Index

0.732.021.1

Testo originale

Protocollo relativo al Tribunale creato dalla convenzione sull’istituzione di un controllo di sicurezza nel campo dell’energia nucleare

Conchiuso a Parigi il 20 dicembre 1957
Approvato dall’Assemblea federale il 3 ottobre 19581
Entrato in vigore per la Svizzera il 22 luglio 1959

I Governi partecipanti alla Convenzione sull’Istituzione di un controllo di Sicurezza nel Campo dell’Energia Nucleare2 in data odierna (denominata qui appresso la «Convenzione»);

Desiderando regolare, in base all’articolo 12 della Convenzione, l’organizzazione del Tribunale creato dal detto articolo e lo statuto dei giudici che lo compongono;

Hanno convenuto le disposizioni che seguono, le quali vengono allegate alla Convenzione:

Art. 1

Il Tribunale creato dall’articolo 12 (a) della Convenzione esercita le proprie funzioni in base alle disposizioni della Convenzione e del presente Protocollo.

Art. 2

a. La designazione dei giudici, prevista dall’articolo 12 (a) della Convenzione, verrà effettuata entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore della Convenzione; e designazioni successive verranno effettuate entro i sei mesi successivi a ciascuna vacanza.

b. I seggi che si rendono vacanti verranno coperti, con la stessa procedura seguita per la prima designazione, per la residua durata del mandato.

Art. 3

a. I giudici vengono scelti tra le personalità che offrano tutte le garanzie di indipendenza e che riuniscano le condizioni richieste per l’esercizio, nei rispettivi paesi, delle più alte funzioni giurisdizionali, ovvero che siano giureconsulti di notoria competenza.

b. I giudici non possono partecipare al regolamento di alcuna questione della quale essi si siano antecedentemente interessati in qualità di agenti, consulenti legali o avvocati di una delle parti, oppure come membri di un tribunale nazionale o internazionale, o di una commissione di inchiesta o a qualsiasi altro titolo. In caso di dubbio, spetta al Tribunale di decidere.

c. Il Tribunale non potrà comprendere più di un cittadino dello stesso Stato.

Art. 4

a. I giudici godono dell’immunità di giurisdizione per gli atti da essi compiuti in veste ufficiale. Essi continuano a godere di tale immunità dopo la cessazione delle loro funzioni. Il Tribunale può togliere l’immunità.

b. I giudici non possono essere rimossi dalle loro funzioni che allorquando, a giudizio unanime degli altri giudici, essi abbiano cessato di rispondere alle condizioni richieste per la loro designazione ovvero non soddisfino più agli obblighi derivanti dalla loro carica.

c. Il giudice che sia interessato alle deliberazioni e decisioni previste dal presente articolo, non partecipa ad esse.

Art. 5

a. Il Tribunale elegge il suo Presidente.

b. Il Tribunale nomina il suo Cancelliere.

Art. 6

Le norme relative agli onorari dei giudici sono fissate dal Consiglio dell’Organizzazione Europea di Cooperazione Economica (denominata qui appresso l’«Organizzazione»).

Art. 7

a. Il Presidente convoca il Tribunale quando è necessario.

b. Il Tribunale si riunisce presso la sede dell’Organizzazione.

c. Il Presidente presiede alle deliberazioni del Tribunale. In caso di impedimento, ovvero allorché il Presidente ha la stessa nazionalità di una delle parti, la presidenza è assunta dal giudice più anziano.

Art. 8

a. Le deliberazioni del Tribunale sono valide se almeno cinque giudici sono presenti.

b. Tutte le decisioni del Tribunale sono adottate a maggioranza dei giudici presenti.

c. In caso di parità di voti, il voto del Presidente o di chi lo sostituisce è preponderante.

Art. 9

a. L’udienza è pubblica, salvo decisione in contrario, adottata d’ufficio o su richiesta delle parti.

b. Le deliberazioni del Tribunale sono segrete. Le sue decisioni debbono essere motivate e citare i nomi dei giudici che hanno deliberato.

Art. 10

a. I paesi membri e l’Organizzazione sono rappresentati dinanzi al Tribunale da un agente nominato per ogni caso. L’agente può essere assistito dinanzi al Tribunale da consulenti legali o da avvocati.

b. Le altre parti possono essere rappresentate da persone abilitate al patrocinio dinanzi ad un Tribunale di uno dei paesi membri.

c. Gli agenti, i consulenti legali e gli avvocati di cui al presente articolo godono dell’immunità di giurisdizione per le parole pronunciate e per gli scritti da essi presentati, in relazione con l’esercizio delle loro funzioni previste dal presente articolo. Essi godono inoltre dell’inviolabilità dei documenti e della libertà di movimento fra la sede del Tribunale e il luogo della loro residenza abituale.

d. Tali immunità sono concesse alle dette persone esclusivamente nell’interesse della buona amministrazione della giustizia e nella misura necessaria allo svolgimento delle loro funzioni. Il Tribunale può togliere l’immunità allorché giudichi che tale misura non sia contraria alla buona amministrazione della giustizia.

e. Il Tribunale detiene, nei confronti dei consulenti legali e degli avvocati che si presentano dinanzi ad esso, i poteri normalmente riconosciuti in tale campo alle corti e ai tribunali, alle condizioni che saranno determinate dal Regolamento di procedura.

Art. 11

a. Testimoni ed esperti potranno essere intesi alle condizioni che saranno determinate dal Regolamento di procedura.

b. I testimoni e gli esperti possono essere intesi sia sotto vincolo di giuramento secondo la formula fissata dal Regolamento di procedura sia secondo le modalità previste dalla legislazione nazionale del testimonio o dell’esperto.

Art. 12

a. Il Tribunale può chiedere che un testimonio o un esperto sia inteso dall’autorità giudiziaria del suo luogo di residenza.

b. La relativa domanda è indirizzata al Governo interessato che ne investirà l’autorità giudiziaria competente.

Art. 13

a. Ogni violazione di giuramento commessa da un testimonio o da un esperto dinanzi al Tribunale verrà considerata alla stregua della stessa violazione commessa dinanzi ad una corte, giudicante in materia civile, del paese nel quale il Tribunale ha tenuto la sua sessione.

b. Se tale violazione è stata commessa durante un’audizione di cui al precedente articolo 12, dinanzi ad un’autorità giudiziaria nazionale, si applicherà la legislazione nazionale del paese cui appartiene la detta autorità giudiziaria.

Art. 14

Il Tribunale fissa l’ammontare e l’attribuzione delle spese.

Art. 15 Campo d’applicazione del protocollo il 1° gennaio 1991

Le spese relative al funzionamento del Tribunale sono iscritte nel bilancio dell’Organizzazione.

In fede di che, i sottoscritti Plenipotenziari, debitamente autorizzati hanno apposto le loro firme in calce al presente Protocollo.

Fatto a Parigi, il 20 dicembre 1957, nelle lingue francese, inglese, tedesca, italiana ed olandese, in un unico esemplare che verrà conservato dal Segretario generale dell’Organizzazione Europea di Cooperazione Economica, che ne trasmetterà copia conforme a tutti i firmatari.

(Seguono le firme)


  Campo d’applicazione del protocollo il 1° gennaio 1991

Stati partecipanti

Ratificazione Adesione (A)

Entrata in vigore

Austria

30 ottobre

1959

30 ottobre

1959

Belgio

22 luglio

1959

22 luglio

1959

Danimarca

23 maggio

1959

22 luglio

1959

Francia

23 febbraio

1959

22 luglio

1959

Gran Bretagna

10 maggio

1958

22 luglio

1959

Irlanda

  2 dicembre

1958

22 luglio

1959

Italia

  3 aprile

1963

  3 aprile

1963

Lussemburgo

19 maggio

1960

19 maggio

1960

Norvegia

12 febbraio

1959

22 luglio

1959

Paesi Bassi

  9 luglio

1959

22 luglio

1959

Portogallo

26 settembre

1959

26 settembre

1959

Rep. federale di Germania

22 luglio

1959

22 luglio

1959

Spagna

22 luglio

1959 A

22 luglio

1959

Svezia

  5 gennaio

1960

  5 gennaio

1960

Svizzera

21 gennaio

1959

22 luglio

1959

Turchia

20 luglio

1959

22 luglio

1959


RU 1959 908; FF 1958 II 565 ediz. ted. 585 ediz. franc.


1 RO 1959 909
2 RS 0.732.021


Index

0.732.021.1

Texte original

Protocole relatif au tribunal créé par la convention sur l’établissement d’un contrôle de sécurité dans le domaine de l’énergie nucléaire

Conclu à Paris le 20 décembre 1957
Approuvé par l’Assemblée fédérale le 3 octobre 19581
Entré en vigueur pour la Suisse le 22 juillet 1959

Les Gouvernements parties à la Convention sur l’Etablissement d’un Contrôle de Sécurité dans le Domaine de l’Energie Nucléaire2 en date de ce jour (appelée ci—dessous la «Convention»);

Désireux d’établir, conformément à l’art. 12 de la Convention, l’organisation du Tribunal créé par ledit article et le statut de ses juges;

Sont convenus des dispositions ci—après, qui sont annexées à la Convention:

Art. 1

Le Tribunal créé par l’art. 12 (a) de la Convention exerce ses fonctions conformément aux dispositions de la Convention et du présent Protocole.

Art. 2

a. La désignation des juges, prévue à l’art. 12 (a) de la Convention, aura lieu dans un délai de six mois après l’entrée en vigueur de la Convention; les désignations ultérieures auront lieu dans les six mois suivant les vacances.

b. Il est pourvu aux sièges devenus vacants, selon la méthode suivie pour la première désignation, pour la durée du mandat restant à courir.

Art. 3

a. Les juges sont choisis parmi les personnalités offrant toutes garanties d’indépendance et qui réunissent les conditions requises pour l’exercice, dans leurs pays respectifs, des plus hautes fonctions juridictionnelles, ou qui sont des juriconsultes possédant des compétences notoires.

b. Les juges ne peuvent participer au règlement d’aucune affaire dans laquelle ils sont antérieurement intervenus comme agents, conseils ou avocats de l’une des parties, membres d’un tribunal national ou international, d’une commission d’enquête, ou à tout autre titre. En cas de doute, le Tribunal décide.

c. Le Tribunal ne pourra comprendre plus d’un ressortissant du même Etat.

Art. 4

a. Les juges jouissent de l’immunité de juridiction pour les actes accomplis par eux dans leur qualité officielle. Ils continuent à bénéficier de cette immunité après la cessation de leurs fonctions. Le Tribunal peut lever cette immunité.

b. Les juges ne peuvent être relevés de leurs fonctions que si, au jugement unanime des autres juges, ils ont cessé de répondre aux conditions requises pour leur désignation ou de satisfaire aux obligations découlant de leur charge.

c. Le juge intéressé ne participe pas aux délibérations et décisions prévues au présent article.

Art. 5

a. Le Tribunal élit son Président.

b. Le Tribunal nomme son Greffier.

Art. 6

Les règles relatives aux honoraires des juges sont fixées par le Conseil de l’Organisation Européenne de Coopération Economique (appelée ci—dessous 1’«Organisation»).

Art. 7

a. Le Tribunal est convoqué, en cas de besoin, par le Président.

b. Le Tribunal tient ses séances au siège de l’Organisation.

c. Le Président préside aux délibérations du Tribunal. En cas d’empêchement ou dans le cas où le Président a la même nationalité qu’une des parties, le juge le plus âgé préside.

Art. 8

a. Les délibérations du Tribunal sont valables si cinq juges sont présents.

b. Toutes les décisions du Tribunal sont prises à la majorité des juges présents.

c. En cas de partage des voix, la voix du Président ou de celui qui le remplace est prépondérante.

Art. 9

a. L’audience est publique, à moins qu’il n’en soit décidé autrement, d’office ou sur demande des parties.

b. Les délibérations du Tribunal sont secrètes. Ses décisions doivent être motivées et mentionner les noms des juges qui ont délibéré.

Art. 10

a. Les pays membres ainsi que l’Organisation sont représentés devant le Tribunal par un agent nommé pour chaque affaire. L’agent peut être assisté par des conseils ou avocats devant le Tribunal.

b. Les autres parties peuvent être représentées par des personnes habilitées à plaider devant un Tribunal d’un des pays membres.

c. Les agents, conseils et avocats visés au présent article jouissent de l’immunité de juridiction pour les paroles prononcées et les écrits produits par eux, en rapport avec l’exercice de leurs fonctions prévues au présent article. Ils jouissent en outre de l’inviolabilité des documents et de la liberté de mouvements entre le siège du Tribunal et le lieu de leur résidence habituelle.

d. Ces immunités sont accordées auxdites personnes exclusivement dans l’intérêt d’une bonne administration de la justice et dans la mesure nécessaire à l’accomplissement de leurs tâches. Le Tribunal peut lever l’immunité lorsqu’il estime que la levée de cette immunité n’est pas contraire à une bonne administration de la justice.

e. Le Tribunal jouit à l’égard des conseils et avocats qui se présentent devant lui, des pouvoirs normalement reconnus en la matière aux cours et tribunaux, dans les conditions qui seront déterminées par le Règlement de procédure.

Art. 11

a. Des témoins et experts peuvent être entendus dans les conditions qui seront déterminées par le Règlement de procédure.

b. Les témoins et experts peuvent être entendus, soit sous la foi du serment selon la formule déterminée par le Règlement de procédure, soit suivant les modalités prévues par la législation nationale du témoin ou de l’expert.

Art. 12

a. Le Tribunal peut demander qu’un témoin ou un expert soit entendu par l’autorité judiciaire du lieu de sa résidence.

b. Cette demande est adressée au Gouvernement en cause qui saisira l’autorité judiciaire compétente.

Art. 13

a. Toute violation de serment commise par un témoin ou un expert devant le Tribunal sera regardée comme l’équivalent de cette violation commise devant une cour, statuant en matière civile, du pays dans lequel le Tribunal a tenu sa session.

b. Si une telle violation a été commise au cours d’une audition, visée à l’art. 12 ci—dessus, devant une autorité judiciaire nationale, la législation nationale du pays de cette autorité judiciaire s’applique.

Art. 14

Le Tribunal fixe le montant et l’attribution des dépens.

Art. 15 Champ d’application du protocole le 1er janvier 1991

Les frais relatifs au fonctionnement du Tribunal sont inscrits au budget de l’Organisation.

En foi de quoi, les Plénipotentiaires soussignés, dûment habilités, ont apposé leurs signatures au bas du présent Protocole.

Fait à Paris, le 20 décembre 1957, en français, en anglais, en allemand, en italien et en néerlandais, en un seul exemplaire qui restera déposé auprès du Secrétaire général de l’Organisation Européenne de Coopération Economique, qui en communiquera une copie certifiée conforme à tous les Signataires.

(Suivent les signatures)


  Champ d’application du protocole le 1er janvier 1991

Etats parties

Ratification Adhésion (A)

Entrée en vigueur

République fédérale

d’Allemagne

22 juillet

1959

22 juillet

1959

Autriche

30 octobre

1959

30 octobre

1959

Belgique

22 juillet

1959

22 juillet

1959

Danemark

23 mai

1959

22 juillet

1959

Espagne

22 juillet

1959 A

22 juillet

1959

France

23 février

1959

22 juillet

1959

Grande—Bretagne

10 mai

1958

22 juillet

1959

Irlande

  2 décembre

1958

22 juillet

1959

Italie

  3 avril

1963

  3 avril

1963

Luxembourg

19 mai

1960

19 mai

1960

Norvège

12 février

1959

22 juillet

1959

Pays—Bas

  9 juillet

1959

22 juillet

1959

Portugal

26 septembre

1959

26 septembre

1959

Suède

  5 janvier

1960

  5 janvier

1960

Suisse

21 janvier

1959

22 juillet

1959

Turquie

20 juillet

1959

22 juillet

1959


 RO 1959 919; FF 1958 II 585


1 RO 1959 909
2 RS 0.732.021


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