Index

0.353.915.4

Traduzione1

Trattato d’estradizione fra la Svizzera e la Repubblica Argentina

Conchiuso il 21 novembre 1906
Approvato dall’Assemblea federale il 21 giugno 19072
Istrumenti di ratificazione scambiati il 6 dicembre 1911
Entrato in vigore per la Svizzera il 9 gennaio 1912
Entrato in vigore per l’Argentina il 1° gennaio 1912

(Stato 16 febbraio 2013)

Il Consiglio federale della Confederazione Svizzera e il Governo della Repubblica Argentina

desiderando di rinsaldare i vincoli d’amicizia fra i due paesi e di regolare in modo uniforme l’estradizione dei delinquenti pur conformandosi alle leggi dei due paesi sulla materia, hanno risolto di conchiudere un trattato e hanno nominato a questo scopo loro plenipotenziari:

(Seguono i nomi dei plenipotenziari)

i quali, dopo essersi comunicati i loro pieni poteri, trovati in buona e debita forma, sono addivenuti alla stipulazione dei seguenti articoli:

Art. I

Le Alte Parti Contraenti, conforme alle regole stabilite nel presente Trattato, si impegnano a consegnarsi reciprocamente gli individui processati o condannati per uno dei crimini o delitti enumerati nell’articolo li, e che si trovano rifugiati nel territorio dell’altro Stato.

Art. II

I crimini e delitti che danno luogo all’estradizione sono i seguenti:

  1.
omicidio;
  2.
assassinio;
  3.
parricidio;
  4.
infanticidio;
  5.
veneficio;
  6.
aborto procurato;
  7.
percosse e ferite volontarie che abbiano cagionato la morte senza intenzione di darla, o dalle quali risulti una mutilazione grave e permanente di un membro o di un organo del corpo;
  8.
stupro violento, stupro o altri attentati al pudore;
  9.
attentato al pudore consumato, con o senza violenza, su fanciulli dell’uno o dell’altro sesso d’età inferiore a 14 anni;
10.
bigamia;
11.
ratto e sequestro di persona; soppressione o sostituzione d’infante;
12.
ratto di minorenni;
13.
falsificazione e alterazione di moneta o di carta monetata e di carte di credito aventi corso legale, di azioni e di altri titoli emessi dallo Stato, da corporazioni, da società o da privati; emissione, circolazione o alterazione di francobolli, stampiglie, marche o sigilli dello Stato e dei pubblici uffici; introduzione, emissione o uso, con conoscenza di causa, dei detti oggetti falsificati; uso di documenti o atti falsificati a questi differenti scopi; uso fraudolento o abuso di sigilli, bolli e marchi autentici;
14.
falso in scrittura pubblica o privata; falsificazione di lettere di cambio o di qualunque altro titolo di commercio, e uso di tali documenti falsificati;
15.
falsa testimonianza, subornazione di testimoni o falso giuramento in materia civile o criminale;
16.
corruzione di pubblici ufficiali;
17.
peculato o malversazione di pubblico denaro, concussione commessa da funzionari o da depositari;
18.
incendio volontario; impiego abusivo di esplodenti;
19.
distruzione o danneggiamento volontario di ferrovie, di battelli a vapore, poste, apparecchi e condotte elettriche (telegrafi, telefoni), e qualsiasi atto che mettesse in pericolo il loro esercizio;
20.
rapina, estorsione, furto, ricettazione;
21.
atti volontari commessi per mandare a picco, far naufragare, distruggere, rendere impropria all’uso o deteriorare una nave, quando possa risultarne un pericolo per i terzi;
22.
truffa;
23.
appropriazione indebita e sottrazione fraudolenta;
24.
bancarotta fraudolenta.

Sono compresi nelle qualificazioni che precedono il tentativo e la complicità, quando sieno punibili secondo la legge penale dei paesi contraenti.

L’estradizione sarà consentita per i delitti enumerati qui sopra se i fatti incriminati possono essere puniti con una pena di almeno un anno di prigione, secondo la legislazione delle parti contraenti.

Art. III

L’estradizione non sarà consentita:

1.
se l’individuo reclamato è cittadino per nascita o per naturalità della nazione richiesta;
2.
per i delitti politici o per i fatti connessi con delitti politici;
3.
se il delitto è stato commesso nel territorio della nazione richiesta;
4.
se la domanda di estradizione è motivata dal medesimo crimine o delitto che quello per il quale l’individuo reclamato è stato giudicato, condannato o assolto nel paese richiesto;
5.
se, conformemente alla legge dello Stato richiedente o dello Stato richiesto, la pena o l’azione penale era prescritta prima dell’arresto o della citazione dell’individuo reclamato.
Art. IV

L’estradizione non sarà consentita se l’individuo reclamato è sottoposto a processo o giudicato per lo stesso crimine o delitto nel paese a cui è domandata l’estradizione.

Art. V

Se la pena stabilita dalla legge dello Stato richiedente per l’infrazione che motiva la domanda di estradizione, è una pena corporale, l’estradizione sarà subordinata alla condizione che la pena venga, al caso, commutata in quella della prigione o in una multa.

Art. VI

L’estradizione non sarà consentita se non a condizione che l’individuo consegnato non sia giudicato da un tribunale d’eccezione.

Art. VII

Gli individui reclamati che sono processati o che scontano una condanna per un delitto diverso da quello che motiva la domanda di estradizione, non saranno consegnati se non dopo essere stati giudicati definitivamente nel paese richiesto e, in caso di condanna, se non dopo aver scontata la loro pena o essere stati graziati.

Art. VIII

Gli individui dei quali sarà stata consentita l’estradizione non potranno essere processati nè puniti per crimini o delitti anteriori a quelli che hanno dato luogo all’estradizione, nè per fatti connessi con questi crimini o delitti, salvo che il paese che li ha consegnati vi consenta e che si tratti di uno dei delitti enumerati nell’articolo II.

Essi non potranno neppure essere consegnati a uno Stato terzo che li reclamasse per fatti diversi da quelli che hanno motivato l’estradizione.

Queste restrizioni non avranno luogo se l’estradato consente espressamente ad essere processato o punito per una infrazione anteriormente commessa e non menzionata nella domanda di estradizione, o ad essere consegnato a uno Stato terzo, o infine se risiede nel paese dove è stato giudicato durante tre mesi a cominciare dal giorno in cui ha finito di scontare la sua pena o dal giorno in cui è stato graziato e rimesso in libertà, e neppure quando egli fosse rientrato in seguito nel territorio dello Stato richiedente.

Art. IX

Nel caso in cui, giusta le disposizioni del presente Trattato, l’estradizione non sia stata consentita, l’individuo reclamato sarà, se occorre, giudicato dai tribunali dello Stato richiesto secondo le leggi di questo paese, e la sentenza definitiva dovrà essere comunicata al Governo richiedente.

Dal canto suo, lo Stato a domanda del quale un cittadino dell’altro Stato sarà stato processato e giudicato, si impegna a non esercitare una seconda azione giudiziaria contro lo stesso individuo e per lo stesso fatto, eccetto il caso che l’individuo non avesse scontata la pena alla quale fosse stato condannato nel suo paese.

Art. X

Quando il crimine o delitto che dà luogo alla domanda di estradizione sia stato commesso sul territorio di uno Stato terzo che non chiede la consegna del delinquente, l’estradizione non sarà consentita se non quando la legislazione del paese richiesto autorizzi la punizione delle medesime infrazioni commesse fuori del suo territorio.

Art. XI

Quando l’individuo la cui estradizione è reclamata conformemente al presente Trattato, sia del pari reclamato da uno o più Governi per delitti commessi sui loro territori rispettivi, l’estradizione sarà accordata a quello nel cui territorio sarà stato commesso il delitto più grave e, in caso di pari gravità, a quello che avrà presentato pel primo la domanda di estradizione.

Art. XII

Se l’individuo reclamato non è cittadino del paese richiedente e se fosse reclamato anche dal Governo del suo paese per il medesimo delitto, il Governo richiesto avrà facoltà di consegnarlo a quello che gli converrà.

Art. XIII

La domanda di estradizione dovrà sempre esser fatta per la via diplomatica; in difetto di questa, dal Console di grado più elevato del paese richiedente.

Essa dovrà essere accompagnata:

1.
dall’originale o dalla copia autentica del mandato di cattura o di qualunque altro atto equivalente, o dalla sentenza di condanna pronunciata dall’autorità competente secondo le forme prescritte nel paese che domanda l’estradizione.
Questi documenti dovranno indicare il fatto incriminato, il luogo, dove fu commesso e la sua data;
2.
dalla copia delle disposizioni penali applicabili al crimine o delitto di cui si tratta;
3.
per quanto è possibile, dai connotati della persona reclamata.
Art. XIV

Lo straniero la cui estradizione possa essere richiesta per questo o quello dei delitti compresi nell’articolo II, potrà essere detenuto provvisoriamente secondo le forme prescritte dalla legislazione del paese richiesto, per mezzo di un avviso postale o telegrafico che emani dall’autorità competente del paese richiedente e che annunci la consegna in via diplomatica di un mandato di arresto.

L’individuo così detenuto sarà rimesso in libertà se, entro tre mesi dal giorno dell’arresto, la domanda diplomatica di estradizione non è inviata nella forma stabilita dall’articolo XIII, salvo che l’arresto non sia mantenuto per altro motivo.

Art. XV a XVII1

1 Abrogati dall’art. 33 par. 2 del tratt. del 10 nov. 2009 di assistenza giudiziaria in materia penale tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Argentina, approvato dall’AF il 30 set. 2011, con effetto dal 16 feb. 2013 (RU 2013 503 501; FF 2011 537).

Art. XVIII

È formalmente stipulato che il transito, attraverso il territorio di una delle Parti contraenti, di un individuo consegnato da uno Stato terzo all’altra Parte e che non è cittadino del paese di transito, sarà concesso dietro la semplice esibizione, in via diplomatica, del mandato di arresto o della sentenza di condanna, purchè non si tratti nè di delitti politici o di fatti connessi con delitti politici, nè di delitti puramente militari, e purchè il fatto che serve di base all’estradizione sia compreso fra i delitti enumerati nell’articolo Il del presente Trattato.

Il trasporto si farà per la via più rapida, sotto la scorta degli agenti del paese richiesto e a spese del Governo richiedente.

Art. XIX

Gli oggetti provenienti da un crimine o da un delitto, che fossero stati trovati in possesso dell’individuo reclamato o che questi avesse nascosto e che fossero stati scoperti più tardi, gli utensili o gli istrumenti dei quali egli si fosse servito per commettere l’infrazione, come pure tutti gli altri oggetti di prova, saranno consegnati insieme con l’individuo reclamato.

Restano espressamente salvi i diritti che terze persone potessero avere sugli oggetti in questione, i quali dovranno esser loro rinviati senza spese a processo terminato.

Art. XX

Le spese occorse sul territorio dello Stato richiesto per la cattura, la detenzione, la custodia, il nutrimento dell’individuo reclamato e pel trasporto degli oggetti menzionati nell’articolo XIX del presente Trattato, saranno sopportate dal Governo di questo Stato.

Art. XXI

I documenti sottoposti o comunicati in conformità del presente Trattato alle autorità dell’altro Stato, dovranno esser sempre accompagnati da una traduzione in francese per la Confederazione Svizzera e in spagnolo per la Repubblica Argentina.

Art. XXII

Il presente Trattato entrerà in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione, che avverrà nel più breve termine possibile e simultaneamente nei due paesi; esso resterà in vigore nella forma delle loro legislazioni rispettive per altri sei mesi dal giorno in cui uno dei due Governi avrà manifestato la sua volontà di farne cessare gli effetti.

Il presente Trattato sarà ratificato e le ratifiche saranno scambiate a Buenos Aires il più presto possibile.

In fede di che, i Plenipotenziari rispettivi hanno firmato il presente Trattato e vi hanno apposto i loro sigilli.

Fatto in doppio originale a Buenos Aires il ventuno di novembre del millenovecentosei.

J. Choffat


 CS 12 57; FF 1907 I 641 ediz. ted. 589 ediz. franc.


1 Il testo originale è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.2 RU 27 957


M. A. Montes de Oca

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0.353.915.4

Übersetzung1

Auslieferungsvertrag zwischen der Schweiz und der Argentinischen Republik

Abgeschlossen am 21. November 1906
Von der Bundesversammlung genehmigt am 21. Juni 19072
Ratifikationsurkunden ausgetauscht am 6. Dezember 1911
In Kraft getreten für die Schweiz am 9. Januar 1912
In Kraft getreten für Argentinien am 1. Januar 1912

(Stand am 16. Februar 2013)

Der Bundesrat der Schweizerischen Eidgenossenschaft und die Regierung der Argentinischen Republik,

von dem Wunsche geleitet, die Bande der Freundschaft zwischen den beiden Staaten enger zu knüpfen und die gegenseitige Auslieferung der flüchtigen Verbrecher einheitlich zu regeln unter Berücksichtigung der in beiden Ländern hierüber bestehenden Gesetze, haben sich zum Abschlusse eines Vertrages entschlossen und zu diesem Zwecke als ihre Bevollmächtigten ernannt:

(Es folgen die Namen der Bevollmächtigten)

welche nach Mitteilung ihrer in guter und gehöriger Form befundenen Vollmachten nachstehende Artikel vereinbart haben:

Art. I

Die hohen vertragschliessenden Teile verpflichten sich, nach Massgabe der Vorschriften des gegenwärtigen Vertrages, sich gegenseitig diejenigen Personen auszuliefern, welche wegen eines der in Artikel II aufgeführten Verbrechen oder Vergehen verfolgt oder verurteilt sind und sich auf das Gebiet des andern Staates geflüchtet haben.

Art. II

Die Verbrechen und Vergehen, für welche die Auslieferung gewährt wird, sind folgende:

  1.
Totschlag;
  2.
Mord;
  3.
Elternmord;
  4.
Kindesmord;
  5.
Vergiftung;
  6.
Abtreibung der Leibesfrucht;
  7.
absichtliche Körperverletzung, welche, ohne den Vorsatz zu töten, den Tod nach sich gezogen oder eine schwere und dauernde Verstümmelung eines Gliedes oder Organes des Körpers zur Folge gehabt hat;
  8.
Notzucht, Schändung oder anderweitige Angriffe auf die Schamhaftigkeit;
  9.
mit oder ohne Gewalt verübter Angriff auf die Schamhaftigkeit von Kindern beider Geschlechter unter 14 Jahren;
10.
Bigamie;
11.
Wegnahme (Raub) und widerrechtliche Gefangenhaltung von Personen; Unterdrückung oder Unterschiebung von Kindern;
12.
Entführung von Minderjährigen;
13.
Fälschung oder Veränderung von Münzen, Papiergeld, von Kreditpapieren mit gesetzlichem Kurs, von Aktien und andern Werttiteln, ausgegeben vom Staate, von Korporationen, Gesellschaften oder Privatpersonen; Ausgabe, Inverkehrsetzung oder Veränderung von Postmarken, von Stempeln, Marken oder Siegeln des Staates oder öffentlicher Stellen; Einführung, Ausgabe oder Gebrauch der genannten Sachen, in Kenntnis, dass sie gefälscht sind; Gebrauch von gefälschten Urkunden oder Akten der erwähnten Arten; betrügerischer Gebrauch oder Missbrauch von authentischen Siegeln, Stempeln und Marken;
14.
Fälschung oder Verfälschung von öffentlichen oder privaten Schriftstücken, von Wechseln oder andern Handelspapieren und Gebrauch dieser gefälschten Urkunden;
15.
falsches Zeugnis; Verleitung von Zeugen zu falscher Aussage; Meineid in Ziviloder Strafsachen;
16.
Bestechung von öffentlichen Beamten;
17.
Veruntreuung oder Unterschlagung öffentlicher Gelder; Erpressung und Übervorteilung, begangen von Beamten oder Depositären;
18.
vorsätzliche Brandstiftung; Missbrauch von Sprengstoffen;
19.
vorsätzliche Zerstörung oder Beschädigung von Eisenbahnen, Dampfschiffen, Posten, elektrischen Apparaten oder Leitungen (Telegrafen, Telefone) und Gefährdung ihres Betriebes;
20.
Raub, Erpressung, Diebstahl, Hehlerei;
21.
vorsätzliche Handlungen, welche das Sinken, die Strandung, Zerstörung, Unbrauchbarmachung oder Beschädigung eines Schiffes bewirken, sofern daraus eine Gefahr für andere entstehen kann;
22.
Betrug;
23.
Vertrauensmissbrauch und Unterschlagung;
24.
betrügerischer Bankerott.

In den vorstehenden Begriffsbezeichnungen sind der Versuch und die Teilnahme inbegriffen, sofern sie nach den Gesetzen der Vertragsstaaten strafbar sind.

Es wird wegen der oben angeführten Delikte die Auslieferung bewilligt, wenn die zur Last gelegten Straftaten nach den Gesetzgebungen der Vertragsstaaten wenigstens eine einjährige Freiheitsstrafe nach sich ziehen können.

Art. III

Die Auslieferung findet nicht statt:

1.
wenn die reklamierte Person durch Geburt oder Naturalisation Bürger des ersuchten Staates ist;
2.
wegen politischer Vergehen oder wegen Handlungen, welche mit solchen im Zusammenhang stehen;
3.
wenn das Delikt auf dem Gebiete des ersuchten Staates begangen worden ist;
4.
wenn dem Auslieferungsbegehren das gleiche Verbrechen oder Vergehen zugrunde liegt, für welches die reklamierte Person in dem ersuchten Staate abgeurteilt, bestraft oder freigesprochen worden ist;
5.
wenn die Strafe oder die Strafklage vor der Verhaftung oder Vorladung der reklamierten Person nach der Gesetzgebung des ersuchenden oder des ersuchten Staates verjährt ist.
Art. IV

Die Auslieferung findet nicht statt, wenn die reklamierte Person in dem ersuchten Staate für dasselbe Verbrechen oder Vergehen verfolgt oder vor Gericht gestellt wird.

Art. V

Wenn das Strafgesetz des ersuchenden Staates für die strafbare Handlung, um derentwillen die Auslieferung verlangt wird, eine körperliche Strafe androht, so wird die Auslieferung nur unter der Bedingung gewährt, dass jene Strafe gegebenen Falles in eine Freiheitsoder Geldstrafe umgewandelt werde.

Art. VI

Die Auslieferung wird nur unter der Bedingung bewilligt, dass der Auszuliefernde nicht vor ein Ausnahmegericht gestellt werde.

Art. VII

Die reklamierten Personen, welche wegen eines andern Deliktes als dasjenige, das dem Auslieferungsbegehren zugrunde liegt, verfolgt werden oder eine Strafe verbüssen, werden erst ausgeliefert, nachdem sie im ersuchten Staate endgültig abgeurteilt sind und im Falle ihrer Verurteilung die Strafe verbüsst haben oder begnadigt worden sind.

Art. VIII

Die Personen, deren Auslieferung gewährt worden ist können für Verbrechen oder Vergehen, welche früher als die der Auslieferung zugrunde liegenden Delikte begangen worden sind, oder für Handlungen, welche mit solchen Verbrechen und Vergehen in Verbindung stehen, nur verfolgt und bestraft werden, wenn der Auslieferungsstaat hierzu seine Zustimmung erteilt, und es sich um Straftaten handelt, die in Artikel II aufgeführt sind.

Sie können auch nicht an einen dritten Staat ausgeliefert werden, der sie wegen anderer Straftaten, als diejenigen, welche die Auslieferung begründet haben, verlangen würde.

Diese Einschränkungen kommen jedoch nicht zur Geltung, wenn der Ausgelieferte ausdrücklich einwilligt, für eine früher begangene und im Auslieferungsbegehren nicht erwähnte Straftat verfolgt oder bestraft oder an einen dritten Staat ausgeliefert zu werden, oder endlich wenn der Ausgelieferte in dem Staate, in welchem er abgeurteilt worden ist, von dem Tage an, da er seine Strafe verbüsst hat oder zufolge Begnadigung in Freiheit gesetzt wurde, während drei Monaten verbleibt, oder wenn er in der Folge freiwillig auf das Gebiet des betreffenden Staates zurückkehrt.

Art. IX

In den Fällen, in denen nach den Bestimmungen des gegenwärtigen Vertrages die Auslieferung nicht gewährt worden ist, wird die reklamierte Person, wenn angängig, von den Gerichten des ersuchten Staates gemäss dessen Gesetzen abgeurteilt, und es soll das definitive Urteil der requirierenden Regierung mitgeteilt werden.

Der Staat, auf dessen Ansuchen ein Angehöriger des andern Staates verfolgt und abgeurteilt worden ist, verpflichtet sich seinerseits, gegen dieselbe Person wegen der gleichen Straftat kein zweites Verfahren durchzuführen, es sei denn, die Person habe die Strafe, zu der sie allenfalls in ihrer Heimat verurteilt wurde, nicht verbüsst.1


1 Berichtigung der in der AS veröffentlichten Übersetzung gemäss Originaltext.

Art. X

Wurde das Verbrechen oder Vergehen, auf welches sich das Auslieferungsbegehren gründet, im Gebiete eines dritten Staates begangen, der die Auslieferung des Angeschuldigten nicht verlangt so wird die Auslieferung nur dann zugestanden, wenn die Gesetzgebung des ersuchten Staates die gerichtliche Verfolgung solcher Handlungen, auch wenn sie ausserhalb seines Gebietes verübt worden sind, gestattet.

Art. XI

Wenn die Person, deren Auslieferung auf Grund des gegenwärtigen Vertrages verlangt wird, gleichzeitig von einer oder mehreren andern Regierungen wegen auf deren Gebieten begangener Verbrechen reklamiert wird, so soll die Auslieferung an denjenigen Staat bewilligt werden, auf dessen Gebiet das schwerste Delikt verübt wurde, und bei gleicher Schwere an den Staat, dessen Auslieferungsbegehren zuerst eingegangen ist.

Art. XII

Wenn die reklamierte Person nicht Angehöriger des ersuchenden Staates ist und wegen desselben Deliktes auch von der Regierung ihres Heimatstaates verlangt würde, so steht es im Belieben der ersuchten Regierung, den Verfolgten an den einen oder den andern der beiden ersuchenden Staaten auszuliefern.

Art. XIII

Das Auslieferungsbegehren soll stets auf dem diplomatischen Wege gestellt werden und in Ermangelung eines diplomatischen Agenten durch den im Range höchststehenden Konsul des ersuchenden Staates.

Es soll begleitet sein:

1.
von dem Original oder einer beglaubigten Abschrift des Haftbefehles oder einer andern Urkunde von gleichem Werte, oder des Straferkenntnisses, das von der zuständigen Behörde nach den im ersuchenden Staate vorgeschriebenen Formen ergangen ist.
Diese Urkunden haben die strafbare Handlung, den Ort und die Zeit ihrer Begehung anzugeben.
2.
von einer Abschrift der auf das in Frage stehende Verbrechen oder Vergehen anwendbaren Strafbestimmungen;
3.
soweit möglich von dem Signalement des reklamierten Individuums.
Art. XIV

Der Ausländer, dessen Auslieferung für ein in Artikel II enthaltenes Delikt begehrt werden kann, kann nach den durch die Gesetzgebung des ersuchten Staates vorgeschriebenen Formen provisorisch festgenommen werden auf Grund einer schriftlichen oder telegrafischen Aufforderung der zuständigen Behörde des ersuchenden Staates, wobei die auf dem diplomatischen Weg erfolgende Übermittlung eines Haftbefehls angekündigt wird.

Die demgemäss verhaftete Person wird in Freiheit gesetzt, wenn innerhalb von drei Monaten von der Festnahme hinweg das diplomatische Auslieferungsbegehren nicht in der im Artikel XIII vorgesehenen Form eintrifft, es sei denn, dass die Verhaftung aus andern Gründen aufrecht erhalten würde.

Art. XV–XVII1

1 Aufgehoben durch Art. 33 Abs. 2 des Vertrags vom 10. Nov. 2009 zwischen der Schweiz und Argentinien über Rechtshilfe in Strafsachen, von der BVers genehmigt am 30. Sept. 2011 und mit Wirkung seit 16. Febr. 2013 (AS 2013 503 501; BBl 2011 585).

Art. XVIII

Es ist ausdrücklich vereinbart, dass der Transit eines von einem dritten Staate an den andern Vertragsstaat auszuliefernden Individuums durch das Gebiet eines der kontrahierenden Staaten, sofern dasselbe nicht dem Lande angehört, durch das der Transit stattfinden muss, auf die einfache Vorlage im diplomatischen Wege des Haftbefehles oder verurteilenden Erkenntnisses bewilligt werden soll, vorausgesetzt, dass es sich weder um politische Delikte noch um Handlungen, welche mit solchen im Zusammenhang stehen, noch um rein militärische Delikte handelt, und dass die Straftat, welche der Auslieferung zugrunde liegt, unter den in Artikel II der gegenwärtigen Übereinkunft aufgezählten Delikten inbegriffen ist.

Der Transport erfolgt auf den kürzesten Wegen unter Begleitung der Agenten des ersuchten Staates und auf Kosten der ersuchenden Regierung.

Art. XIX

Die von einem Verbrechen oder Vergehen herrührenden Gegenstände, welche im Besitze der reklamierten Person vorgefunden wurden, oder welche diese versteckt hat und die später aufgefunden werden; die Werkzeuge oder Instrumente, deren sie sich zur Begehung der strafbaren Handlung bedient hat, sowie alle andern Beweisstücke sollen gleichzeitig mit dem Requirierten zur Übergabe gelangen.

Allfällige Rechte Dritter an den fraglichen Gegenständen werden ausdrücklich vorbehalten, und es sollen nach Beendigung des Verfahrens diese den Berechtigten kostenfrei zurückgestellt werden.

Art. XX

Die Kosten, welche auf dem Gebiete des ersuchten Staates durch die Festnahme, die Haft, die Bewachung und den Unterhalt der reklamierten Person sowie durch den Transport der in Artikel XIX des gegenwärtigen Vertrages erwähnten Gegenstände erwachsen, werden von der Regierung dieses Staates getragen.

Art. XXI

Die in Gemässheit des gegenwärtigen Vertrages den Behörden des andern Staates vorgelegten oder mitgeteilten Urkunden sollen für die Schweizerische Eidgenossenschaft stets von einer französischen, für die Argentinische Republik stets von einer spanischen Übersetzung begleitet sein.

Art. XXII

Der gegenwärtige Vertrag tritt zwanzig Tage nach seiner Veröffentlichung, welche so rasch als möglich und in den beiden Staaten gleichzeitig erfolgen soll, in Kraft; er bleibt in der Form der beidseitigen Gesetzgebungen gültig bis sechs Monate nach dem Tage, an welchem eine der beiden Regierungen denselben gekündigt haben wird.

Diese Übereinkunft soll ratifiziert und es sollen die Ratifikationsurkunden sobald als möglich in Buenos Aires ausgetauscht werden.

Zu Urkund dessen haben die beidseitigen Bevollmächtigten den gegenwärtigen Vertrag unterzeichnet und ihre Siegel beigesetzt.

Geschehen in doppelter Ausfertigung zu Buenos Aires, den einundzwanzigsten November eintausendneunhundertsechs.

J. Choffat


BS 12 59; BBl 1907 I 641


1 Der Originaltext findet sich unter der gleichen Nummer in der französischen Ausgabe dieser Sammlung.2 AS 27 939


M. A. Montes de Oca

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