Index

0.812.121.2

Traduzione1

Convenzione internazionale dell’oppio2

Conchiusa all’Aja il 23 gennaio 1912
Approvata dall’Assemblea federale il 5 giugno 19243
Ratificazione depositata dalla Svizzera il 15 gennaio 1925
Entrata in vigore per la Svizzera il 15 gennaio 1925

S. M. l’Imperatore di Germania, Re di Prussia, in nome dell’Impero Germanico; il Presidente degli Stati Uniti d’America; S. M. l’Imperatore della China; il Presidente della Repubblica Francese; S. M. il Re del Regno Unito della Gran Bretagna, d’Irlanda e dei Territori britannici d’oltre mare, Imperatore delle Indie; S. M. il Re d’Italia; S. M. l’Imperatore del Giappone; S. M. la Regina dei Paesi Bassi; S. M. I. lo Scià di Persia; il Presidente della Repubblica Portoghese;S. M. l’Imperatore di tutte le Russie; S. M. il Re del Siam,

desiderando procedere nelle vie aperte dalla Commissione internazionale di Shangai del 1909;

risoluti di giungere progressivamente alla soppressione dell’abuso dell’oppio, della morfina, della cocaina, nonché delle droghe preparate o derivate da queste sostanze che cagionano o possono cagionare abusi analoghi;

considerato la necessità e il reciproco vantaggio di un’intesa internazionale su questa materia;

convinti che in questi sforzi umanitari avranno l’adesione unanime di tutti gli Stati interessati;

hanno risolto di concludere a questo scopo una Convenzione ed hanno a ciò nominato quali loro plenipotenziari:

(Seguono i nomi dei plenipotenziari)

i quali, scambiati i loro pieni poteri e trovatili in buona e debita forma, hanno convenuto quanto segue:

  Capo I Oppio greggio4 

Definizione. – Per «oppio greggio» si intende:

Il succo condensato spontaneamente, ottenuto dalle capsule del papavero sonnifero (papaver somniferum), che non abbia subito che le manipolazioni necessarie per l’imballaggio e il trasporto.

Art. 1

Gli Stati contraenti emaneranno delle leggi e dei regolamenti efficaci per controllare la produzione e la distribuzione dell’oppio greggio, a meno che leggi o regolamenti esistenti non abbiano già disciplinato la materia.

Art. 2

Gli Stati contraenti limiteranno, tenendo conto della diversità delle loro condizioni commerciali, il numero delle città, porti e altre località per cui sarà permessa l’importazione o l’esportazione dell’oppio greggio.

Art. 3

Gli Stati contraenti prenderanno dei provvedimenti:

a)
per impedire che si esporti l’oppio greggio nei paesi che ne avranno vietato l’importazione e
b)
per controllare l’esportazione dell’oppio dei paesi che ne limitano l’importazione,

a meno che provvedimenti esistenti non abbiano già disciplinato la materia.

Art. 4

Gli Stati contraenti emaneranno dei regolamenti a norma dei quali gli invii di oppio greggio destinato all’esportazione dovranno portare un contrassegno che indichi il loro contenuto, sempreché il peso dell’invio sia superiore a cinque chilogrammi.

Art. 5

Gli Stati contraenti non permetteranno l’importazione e la esportazione dell’oppio greggio che a persone debitamente autorizzate.


  Capo II Oppio preparato

Definizione. – Per «oppio preparato» si intende:

Il prodotto dell’oppio greggio ottenuto con una serie di operazioni speciali e, in particolare, con la fusione, l’ebollizione, l’arrostitura e la fermentazione fatte allo scopo di trasformarlo in estratto preparato del consumo.

L’oppio preparato comprende le scorie (il dross) e tutti gli altri residui dell’oppio fumato.

Art. 6

Gli Stati contraenti prenderanno dei provvedimenti per la soppressione graduale ed efficace della fabbricazione, del commercio interno e dell’uso dell’oppio preparato, nei limiti delle diverse condizioni particolari di ciascun paese, a meno che provvedimenti esistenti non abbiano già disciplinato la materia.

Art. 7

Gli Stati contraenti vieteranno l’importazione e l’esportazione dell’oppio preparato; tuttavia gli Stati che non sono ancora pronti per proibire immediatamente l’esportazione dell’oppio preparato, la vieteranno il più presto possibile.

Art. 8

Gli Stati contraenti che non sono ancora pronti per vietare immediatamente l’esportazione dell’oppio preparato:

a)
limiteranno il numero delle città, dei porti o altre località da cui l’oppio preparato potrà essere esportato;
b)
vieteranno l’esportazione dell’oppio preparato nei paesi che ne vietano o potranno, più tardi, vietarne l’importazione;
c)
vieteranno, per intanto, che sia mandato oppio preparato ad un paese che desidera limitarne l’importazione, a meno che l’esportatore non si conformi ai regolamenti del paese importatore;
d)
prenderanno i provvedimenti necessari affinché ogni invio esportato, contenente oppio preparato, abbia a recare il contrassegno speciale indicante la natura del suo contenuto:
e)
non permetteranno l’esportazione dell’oppio preparato che a persone specialmente autorizzate.

  Capo III Oppio medicinale, morfina, cocaina, ecc.5 

Definizioni. – Per «oppio medicinale» si intende:

L’oppio greggio che è stato riscaldato a 60 gradi centigradi, che contiene non meno del 10 per cento di morfina, in polvere o granulato, o misto a materie neutre.

Per «morfina» si intende:

Il principale alcaloide dell’oppio, che ha la formola C17 H19 N O3.

Per «cocaina» si intende:

Il principale alcaloide delle foglie dell’Erythroxylon Coca, che ha la formola C17 H21 N O4.

Per «eroina» si intende:

La diacetilmorfina, che ha la formola C21 H23 N O5.

Art. 9

Gli Stati contraenti emaneranno delle leggi o dei regolamenti sulla farmacia in modo da limitare la fabbricazione, la vendita e l’impiego della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali ai soli usi della medicina e legittimi, a meno che leggi o regolamenti esistenti non abbiano già disciplinato la materia. Essi si presteranno vicendevole assistenza allo scopo di impedire l’uso di queste droghe per ogni altro scopo.

Art. 10

Gli Stati contraenti faranno ogni sforzo per controllare o far controllare tutti coloro che fabbricano, importano, vendono, distribuiscono ed esportano la morfina, la cocaina e i loro rispettivi sali, nonché gli stabilimenti dove queste persone esercitano tale industria o commercio.

A questo scopo, gli Stati contraenti si sforzeranno di adottare o di far adottare i provvedimenti seguenti, a meno che provvedimenti esistenti non abbiano già disciplinato la materia:

a)
limitare ai soli stabilimenti e locali che saranno stati all’uopo autorizzati la fabbricazione della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali, o informarsi sugli stabilimenti e locali dove sono fabbricate queste droghe e tenerne registrazione;
b)
esigere che tutti coloro che fabbricano, importano, vendono, distribuiscono ed esportano la morfina, la cocaina ed i loro rispettivi sali siano muniti di un’autorizzazione o di un permesso per darsi a queste operazioni o ne facciano dichiarazione ufficiale alle autorità competenti;
c)
esigere da queste persone che iscrivano nei loro registri le quantità fabbricate, importate, vendute o cedute ad altri in altro modo, o esportate, di morfina, di cocaina e dei loro rispettivi sali. Questa norma non sarà forzatamente applicata alle prescrizioni mediche ed alle vendite fatte da farmacisti debitamente autorizzati.
Art. 11

Gli Stati contraenti prenderanno i provvedimenti necessari per vietare nel loro commercio interno ogni cessione di morfina, di cocaina e dei loro rispettivi sali a persone non autorizzate, a meno che provvedimenti esistenti non abbiano già disciplinato questa materia.

Art. 12

Gli Stati contraenti, tenendo conto delle loro diverse condizioni, faranno ogni sforzo per limitare alle persone autorizzate l’importazione della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali.

Art. 13

Gli Stati contraenti faranno ogni sforzo per adottare o far adottare provvedimenti affinché l’esportazione della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali dai loro paesi, possedimenti, colonie e territori presi in affitto verso i paesi, possedimenti, colonie e territori presi in affitto degli altri Stati contraenti, non abbia luogo che a destinazione di persone che abbiano ottenuto le autorizzazioni o i permessi previsti dalle leggi o dai regolamenti del paese importatore.

A questo scopo, ogni Governo potrà comunicare di tempo in tempo ai Governi dei paesi esportatori le liste delle persone alle quali sono stati concessi le autorizzazioni o i permessi di importare morfina, cocaina e i loro rispettivi sali.

Art. 14

Gli Stati contraenti applicheranno le leggi e i regolamenti sulla fabbricazione, l’importazione, la vendita e l’esportazione della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali:

a)
all’oppio medicinale;
b)
a tutte le preparazioni (medicinali e non medicinali, compresi i rimedi detti anti-oppio) contenenti più del 0,2 % di morfina o più del 0,1 % di cocaina;
c)
all’eroina, a’suoi sali ed alle sue preparazioni contenenti più del 0,1 % di eroina;
d)
ad ogni nuovo derivato della morfina, della cocaina o dei loro rispettivi sali, o ad ogni altro alcaloide dell’oppio, che potrebbe, in seguito a ricerche scientifiche generalmente riconosciute, dar luogo ad abusi analoghi ed avere per risultato gli stessi effetti nocivi.

  Capo IV

Art. 15

Gli Stati contraenti che hanno concluso dei Trattati con la China (Treaty Powers)1 prenderanno, di concerto col Governo chinese, i provvedimenti necessari per impedire l’entrata di contrabbando, tanto nel territorio chinese, quanto nelle loro colonie nell’Estremo Oriente e nei territori presi in affitto che essi occupano in China, dell’oppio greggio e preparato, della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali, nonché delle sostanze previste all’art. 14 della presente Convenzione2. Da parte sua, il Governo chinese prenderà delle misure analoghe per la soppressione del contrabbando dell’oppio e delle altre sostanze previste sopra, dalla China nelle colonie straniere e nei territori presi in affitto.


1 Questi Trattati sono stati abrogati. Per la Svizzera vedi lo scambio di note del 13 marzo 1946 concernente la rinuncia ai diritti di extraterritorialità in Cina (CS 0.142.112.491.1).
2 Vedi l’Accordo del 12 aprile 1927 tra la Svizzera e la Cina circa il traffico degli stupe-facenti tra i due paesi, (RS 0.812.121.925.4).

Art. 16

Il Governo chinese emanerà delle leggi sulla farmacia per i suoi cittadini, disciplinanti la vendita e la distribuzione della morfina, della cocaina, dei loro rispettivi sali e delle sostanze previste all’art. 14 della presente Convenzione, e porterà queste leggi a conoscenza dei Governi che hanno concluso Trattati con la China1, per il tramite dei loro rappresentanti diplomatici a Pechino. Gli Stati contraenti che hanno concluso Trattati con la China2 esamineranno queste leggi e, qualora le trovino accettabili, prenderanno i provvedimenti necessari affinché esse siano applicate ai loro cittadini residenti in China.


1 Questi Trattati sono stati abrogati. Per la Svizzera vedi lo scambio di note del 13 marzo 1946 concernente la rinuncia ai diritti di extraterritorialità in Cina (RS 0.142.112.491.1).
2 Questi Trattati sono stati abrogati. Per la Svizzera vedi lo scambio di note del 13 marzo 1946 concernente la rinuncia ai diritti di extraterritorialità in Cina (RS 0.142.112.491.1).

Art. 17

Gli Stati contraenti che hanno concluso dei Trattati con la China1 provvederanno ad emanare i provvedimenti necessari per limitare e per controllare l’abitudine di fumare l’oppio nei territori da essi presi in affitto, nelle colonie (settlements) e concessioni in China e per sopprimere di pari passo col Governo chinese le botteghe per fumare l’oppio ed altri stabilimenti simili che potranno ancora esservi, e vietare l’uso dell’oppio nelle casi di divertimento e nelle case di tolleranza.


1 Questi Trattati sono stati abrogati. Per la Svizzera vedi lo scambio di note del 13 marzo 1946 concernente la rinuncia ai diritti di extraterritorialità in Cina (RS 0.142.112.491.1).

Art. 18

Gli Stati contraenti che hanno concluso dei Trattati con la China1 prenderanno efficaci provvedimenti per ridurre gradualmente, di pari passo coi provvedimenti effettivi che il Governo chinese prenderà a questo scopo, il numero delle botteghe destinate alla vendita dell’oppio greggio e preparato, che potranno ancora esistere nei territori da essi presi in affitto, nelle loro colonie (settlements) e concessioni in China. Essi prenderanno misure efficaci per restringere e controllare il commercio minuto dell’oppio nei territori da essi presi in affitto, nelle loro colonie (settlements) e concessioni, a meno che provvedimenti esistenti non abbiano già disciplinato questa materia.


1 Questi Trattati sono stati abrogati. Per la Svizzera vedi lo scambio di note del 13 marzo 1946 concernente la rinuncia ai diritti di extraterritorialità in Cina (RS 0.142.112.491.1).

Art. 19

Gli Stati contraenti che possiedono uffici postali in China1, adotteranno misure efficaci per vietare: l’importazione illegale in China, sotto forma di invii postali, nonché la trasmissione illegale, per mezzo dei loro uffici postali, da una località all’altra della China, dell’oppio, tanto greggio che preparato, della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali e delle altre sostanze previste all’art. 14 della presente Convenzione.


1 Questi Trattati sono stati abrogati. Per la Svizzera vedi lo scambio di note del 13 marzo 1946 concernente la rinuncia ai diritti di extraterritorialità in Cina (RS 0.142.112.491.1).


  Capo V

Art. 20

Gli Stati contraenti esamineranno la possibilità di emanare leggi o regolamenti che colpiscano con pene il possesso illegale dell’oppio greggio e dell’oppio preparato, della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali, a meno che leggi o regolamenti esistenti non abbiano già disciplinato questa materia.

Art 21

Gli Stati contraenti si comunicheranno pel tramite del Ministero degli affari esteri dei Paesi Bassi1:

a)
i testi delle leggi e dei regolamenti amministrativi esistenti, concernenti le materie contemplate dalla presente Convenzione o emanati in virtù delle clausole di essa;
b)
delle informazioni di carattere statistico per quanto concerne il commercio dell’oppio greggio, dell’oppio preparato, della morfina, della cocaina, dei loro rispettivi sali, nonché delle altre droghe o loro sali o preparazioni previsti dalla presente Convenzione.

Queste statistiche saranno fornite coi maggiori particolari nel più breve termine di tempo possibile.


1 La funzione assegnata al Governo dei Paesi Bassi in virtù di questo articolo è stata in seguito conferita al Segretario generale della Società delle Nazioni con Risoluzione del 15 dicembre 1920 e poscia al Segretario generale delle Nazioni Unite con Protocollo del 11 dicembre 1946 (art. III) (RS 0.812.121.41).


  Capo VI Disposizioni finali

Art. 22

Gli Stati non rappresentati alla Conferenza saranno ammessi a firmare la presente Convenzione.

A questo scopo il Governo dei Paesi Bassi inviterà, immediatamente dopo la firma della Convenzione da parte dei plenipotenziari degli Stati che hanno preso parte alla Conferenza, tutti gli Stati dell’Europa e della America non rappresentati alla Conferenza, cioè:

La Repubblica Argentina, l’Austria-Ungheria, il Belgio, la Bolivia, il Brasile, la Bulgaria, il Chilì, la Colombia, la Costa-Rica, la Repubblica di Cuba, la Danimarca, la Repubblica di San Domingo, la Repubblica dell’Equatore, la Grecia, il Guatemala, la Repubblica di Haiti, l’Honduras, il Lussemburgo, il Messico, il Montenegro, il Nicaragua, la Norvegia, il Panama, il Paraguay, il Perù, la Romania, il San Salvatore, la Serbia, la Spagna, la Svezia, la Svizzera, la Turchia, l’Uruguay, gli Stati Uniti del Venezuela,

a designare un delegato munito dei pieni poteri necessari per firmare, all’Aja, la Convenzione.

La Convenzione sarà munita di queste firme per mezzo di un «Protocollo della firma degli Stati non rappresentati alla Conferenza» da aggiungersi dopo le firme degli Stati rappresentati, indicante la data di ogni firma.

Il Governo dei Paesi Bassi darà ogni mese notificazione a tutti gli Stati firmatari di ogni firma complementare.

Art. 23

Dopo che tutti gli Stati, tanto per se stessi, quanto pei loro possedimenti, colonie, protettorati e territori presi in affitto, avranno firmato la Convenzione o il Protocollo complementare previsto qui sopra, il Governo dei Paesi Bassi inviterà tutti gli Stati a ratificare la Convenzione col Protocollo annesso.

Qualora la firma di tutti gli Stati invitati non fosse stata ottenuta il 31 dicembre 1912, il Governo dei Paesi Bassi a questa data inviterà tutti gli Stati firmatari a designare dei loro delegati che si radunino all’Aja, per esaminare se sia possibile di depositare egualmente le loro ratificazioni1.

La ratificazione sarà fatta nel più breve tempo possibile e sarà depositata al Ministero degli affari esteri all’Aja.

Il Governo dei Paesi Bassi darà avviso ogni mese agli Stati firmatari delle ratificazioni che nell’intervallo avrà ricevuto.

Non appena che le ratificazioni di tutti gli Stati firmatari, tanto per se stessi, quanto per le loro colonie, possedimenti, protettorati e territori presi in affitto saranno state ricevute dal Governo dei Paesi Bassi, questo ultimo notificherà a tutti gli Stati che avranno ratificato la Convenzione la data alla quale egli avrà ricevuto l’ultimo di questi atti di ratificazione.


1 Vedi il Protocollo finale del 9 luglio 1913 qui appresso.

Art. 24

La presente Convenzione entrerà in vigore tre mesi dopo la data indicata nella notificazione del Governo dei Paesi Bassi, menzionata nell’ultimo capoverso dell’articolo precedente.

Per quanto concerne le leggi, i regolamenti e gli altri provvedimenti, previsti dalla presente Convenzione, resta convenuto che i progetti saranno allestiti al più tardi sei mesi dopo l’entrata in vigore della Convenzione. Per quanto riguarda le leggi, esse saranno pure presentate dai Governi ai loro Parlamenti o corpi legislativi entro questo stesso termine di sei mesi, in ogni caso nella prima sessione dopo decorso questo termine.

La data a contare dalla quale queste leggi, regolamenti o provvedimenti entreranno in vigore farà oggetto di un accordo fra gli Stati contraenti su proposta del Governo dei Paesi Bassi.

Qualora sorgessero controversie in merito alla ratificazione della presente Convenzione, o alla messa in vigore, sia della Convenzione, sia delle leggi, regolamenti o provvedimenti che essa prevede, il Governo dei Paesi Bassi, qualora tali controversie non possano essere risolte per altra via, inviterà tutti gli Stati contraenti a designare dei delegati che si riuniranno all’Aja per comporre con un accordo immediato tali controversie.

Art. 25

Qualora accadesse che uno degli Stati contraenti volesse denunziare la presente Convenzione, la denunzia sarà notificata per iscritto al Governo dei Paesi Bassi1 che comunicherà immediatamente copia legalizzata della notificazione di denunzia a tutti gli altri Stati, facendo loro conoscere la data alla quale esso l’ha ricevuta.

La denunzia non produrrà i suoi effetti che per quanto concerne lo Stato che l’avrà notificata e dopo un anno dal giorno in cui la notificazione sarà pervenuta al Governo dei Paesi Bassi2.

In fede di che, i plenipotenziari hanno firmato la presente Convenzione.

Fatto all’Aja, il ventitré gennaio millenovecentododici, in un solo esemplare che resterà depositato negli archivi del Governo dei Paesi Bassi e di cui copie, certificate conformi, saranno mandate per via diplomatica a tutti gli Stati rappresentati alla Conferenza.

(Seguono le firme)


1 Vedi la nota all’art. 21.
2 Vedi la nota all’art. 21.


  Protocollo finale

Firmato il 23 gennaio 1912

In una serie di riunioni tenute dal 1° dicembre 1911 al 23 gennaio 1912, la Conferenza ha stabilito il testo della Convenzione qui allegato.

La Conferenza ha inoltre emesso i seguenti voti:

I. La Conferenza stima che sarebbe il caso di richiamare l’attenzione dell’Unione postale universale;

1.
intorno all’urgenza di regolare la trasmissione per mezzo della posta dell’oppio greggio;
2.
intorno all’urgenza di regolare per quanto possibile la trasmissione per mezzo della posta della morfina, della cocaina e dei loro rispettivi sali, nonché delle altre sostanze previste dall’art. 14 della Convenzione;
3.
intorno alla necessità di vietare la trasmissione per mezzo della posta dell’oppio preparato.6

II. La Conferenza stima che sarebbe il caso di studiare la questione della canapa indiana dal punto di vista statistico e scientifico, allo scopo di regolare, qualora ciò diventasse necessario, sia per mezzo della legislazione interna, sia con un accordo internazionale, l’abuso del suo impiego.

  Protocollo finale

Firmato il 9 luglio 1913

In una serie di riunioni tenute dal 1° al 9 luglio 1913, la Conferenza, dopo aver esaminato la questione sottopostale dall’art. 23, cpv. 2, della Convenzione internazionale dell’oppio del 23 gennaio 1912;

I. ha deciso che il deposito delle ratificazioni possa esser fatto già sin d’ora;

II. ha adottato all’unanimità la seguente risoluzione:

Desiderando continuare nella via aperta dalla Commissione internazionale di Shangai del 1909 e dalla prima Conferenza dell’Aja del 1912, per giungere alla soppressione progressiva dell’abuso dell’oppio, della morfina e della cocaina, nonché delle droghe preparate o derivate da queste sostanze, e considerando sempre più la necessità e il vantaggio reciproco di un’intesa internazionale per quanto concerne questo punto, la seconda Conferenza internazionale dell’oppio:

1.
fa voto che il Governo dei Paesi Bassi voglia far osservare ai Governi dell’Austria-Ungheria, della Norvegia e della Svezia che la firma, la ratificazione, la preparazione dei provvedimenti legislativi e l’entrata in vigore della Convenzione costituiscono quattro fasi distinte le quali permettono già fin d’ora a questi Stati di procedere alla firma supplementare.
Infatti, risulta dagli art. 23 e 24 che tra la data dell’entrata in vigore della Convenzione e la preparazione dei progetti di legge, regolamenti ed altri provvedimenti previsti dalla Convenzione potrà decorrere un termine di sei mesi. Inoltre, l’art. 24 cpv. 3, permette agli Stati contraenti di concertarsi dopo la ratificazione sulla data dell’entrata in vigore di detti provvedimenti legislativi. Del resto non si può far a meno di far notare che le difficoltà previste dall’Austria-Ungheria, dalla Norvegia e dalla Svezia, per quanto concerne la loro legislazione, non erano sconosciute ai Delegati degli Stati firmatari e furono anzi oggetto di approfondito esame da parte dei dodici Stati contraenti. Quasi tutti gli Stati firmatari si trovano nella stessa situazione dei Governi menzionati sopra e non hanno ancora elaborato tutti i progetti di legge previsti dalla Convenzione;
2.
fa voto che il Governo dei Paesi Bassi abbia a comunicare ai Governi della Bulgaria, della Grecia, del Montenegro, del Perù, della Romania, della Serbia, della Turchia e dell’Uruguay la risoluzione seguente:
«La Conferenza constata con rincrescimento che alcuni Governi hanno rifiutato od omesso di firmare fino ad oggi la presente Convenzione. La Conferenza è d’avviso che l’astensione di questi Stati creerebbe gravi ostacoli al raggiungimento degli scopi umanitari cui tende la Convenzione. La Conferenza spera fermamente che questi Stati desisteranno dal loro atteggiamento negativo o dilatorio»;
3.
fa voto che il Governo dei Paesi Bassi abbia a far osservare al Governo svizzero che esso è in errore se considera essere la sua cooperazione di quasi nessun valore. All’opposto di quanto è detto nella lettera del Consiglio federale del 25 ottobre 1912, la Conferenza stima che la cooperazione della Svizzera avrebbe utilissimo effetto, mentre l’astensione sua comprometterebbe i risultati della Convenzione. Quanto alla questione sollevata dal Consiglio federale concernente le rispettive attribuzioni della legislazione federale e di quelle cantonali, è da osservarsi che simili difficoltà sono state affrontate dalla prima Conferenza, la quale ne ha tenuto conto nella redazione della Convenzione;
4.
invita i Governi firmatari a dar incarico ai loro rappresentanti all’estero di appoggiare i passi sovraindicati, da farsi dai loro colleghi olandesi;

III. ha emesso il voto seguente: che nel caso in cui la firma di tutti gli Stati invitati in virtù dell’art. 23, cpv. 1, non fosse stata ottenuta alla data del 31 dicembre 1913, il Governo dei Paesi Bassi inviti immediatamente gli Stati firmatari a designare dei Delegati per esaminare, all’Aja, la possibilità di far entrare in vigore la Convenzione internazionale dell’oppio del 23 gennaio 19127.

  Protocollo finale

Firmato il 25 giugno 1914

In una serie di riunioni tenute dal 15 al 25 giugno 1914 la Conferenza, dopo avere esaminata la questione sottopostale dal voto N. III espresso dalla seconda Conferenza:

A) Ha dato i pareri seguenti:

I. Che è possibile far entrare in vigore la Convenzione internazionale dell’oppio del 23 gennaio 1912 nonostante il fatto che alcuni Stati invitati in virtù dell’art. 23, cpv. 1, non abbiano ancora firmato la Convenzione.

II. Che l’entrata in vigore della Convenzione fra tutti gli Stati firmatari avrà luogo allorché gli Stati che l’hanno già firmata e quelli che hanno espresso l’intenzione di aderirvi l’avranno ratificata. La data dell’entrata in vigore della Convenzione sarà quella fissata dall’art. 24, cpv. 1.

III. Che, se ad una data da stabilirsi dalla Conferenza tutti gli Stati firmatari non avranno ancora deposte le loro ratificazioni, sarà in facoltà degli Stati che a questa data avranno deposto le loro ratificazioni di far entrare in vigore la Convenzione8. La stessa facoltà sarà lasciata agli Stati firmatari che depositeranno successivamente le loro ratificazioni dopo questa data.

IV. Che la data prevista al N. III è il 31 dicembre 1914.

V. Che rimane possibile agli Stati che non hanno ancora firmata la Convenzione di accedere alla stessa.

B) Ha deciso:

Che un Protocollo, nel quale gli Stati firmatari disposti a far uso della facoltà prevista al N. III potranno dichiarare l’intenzione di far entrare in vigore la Convenzione, sarà aperto all’Aja.

Sua Eccellenza il Ministro degli esteri dei Paesi Bassi, accogliendo un desidero espresso ad unanimità dalla Conferenza, ha consentito a far preparare questo Protocollo, che resterà aperto per le firme.

C) Ha adottato all’unanimità la risoluzione seguente;

La Conferenza invita S. E. il Ministro degli affari esteri dei Paesi Bassi a fare in nome della Conferenza passi urgenti e rispettosi presso gli Stati firmatari, che non hanno ratificato la Convenzione, né espresso l’intenzione di farlo, allo scopo di provocarli a dichiararsi disposti a deporre in breve tempo le loro ratificazioni, affinché la Convenzione possa entrare in vigore il più presto possibile.

  Protocollo concernente l’attuazione della Convenzione internazionale dell’oppio

I sottoscritti, debitamente autorizzati dai loro Governi rispettivi in virtù della facoltà contemplata al N. III del Protocollo finale della terza Conferenza internazionale dell’oppio, dichiarano che i loro Governi, avendo ratificata la Convenzione internazionale dell’oppio del 23 gennaio 1912, hanno l’intenzione di farla entrare in vigore.

Per gli Stati che firmeranno questo Protocollo avanti il 31 dicembre 1914, la Convenzione entrerà in vigore a questa data; per gli Stati che lo firmeranno dopo il 31 dicembre 1914, la Convenzione entrerà in vigore il giorno della firma.

(Seguono le firme)

  Campo d’applicazione il 1° settembre 1971

La Svizzera rimane vincolata da tutte le disposizioni della convenzione dell’oppio 1912, emendata col protocollo dell’11 dicembre 1946 (0.812.121.21) verso gli Stati (e i Territori cui fu estesa l’applicazione) seguenti, i quali non hanno ratificato né la convenzione concernente gli stupefacenti 1925 (0.812.121.4 – art. 31) né la convenzione unica sugli stupefacenti 1961 (0.812.121.0 – art. 44 n. 1 lett. a oppure non vi hanno aderito:

Albania

La Svizzera rimane vincolata dai capitoli II, IV e VI della convenzione dell’oppio 1912, emendata dal protocollo dell’11 dicembre 1946, verso gli Stati (e i Territori cui fu estesa l’applicazione) seguenti, i quali non hanno ratificato la convenzione unica sugli stupefacenti 1961 (art. 44 n. 1 lett. a) oppure non vi hanno aderito:

Cambogia Congo Rep. Centraficana Salvador

Estensione territoriale:

Zanzibar, Nuove Ebridi dalla Gran Bretagna

RS 12 450; FF 1924 231


1 Il testo originale è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.
2 Nel suo insieme, la presente convenzione non è più applicabile per la Svizzera tranne nei suoi rapporti con l’Albania; i suoi capitoli II, IV e VI sono solamente applicabili nei rapporti con le parti contraenti che fanno anche parte della conv. del 19 feb. 1925 concernente gli stupefacenti (RS 0.812.121.4), ma non della convenzione unica sugli stupe-facenti del 1961 (RS 0.812.121.0 art. 44 cpv. 1 lett. a e c). Vedi la lista degli stati contraenti qui appresso.
3 RU 41 685
4 Le disposizioni di questo capo sono state sostituite dalla Convenzione 19 febbraio 1925 (RS 0.812.121.4) nei rapporti fra gli Stati che hanno ratificato entrambe le Convenzioni (art. 31 della Convenzione del 1925).
5 Le disposizioni di questo capo sono state sostituite dalla Convenzione 19 febbraio 1925 (RS 0.812.121.4) nei rapporti fra gli Stati che hanno ratificato entrambe le Convenzioni (art. 31 della Convenzione del 1925).
6 L’Unione postale universale ha accolto questo invito. Vedi l’art. 33 cpv. 2 lett. b della Convenzione postale universale, del 5 luglio 1974 (RS 0.783.52).
7 Vedi il Protocollo finale del 25 giug. 1914, qui appresso.
8 Vedi il Protocollo qui appresso.


Index

0.812.121.2

Texte original

Convention internationale de l’opium1

Conclue à La Haye le 23 janvier 1912

Approuvée par l’Assemblée fédérale le 5 juin 19242

Ratification déposée par la Suisse le 15 janvier 1925

Entrée en vigueur pour la Suisse le 15 janvier 1925

Sa Majesté lEmpereur dAllemagne, Roi de Prusse, au nom de lEmpire allemand; le Président des Etats—Unis dAmérique; Sa Majesté lEmpereur de Chine; le Président de la République française; Sa Majesté le Roi du Royaume—Uni de Grande—Bretagne et dIrlande et des Territoires britanniques au delà des mers, Empereur des Indes; Sa Majesté le Roi dItalie, Sa Majesté lEmpereur du Japon; Sa Majesté la Reine des Pays—Bas; Sa Majesté Impériale le Shah de Perse, le Président de la République portugaise; Sa Majesté lEmpereur de toutes les Russies; Sa Majesté le Roi de Siam,

désirant marquer un pas de plus dans la voie ouverte par la Commission internationale de Shanghaï de 1909;

résolus à poursuivre la suppression progressive de l’abus de l’opium, de la morphine, de la cocaïne, ainsi que des drogues préparées ou dérivées de ces substances donnant lieu, ou pouvant donner lieu, à des abus analogues; considérant la nécessité et le profit mutuel d’une entente internationale sur ce point;

convaincus qu’ils rencontreront dans cet effort humanitaire l’adhésion unanime de tous les Etats intéressés,

ont résolu de conclure une convention à cet effet, et ont nommé pour leurs plénipotentiaires, à savoir:

(Suivent les noms des plénipotentiaires)

lesquels, après avoir déposé leurs pleins pouvoirs, trouvés en bonne et due forme, sont convenus de ce qui suit:

  Chapitre I: Opium brut3 

Définition. – Par «opium brut» on entend:

Le suc, coagulé spontanément, obtenu des capsules du pavot somnifère (papaver somniferum), et n’ayant subi que les manipulations nécessaires à son empaquetage et à son transport.

Art. 1

Les puissances contractantes édicteront des lois ou des règlements efficaces pour le contrôle de la production et de la distribution de l’opium brut, à moins que des lois ou des règlements existants n’aient déjà réglé la matière.

Art. 2

Les puissances contractantes limiteront, en tenant compte des différences de leurs conditions commerciales, le nombre des villes, ports ou autres localités par lesquels l’exportation ou l’importation de l’opium brut sera permise.

Art. 3

Les puissances contractantes prendront des mesures:

a)
pour empêcher l’exportation de l’opium brut vers les pays qui en auront prohibé l’entrée, et
b)
pour contrôler l’exportation de l’opium brut vers les pays qui en limitent l’importation, à moins que des mesures existantes n’aient déjà réglé la matière.
Art. 4

Les puissances contractantes édicteront des règlements prévoyant que chaque colis contenant de l’opium brut destiné à l’exportation sera marqué de manière à indiquer son contenu, pourvu que l’envoi excède 5 kilogrammes.

Art. 5

Les puissances contractantes ne permettront l’importation et l’exportation de l’opium brut que par des personnes dûment autorisées.


  Chapitre II: Opium préparé

Définition – Par «opium préparé» on entend:

Le produit de l’opium brut, obtenu par une série d’opérations spéciales, et en particulier par la dissolution, l’ébullition, le grillage et la fermentation, et ayant pour but de le transformer en extrait propre à la consommation.

L’opium préparé comprend le dross et tous autres résidus de l’opium fumé.

Art. 6

Les puissances contractantes prendront des mesures pour la suppression graduelle et efficace de la fabrication, du commerce intérieur et de l’usage de l’opium préparé, dans la limite des conditions différentes propres à chaque pays, à moins que des mesures existantes n’aient déjà réglé la matière.

Art. 7

Les puissances contractantes prohiberont l’importation et l’exportation de l’opium préparé; toutefois, celles qui ne sont pas encore prêtes à prohiber immédiatement l’exportation de l’opium préparé, la prohiberont aussitôt que possible.

Art. 8

Les puissances contractantes qui ne sont pas encore prêtes à prohiber immédiatement l’exportation de l’opium préparé:

a)
restreindront le nombre des villes, ports ou autres localités par lesquels l’opium préparé pourra être exporté;
b)
prohiberont l’exportation de l’opium préparé vers les pays qui en interdisent actuellement, ou pourront en interdire plus tard, l’importation;
c)
défendront, en attendant, qu’aucun opium préparé soit envoyé à un pays qui désire en restreindre l’entrée, à moins que l’exportateur ne se conforme aux règlements du pays importateur;
d)
prendront des mesures pour que chaque colis exporté, contenant de l’opium préparé, porte une marque spéciale indiquant la nature de son contenu;
e)
ne permettront l’exportation de l’opium préparé que par des personnes spécialement autorisées.

  Chapitre III: Opium médicinal, morphine, cocaïne, etc.4 

Définitions – Par «opium médicinal» on entend:

L’opium brut qui a été chauffé à 60° centigrades et ne contient pas moins de 10 % de morphine, qu’il soit ou non en poudre ou granulé, ou mélangé avec des matières neutres.

Par «morphine» on entend:

Le principal alcaloïde de l’opium, ayant la formule chimique C17 H19 N O3.

Par «cocaïne» on entend:

Le principal alcaloïde des feuilles de l’Erythroxylon Coca, ayant la formule C17 H21 N O4.

Par «héroïne» on entend:

La diacetyl—morphine, ayant la formule C21 H23 N O5.
Art. 9

Les puissances contractantes édicteront des lois ou des règlements sur la pharmacie de façon à limiter la fabrication, la vente et l’emploi de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs aux seuls usages médicaux et légitimes, à moins que des lois ou des règlements existants n’aient déjà réglé la matière. Elles coopéreront entre elles afin d’empêcher l’usage de ces drogues pour tout autre objet.

Art. 10

Les puissances contractantes s’efforceront de contrôler, ou de faire contrôler, tous ceux qui fabriquent, importent, vendent, distribuent et exportent la morphine, la cocaïne et leurs sels respectifs, ainsi que les bâtiments où ces personnes exercent cette industrie ou ce commerce.

A cet effet, les puissances contractantes s’efforceront d’adopter, ou de faire adopter, les mesures suivantes, à moins que des mesures existantes n’aient déjà réglé la matière:

a)
limiter aux seuls établissements et locaux qui auront été autorisés à cet effet la fabrication de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs, ou se renseigner sur les établissements et locaux où ces drogues sont fabriquées, et en tenir un registre;
b)
exiger que tous ceux qui fabriquent, importent, vendent, distribuent et exportent la morphine, la cocaïne et leurs sels respectifs soient munis d’une autorisation ou d’un permis pour se livrer à ces opérations, ou en fassent une déclaration officielle aux autorités compétentes;
c)
exiger de ces personnes la consignation sur leurs livres des quantités fabriquées, des importations, des ventes, de toute autre cession et des exportations de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs. Cette règle ne s’appliquera pas forcément aux prescriptions médicales et aux ventes faites par des pharmaciens dûment autorisés.
Art. 11

Les puissances contractantes prendront des mesures pour prohiber dans leur commerce intérieur toute cession de morphine, de cocaïne et de leurs sels respectifs à toutes personnes non autorisées, à moins que des mesures existantes n’aient déjà réglé la matière.

Art. 12

Les puissances contractantes, en tenant compte des différences de leurs conditions, s’efforceront de restreindre aux personnes autorisées l’importation de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs.

Art. 13

Les puissances contractantes s’efforceront d’adopter, ou de faire adopter, des mesures pour que l’exportation de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs de leurs pays, possessions, colonies et territoires à bail vers les pays, possessions, colonies et territoires à bail des autres puissances contractantes n’ait lieu qu’à la destination de personnes ayant reçu les autorisations ou permis prévus par les lois ou règlements du pays importateur.

A cet effet tout gouvernement pourra communiquer, de temps en temps, aux gouvernements des pays exportateurs des listes des personnes aux quelles des autorisations ou permis d’importation de morphine, de cocaïne et de leurs sels respectifs auront été accordés.

Art. 14

Les puissances contractantes appliqueront les lois et règlements de fabrication, d’importation, de vente ou d’exportation de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs:

a)
à l’opium médicinal;
b)
à toutes les préparations (officinales et non officinales, y compris les remèdes dits antiopium), contenant plus de 0,2 % de morphine ou plus de 0,1 % de cocaïne;
c)
à l’héroïne, ses sels et préparations contenant plus de 0,1 % d’héroïne;
d)
à tout nouveau dérivé de la morphine, de la cocaïne ou de leurs sels respectifs, ou à tout autre alcaloïde de l’opium, qui pourrait à la suite de recherches scientifiques, généralement reconnues, donner lieu à des abus analogues et avoir pour résultat les mêmes effets nuisibles.

  Chapitre IV

Art. 15

Les puissances contractantes ayant des traités avec la Chine (Treaty Powers)1 prendront, de concert avec le gouvernement chinois, les mesures nécessaires pour empêcher l’entrée en contrebande, tant sur le territoire chinois que dans leurs colonies d’Extrême—Orient et sur les territoires à bail qu’ils occupent en Chine, de l’opium brut et préparé, de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs, ainsi que des substances visées à l’art. 14 de la présente convention2. De son côté, le gouvernement chinois prendra des mesures analogues pour la suppression de la contrebande de l’opium et des autres substances visées ci—dessus, de la Chine vers les colonies étrangères et les territoires à bail.


1 Tous ces traités ont été abrogés. Pour la Suisse, voir l’échange de notes du 13 mars 1946 concernant la renonciation aux droits d’exterritorialité en Chine (RS 0.142.112.491.1).
2 Voir l’arrangement du 12 avril 1927 entre la Suisse et la Chine au sujet du trafic des stupéfiants entre les deux pays (RS 0.812.121.925.4).

Art. 16

Le gouvernement chinois promulguera des lois pharmaceutiques pour ses sujets, réglementant la vente et la distribution de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs et des substances visées à l’art. 14 de la présente convention, et communiquera ces lois aux gouvernements ayant des traités avec la Chine1, par l’inter-médiaire de leurs représentants diplomatiques à Pékin. Les puissances contractantes ayant des traités avec la Chine2 examineront ces lois et, si elles les trouvent acceptables, prendront les mesures nécessaires pour qu’elles soient appliquées à leurs nationaux résidant en Chine.


1 Tous ces traités ont été abrogés. Pour la Suisse, voir l’échange de notes du 13 mars 1946 concernant la renonciation aux droits d’exterritorialité en Chine (RS 0.142.112.491.1).
2 Tous ces traités ont été abrogés. Pour la Suisse, voir l’échange de notes du 13 mars 1946 concernant la renonciation aux droits d’exterritorialité en Chine (RS 0.142.112.491.1).

Art. 17

Les puissances contractantes ayant des traités avec la Chine1 entreprendront d’adopter les mesures nécessaires pour restreindre et pour contrôler l’habitude de fumer l’opium dans leurs territoires à bail, «settlements» et concessions en Chine, de supprimer pari passu avec le gouvernement chinois les fumeries d’opium ou établissements semblables qui pourront y exister encore, et de prohiber l’usage de l’opium dans les maisons d’amusements et les maisons publiques.


1 Tous ces traités ont été abrogés. Pour la Suisse, voir l’échange de notes du 13 mars 1946 concernant la renonciation aux droits d’exterritorialité en Chine (RS 0.142.112.491.1).

Art. 18

Les puissances contractantes ayant des traités avec la Chine1 prendront des mesures effectives pour la réduction graduelle, parti passu avec les mesures effectives que le gouvernement chinois prendra dans ce même but, du nombre des boutiques, destinées à la vente de l’opium brut et préparé, qui pourront encore exister dans leurs territoires à bail, «settlements» et concessions en Chine. Elles adopteront des mesures efficaces pour la restriction et le contrôle du commerce de détail de l’opium dans les territoires à bail, «settlements» et concessions, à moins que des mesures existantes n’aient déjà réglé la matière.


1 Tous ces traités ont été abrogés. Pour la Suisse, voir l’échange de notes du 13 mars 1946 concernant la renonciation aux droits d’exterritorialité en Chine (RS 0.142.112.491.1).

Art. 19

Les puissances contractantes qui possèdent des bureaux de poste en Chine1 adopteront des mesures efficaces pour interdire l’importation illégale en Chine, sous forme de colis postal, tout aussi bien que la transmision illégale d’une localité de la Chine à une autre localité par l’intermédiaire de ces bureaux de l’opium, soit brut, soit préparé, de la morphine et de la cocaïne et de leurs sels respectifs et des autres substances visées à l’art. 14 de la présente convention.


1 Tous ces traités ont été abrogés. Pour la Suisse, voir l’échange de notes du 13 mars 1946 concernant la renonciation aux droits d’exterritorialité en Chine (RS 0.142.112.491.1).


  Chapitre V

Art. 20

Les puissances contractantes examineront la possibilité d’édicter des lois ou des règlements rendant passible de peines la possession illégale de l’opium brut, de l’opium préparé, de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs, à moins que des lois ou des règlements existants n’aient déjà réglé la matière.

Art. 21

Les puissances contractantes se communiqueront, par l’intermédiaire du ministre des affaires étrangères des Pays—Bas1:

a)
les textes des lois et des règlements administratifs existants, concernant les matières visées par la présente convention, ou édictés en vertu de ces clauses;
b)
des renseignements statistiques en ce qui concerne le commerce de l’opium brut, de l’opium préparé, de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs, ainsi que des autres drogues, ou leurs sels, ou préparations, visés par la présente convention.
Ces statistiques seront fournies avec autant de détails et dans un délai aussi bref que l’on considérera comme possibles.

1 La fonction attribuée au gouvernement des Pays-Bas en vertu de cet article a été confiée au secrétaire général de la Société des Nations par résolution de l’assemblée de la Société des Nations du 15 décembre 1920 et plus tard au secétaire général de l’Organisation des Nations Unies par l’art. III du protocole du 11 décembre 1946 (RS 0.812.121.41).


  Chapitre VI: Dispositions finales

Art. 22

Les puissances non représentées à la conférence seront admises à signer la présente convention.

Dans ce but, le gouvernement des Pays—Bas invitera, immédiatement après la signature de la convention par les plénipotentiaires des puissances qui ont pris part à la conférence, toutes les puissances de l’Europe et de l’Amérique non représentées à la conférence, à savoir:

La République argentine, l’Autriche—Hongrie, la Belgique, la Bolivie, le Brésil, la Bulgarie, le Chili, la Colombie, le Costa—Rica, la République de Cuba, le Danemark, la République dominicaine, la République de l’Equateur, l’Espagne, la Grèce, le Guatémala, la République d’Haïti, le Honduras, le Luxembourg, le Mexique, le Monténégro, le Nicaragua, la Norvège, le Panama, le Paraguay, le Pérou, la Roumanie, le Salvador, la Serbie, la Suède, la Suisse, la Turquie, l’Uruguay, les Etats—Unis du Venezuela,

à désigner un délégué muni des pleins pouvoirs nécessaires pour signer, à La Haye, la convention.

La convention sera munie de ces signatures au moyen d’un «Protocole de signature de puissances non représentées à la conférence», à ajouter après les signatures des puissances représentées et mentionnant la date de chaque signature.

Le gouvernement des Pays—Bas donnera tous les mois à toutes les puissances signataires avis de chaque signature supplémentaire.

Art. 23

Après que toutes les puissances, tant pour elles—mêmes que pour leurs possessions, colonies, protectorats et territoires à bail, auront signé la convention ou le protocole supplémentaire visé ci—dessus, le gouvernement des Pays—Bas invitera toutes les puissances à ratifier la convention avec ce protocole.

Dans le cas où la signature de toutes les puissances invitées n’aurait pas été obtenue à la date du 31 décembre 1912, le gouvernement des Pays-Bas invitera immédiatement les puissances signataires à cette date, à désigner des délégués pour procéder, à La Haye, à l’examen de la possibilité de déposer néanmoins leurs ratifications.1

La ratification sera faite dans un délai aussi court que possible et déposée à La Haye au Ministère des affaires étrangères.

Le gouvernement des Pays—Bas donnera tous les mois avis aux puissances signataires des ratifications qu’il aura reçues dans l’intervalle.

Aussitôt que les ratifications de toutes les puissances signataires, tant pour elles— mêmes que pour leurs colonies, possessions, protectorats et territoires à bail, auront été reçues par le gouvernement des Pays—Bas, celui—ci notifiera à toutes les puissances qui auront ratifié la convention la date à laquelle il aura reçu le dernier de ces actes de ratification.


1 Voir le prot. de clôture du 9 juillet 1913 publié ci-après.

Art. 24

La présente convention entrera en vigueur trois mois après la date mentionnée dans la notification du gouvernement des Pays—Bas, visée au dernier alinéa de l’article précédent.

A l’égard des lois, règlements et autres mesures, prévus par la présente convention, il est convenu que les projets requis à cet effet seront rédigés au plus tard six mois après l’entrée en vigueur de la convention. En ce qui concerne les lois, elles seront aussi proposées par les gouvernements à leurs parlements ou corps législatifs dans ce même délai de six mois, et en tout cas à la première session qui suivra l’expi-ration de ce délai.

La date à partir de laquelle ces lois, règlements ou mesures entreront en vigueur fera l’objet d’un accord entre les puissances contractantes sur la proposition du gouvernement des Pays—Bas.

Dans le cas où des questions surgiraient relatives à la ratification de la présente convention, ou à la mise en vigueur, soit de la convention, soit des lois, règlements et mesures qu’elle comporte, le gouvernement des Pays—Bas, si ces questions ne peuvent pas être résolues par d’autres moyens, invitera toutes les puissances contractantes à désigner des délégués qui se réuniront à La Haye pour arriver à un accord immédiat sur ces questions.

Art. 25

S’il arrivait qu’une des puissances contractantes voulût dénoncer la présente convention, la dénonciation sera notifiée par écrit au gouvernement des Pays—Bas1 qui communiquera immédiatement copie certifiée conforme de la notification à toutes les autres puissances, en leur faisant savoir la date à laquelle il l’a reçue.

La dénonciation ne produira ses effets qu’à l’égard de la puissance qui l’aura notifié et un an après que la notification en sera parvenue au gouvernement des Pays—Bas2.

En foi de quoi, les plénipotentiaires ont revêtu la présente convention de leurs signatures.

Fait à La Haye, le 23 janvier mil neuf cent douze, en un seul exemplaire, qui restera déposé dans les archives du gouvernement des Pays—Bas et dont des copies, certifiées conformes, seront remises par la voie diplomatique à toutes les puissances représentées à la conférence.

(Suivent les signatures)


1 Voir la note à l’art. 21.
2 Voir la note à l’art. 21.


  Protocole de clôture

Signé le 23 janvier 1912

Dans une série de réunions tenues du 1er décembre 1911 au 23 janvier 1912, la conférence a arrêté le texte de convention ci—annexé.

La conférence a en outre émis les voeux suivants:

I. La conférence estime qu’il y aurait lieu d’attirer l’attention de l’Union postale universelle:

1.
sur l’urgence de réglementer la transmission par la poste de l’opium brut;
2.
sur l’urgence de réglementer autant que possible la transmission par la poste de la morphine, de la cocaïne et de leurs sels respectifs, et des autres substances visées à l’art. 14 de la convention;
3.
sur la nécessité de prohiber la transmission par la poste de l’opium préparé5.

II. La conférence estime qu’il y aurait lieu d’étudier la question du chanvre indien au point de vue statistique et scientifique, dans le but de régler, si la nécessité s’en fait sentir, par la législation intérieure ou par un accord international, les abus de son emploi.

  Protocole de clôture

Signé le 9 juillet 1913

Dans une série de réunions tenues du 1er au 9 juillet 1913, la conférence, après avoir examiné la question qui lui était soumise par le par. 2 de l’art. 23 de la convention internationale, de l’opium du 23 janvier 1912:

I. a décidé que le dépôt des ratifications peut avoir lieu dès maintenant;

II. a adopté à l’unanimité la résolution suivante:

Désirant poursuivre, dans la voie ouverte par la commission internationale de Shanghaï de 1909 et par la première conférence de La Haye de 1912, la suppression progressive de l’abus de l’opium, de la morphine, de la cocaïne, ainsi que des drogues préparées ou dérivées de ces substances, et considérant plus que jamais la nécessité et le profit mutuel d’une entente internationale sur ce point, la deuxième conférence internationale de l’opium

1.
émet le voeu que le gouvernement des Pays—Bas veuille bien faire remarquer aux gouvernements d’Autriche—Hongrie, de Norvège et de Suède, que la signature, la ratification, la préparation des mesures législatives et l’entrée en vigueur de la convention constituent quatre phases distinctes qui permettent dès maintenant à ces puissances de procéder à la signature supplémentaire.
En effet, il ressort des art. 23 et 24 qu’une période de six mois pourra s’écouler entre l’entrée en vigueur de la convention et la rédaction des projets de lois, règlements et autres mesures prévues par la convention. En outre, l’al. 3 de l’art. 24 permet aux puissances contractantes de s’entendre après vérification sur la date de l’entrée en vigueur desdites mesures législatives. D’ailleurs, on ne peut s’empêcher de faire remarquer que les difficultés prévues par l’Autriche-Hongrie, la Norvège et la Suède, en ce qui concerne leur législation, n’étaient pas inconnues aux délégués des puissances signataires et ont même fait l’objet d’un examen approfondi de la part des douze puissances contractantes. Presque toutes les puissances signataires se trouvent dans la même situation que les gouvernements susmentionnés et n’ont pas encore élaboré tous les projets de lois prévus par la convention;
2.
émet le voeu que le gouvernement des Pays—Bas veuille bien communiquer aux gouvernements de la Bulgarie, de la Grèce, du Monténégro, du Pérou, de la Roumanie, de la Serbie, de la Turquie et de l’Uruguay la résolution suivante:
«La conférence regrette que certains gouvernements aient refusé ou omis de signer jusqu’à présent la convention. La conférence est d’avis que l’abstention de ces puissances entraverait de la façon la plus sérieuse les buts humanitaires poursuivis par la convention. La conférence exprime le ferme espoir que ces puissances reviendront sur leur attitude ou négative ou dilatoire»;
3.
émet le voeu que le gouvernement des Pays—Bas veuille bien faire observer au gouvernement helvétique qu’il est dans l’erreur en considérant sa coopération comme d’une valeur à peu près nulle. A l’encontre de ce qui est dit dans la lettre du Conseil fédéral du 25 octobre 1912, la conférence estime que la coopération de la Suisse serait de l’effet le plus utile, tandis que son abstention compromettrait les résultats de la convention. Quant à la question soulevée par le Conseil fédéral concernant les attributions respectives des législations fédérales et cantonales, il est à noter que de semblables difficultés ont été déjà envisagées par la première conférence qui en a tenu compte dans la rédaction de la convention;
4.
invite les gouvernements signataires à charger leurs représentants à l’étran-ger d’appuyer les démarches susindiquées de leurs collègues néerlandais;

III. a émis le voeu suivant: que dans le cas où la signature de toutes les puissances invitées en vertu du par. 1 de l’art. 23 n’aurait pas été obtenue à la date du 31 décembre 1913, le gouvernement des Pays—Bas invite immédiatement les puissances signataires à désigner des délégués pour procéder à La Haye à l’examen de la possibilité de faire entrer en vigueur la convention internationale de l’opium du 23 janvier 1912.6

  Protocole de clôture

Signé le 25 juin 1914

Dans une série de réunions tenues du 15 au 25 juin 1914, la conférence, après avoir examiné la question qui lui était soumise par le voeu no III formulé par la deuxième conférence:

A. a émis les avis suivants:

I.
qu’il est possible de faire entrer en vigueur la convention internationale de l’opium du 23 janvier 1912, nonobstant le fait que quelques puissances invitées en vertu du par. I de l’art. 23 n’ont pas encore signé la convention;
II.
que l’entrée en vigueur de la convention entre toutes les puissances signataires aura lieu lorsque les puissances qui l’ont déjà signée et celles qui ont exprimé leur intention d’y adhérer l’auront ratifiée. La date de l’entrée en vigueur de la convention sera celle fixée par le par. I de l’art. 24;
III.
que, si à une date à déterminer par la conférence toutes les puissances signataires n’ont pas encore déposé leurs ratifications, il sera loisible aux puissances signataires dont à cette date les ratifications auront été déposées, de faire entrer en vigueur la convention7. La même faculté sera laissée aux puissances signataires qui déposeront successivement leurs ratifications après cette date;
IV.
que la date visée sous III est le 31 décembre 1914;
V.
que la possibilité d’accéder à la convention reste ouverte aux puissances qui ne l’ont pas encore signée;

B. a décidé:

qu’un protocole, par lequel les puissances signataires disposées à se servir de la faculté visée sous III pourront déclarer leur intention de faire entrer en vigueur la convention, sera ouvert à La Haye.

Son Excellence M. le ministre des affaires étrangères des Pays—Bas, satisfaisant au désir exprimé unanimement par la conférence, a consenti à faire dresser ce protocole, qui restera ouvert pour les signatures;

C. a adopté à l’unanimité la résolution suivante:

La conférence invite Son Excellence M. le ministre des affaires étrangères des Pays—Bas à entreprendre au nom de la conférence une démarche urgente et respectueuse auprès des puissances signataires qui n’ont pas ratifié la convention ni exprimé leur intention de le faire, démarche tendant à les amener à se déclarer prêtes, dans un très bref délai, à déposer leurs ratifications afin que la convention puisse entrer en vigueur au plus tôt possible.

  Protocole relatif à la mise en vigueur de la convention internationale de l’opium

Les soussignés, dûment autorisés par leurs gouvernements respectifs en vertu de la faculté visée sous no 3 du protocole de clôture de la troisième conférence internationale de l’opium, déclarent que leurs gouvernements ayant ratifié la convention internationale de l’opium du 23 janvier 1912, ont l’intention de la faire entrer en vigueur.

Pour les puissances qui signeront ce protocole avant le 31 décembre 1914, la convention entrera en vigueur à cette date; pour les puissances qui le signeront après le 31 décembre 1914, la convention entrera en vigueur le jour de la signature.

(Suivent les signatures)

  Champ d’application de la convention le 1er septembre 1971

La Suisse reste liée par toutes les dispositions de la Convention de l’Opium de 1912, amendée par le protocole du 11 décembre 1946 (RS 0.812.121.2), à l’égard des Etats (et Territoires auxquels leur application a été étendue) suivants, qui n’ont ratifié ni la Convention de l’Opium 1925 (RS 0.812.121.4, art. 31) ni la Convention unique sur les stupéfiants 1961 (RS 0.812.121.0, art. 44, ch. 1, let. a) ou n’y ont adhéré:

Albanie

La Suisse rest liée par les dispositions des chap. II, IV et VI de la Convention de 1912, amendée par le protocole du 11 décembre 1946 (RS 0.812.121. 1), à l’égard des Etats (et Territoires auxquels leur application a été étendue) suivants qui n’ont pas ratifié la Convention unique sur les stupéfiants 1961 (RS 0.812.121.0, art. 44, ch. 1, let. a et ou n’y ont adhéré:

Cambodge,
République centrafricaine,
Congo (Brazzaville),
El Salvador.

Extension territoriale:

Zanzibar,
Nouvelles-Hébrides par la Grande-Bretagne

RS 12 435; FF 1924 I 205


1 Dans son entier, la présente convention n’est encore applicable pour la Suisse que dans ses rapports avec l’Albanie; ses chapitres II, IV et VI ne sont applicables que dans les rapports avec les puissances contractantes qui sont aussi parties à la conv. du 19 fév. 1925 relative aux stupéfiants (RS 0.812.121.4 art. 31), mais pas à la conv. unique sur les stupéfiants de 1961 (RS 0.812.121.0 art. 44 al. 1 let. a et c). Voir la liste des Etats paties publiée ci—après.
2 RO 41 691
3 Les dispositions du présent chapitre ont été remplacées par la convention du 19 février 1925 (RS 0.812.121.4) dans les rapports entre les Etats parties aux deux conventions (art. 31 de la convention de 1925).
4 Les dispositions du présent chapitre ont été remplacées par la convention du 19 février (RS 0.812.121.4) dans les rapports entre les Etats parties aux deux conventions (Art. 31 de la convention de 1925).
5 L’Union postale universelle a donné suite à cette invitation. Voir l’art. 33 al. 2 let. b de la convention postale universelle du 5 juillet 1974 (RS 0.783.52).
6 Voir le protocole de clôture du 25 juin 1914 publié ci-après.
7 Voir le protocole relatif à la mise en vigueur de la convention internationale de l’opium publié ci—après.


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