reisenden unterliegen ebenso wie die Staaten, denen diese Schiffe gehören oder die sie verwenden oder denen diese Ladungen gehören, in Ansehung der die Verwendung der Schiffe oder die Beförderung der Ladungen betreffenden Ansprüche den gleichen Regeln über die Verantwortlichkeit und den gleichen Verbindlichkeiten wie private Schiffe, Ladungen und Schiffahrtsunternehmungen.

Art. 2

Für diese Verantwortlichkeiten und Verbindlichkeiten gelten die gleichen Regeln über die Zuständigkeit der Gerichte, die gerichtliche Geltendmachung und das Verfahren wie für die einer Privatperson gehörigen Handelsschiffe oder für private Ladungen oder deren Eigentümer.

Art. 3

§ 1. Die Bestimmungen der beiden vorstehenden Artikel finden keine Anwendung auf Kriegsschiffe, Staatsjachten, Schiffe des Überwachungsdienstes, Hospitalschiffe, Hilfsschiffe, Proviantschiffe und andere Fahrzeuge, die einem Staat gehören oder von ihm verwendet werden und die zur Zeit des Entstehens der Forderung ausschliesslich für einen staatlichen Dienst und nicht für Handelszwecke bestimmt sind oder verwendet werden; diese Schiffe werden nicht zum Gegenstand einer Beschlagnahme, Arrestierung oder Zurückbehaltung durch irgendeine gerichtliche Massnahme gemacht und unterliegen keinem gerichtlichen Verfahren «in rem».

Jedoch können die Beteiligten ihre nachbenannten Ansprüche bei den zuständigen Gerichten des Staates, dem das Schiff gehört oder der es verwendet, geltend machen, ohne dass dieser Staat sich auf seine Immunität berufen könnte:

1.
Ansprüche aus Anlass von Schiffszusammenstössen oder anderen Schifffahrtsunfällen,
2.
Ansprüche aus Anlass von Hilfeleistungen und Bergung in Seenot oder grosser Haverei,
3.
Ansprüche aus Anlass von Ausbesserungen, Lieferungen oder anderen das Schiff betreffenden Verträgen.

§ 2. Die gleichen Regeln finden Anwendung auf die Ladungen, die einem Staate gehören und an Bord der vorgenannten Schiffe befördert werden.

§ 3. Die Ladungen, die einem Staate gehören und an Bord von Privatschiffen für staatliche und nicht für Handelszwecke befördert worden, sind nicht Gegenstand einer Beschlagnahme, Arrestierung oder Zurückbehaltung durch irgendeine gerichtliche Massnahme und unterliegen keinem gerichtlichen Verfahren «in rem».

Jedoch können die Klagen aus Anlass von Schiffszusammenstössen und nautischen Unfällen, Hilfeleistung und Bergung in Seenot und grosser Haverei, wie auch die Klagen aus den auf diese Ladungen bezüglichen Verträgen vor dem gemäss Artikel 2 zuständigen Gericht erhoben werden.

Art. 4

Staaten können alle Mittel der Verteidigung, der Verjährung und Haftungsbeschränkung geltend machen, deren sich die privaten Schiffe und ihre Eigentümer bedienen können.

Wenn es notwendig ist, die Bestimmungen, die sich auf diese Verteidigungsmittel, die Verjährung und die Haftungsbeschränkung beziehen, anzupassen oder abzuändern, um sie auf die im Artikel 3 genannten Kriegsschiffe oder Staatsschiffe anwendbar zu machen, so soll zu diesem Zwecke ein besonderes Abkommen geschlossen worden. Inzwischen können die nötigen Massnahmen durch die Landesgesetze in Übereinstimmung mit dem Geiste und den Grundsätzen des gegenwärtigen Abkommens getroffen werden.

Art. 5

Wenn im Falle des Artikels 3 nach Ansicht des befassten Gerichts ein Zweifel über den staatlichen und nicht gewerblichen Charakter des Schiffes oder der Ladung besteht, so erbringt eine von dem diplomatischen Vertreter des Vertragsstaats, dem das Schiff oder die Ladung gehört, unterzeichnete und durch Vermittlung des Staates, vor dessen Gerichten der Rechtsstreit schwebt, vorgelegte Bescheinigung den Beweis, dass das Schiff oder die Ladung unter die Bestimmungen des Artikels 3 fällt, jedoch nur, soweit es sich darum handelt, die Aufhebung einer gerichtlich angeordneten Beschlagnahme, Arrestierung oder Zurückbehaltung zu erlangen.

Art. 6

Die Bestimmungen des gegenwärtigen Abkommens finden in jedem Vertragsstaat Anwendung unbeschadet des Rechts, es Nichtvertragsstaaten und deren Angehörigen nicht zugute kommen zu lassen oder seine Anwendbarkeit an die Bedingung der Gegenseitigkeit zu knüpfen.

Andererseits hindert nichts einen Vortragsstaat, die Rechte, die er seinen Staatsangehörigen vor seinen Gerichten gewähren will, durch seine eigenen Gesetze zu regeln.

Art. 7

Für Kriegszeiten behält sich jeder vertragschliessende Staat das Recht vor, durch eine den anderen Vertragsstaaten notifizierte Erklärung die Anwendung des gegenwärtigen Abkommens auszusetzen in dem Sinne, dass in diesem Falle weder die ihm gehörenden oder von ihm verwendeten Schiffe noch die ihm gehörenden Ladungen Gegenstand einer Arrestierung, Beschlagnahme oder Zurückbehaltung durch einen ausländischen Gerichtshof sein können.

Der Gläubiger hat jedoch das Recht, seine Klage vor dem gemäss den Artikeln 2 und 3 zuständigen Gericht anzustrengen.

Art. 8

Das gegenwärtige Abkommen berührt nicht die Rechte der Vertragsstaaten, diejenigen Massnahmen zu ergreifen, die durch die Rechte und Pflichten der Neutralität geboten sein können.

Art. 9

Nach Ablauf eines Zeitraums von spätestens zwei Jahren, vom Tage der Unterzeichnung des Abkommens an gerechnet, wird sich die belgische Regierung mit den Regierungen der Hohen vertragschliessenden Teile, die sich zur Ratifikation bereit erklärt haben, ins Benehmen setzen, um eine Entscheidung darüber herbeizuführen, ob es angebracht ist, das Abkommen in Kraft treten zu lassen. Die Ratifikationsurkunden worden in Brüssel an dem durch gemeinsamen Beschluss der genannten Regierungen bestimmten Datum niedergelegt werden. Die erste Niederlegung von Ratifikationsurkunden wird durch ein Protokoll bestätigt, das von den Vertretern der dabei teilnehmenden Staaten und dem belgischen Minister für die Auswärtigen Angelegenheiten unterzeichnet wird.

Die späteren Niederlegungen erfolgen mittels schriftlicher Anzeige an die belgische Regierung unter Beifügung der Ratifikationsurkunde.

Beglaubigte Abschrift des Protokolls über die erste Niederlegung der Ratifikationsurkunden, der in dem vorstehenden Absatz erwähnten Anzeigen, ebenso der diesen beigefügten Ratifikationsurkunden wird unverzüglich durch die belgische Regierung auf diplomatischem Wege den Staaten, die das vorstehende Abkommen unterzeichnet haben oder ihm beigetreten sind, übersandt. In den im vorstehenden Absatz vorgesehenen Fällen wird die genannte Regierung zu gleicher Zeit das Datum bekanntgeben, an dein sie die Anzeige erhalten hat.

Art. 10

Die Staaten, die das gegenwärtige Abkommen nicht gezeichnet haben, können diesem beitreten, sei es, dass sie auf der Internationalen Konferenz in Brüssel vertreten waren oder nicht.

Der Staat, der beizutreten wünscht, zeigt seine Absicht schriftlich der belgischen Regierung an unter Übermittlung der Beitrittsurkunde, die in dem Archiv der genannten Regierung niedergelegt wird.

Die belgische Regierung wird unverzüglich allen Signatar— oder beigetretenen Staaten eine beglaubigte Abschrift der Anzeige und der Beitrittsurkunde, unter Angabe des Tages, an dem sie die Anzeige erhalten hat, übermitteln.

Art. 11

Die Hohen vertragschliessenden Teile können im Augenblicke der Unterzeichnung, der Hinterlegung der Ratifikationsurkunden oder gelegentlich ihres Beitritts erklären, dass die Annahme des gegenwärtigen Abkommens sich nicht auf gewisse oder auf keines der autonomen Dominien, Kolonien, Protektorate oder überseeischen Gebiete, die unter ihrer Souveränität oder Herrschaft stehen, erstreckt. Demzufolge können sie später getrennt im Namen des einen oder anderen dieser autonomen Dominien, Kolonien, Besitzungen, Protektorate oder überseeischen Gebiete, die in ihrer ursprünglichen Erklärung ausgenommen waren, beitreten. Sie können auch entsprechend diesen Bestimmungen das gegenwärtige Abkommen getrennt für eine oder mehrere der autonomen Dominien, Kolonien, Besitzungen, Protektorate oder überseeischen Gebiete, die unter ihrer Souveränität oder Herrschaft stehen, kündigen.

Art. 12

Hinsichtlich der Staaten, die an der ersten Hinterlegung der Ratifikationsurkunden teilnehmen, tritt das gegenwärtige Abkommen ein Jahr nach dem Tage des Protokolls über diese Hinterlegung in Kraft. Für die anderen Staaten, die das Abkommen später ratifizieren oder ihm später beitreten, und desgleichen in den Fällen, in denen sich die Inkraftsetzung später gemäss Artikel 11 vollzieht, tritt es sechs Monate nach Eingang der in Artikel 9 Absatz 2 und Artikel 10 Absatz 2 vorgesehenen Anzeigen bei der belgischen Regierung in Kraft.

Art. 13

Im Falle, dass einer der vertragschliessenden Staaten das gegenwärtige Abkommen kündigen will, ist die Kündigung schriftlich der belgischen Regierung anzuzeigen, die unverzüglich eine beglaubigte Abschrift der Anzeige allen anderen Staaten mitteilt unter Angabe des Datums, an dem sie die Anzeige erhalten hat.

Die Kündigung wird nur hinsichtlich des Staates, der sie angezeigt hat, und ein Jahr, nachdem die Anzeige der belgischen Regierung zugegangen ist, wirksam.

Art. 14

Jeder vertragschliessende Staat hat die Möglichkeit, den Zusammentritt einer neuen Konferenz zwecks Vornahme von Verbesserungen an dem Abkommen zu veranlassen.

Der Staat, der von dieser Möglichkeit Gebrauch macht, hat ein Jahr vorher seine Absicht den anderen Staaten durch Vermittlung der belgischen Regierung anzuzeigen, die es übernimmt, die Konferenz einzuberufen.

Geschehen zu Brüssel, in einer Ausfertigung, am 10. April 1926.

(Es folgen die Unterschriften)


  Zusatzprotokoll

Die Regierungen der Staaten, welche das Internationale Übereinkommen zur einheitlichen Feststellung einzelner Regeln über die Immunität staatlicher Seeschiffe unterzeichneten, haben, in Erkenntnis der Notwendigkeit, gewisse Vorschriften dieses Übereinkommens genauer zu bestimmen, nachstehende Bevollmächtigte ernannt, die nach Austausch der in gehöriger Form befundenen Vollmachten, folgendes vereinbart haben:

I

Da Zweifel darüber entstanden sind, ob und in welchem Ausmass die Worte «von ihm verwendet werden» in Artikel 3 des Übereinkommens sich auf Seeschiffe beziehen oder dahingehend ausgelegt werden können, dass sie sich auf Seeschiffe beziehen, welche von einem Staate in Zeit— oder Reisecharter übernommen worden, ist nachstehende Erklärung zur Behebung dieser Zweifel abgegeben worden:

«Die von einem Staate gecharterten Seeschiffe, sei es für eine bestimmte Zeit oder für eine Reise, sind, sofern sie ausschliesslich für einen staatlichen Dienst und nicht für Handelszwecke verwendet werden, zusammen mit ihren Ladungen, von jeder Beschlagnahme, Arrestierung oder Zurückbehaltung irgendwelcher Art ausgeschlossen. Diese Immunität berührt jedoch alle weiteren Rechte und Rechtsmittel nicht, die den Beteiligten zustehen können. Eine Bescheinigung des diplomatischen Vertreters des betreffenden Staates gemäss Artikel 5 des Übereinkommens erbringt ebenfalls den Beweis für die Art des Dienstes, für welchen das Schiff verwendet wird.»

II

Die Ausnahme von § 1 des Artikels 3 des Übereinkommens ist so zu verstehen, dass das Eigentum des Staates am Seeschiff oder der vom Staat geführte Betrieb des Seeschiffes im Zeitpunkt der Beschlagnahme, Arrestierung oder Zurückbehaltung dem bestehenden Eigentum oder Betrieb im Zeitpunkt der Entstehung der Forderung gleichgestellt werden.

Infolgedessen kann dieser Artikel von den Vertragsstaaten zugunsten von Seeschiffen angerufen werden, die ihnen im Zeitpunkt der Beschlagnahme, Arrestierung oder Zurückbehaltung gehören oder von ihnen in diesem Zeitpunkt betrieben werden, wenn diese Schiffe ausschliesslich für einen staatlichen Dienst und nicht für Handelszwecke verwendet werden.

III

Es besteht Einverständnis darüber, dass keine Vorschrift des Artikels 5 des Übereinkommens den beteiligten Regierungen versagt, vor dem angerufenen Gericht, unter Beachtung der Verfahrensvorschriften des Landesrechtes selber aufzutreten und die im genannten Artikel vorgesehene Bescheinigung vorzulegen.

IV

Da das Übereinkommen in nichts die Rechte und Pflichten der Kriegführenden und der Neutralen berührt, präjudiziert Artikel 7 in keiner Weise die Gerichtsbarkeit der gehörig bestellten Prisengerichte.

V

Es besteht Einverständnis darüber, dass die Bestimmungen von Artikel 2 des Übereinkommens in keiner Weise die Anwendung der Vorschriften des Landesrechtes über das Verfahren in Rechtsstreitigkeiten, in welchen ein Staat Partei ist, einschränken oder beeinflussen.

VI

Stellt sich die Frage der Beibringung von Beweisen oder der Vorlage von Urkunden, so kann die beteiligte Regierung, wenn nach ihrer Ansicht derartige Beweise nicht beigebracht oder derartige Dokumente nicht vorgelegt werden können, ohne dass daraus ein Nachteil für die nationalen Interessen entsteht, davon Umgang nehmen und sich auf die Wahrung der nationalen Interessen berufen.

Urkundlich dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihrer Regierung dieses Zusatzprotokoll unterschrieben, das als integrierender Bestandteil des Übereinkommens vom 10. April 1926, auf das es sich bezieht, zu betrachten ist.

Geschehen in Brüssel am 24. Mai 1934, in einer Ausfertigung, welche in den Archiven der belgischen Regierung aufbewahrt wird.

(Es folgen die Unterschriften)


  Geltungsbereich am 8. Oktober 20073 

Vertragsstaaten

Ratifikation

Beitritt (B)

Nachfolgeerkl. (N)

Inkrafttreten

Ägypten

17. Februar

1960 B

17. August

1960

Argentinien

19. April

1961 B

19. Oktober

1961

Belgien

  8. Januar

1936

  8. Januar

1937

Brasilien

  8. Januar

1936

  8. Januar

1937

Chile

  8. Januar

1936

  8. Januar

1937

Dänemark

16. November

1950

16. Mai

1951

Deutschland a

27. Juni

1936

  8. Januar

1937

Estland

  8. Januar

1936

  8. Januar

1937

Frankreich

27. Juli

1955

27. Januar

1956

Griechenland

19. Mai

1951 B

19. November

1951

Italien

27. Januar

1937

27. Juli

1937

Libyen

27. Januar

1937

27. Juli

1937

Kongo (Kinshasa)

17. Juli

1967 B

17. Januar

1968

Luxemburg

18. Februar

1991 B

18. August

1991

Madagaskar

13. Juli

1965 N

26. Juni

1960

Niederlande

  8. Juli

1936

  8. Januar

1937

  Aruba

  3. Januar

1986

  1. Januar

1986

  Niederländische Antillen

 8. Juli

1936

  8. Januar

1937

Norwegen

25. April

1939

25. Oktober

1939

Polen

16. Juli

1976

16. Januar

1977

Portugal

27. Juni

1938

27. Dezember

1938

Schweden

  1. Juli

1938

  1. Januar

1939

Schweiz

28. Mai

1954 B

28. November

1954

Somalia

27. Januar

1937

27. Juli

1937

Suriname

  8. Juli

1936

  8. Januar

1937

Syrien

  8. Oktober

1962 N

17. August

1960

Türkei

  4. Juli

1955 B

  4. Januar

1956

Ungarn

  8. Januar

1936

  8. Januar

1937

Uruguay

15. September

1970 B

15. März

1971

Vereinigtes Königreich*

  3. Juli

1979

  3. Januar

1980

  Guernsey*

19. November

1987

19. Mai

1988

  Insel Man*

19. November

1987

19. Mai

1988

  Jersey*

19. November

1987

19. Mai

1988

Zypern

19. Juli

1988 B

19. Januar

1989

*
Vorbehalt siehe hiernach.

a Dieses Übereink. ist am 1. Nov. 1953 zwischen der Bundesrepublik Deutschland, einerseits, und den alliierten Mächten, anderseits, mit Ausnahme von Ungarn, Polen und Rumänien, wieder in Kraft gesetzt worden.

  Vorbehalt

Vereinigtes Königreich

Grossbritannien behält sich das Recht vor, Artikel 1 des Übereinkommens auf jeden Anspruch anzuwenden, der sich auf ein Schiff bezieht, das der Admiralitätsgerichtsbarkeit der britischen Gerichte oder der Gerichtsbarkeit derjenigen britischen Gerichte in jedem Territorium untersteht, auf welches das Übereinkommen Kraft des britischen Beitritts anwendbar ist.

Mit Bezug auf Artikel 2 des Übereinkommens behält sich Grossbritannien das Recht vor, in Verfahren betreffend andere Hohe vertragschliessende Teile oder Schiffe anderer Hoher vertragschliessender Teile die Verfahrensvorschriften gemäss Kapitel II des Europäischen Übereinkommens über Staatenimmunität vom 16. Mai 19724 zur Anwendung zu bringen.

Um den Bestimmungen jeglichen internationalen Abkommens mit einem Nichtvertragsstaat Wirkung zu geben, behält sich Grossbritannien das Recht vor, spezielle Regelungen vorzusehen

a)
betreffend das Anhalten oder Verarrestieren eines einem solchen Staat gehörenden Schiffes oder einer entsprechenden Ladung, sowie
b)
betreffend das Verbot der Beschlagnahme von oder der Vornahme von Vollstreckungshandlungen gegenüber solchen Schiffen oder solcher Ladung.

 AS 1954 778; BBl 1953 III 749


1 Der Originaltext findet sich unter der gleichen Nummer in der französischen Ausgabe dieser Sammlung.
2 Ziff. 5 des BB vom 17. März 1954 (AS 1954 749).
3 Eine aktualisierte Fassung des Geltungsbereiches findet sich auf der Internetseite des EDA (www.eda.admin.ch/eda/de/home/topics/intla/intrea/dbstv.html).
4 SR 0.273.1


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