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Traduzione1

Accordo fra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica argentina relativo allo scambio di tirocinanti

Concluso il 26 novembre 1997
Entrato in vigore mediante scambio di note il 14 settembre 1999

(Stato 14 settembre 1999)

Il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica argentina,

detti di seguito «le Parti»,

animati dal desiderio di proseguire e rafforzare i buoni rapporti improntati all’amicizia tra i due popoli;

considerato che la cooperazione scientifica e tecnica costituisce il mezzo più adeguato per sviluppare le capacità dei professionisti e degli esperti di entrambi i Paesi; e

consapevoli del carattere assai benefico, per la cooperazione e la mutua comprensione tra i due Paesi, dello sviluppo dello scambio di giovani che si recano sul territorio dell’altro Paese onde esercitare per un periodo di tempo sufficiente un’attività professionale remunerata nella loro specialità,

hanno convenuto quanto segue:

Art. 1

1. Il presente Accordo disciplina lo scambio di cittadini svizzeri e argentini di ambo i sessi che assumono per un tempo limitato nell’altro Paese un impiego nella professione appresa, allo scopo di perfezionare le proprie conoscenze professionali e linguistiche (detti di seguito «tirocinanti»).

2. L’impiego può essere assunto in tutte le professioni, salvo in quelle legalmente limitate per i cittadini stranieri. Qualora l’esercizio della professione fosse subordinato a un’autorizzazione speciale, l’interessato dovrà inoltre procurarsi detta autorizzazione.

Art. 2

I tirocinanti devono aver compiuto almeno i 18 anni di età e non devono di norma aver superato i 35 anni di età. Essi devono aver portato a termine una formazione professionale.

Art. 3

1. Le autorizzazioni per tirocinanti sono accordate dalle autorità menzionate nell’articolo 8.

2. L’autorizzazione per tirocinanti è accordata, di norma, per una durata di 12 mesi. Può essere prorogata fino a 18 mesi al massimo; i contratti di lavoro devono essere conclusi per una durata determinata, in osservanza del limite stabilito qui innanzi.

3. La necessaria autorizzazione di tirocinante è rilasciata dal Paese di accoglienza conformemente alle disposizioni in vigore circa l’ingresso e l’uscita, il soggiorno e l’esercizio di un’attività lucrativa da parte di stranieri.

4. Le autorizzazioni per tirocinanti sono accordate nel limite del contingente di cui all’articolo 5 capoverso 1 indipendentemente dalla situazione del mercato del lavoro nel Paese di accoglienza.

Art. 4

I tirocinanti non possono svolgere un’attività lucrativa né essere ammessi ad un lavoro diversi da quelli indicati nell’autorizzazione. L’autorità competente può, in casi debitamente giustificati, autorizzare un cambiamento di lavoro.

Art. 5

1. Ciascuno dei due Paesi può ammettere 50 tirocinanti per anno civile.

2. Il contingente può essere interamente utilizzato, indipendentemente dal numero dei tirocinanti che già risiedono nel Paese di accoglienza in virtù del presente Accordo.

3. Qualora uno dei due Stati non utilizzasse il contingente di cui al capoverso 1, l’altro non può prevalersene per ridurre il contingente convenuto. Il saldo non utilizzato non può essere riportato sull’anno successivo. Una proroga del tirocinio in virtù dell’articolo 3 non può essere considerata come una nuova ammissione.

4. Le Parti contraenti possono convenire mediante scambio di note, entro il 1° luglio dell’anno in corso, di modificare il contingente per l’anno successivo.

Art. 6

1. I tirocinanti fruiscono, in materia di alloggio, condizioni di lavoro e salario, degli stessi diritti e doveri concessi ai lavoratori del Paese di accoglienza. L’imposta sul salario è retta dalla legislazione fiscale del Paese di accoglienza.

2. Le condizioni di impiego convenute con il datore di lavoro devono essere conformi alla legislazione in materia di lavoro e di assicurazioni sociali del Paese di accoglienza.

Art. 7

1. Le persone che desiderano assumere un impiego di tirocinante nell’altro Paese dovranno in primo luogo cercarvi di propria iniziativa un impiego. Le autorità incaricate dell’applicazione del presente Accordo (cfr. art. 8) possono, con misure adeguate, favorire il collocamento dei tirocinanti.

2. Gli interessati inviano la loro domanda con tutti i dati necessari all’autorità del loro Paese d’origine incaricata dell’applicazione del presente Accordo. Questa esamina se la domanda è conforme alle esigenze dell’Accordo e in seguito la trasmette all’autorità del Paese di accoglienza.

3. Le predette autorità sbrigano gratuitamente e il più rapidamente possibile tutte le formalità legate all’autorizzazione per tirocinanti; occorre invece versare gli emolumenti e le tasse solitamente dovuti per l’entrata e la dimora.

Art. 8

Le autorità incaricate dell’applicazione del presente Accordo sono:

per il Consiglio federale svizzero, il Dipartimento federale dell’economia, l’Ufficio federale dell’industria, delle arti e mestieri e del lavoro1 a Berna;
per la Repubblica argentina, la Direzione Generale della Cooperazione del Ministero delle relazioni estere del commercio internazionale e della cultura nonché il Ministero del lavoro e della sicurezza sociale.

1 Ora: Dipartimento federale di giustizia e polizia, Segreteria di Stato della migrazione (SEM) (vedi RU 2014 4451).

Art. 9

1. Il presente Accordo entra in vigore non appena le Parti si saranno notificate l’avvenuto espletamento delle procedure previste dai rispettivi ordinamenti interni.

2. Il presente Accordo ha validità illimitata e può essere denunciato per iscritto su richiesta di una delle Parti mediante preavviso di sei mesi per il 1° gennaio.

3. In caso di denuncia dell’Accordo le autorizzazioni accordate in virtù del presente Accordo rimangono valide per la durata per la quale sono state rilasciate.

Firmato a Buenos Aires il 26 novembre 1997, in due originali nelle lingue francese e spagnola, i due testi facenti ugualmente fede.

Per il

Consiglio federale svizzero:

Per il Governo

della Repubblica argentina:

Jean-Marc Boillat


 RU 2000 2315


1 Dal testo originale francese.


Andrés Cisneros

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0.142.111.547

Texte original

Accord entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République Argentine relatif à l’échange de stagiaires

Conclu le 26 novembre 1997
Entré en vigueur par échange de notes le 14 septembre 1999

(Etat le 14 septembre 1999)

Le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République Argentine,

ci-dessous appelés «les Parties»,

désireux de continuer et développer les relations d’amitié et de bonne entente mutuelle entre leurs peuples,

prenant en compte que la coopération scientifique et technique est le moyen le plus adéquat pour développer les capacités des professionnels et experts de chaque pays, et,

conscients du caractère hautement bénéfique que revêt, pour la coopération et la compréhension mutuelle entre les pays, le développement d’échange de jeunes qui viennent exercer, sur le territoire de l’autre pays durant un laps de temps suffisant, une activité professionnelle rémunérée dans leur spécialité,

ont convenu les dispositions suivantes:

Art. 1

1. Le présent Accord règle l’échange de ressortissants suisses et argentins prenant dans l’autre pays, pour un temps limité, un emploi dans la profession pour laquelle ils ont été formés afin de parfaire leurs connaissances professionnelles et linguistiques (ci-après «stagiaires»).

2. L’emploi peut être pris dans toutes les professions dont l’exercice par les étrangers ne fait pas l’objet de restrictions légales. Si l’exercice de la profession est subordonné à une autorisation, l’intéressé devra demander cette autorisation.

Art. 2

Les stagiaires doivent être âgés de 18 ans au moins et, en règle générale, ne pas avoir plus de 35 ans; ils doivent avoir achevé une formation professionnelle.

Art. 3

1. Toutes les autorisations de stage sont accordées par les autorités mentionnées à l’art. 8.

2. L’autorisation pour stagiaires est en règle générale accordée pour une durée de 12 mois; elle peut être prolongée à 18 mois au maximum. Les contrats de travail doivent être élaborés en conséquence.

3. L’autorisation est délivrée conformément aux dispositions du pays d’accueil régissant l’entrée et la sortie, le séjour et l’exercice d’une activité lucrative par des étrangers.

4. Les autorisations pour stagiaires sont délivrées, dans les limites du contingent fixé à l’art. 5, al. 1, sans égard à la situation du marché du travail dans le pays d’accueil.

Art. 4

Les stagiaires n’ont pas le droit d’exercer d’autre activité ou de prendre un autre emploi que celui pour lequel l’autorisation a été délivrée. L’autorité compétente peut, dans des cas fondés, autoriser un changement d’emploi.

Art. 5

1. Chacun des deux pays peut admettre 50 stagiaires par année civile.

2. Le contingent peut être totalement exploité, indépendamment du nombre des stagiaires qui résident déjà sur le territoire du pays d’accueil en vertu du présent Accord.

3. Si l’un des Etats n’épuise pas le contingent fixé à l’al. 1, l’autre Etat ne peut se prévaloir de ce fait pour réduire le contingent convenu. Le solde non utilisé ne peut être reporté sur l’année suivante. Une prolongation du stage au sens de l’art. 3 n’est pas considérée comme une nouvelle autorisation.

4. Les Parties au contrat peuvent, par voie d’échange de notes, convenir d’une modification du contingent pour l’année suivante, jusqu’au 1er juillet de l’année en cours.

Art. 6

1. Les stagiaires ont, en matière de logement, de conditions de travail et de salaire, les mêmes droits et les mêmes devoirs que ceux que le droit du travail du pays d’accueil reconnaît aux personnes exerçant une activité lucrative. L’impôt sur le salaire est régi par la législation fiscale du pays d’accueil.

2. Les conditions d’engagement convenues avec l’employeur doivent être conformes au droit du travail et des assurances sociales du pays d’accueil.

Art. 7

1. Les personnes désireuses de prendre un emploi dans l’autre pays en qualité de stagiaire doivent en principe y chercher elles-mêmes un emploi. Les autorités chargées de l’application du présent Accord (cf. art. 8) peuvent les aider en prenant des mesures appropriées.

2. Les intéressés adressent leur demande, contenant toutes les indications nécessaires, à l’autorité chargée de l’application du présent Accord dans leur pays d’origine. Cette autorité examine si la demande répond aux exigences de l’accord puis la transmet à l’autorité du pays d’accueil.

3. Lesdites autorités règlent gratuitement et dans les meilleurs délais toutes les formalités afférentes à l’autorisation pour stagiaire; par contre, les taxes et émoluments usuellement perçus pour l’entrée et le séjour doivent être acquittés.

Art. 8

Sont chargés de l’application du présent Accord:

pour le Conseil fédéral suisse: le Département fédéral de l’économie publique publique, l’Office fédéral de l’industrie, des arts et métiers et du travail1, à Berne;
pour la République Argentine: la Direction Générale de la Coopération du Ministère des relations extérieures, du commerce international et du culte et le Ministère du travail et la sécurité sociale.

1 Actuellement: Département fédéral de justice et police, Secrétariat d’Etat aux migrations (SEM) (voir RO 2014 4451).

Art. 9

1. Le présent Accord entre en vigueur dès que les Parties au contrat se sont mutuellement notifié que les procédures internes requises pour son entrée en vigueur sont accomplies.

2. Le présent Accord est conclu pour une durée indéterminée. Il peut être dénoncé par écrit à la demande d’une des Parties, moyennant un préavis de six mois, pour le 1er janvier.

3. En cas de dénonciation, les autorisations délivrées en vertu du présent Accord restent valables jusqu’à l’expiration de la durée de validité initialement fixée.

Signé à Buenos Aires, le 26 novembre 1997, en deux exemplaires, en langues française et espagnole; les deux textes font également foi.

Pour le

Conseil fédéral suisse:

Pour le gouvernement

de la République Argentine:

Jean-Marc Boillat


 RO 2000 2315


Andrés Cisneros

Il presente documento non è una pubblicazione ufficiale. Fa unicamente fede la pubblicazione della Cancelleria federale. Ordinanza sulle pubblicazioni ufficiali, OPubl.
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