Index

0.923.412

Traduzione1

Convenzione

tra la Svizzera, il Granducato di Baden e l’Alsazia—Lorena2 per l’applicazione di disposizioni uniformi relativamente alla pesca nel Reno e suoi affluenti, compreso il lago di Costanza3

Conchiusa il 18 maggio 1887

Ratificazioni scambiate il 19 ottobre 1887

Entrata in vigore il 19 ottobre 1887

(Stato 19 ottobre 1887)

Essendosi mostrata la necessità di sottoporre ad una revisione la Convenzione stata conchiusa tra la Svizzera, il Granducato di Baden e l’Alsazia—Lorena a Basilea il 25 marzo 1875 e a Molusa il 14 luglio 1877, come pure la Convenzione addizionale di Colmar del 21 settembre 1884, sono stati a questo fine nominati a plenipotenziari:

(Seguono i nomi dei plenipotenziari)

i quali hanno conchiuso, con riserva di ratifica, la Convenzione seguente:

Art. 11

Nella pesca nel Reno e ne’ suoi affluenti, in quanto vi si trovino pesci migratori (salmoni e cheppie), è vietato ogni apparecchio pescatorio permanente (cannicci, gradelle) ed ogni apparecchio fissato alla riva od ancorato nel letto del fiume (nasse, reti d’arresto) per cui sia impedito il passaggio de’ pesci migratori su più della metà della larghezza della corrente, misurata questa larghezza ad acqua bassa ordinaria e in linea retta la più breve da una riva all’altra.

La distanza fra i singoli pali formanti l’apparecchio d’arresto (gradelle) per la presa dei salmoni, come pure fra le traverse di questi pali, deve essere di 10 centimetri almeno.

Non possono esser messi ad un tempo più apparecchi di pescagione del genere qui sopra detto fermati alla riva od ancorati nel letto del fiume, nè più reti fisse ad una medesima riva od alla riva opposta, se non in una distanza l’uno dall’altro, la quale deve essere per lo meno il doppio della lunghezza del rispettivo apparecchio. Ove gli apparecchi fossero di lunghezza diversa, per la distanza tra l’uno e l’altro sarà di norma la lunghezza maggiore.

Le qui premesse disposizioni non sono applicabili ai così detti «Altrheine» (Giessen, piccoli golfi formati dal fiume), quando questi non sono congiunti dalle due parti col corso principale in modo che i pesci migratori possono in ogni tempo passare liberamente.


1 Vedi anche il Protocollo finale (I)

Art. 2

Nessun apparecchio di pesca, qualunque siane la forma e la denominazione, potrà essere adoperato se le sue aperture o maglie, allo stato umido, non hanno, sia in altezza che in larghezza, per lo meno le dimensioni seguenti:

a)
per la pesca del salmone: intrecci (ceste, nasse) e reti flottanti: 6 centimetri; l’interiore delle nasse (infundibolo della nassa): 4 centimetri;
b)
per la pesca di altre specie grosse: 3 cm;
c)
per la pesca di specie piccole: 2 cm.

Nel Reno tra Sciaffusa e Basilea non possono però nella pesca in generale adoperarsi reti le cui maglie, misurate come sopra è detto, siano meno di 3 cm.

Nel controllare gli intrecci e le reti, non si terrà conto della differenza di un decimo.

Nello scopo di pescar pesci da pasto per gli stabilimenti di piscicoltura, come pure pesci da esca, l’autorità di sorveglianza può permettere, sotto riserva di un controllo sufficiente, l’uso di reti a maglie più strette; con ciò però non si porta mutazione alcuna alle disposizioni relative alle dimensioni minime dei pesci (art. 5) nè ai periodi di proibizione della pesca (art. 6).

Art. 3

Le reti flottanti non potranno venir tese nè fissate nell’acqua in guisa da restarvi immobili o sospese.

Nel corso del Reno, dalla cascata di Sciaffusa in giù, e nei suoi affluenti, in quanto servono al passaggio dei salmoni e delle cheppie sino ai luoghi del loro fregolo, è vietato l’uso di reti flottanti che non abbiano una larghezza minima di metri 2,5 tra la ralinga superiore e l’inferiore.

Non possono esser gettate più reti flottanti se non in una distanza le une dalle altre equivalente al doppio della lunghezza della rete più grande.

Se mai la pesca del salmone quale è praticata nel basso Reno con così detti «Zegen», venisse ad essere introdotta nel territorio dell’alto Reno, essa sarebbe vietata pel periodo dal 27 agosto al 26 ottobre inclusivamente.

Art. 4

È vietato:

1.
l’uso di materie esplosive od altre nocive (particolarmente la dinamite, le cartucce esplosive, le esche avvelenate e le materie atte ad istordire i pesci);
2.
l’uso di trappole a molla, di delfiniere, di tridenti da pesci, d’armi da fuoco e d’altri e simili ordigni da pesca capaci di ferire i pesci. L’uso di ami è permesso;
3.
lo stabilimento di nuove peschiere fisse (cateratte, trabocchelli da pesci); le peschiere già esistenti devono essere provvedute di aperture di dimensione corrispondente a quella delle maglie delle reti (art. 2);
4.1
l’uso di nasse per la pesca del salmone nel periodo dal 20 ottobre al 24 dicembre;
5.
il mettere a secco de’ corsi d’acqua per far pesca;
6.
la pesca notturna praticata coll’intervento attivo dell’uomo. Eccezioni a questo divieto, particolarmente trattandosi di pesca dei salmoni e delle cheppie, possono essere accordate dall’autorità di sorveglianza.

1 Vedi anche il Protocollo finale (II)

Art. 5

I pesci delle specie qui sotto nominate non possono nè essere esposti in vendita nè venduti, se, misurati dalla punta del capo sino all’estremità della coda, non hanno almeno la lunghezza seguente:

Salmone (Trutta Salar, L.) = 50 cm

Anguilla (Anguilla fluviatilis, Flem.) = 35 cm;

Luccio persico (Lucioperca Sandra, L.) = 35 cm;

Luccio (Esox lucius, L.) = 30 cm;

Trota lacustre (Trutta lacustris, L.) = 30 cm;

Temolo (Thymallus vulgaris, Nils.) = 25 cm;

Savelino (Salmo Salvelinus, L.) = 25 cm;

Barbio o barbo (Barbus fluviatilis, Agass.) = 25 cm;

Trota fluviale (Trutta Fario, L.) = 20 cm;

Trota arcobaleno (Salmo irideus, Gibb.) = 20 cm;

Coregono fera (Coregonus Fera, Jur.) = 20 cm;

Coregono di Wartmann (Coregonus Wartmanni, Bloch.) = 20 cm;

Coregono jemale (Coregunus hiemalis, Jur.) = 20 cm;

Marena (Coregonus Maraena, Bloch.) = 20 cm;

Marena bianca (Coregonus albus.) = 20 cm;

Tinca (Tinca vulgaris, Cuv.) = 20 cm.

Venendo presi pesci non aventi la lunghezza qui sopra specificata, devono essere immediatamente rimessi nell’acqua.

Art. 61

Per le specie di pesci qui sotto indicate, i tempi di pesca proibita sono fissati come segue:

1.
dal 1° marzo al 30 aprile per temoli e trote—arcobaleno;
2.
dal 1° aprile al 31 maggio per lucci persici;
3.
dal 1° ottobre al 31 dicembre per trote lacustri;
4.
dal 10 ottobre al 10 gennaio per trote fluviali;
5.
dal 1° novembre al 31 dicembre per salvelini;
6.
dall’11 novembre al 24 dicembre per salmoni2;
7.
dal 15 novembre al 15 dicembre pei coregoni (fera, Wartmann, jemale e marena).

La pesca delle trote sterili, trote bleu e argentine (dette Silber— o Schwebforellen), nel lago di Costanza, è permessa nei tempi proibiti.

Se nella pesca permessa vengono presi pesci di cui la pesca è proibita, questi devono essere immediatamente rigettati nell’acqua.

La pesca del salmone ed anche quella dei coregoni (fera, Wartmann, jemale e marena) può pure venir esercitata nel tempo proibito (primo capoverso), ma solo coll’autorizzazione espressa dell’autorità competente. La quale autorizzazione non sarà accordata se non quando siavi la sicurezza che gli elementi di riproduzione (ovi e latte) dei pesci presi al momento del fregolo saranno messi a profitto per la piscicoltura artificiale.

Laddove abbiasi quest’ultima garanzia od ove i pesci debbano servire ad esperimenti scientifici, la competente autorità può anche in dati casi permettere la pesca delle altre summentovate specie (primo capoverso) nel tempo proibito.


1 Vedi anche il Protocollo finale (II e III)
2 Il Consiglio federale, fondandosi sull’art. 12, cpv. 2, della presente Convenzione, 9 ha fissato dal 1° novembre al 10 gennaio inclusivo il periodo di divieto della pesca del salmone. Vedi il DCF 21 ottobre 1927 (RS 923.43).

Art. 7

Inoltre, nel lago di Costanza può esser esercitata la pesca con reti dal 15 aprile a tutto maggio, ma solo nelle parti profonde del lago e con reti flottanti, evitando diligentemente di toccare le rive franate o scoscese (Halden), i «Reiser» e tutta la flora acquatica (Kräbs).

Art. 8

Nel Reno e in quelle parti dei suoi affluenti da Basilea in giù che servono al passaggio dei salmoni e delle cheppie per ai luoghi di frega, la pesca di questi pesci con qualsia sorta di ordigni è vietata per lo spazio di 24 ore ogni settimana, cioè dalle ore 6 pomeridiane del sabato sino alle ore 6 pomeridiane della domenica.

Art. 9

I pesci la cui presa è proibita se non hanno la lunghezza voluta (art. 5) oppur se sono pescati in tempi interdetti (art. 6), nel primo caso non possono esser messi in vendita, nè venduti, nè spediti, nel secondo caso non lo possono parimenti, salvo nei primi 3 giorni del tempo proibito. Nei medesimi casi è vietato il mettere in tavola questi pesci in alberghi, osterie, locande, ecc.

Questo divieto non ha applicazione ai salmoni e ai coregoni per la cui pesca, a tenore dell’art. 6, penultimo capoverso, è stato dato permesso. Inoltre, in casi straordinari, come trattandosi di pesci rimasti in istagni per effetto di certi fenomeni o d’altri casi di forza maggiore (per es. sviamento di corsi d’acqua, ecc.), le autorità competenti possono, in via d’eccezione e mediante dovuto controllo, autorizzarne la vendita e la spedizione. Questa stessa autorizzazione potrà essere data per pesci destinati alla piscicoltura artificiale.

Art. 10

È vietato il versare, inviare o far affluire in acque pescose residui di fabbriche od altre materie di natura e in copia tale da danneggiare o far fuggire i pesci.

Se e sino a quel punto la premessa prescrizione debba aver applicazione agli scoli già esistenti di stabilimenti agricoli ed industriali, ciò sarà determinato dall’autorità competente.1


1 Vedi il 4. capitolo della LF del 14 dic. 1973 sulla pesca (RS 923.0)

Art. 11

Ciascun Governo degli Stati adiacenti alle rive e in questo affare interessati nomina un rappresentante per il suo territorio.

Questi rappresentanti sì comunicheranno reciprocamente gli ordinamenti emanati dai loro Governi relativamente alla pesca nel bacino del Reno e si raduneranno di tempo in tempo per discutere sulle misure da prendersi nell’interesse della pesca nel detto bacino.

Art. 12

I Governi contraenti si obbligano ad introdurre per quanto è possibile nelle leggi e nei regolamenti sull’esercizio della pesca le disposizioni contenute negli art. da 1 a 11.1

Per la presente Convenzione non viene esclusa la facoltà dei singoli Stati di statuire pei loro territori disposizioni più strette di protezione della pesca.2


1 Vedi il capitolo sulla pesca, nel diritto interno (RS 923).
2 Vedi il DCF 21 ottobre 1927 che prolunga il periodo di divieto della pesca del salmone (RS 923.43).

Art. 13

La presente Convenzione abbraccia nel suo dominio il lago di Costanza e il Reno dal suo uscire da questo lago in giù. Le disposizioni della Convenzione che si riferiscono ai pesci migratori (salmoni e cheppie) valgono anche per gli affluenti del Reno.

Art. 14

Questa Convenzione entra in vigore subito dopo la sua ratificazione e rimane obbligatoria per dieci anni. Passati dieci anni dal giorno dello scambio delle ratifiche, sarà libero a ciascuna delle tre Parti contraenti di ritirarsene in ogni tempo, un anno dopo averne dichiarata la denunzia.

Art. 15

La presente Convenzione sarà ratificata e lo scambio delle dichiarazioni di ratifica seguirà al più presto possibile.

In fede di che, i plenipotenziari hanno firmato la presente Convenzione in tre esemplari.

Così fatto a Lucerna, addì diciotto maggio mille ottocento ottantasette (1887).

(Seguono le firme)


  Protocollo finale

All’atto di firmare la Convenzione conchiusa all’uopo di regolare la pesca nel Reno e suoi affluenti, compreso il lago di Costanza, i plenipotenziari hanno stimato opportuno e necessario di deporre nel presente Protocollo di chiusura le dichiarazioni e spiegazioni seguenti:

I

I plenipotenziari sono unanimi nell’opinare che, ove per causa di uno sviamento d’acque pescose, per causa di difetto d’acqua o di altri eventi, la famiglia de’ pesci sia minacciata di dover perire (art. 1), possa esser reputata ammissibile e permessa l’interdizione temporaria completa della pesca in un corso d’acqua.

II

Si ritiene convenuto che il primo e l’ultimo giorno dei periodi d’interdizione devono essere compresi nei periodi stessi (art. 4, N. 4, e art. 6 della Convenzione).

III

Resta riservato di fissare tempi proibiti per il bacino del lago inferiore (Untersee) anche rispetto alla pesca di altre specie di pesci fuori di quelle denotate nell’art. 6.

IV

Si fa qui espressa dichiarazione che per la presente Convenzione non si toccano per niente le determinazioni state prese a Basilea in data 22/23 ottobre 1883, nè le prescrizioni emanate in esecuzione delle medesime.

V

I plenipotenziari sono d’accordo nel ritenere tuttavia valevole per la durata della presente Convenzione l’obbligo stato reciprocamente assunto a suo tempo di versare annualmente nel bacino del Reno, dalla sua cascata presso Sciaffusa in giù, un numero di giovani salmoni, calcolato secondo la lunghezza della sponda (almeno 1000 capi per chilometro).

VI

È considerato come desiderevole che d’ora innanzi non vengano messe nel lago di Costanza nè nel Reno nuove specie di pesci senza previa reciproca intesa tra i Governi degli Stati adiacenti alle rive.

Fatto a Lucerna, il diciotto (18) maggio mille ottocento ottantasette (1887).

(Seguono le firme)


RU 14 248


1 Testo originale tedesco.2 Con Nota 31 luglio 1920 la Francia si è dichiarata disposta a riconoscere di fatto l’applicabilità di questa Convenzione, fino alla conclusione di nuovi accordi fra la Francia e la Svizzera sulla pesca nel Reno (FF 1920, IV, pag. 377 edizioni tedesca e francese).3 Vedi anche l’accordo sulla pesca nel Lago Inferiore di Costanza del 2 nov. 1977 (RS 0.923.411).


Index

0.923.412

Traduction1

Convention

entre la Suisse, le Grand—Duché de Bade et l’Alsace—Lorraine2,
arrêtant des dispositions uniformes sur la pêche
dans le Rhin et ses affluents, y compris le lac de Constance3

Conclue le 18 mai 1887

Ratifications échangées le 19 octobre 1887

Entrée en vigueur le 19 octobre 1887

(Etat le 19 octobre 1887)

Les faits ayant démontré que la convention conclue à Bâle, le 25 mars 1875, Mulhouse, le 14 juillet 1877, et la convention additionnelle conclue à Colmar, le 21 septembre 1884, entre la Suisse, le Grand—Duché de Bade et l’Alsace—Lorraine, devaient être soumises à une révision, les gouvernements de ces Etats ont nommé à cet effet comme délégués:

(suivent les noms des délégués)

lesquels ont conclu, sous réserve de ratification, la convention suivante:

Art. 11

Est interdit pour la pêche dans le Rhin et ses affluents, pour autant qu’il s’y trouve des poissons migrateurs (saumons et aloses), l’emploi de tout appareil de pêche permanent (écrilles, gords) et de tout appareil fixé à la rive ou ancré dans le lit de la rivière (nasses, filets de barrage), empêchant la circulation des poissons de passage sur plus de la moitié de la largeur du cours d’eau, largeur mesurée à eau basse ordinaire et dans la ligne droite la plus courte d’une rive à l’autre.

La distance entre les piquets formant les barrages à saumons (gords), ainsi que celle des traverses, devra être d’au moins dix centimètres.

La distance entre deux de ces appareils de pêche permanents fixés à la rive ou ancrés dans le lit de la rivière ou entre deux flets fixes, employés simultanément sur la même rive ou sur les deux rives opposées, ne pourra être inférieure au double de la longueur de l’appareil ou du filet respectif. Si ceux—ci sont de longueurs différentes, c’est la plus grande longueur qui fait règle pour la distance y relative.

Les dispositions précitées ne sont pas applicables aux «Altrheine» (Giessen, petits golfes formés par le fleuve), dans le cas où ceux—ci ne sont pas reliés des deux côtés avec le cours principal, de manière que les poissons migrateurs puissent en tout temps circuler librement.


1 Voir aussi le Prot. final à la fin du texte (ch. I).

Art. 2

Aucun appareil de pêche, quelle que soit sa forme ou sa dénomination, ne pourra être employé si ses ouvertures ou mailles, à l’état humide, n’ont au minimum, tant en hauteur qu’en largeur, les dimensions suivantes:

a)
Pour la pêche du saumon: Les corbeilles (paniers, nasses), filets flottants: 6 centimètres; l’intérieur des nasses (manchon ou entonnoir de la nasse) 4 centimètres;
b)
Pour la pêche d’autres grandes espèces: 3 centimètres;
c)
Pour la pêche de petites espèces: 2 centimètres.

Pour la pêche dans le Rhin entre Schaffhouse et Bâle, il ne pourra en général être fait usage d’aucun filet dont les mailles mesurées comme ci-dessus seraient inférieures à 3 centimètres.

Lors de la vérification des corbeilles et filets, une différence d’un dixième sera tolerée.

En vue de pêcher des poissons devant servir de nourriture pour des établissements de pisciculture, ainsi que des poissons devant servir d’amorce, l’autorité de surveillance peut permettre, sous réserve d’un contrôle suffisant, l’emploi de filets ayant des dimensions de mailles plus petites; toutefois, ceci ne modifie en rien les dispositions relatives aux dimensions minima des poissons (art. 5) et aux périodes d’interdiction de la pêche (art. 6).

Art. 3

Les filets flottants ne pourront être tendus ni fixés dans l’eau de manière à y demeurer immobiles ou accrochés.

Dans le cours du Rhin, à partir de la chute près de Schaffhouse en aval, et dans ses affluents, pour autant qu’ils servent à la circulation des saumons et des aloses jusqu’aux endroits où ces poissons fraient, les filets flottants ne peuvent être employés pour la pêche qu’autant qu’ils ont une largeur moindre de 2,5 mètres entre la ralingue supérieure et la ralingue inférieure.

On ne peut se servir de plusieurs filets flottants que s’ils sont placés à une distance au moins double de la longueur du plus grand filet.

Si la pêche au saumon qui est pratiquée dans le bas Rhin avec des « Zegens» venait à être introduite dans le territoire du haut Rhin, elle serait prohibée pendant la période du 27 août au 26 octobre inclusivement.

Art. 4

Sont interdits:

1.
L’emploi de matières explosibles ou d’autres matières nuisibles (particulièrement la dynamite, les cartouches explosibles, les amorces empoisonnées et les matières destinées à étourdir les poissons);
2.
L’emploi de pièges à ressort, de harpons, de tridents à poissons, d’armes à feu et d’autres engins de pêche de ce genre qui peuvent blesser les poissons; l’emploi des hameçons est permis;
3.
L’établissement de nouvelles pêcheries fixes (trappes à poissons); les pêcheries existant déjà doivent être pourvues d’ouvertures de dimension correspondante à celle des mailles des filets (art. 2);
4.1
L’emploi de nasses pour la pêche du saumon pendant la période du 20 octobre au 24 décembre;
5.
La mise à sec de cours d’eau en vue de la pêche;
6.
La pêche nocturne pratiquée par l’intervention active de l’homme. Les autorités qui exercent la surveillance peuvent accorder des exceptions à cette interdiction, particulièrement en ce qui concerne la pêche des saumons et des aloses.

1 Voir aussi le protocole final publié ci-après (ch. II).

Art. 5

Les poissons des espèces ci—après désignées ne peuvent être ni colportés, ni vendus, si, mesurés depuis la pointe de la tête jusqu’à l’extrémité de la queue, ils n’ont pas au moins les longueurs suivantes:

Saumon (Trutta Salar, L.) 50 cm

Anguille (Anguilla fluviatilis, Flem.) 35 cm

Sandre (Lucioperca Sandra, L.) 35 cm

Brochet (Esox Lucius, L.) 30 cm

Truite des lacs (Trutta lacustris, L.) 30 cm

Ombre de rivière (Thymallus vulgaris, Nils.) 25 cm

Omble—chevalier (Rötheli, Salmo Salvelinus, L.) 25 cm

Barbeau (Barbus fluviatilis, Agass.) 25 cm

Truite de rivière (Trutta Fario, L.) 20 cm

Truite arc—en—ciel (Salmo irideus, Gibb.) 20 cm

Corégone féra (Féra, Coregonus Fera, Jur.) 20 cm

Palée, bondelle (Coregonus Wartmanni, Bloch) 20 cm

Gravanche (Coregonus hiemalis, Jur.) 20 cm

Marène (Coregonus Maræna, Bloch) 20 cm

Corégone blanc (White—fish, Coregonus albus) 20 cm

Tanche (Tinca vulgaris, Cuv.) 20 cm

Si des poissons n’ayant pas les longueurs ci—dessus spécifiées sont pris, ils doivent être immédiatement rejetés à l’eau.

Art. 61

Pour les espèces de poissons ci—dessous indiquées, les époques pendant lesquelles la pêche est interdite sont fixées comme suit:

1.
Du 1er mars au 30 avril, pour l’ombre de rivière et la truite arc—en—ciel;
2.
Du 1er avril au 31 mai, pour la sandre;
3.
Du 1er octobre au 31 décembre, pour la truite des lacs;
4.
Du 10 octobre au 10 janvier, pour la truite de rivière;
5.
Du 1er novembre au 31 décembre, pour l’omble—chevalier (Rötheli);
6.
Du 11 novembre au 24 décembre, pour le saumon2;
7.
Du 15 novembre au 15 décembre, pour les corégones (féra, palée [bondelle], gravanche et marène).

La pêche des truites stériles, truites bleues ou argentées (dites Silber- ou Schwebforellen), dans le lac de Constance, est permise pendant les temps prohibés.

Si des poissons rentrant dans l’une des espèces soumises à une période d’interdiction de pêche sont pris pendant que la pêche est libre pour les autres espèces de poissons, ils doivent être immédiatement rejetés à l’eau.

La pêche au saumon, ainsi que celle aux corégones (féra, palée, gravanche et marène), peut aussi être exercée pendant la période d’interdiction (al. 1), toutefois seulement avec l’autorisation expresse de l’autorité compétente. Cette autorisation ne doit être donnée que si l’on est sûr que les éléments de reproduction (oeufs et laitance) des poissons pris au moment du frai seront employés pour la pisciculture artificielle.

Si cette dernière garantie est acquise ou si les poissons doivent être employés pour des expériences scientifiques, l’autorisation de pêche peut aussi, dans certains cas, pour les autres espèces de poissons indiquées plus haut (al. 1), être accordée par l’autorité compétente pendant la période d’interdiction.


1 Voir aussi le Prot. final à la fin du texte (ch. II et III).
2 Le CF, se fondant sur l’art. 12, 2e al., de la présente Conv., a fixé du 1er novembre au 10 janvier la période pendant laquelle la pêche du saumon est interdite. Voir l’ACF du 21 octobre 1927 (RS 923.43).

Art. 7

En outre, dans la période du 15 avril à la fin de mai, la pêche au moyen de filets flottants peut être exercée dans les parties profondes du lac de Constance, en évitant soigneusement tout contact avec les berges (Halden), les «Reiser» et toute la flore aquatique (Kraebs).

Art. 8

Depuis Bâle en aval, la pêche des saumons et des aloses, avec des engins quelconques, est interdite, pendant 24 heures chaque semaine, soit du samedi à 6 heures du soir jusqu’au dimanche à 6 heures du soir, dans le Rhin et dans les parties de ses affluents qui servent à la circulation de ces poissons jusqu’aux endroits où ils fraient.

Art. 9

Les poissons dont la pêche est interdite, soit parce qu’ils n’ont pas la longueur exigée (art. 5), soit parce qu’ils sont placés sous protection pendant une période déterminée (art. 6), ne peuvent être colportés, vendus ou expédiés; dans le second cas, les trois premiers jours de la période d’interdiction exceptés. De même, il est interdit de servir ces poissons dans des auberges, restaurants, hôtels, etc.

Cette interdiction ne s’applique pas aux saumons et aux corégones dont la pêche a été autorisée suivant l’avant—dernier alinéa de l’article 6. En outre, dans des cas extraordinaires comme lors de la pêche forcée de poissons se trouvant dans des étangs, ensuite de certains phénomènes ou d’autres cas de force majeure (par exemple détournement de cours d’eau, etc.), les autorités compétentes peuvent, exceptionnellement et sous réserve d’un contrôle suffisant, autoriser la vente et l’expédition de ces poissons. Cette même autorisation pourra être donnée pour des poissons qui sont destinés à la pisciculture artificielle.

Art. 10

Il est interdit de verser ou de faire écouler, dans les eaux poissonneuses, des résidus de fabrique ou d’autres matières qui, par leur nature et leur quantité, pourraient nuire aux poissons ou les en chasser.

L’autorité compétente déterminera également jusqu’à quel point les écoulements existant aujourd’hui, qui proviennent d’établissements agricoles ou industriels, seront soumis à la règle posée ci—dessus1.


1 Voir le chapitre 4 de la LF du 14 déc. 1973 sur la pêche (RS 923.0).

Art. 11

Chacun des gouvernements des Etats riverains intéressés nomme un représentant pour son territoire.

Ces représentants se communiqueront réciproquement les mesures prises par leurs gouvernements au sujet de la pêche dans le bassin du Rhin et ils se réuniront de temps en temps pour discuter sur les mesures à prendre dans l’intérêt de la pêche dans ce bassin

Art. 12

Les gouvernements contractants s’engagent à introduire, autant que possible, dans leurs lois et règlements sur la pêche les dispositions renfermées dans les art. 1 à 11.1

La présente convention n’enlève pas aux divers Etats contractants le droit d’édicter, pour leurs territoires, des dispositions plus sévères dans l’intérêt de la pêche.2


1 Voir, dans le droit interne, le chapitre: Pêche (RS 923).
2 Voir l’ACF du 21 octobre 1927 concernant la prolongation de la période pendant laquelle la pêche du saumon est interdite (RS 923.43).

Art. 13

La présente convention est valable pour le lac de Constance et pour le Rhin depuis sa sortie du lac de Constance en aval.

Les dispositions de la convention qui ont trait aux poissons migrateurs (saumons et aloses) sont aussi applicables aux affluents du Rhin.

Art. 14

La présente convention entrera en vigueur immédiatement après sa ratification et aura force de loi pendant dix ans. Après dix années à partir du jour de l’échange des ratifications, chacune des trois parties contractantes sera libre de se retirer en tout temps, une année après la date à laquelle elle en aura effectué la dénonciation.

Art. 15

La présente convention sera ratifiée et l’échange des déclarations de ratification aura lieu le plus tôt possible.

En foi de quoi, les plénipotentiaires ont signé la présente convention en triple expédition.

Fait à Lucerne, le dix—huit (18) mai mil huit cent quatre—vingt—sept (1887).

(Suivent les signatures)


  Protocole final

Au moment de signer la présente convention relative à la réglementation de la pêche dans le Rhin et ses affluents y compris le lac de Constance, les plénipotentiaires soussignés ont jugé utile et convenable d’insérer dans le présent protocole final les déclarations et explications suivantes.

I

Les plénipotentiaires sont d’accord sur le fait que l’interdiction complète temporaire de la pêche dans un cours d’eau peut être considérée comme admissible et autorisée, si, ensuite de détournement d’eaux poissonneuses, de manque d’eau ou d’autres événements, l’effectif du poisson menace de s’éteindre complètement (art. 1).

II

Il est convenu que le premier et le dernier jour des périodes d’interdiction doivent être compris dans ces périodes (art. 4, ch. 4, et art. 6 de la convention).

III

Il est réservé de fixer pour le bassin du petit lac des périodes d’interdiction pour des espèces de poissons autres que celles désignées dans l’art. 6.

IV

On insiste expressément sur le fait que les déterminations qui ont été prises à Bâle à la date du 22/23 octobre 1883, non plus que les prescriptions qui ont été édictées en exécution de ces décisions, ne sont modifiées en aucun point par la présente convention.

V

Les plénipotentiaires sont d’accord sur le fait que l’engagement réciproque qui a été pris dans le temps et qui consiste à verser annuellement dans le bassin du Rhin, depuis sa chute près de Schaffhouse en aval, un nombre de jeunes saumons calculé d’après la longueur de la rive (au moins 1000 pièces par chaque kilomètre de longueur de rive), doit encore rester valable pour la durée de la présente convention.

VI

On considère comme désirable que, dorénavant, il ne soit pas versé dans le lac de Constance et dans le Rhin de nouvelles espèces de poissons sans une entente préalable réciproque entre les gouvernements des Etats riverains.

Fait à Lucerne, le dix—huit (18) mai mil huit cent quatre—vingt—sept (1887).

(Suivent les signatures)


 RS 14 248


1 Texte original allemand.2 Par note du 31 juil. 1920, la France s’est déclarée disposée à admettre que, jusqu’à la conclusion de nouveaux accords entre la France et la Suisse sur la pêche dans le Rhin, cette Conv. continue à être appliquée en fait (FF 1920 IV 378).3 Voir aussi l’Ac. sur la pêche dans le lac Inférieur (RS 0.923.411).


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