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0.353.932.3

Traduzione1

Convenzione tra la Svizzera e El Salvador per l’estradizione reciproca dei delinquenti

Conchiusa il 30 ottobre 1883
Approvata dall’Assemblea federale il 20 marzo 18842
Istrumenti di ratificazione scambiati il 30 ottobre 1884
Entrata in vigore il 1° luglio 1885

Il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica del Salvador,

volendo conchiudere una convenzione per regolare l’estradizione reciproca dei delinquenti, hanno per ciò nominato a loro plenipotenziari:

(Seguono i nomi dei plenipotenziari)

i quali, dopo essersi comunicati i loro pieni poteri, trovati in buona e debita forma, hanno di comune accordo adottato gli articoli seguenti:

Art. I

Il governo della Confederazione svizzera e il governo della Repubblica del Salvador si obbligano, sulla domanda che l’uno dei due governi dirigerà all’altro, a consegnarsi reciprocamente, tranne solo i loro nazionali, gli individui rifugiatisi dalla Repubblica del Salvador nella Svizzera o dalla Svizzera nella Repubblica del Salvador e chiamati in giudizio o condannati dai tribunali competenti come autori o complici di uno dei crimini e delitti qui appresso noverati:

  1.
assassinio;
  2.
parricidio;
  3.
infanticidio;
  4.
avvelenamento;
  5.
omicidio;
  6.
aborto procurato;
  7.
stupro; attentato al pudore consumato o tentato con o senza violenza;
  8.
ratto di minori;
  9.
esposizione di infanti;
10.
percosse e lesioni corporali volontarie seguite da morte o da malattia od incapacità di lavoro personale per più di venti giorni, o seguite da mutilazioni, amputazione o privazione dell’uso di membri, da cecità, dalla perdita di un occhio o da altre infermità permanenti;
11.
estorsione;
12.
incendio volontario;
13.
furto e sottrazione dolosa;
14.
truffa e frodi analoghe;
15.
abuso di confidenza, concussione e corruzione di funzionari, di periti o di arbitri;
16.
falsificazione, introduzione ed emissione dolosa di moneta falsa, di cartamoneta di corso legale; falsificazione di banconote e di effetti pubblici; contraffazione di sigilli dello Stato e di bolli autorizzati dai governi rispettivi e destinati ad un servizio pubblico; quand’anche la fabbricazione o la contraffazione fosse stata fatta fuori dello Stato domandante l’estradizione;
17.
falso in atti pubblici o documenti autentici o in iscritture di commercio o private;
18.
uso fraudolento dei diversi falsi;
19.
testimonio falso o perizia falsa;
20.
giuramento falso;
21.
subornazione di testimoni e di periti;
22.
denuncia calunniosa;
23.
fallimento doloso;
24.
distruzione o guasto con intenzione colposa di ferrovie o di comunicazioni telegrafiche.

Nelle precedenti qualificazioni sono compresi i tentativi di tutti i fatti puniti come crimini nel paese domandante l’estradizione, come pure i tentativi dei delitti di furto, dì truffa e d’estorsione.

In tutti i casi, sia di crimini, sia di delitti, non potrà effettuarsi l’estradizione se non quando il fatto consimile sia punibile nel paese a cui è diretta la domanda d’estradizione.

Art. II

La domanda d’estradizione dovrà sempre essere fatta per via diplomatica.

Art. III

L’individuo contro cui è proceduto per uno dei fatti previsti nell’articolo 1 della presente convenzione, dovrà essere arrestato provvisoriamente sulla presentazione di un mandato d’arresto o d’un altro atto della medesima forza spiccato dall’autorità competente e prodotto per via diplomatica.

L’arresto provvisorio dovrà del pari venir effettuato sull’avviso trasmesso per posta o per telegrafo dell’esistenza d’un mandato d’arresto, a condizione però che quest’avviso sia dato regolarmente per via diplomatica al Ministro degli Affari esteri, se l’incolpato è rifugiato sul territorio della Repubblica del Salvador, o al Presidente della Confederazione, se l’incolpato è rifugiato in Svizzera.

Se la domanda d’arresto è giunta direttamente ad una autorità giudiziaria od amministrativa dell’uno dei due Stati, l’eseguire l’arresto sarà facoltativo; ma questa autorità dovrà procedere senza indugio a tutti gli interrogatori atti a far accertare l’identità o la prova del fatto incriminato, e, in caso di difficoltà, ragguagliare il Ministro degli Affari esteri o il Presidente della Confederazione svizzera dei motivi che l’avessero indotta a soprassedere all’arresto domandato.

L’arresto provvisorio dovrà farsi nelle forme e secondo le regole stabilite dalle leggi del governo richiesto, e cesserà d’essere mantenuto, se entro 90 giorni, contando dal momento che fu fatto, a questo governo non sarà pervenuta la domanda d’estradizione a tenore dell’Articolo II.

Art. IV

Non sarà accordata l’estradizione se non dietro decreto o sentenza di condanna, o di un ordine d’arresto spiccato contro l’accusato e spedito nelle forme prescritte dalle leggi del paese che domanda l’estradizione, o di un altro atto qualsiasi avente almeno la medesima forza del detto ordine ed indicante egualmente la natura e la gravità del reato, non meno che il tempo in cui fu commesso.

Gli atti dovranno, per quanto è possibile, contenere i connotati dell’individuo requisito e una copia del testo della legge penale applicabile al fatto incriminato.

Ove ci fosse dubbio sul sapere se il crimine o delitto di cui si tratta entri nei casi previsti dalla presente convenzione, si domanderanno spiegazioni, e, dopo esaminatele, il governo a cui è richiesta l’estradizione, deciderà se sia da darvi corso.

Art. V

L’estradizione per i crimini e delitti comuni denotati nell’articolo 1 ha luogo anche nel caso che l’atto incriminato fosse stato commesso prima dell’entrar in vigore della presente convenzione.

Art. VI

I crimini e delitti politici sono esclusi dalla presente convenzione.

Resta espressamente stabilito che un individuo di cui sia stata accordata l’estradizione, non potrà in nessun caso venir sottoposto a giudizio nè punito per un delitto politico anteriore all’estradizione, nè per alcun fatto connesso ad un simile delitto.

Art. VII

L’estradizione sarà rifiutata, se contando dal momento dei fatti imputati o dell’istruzione giudiziaria o della condanna, giusta le leggi del paese dove il prevenuto si è rifugiato, la pena o l’azione è caduta in prescrizione.

Art. VIII

Se l’individuo di cui è chiesta l’estradizione è chiamato in giudizio o condannato per un reato commesso nel paese dove si è rifugiato, l’estradizione potrà essere differita fino a che sia stato giudicato e che abbia subito la pena.

Se l’individuo fosse processato o detenuto nel medesimo paese a causa di obbligazioni di diritto privato, la sua estradizione dovrà ciò non ostante aver luogo, salvo alla parte lesa di far valere i suoi diritti davanti l’autorità competente.

In caso di richiesta da parte di due Stati pel medesimo individuo a causa di crimini distinti, il governo richiesto deciderà prendendo per base la gravità del fatto contro cui è mossa azione, o la maggiore facilità di potere il prevenuto, se vi ha ragione, essere tradotto da un paese all’altro, per purgare successivamente le accuse.

Art. IX

L’estradizione non potrà aver luogo fuorchè per il processo e la punizione di crimini o delitti previsti nell’articolo I. Nulladimeno, essa autorizzerà l’esame, e, per conseguenza, la punizione dei delitti contemporaneamente perseguiti come connessi del fatto incriminato e costituenti o una circostanza aggravante o una inversione dell’accusa principale.

L’individuo consegnato non potrà essere inquisito nè giudicato in contraddittorio per alcun reato fuor quello che motivò l’estradizione, se non dietro espresso e libero assenso di lui e comunicato al governo che l’ha consegnato, o se non qualora il reato non sia compreso nella convenzione e che non siasi previamente ottenuto l’assenso del governo che avrà accordato l’estradizione.

Art. X

Ciascuno dei due Stati contraenti si obbliga a procedere secondo le sue leggi contro i crimini o delitti commessi da suoi cittadini contro le leggi dell’altro Stato, quando quest’ultimo ne faccia domanda e quando tali crimini o delitti possano essere classati in una delle categorie enunciate nell’articolo 1 del presente trattato.

Dal canto suo, lo Stato sulla cui domanda un cittadino dell’altro Stato sarà stato chiamato in giudizio e giudicato, si obbliga a non esercitare una seconda azione penale contro il medesimo individuo e per il medesimo fatto, quando questo individuo abbia scontato la pena a cui fu condannato nel suo paese.

Art. XI

Se la domanda d’estradizione è fondata, saranno rimessi allo Stato richiedente tutti gli oggetti sequestrati che possono servire a constatare il crimine o il delitto, come pure gli oggetti provenienti da furto, e ciò tanto nel caso che l’estradizione possa effettuarsi, per essere stato arrestato l’accusato, come nel caso che non possa aver effetto per essere l’accusato o il condannato evaso o decesso.

La suddetta consegna comprenderà anche tutti gli oggetti che dal prevenuto fossero stati celati o deposti nel paese e che venissero poscia scoperti. Restano però riservati i diritti che da parte di terzi non implicati nel processo fossero stati acquisiti sugli oggetti indicati nel presente articolo.

Art. XII

Le spese di arresto, detenzione, mantenimento, custodia e di trasporto dell’individuo di cui fu accordata l’estradizione, o della trasmissione degli oggetti mentovati nell’articolo XI, saranno sopportate dallo Stato richiesto, in quanto abbiano avuto luogo sul suo territorio.

Art. XIII

Il transito sul territorio degli Stati contraenti o mediante navi della marina del Salvador, di un individuo trasportato per estradizione, non appartenente al paese di transito e consegnato da un altro governo, sarà autorizzato su semplice domanda, per via diplomatica, coll’appoggio delle pezze necessarie per accertare che non si tratta di un delitto politico o puramente militare.

Il trasporto si effettuerà per le vie più spedite colla scorta di agenti del paese richiesto e a spesa del governo richiedente.

Art. XIV

Se nel corso d’un processo penale, uno dei due governi stimerà necessario l’esame di testimoni domiciliati nell’altro Stato od altri atti d’istruzione, a tale uopo sarà mandata una commissione rogatoria, per via diplomatica, alla quale sarà dato seguito d’urgenza, a norma delle leggi del paese.

I governi rispettivi rinunciano a qualsiasi pretesa relativa alla restituzione delle spese d’esecuzione del rogatorio, a meno che non si trattasse di perizie criminali, commerciali o medico—legali.

Non potrà neppure essere avanzata pretesa alcuna per ispese di atti giudiziari fatte spontaneamente dai magistrati dell’uno o dell’altro paese per procedere contro delitti commessi sul suo territorio da un forestiero contro cui fosse poscia proceduto nella sua patria, o per constatare questi delitti.

Art. XV

Quando in materia penale si mostra necessaria la notificazione di un atto di procedura o di una sentenza ad uno Svizzero o ad un attinente della Repubblica del Salvador, l’atto trasmesso, sia per via diplomatica, sia direttamente al magistrato competente del luogo della residenza, deve essere intimato ad personam, d’ordine di questo magistrato per mezzo dell’agente a ciò specialmente competente. li qual magistrato rimanderà al magistrato speditore, col suo visto, l’originale constatante la notificazione, i cui effetti saranno eguali come se essa fosse stata fatta nel paese donde emana l’atto o la sentenza.

Art. XVI

Se in una causa penale è necessaria la comparsa personale di un testimonio, il governo del paese a cui il testimonio appartiene, lo inviterà ad ottemperare alla citazione che gli sarà stata fatta. Se egli vi acconsente, gli saranno accordate le spese di viaggio e di fermata, contando dal suo luogo di residenza, a norma delle tariffe e dei regolamenti del paese dove avrà luogo la comparsa. Al testimonio potranno, sulla sua domanda, essere dai magistrati della sua residenza anticipate in tutto o in parte le spese di viaggio, che saranno poi rimborsate dal Governo requirente.

Nessun testimonio, qualunque siane la nazionalità, il quale, citato nell’uno dei due paesi, comparirà volontariamente davanti i giudici dell’altro, non potrà essere chiamato in giudizio nè detenuto per causa di fatti o condanne anteriori, civili o criminali, nè sotto pretesto di complicità nei fatti formanti oggetto del processo in cui figura come testimonio.

Art. XVII

Quando in una causa penale instrutta nell’uno dei due paesi, si stimerà utile la confrontazione di delinquenti detenuti nell’altro, o la produzione di atti di prova o di documenti giudiziari, ne sarà fatta domanda per via diplomatica, e vi si darà corso, a meno che non vi si oppongano particolari circostanze, e coll’obbligo di rimandare i delinquenti e i documenti.

I governi contraenti rinunziano ad ogni pretesa di bonificazione delle spese dipendenti dal trasporto e rinvio, nei limiti dei loro territori rispettivi, sia dei delinquenti chiamati a confronto, sia dell’invio e rinvio degli atti di prova e di altri documenti.

Art. XVIII

La presente convenzione è conchiusa per cinque anni.

Il momento del suo entrar in vigore sarà fissato nel processo verbale dello scambio delle ratifiche.

Qualora sei mesi prima del compimento dei cinque anni, nè l’uno nè l’altro dei due governi non abbia dichiarato di rinunciarvi, essa starà in vigore per altri cinque anni, e così via di cinque anni in cinque anni.

La medesima sarà ratificata e lo scambio delle ratifiche seguirà al più presto possibile.

In fede di che, i plenipotenziari rispettivi hanno firmato la presente Convenzione e vi hanno apposto il sigillo delle loro arme.

Fatto a Berna, addì trenta ottobre mille ottocento ottantatrè (30 ottobre 1883).

A. Deucher


CS 12 207; FF 1884 I 311 ediz. ted. 375 ediz. franc.


1 Il testo originale è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.2 RU 7 693


Carlos Guiterrez

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0.353.932.3

Texte original

Convention entre la Suisse et El Salvador sur l’extradition réciproque des malfaiteurs

Conclue le 30 octobre 1883

Approuvée par l’Assemblée fédérale le 20 mars 18841

Instruments de ratification échangés le 30 octobre 1884

Entrée en vigueur le 1er juillet 1885

(Etat le 1er juillet 1885)

Le Gouvernement de la Confédération suisse et celui de la République du Salvador,

Désirant, d’un commun accord, conclure une convention à l’effet de régler l’extradition réciproque des malfaiteurs, ont nommé dans ce but pour leurs plénipotentiaires, savoir:

(Suivent les noms des plénipotentiaires)

lesquels, après s’être communiqué leurs pleins pouvoirs, trouvés en bonne et due forme, sont convenus des articles suivants:

Art. I

Le gouvernement de la Confédération suisse et le gouvernement de la République du Salvador s’engagent à se livrer réciproquement, sur la demande que l’un des deux gouvernements adressera à l’autre, à la seule exception de leurs nationaux, les individus réfugiés de la République du Salvador en Suisse ou de Suisse dans la République du Salvador et poursuivis ou condamnés comme auteurs ou complices, par les tribunaux compétents, pour les crimes et délits énumérés ci—après:

  1.
assassinat;
  2.
parricide;
  3.
infanticide;
  4.
empoisonnement;
  5.
meurtre;
  6.
avortement;
  7.
viol; attentat à la pudeur consommé ou tenté avec ou sans violence;
  8.
enlèvement de mineurs;
  9.
exposition d’enfants;
10.
coups et blessures volontaires ayant occasionné soit la mort, soit une maladie ou incapacité de travail personnel pendant plus de vingt jours, ou ayant été suivis de mutilation, amputation ou privation de l’usage de membres, cécité, perte d’un oeil ou autres infirmités permanentes;
11.
extorsion;
12.
incendie volontaire,
13.
vol et soustraction frauduleuse;
14.
escroquerie et fraudes analogues;
15.
abus de confiance, concussion et corruption de fonctionnaires, d’experts ou d’arbitres;
16.
falsification, introduction et émission frauduleuse de fausse monnaie, de papier—monnaie, ayant cours légal; falsification des billets de banque et des effets publics; contrefaçon des sceaux de l’Etat et de tous timbres autorisés par les gouvernements respectifs et destinés à un service public, alors même que la fabrication ou contrefaçon aurait eu lieu en dehors de l’Etat qui réclamerait l’extradition;
17.
faux en écriture publique ou authentique ou de commerce ou en écriture privée;
18.
usage frauduleux des divers faux;
19.
faux témoignage et fausse expertise,
20.
faux serment,
21.
subornation de témoins et d’experts;
22.
dénonciation calomnieuse;
23.
banqueroute frauduleuse,
24.
destruction ou dérangement, dans une intention coupable, d’une voie ferrée ou de communication télégraphiques.

Sont comprises dans les qualifications précédentes les tentatives de tous les faits punis comme crimes dans le pays réclamant et celles des délits de vol, d’escroquerie et d’extorsion.

Dans tous les cas, crimes ou délits, l’extradition ne pourra avoir lieu que lorsque le fait similaire sera punissable dans le pays à qui la demande est adressée.

Art. II

La demande d’extradition devra toujours être faite par la voie diplomatique.

Art. III

L’individu poursuivi pour l’un des faits prévus par l’art. I de la présente convention devra être arrêté provisoirement sur l’exhibition d’un mandat d’arrêt ou autre acte ayant la même force, décerné par l’autorité compétente et produit par voie diplomatique.

L’arrestation provisoire devra également être effectuée sur avis, transmis par la poste ou par le télégraphe, de l’existence d’un mandat d’arrêt, à la condition toutefois que cet avis sera régulièrement donné par voie diplomatique au Ministre des Affaires étrangères, si l’inculpé est réfugié sur le territoire de la République du Salvador, ou au Président de la Confédération, si l’inculpé est réfugié en Suisse.

L’arrestation sera facultative si la demande est directement parvenue à une autorité judiciaire ou administrative de l’un des deux Etats; mais cette autorité devra procéder sans délai à tous interrogatoires de nature à vérifier l’identité ou les preuves du fait incriminé, et, en cas de difficulté, rendre compte au Ministre des Affaires étrangères ou au Président de la Confédération suisse des motifs qui l’auraient portée à surseoir à l’arrestation réclamée.

L’arrestation provisoire aura lieu dans les formes et suivant les règles établies par la législation du gouvernement requis; elle cessera d’être maintenue si, dans les 90 jours à partir du moment où elle a été effectuée, ce gouvernement n’est pas saisi, conformément à l’article II, de la demande de livrer le détenu.

Art. IV

L’extradition ne sera accordée que sur la production soit d’un arrêt ou jugement de condamnation, soit d’un mandat d’arrêt décerné contre l’accusé et expédié dans les formes prescrites par la législation du pays qui demande l’extradition, soit de tout autre acte ayant au moins la même force que ce mandat et indiquant également la nature et la gravité des faits poursuivis, ainsi que leur date.

Les pièces seront, autant que possible, accompagnées du signalement de l’individu réclamé et d’une copie du texte de la loi pénale applicable au fait incriminé.

Dans le cas où il y aurait doute sur la question de savoir si le crime ou le délit, objet de la poursuite, rentre dans les prévisions du traité, des explications seront demandées, et, après examen, le gouvernement à qui l’extradition est réclamée statuera sur la suite à donner à la requête.

Art. V

L’extradition sera accordée du chef de l’un des crimes ou délits communs énumérés à l’art. 1, même dans le cas où l’acte incriminé aurait été commis avant l’entrée en vigueur de la présente convention.

Art. VI

Les crimes et délits politiques sont exceptés de la présente convention.

Il est expressément stipulé qu’un individu dont l’extradition aura été accordée ne pourra, dans aucun cas, être poursuivi ou puni pour un délit politique antérieur à l’extradition, ni pour aucun fait connexe à un semblable délit.

Art. VII

L’extradition sera refusée si la prescription de la peine ou de l’action est acquise d’après les lois du pays où le prévenu s’est réfugié depuis les faits imputés ou depuis la poursuite ou la condamnation.

Art. VIII

Si l’individu réclamé est poursuivi ou condamné pour une infraction commise dans le pays où il s’est réfugié, son extradition pourra être différée jusqu’à ce qu’il ait été jugé et qu’il ait subi sa peine.

Dans le cas où il serait poursuivi ou détenu dans le même pays, à raison d’obligations par lui contractées envers des particuliers, son extradition aura lieu néanmoins, sauf à la partie lésée à poursuivre ses droits devant l’autorité compétente.

Dans le cas de réclamation du même individu de la part de deux Etats pour crimes distincts, le gouvernement requis statuera en prenant pour base la gravité du fait poursuivi ou les facilités accordées pour que l’inculpé soit restitué, s’il y a lieu, d’un pays à l’autre, pour purger successivement les accusations.

Art. IX

L’extradition ne pourra avoir lieu que pour la poursuite et la punition des crimes ou délits prévus à l’art. I. Toutefois, elle autorisera l’examen et, par suite, la répression des délits poursuivis en même temps comme connexes du fait incriminé et constituant soit une circonstance aggravante, soit une dégénérescence de l’accusation principale.

L’individu qui aura été livré ne pourra être poursuivi ou jugé contradictoirement pour aucune infraction autre que celle ayant motivé l’extradition, à moins du consentement exprès et volontaire donné par l’inculpé et communiqué au gouvernement qui l’a livré, ou à moins que l’infraction ne soit comprise dans la convention et qu’on n’ait obtenu préalablement l’assentiment du gouvernement qui aura accordé l’extradition.

Art. X

Chacun des Etats contractants s’engage à poursuivre, conformément à ses lois, les crimes ou délits commis par ses citoyens contre les lois de l’autre Etat, dès que la demande en est faite par ce dernier et dans le cas où ces crimes ou délits peuvent être classés dans une des catégories énumérées à l’art. I du présent traité.

De son côté, l’Etat à la demande duquel un citoyen de l’autre Etat aura été poursuivi et jugé s’engage à ne pas exercer une seconde poursuite contre le même individu et pour le même fait, à moins que l’individu n’ait pas subi la peine à laquelle il aurait été condamné dans son pays.

Art. XI

Quand il y aura lieu à l’extradition, tous les objets saisis qui peuvent servir à constater le crime ou le délit, ainsi que les objets provenant de vol, seront remis à l’Etat réclamant, soit que l’extradition puisse s’effectuer, l’accusé ayant été arrêté, soit qu’il ne puisse y être donné suite, l’accusé ou le coupable s’étant de nouveau évadé ou étant décédé.

Cette remise comprendra aussi tous les objets que le prévenu aurait cachés ou déposés dans le pays et qui seraient découverts ultérieurement. Sont réservés, toutefois, les droits que des tiers, non impliqués dans la poursuite, auraient pu acquérir sur les objets indiqués dans le présent article.

Art. XII

Les frais occasionnés sur le territoire de l’Etat requis par l’arrestation, la détention, la garde, la nourriture et le transport des extradés ou bien par le transport des objets mentionnés dans l’art. XI de la présente convention, seront supportés par le gouvernement de cet Etat.

Art. XIII

Le transit sur le territoire des Etats contractants ou par les bâtiments des services maritimes de la République du Salvador, d’un individu extradé, n’appartenant pas au pays de transit et livré par un autre gouvernement, sera autorisé sur simple demande, par voie diplomatique, appuyée des pièces nécessaires pour établir qu’il ne s’agit pas d’un délit politique ou purement militaire.

Le transport s’effectuera par les voies les plus rapides, sous la conduite d’agents du pays requis et aux frais du gouvernement réclamant.

Art. XIV

Lorsque, dans la poursuite d’une affaire pénale, un des deux gouvernements jugera nécessaire l’audition de témoins domiciliés dans l’autre Etat ou tous autres actes d’instruction, une commission rogatoire sera envoyée, à cet effet, par la voie diplomatique, et il y sera donné suite, d’urgence, conformément aux lois du pays.

Les gouvernements respectifs renoncent à toute réclamation ayant pour objet la restitution des frais résultant de l’exécution de la commission rogatoire, à moins qu’il ne s’agisse d’expertises criminelles, commerciales ou médico—légales.

Aucune réclamation ne pourra non plus avoir lieu pour les frais de tous actes judiciaires spontanément faits par les magistrats de chaque pays pour la poursuite ou la constatation de délits commis, sur leur territoire, par un étranger qui serait ensuite poursuivi dans sa patrie.

Art. XV

En matière pénale, lorsque la notification d’un acte de procédure ou d’un jugement à un Suisse ou à un ressortissant de la République du Salvador paraîtra nécessaire, la pièce transmise par la voie diplomatique ou directement au magistrat compétent du lieu de la résidence sera signifiée à personne, à sa requête, par les soins du fonctionnaire compétent, et il renverra au magistrat expéditeur, avec son visa, l’original constatant la notification, dont les effets seront les mêmes que si elle avait eu lieu dans le pays d’où émane l’acte ou le jugement.

Art. XVI

Si, dans une cause pénale, la comparution personnelle d’un témoin est nécessaire, le gouvernement du pays auquel appartient le témoin l’invitera à se rendre à la citation qui lui sera faite. En cas de consentement du témoin, des frais de voyage et de séjour lui seront accordés à partir de sa résidence, d’après les tarifs et règlements en vigueur dans le pays où l’audition devra avoir lieu. Il pourra lui être fait sur sa demande, par les magistrats de sa résidence, l’avance de tout ou partie des frais de voyage, qui seront ensuite remboursés par le gouvernement requérant.

Aucun témoin, quelle que soit sa nationalité, qui, cité dans l’un des deux pays, comparaîtra volontairement devant les juges de l’autre, ne pourra être poursuivi ni détenu pour des faits ou condamnations antérieurs civils ou criminels, ni sous prétexte de complicité dans les faits, objet du procès où il figure comme témoin.

Art. XVII

Lorsque, dans une cause pénale instruite dans l’un des deux pays, la confrontation de criminels détenus dans l’autre ou la production de pièces de conviction ou documents judiciaires sera jugée utile, la demande en sera faite par la voie diplomatique, et l’on y donnera suite, à moins que des considérations particulières ne s’y opposent, et sous l’obligation de renvoyer les criminels et les pièces.

Les gouvernements contractants renoncent à toute réclamation de frais résultant du transport et du renvoi, dans les limites de leurs territoires respectifs, de criminels à confronter, et de l’envoi et de la restitution des pièces de conviction et documents.

Art. XVIII

La présente convention est conclue pour cinq années.

L’époque de sa mise en vigueur sera fixée dans le procès—verbal d’échange des ratifications.

Dans le cas où, six mois avant l’expiration des cinq années, aucun des deux gouvernements n’aurait déclaré y renoncer, elle sera valable pour cinq autres années et, ainsi de suite, de cinq ans en cinq ans.

Elle sera ratifiée, et les ratifications en seront échangées aussitôt que faire se pourra.

En foi de quoi, les plénipotentiaires respectifs ont signé la présente convention et y ont apposé le cachet de leurs armes.

Fait à Berne, le trente octobre mil huit cent quatre—vingt—trois (30 octobre 1883).

A. Deucher

Carlos Guiterrez


 RS 12 207; FF 1884 I 375


1 RO 7 636


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